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Ve lo dico alle sei/ Lavoro: rispetto per tesi M5S anche se non nuove

Lavorare meno a parità di salario, libertà relativa dell’età di pensione, più potere diretto ai lavoratori nelle imprese sono in estrema sintesi i temi proposti dal Movimento 5 Stelle che hanno ottenuto il consenso della loro comunità in rete. Sono suggestioni che meritano rispetto se non altro perché ipotizzate da un movimento che gode di un significativo consenso. Esse tuttavia non sono originali perché appartengono al bagaglio culturale di componenti della sinistra degli anni ’70, quando si determinarono la diffusa illusione di uno sviluppo infinito e la convinzione di una migliore distribuzione della ricchezza crescente. Poi vennero gli shock petroliferi e fu necessario liberare le imprese ed il lavoro per avere la crescita degli anni Ottanta. Oggi vengono ripresentate in un contesto nel quale molti si sono rassegnati al declino delle economie occidentali per cui aspirano solo ad una ripartizione più equa della minore ricchezza. È però probabile che in questo modo si accentui il circolo vizioso del regresso a causa della minore produttività e della maggiore spesa pubblica. E così vi sia sempre meno da distribuire. Ben venga in ogni modo il confronto delle idee in luogo delle invettive e delle battute che in ogni area politica hanno caratterizzato gli anni più recenti. Riavvicineremmo molti all’impegno pubblico.

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