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Un quesito sui tirocini in Lombardia

La Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro ci offre un’utile risposta ai quesiti che ogni giorno arrivano dalla rete. Oggi Silvia Donà risponde ad un quesito sull’attivazione di un tirocinio nella Regione Lombardia.

Domanda

Devo attivare un tirocinio in favore di un ragazzo disabile nella Regione Lombardia. Vorrei sapere cosa stabilisce la DELIBERAZIONE N° X / 825 della Regione Lombardia sui vincoli di durata, sul progetto formativo individuale, sull’indennità di partecipazione?

Risposta

Questa tipologia di tirocinio si caratterizza per la necessità di creare condizioni che favoriscono lo svolgimento del tirocinio di cui al paragrafo 1 lettera c), ovvero tirocini formativi e di orientamento o di inserimento/reinserimento in favore di disabili di cui all’articolo 1, comma 1, della legge n. 68/99, persone svantaggiate ai sensi della legge 381/91.

L’art. 1 della legge 68/1999 ha come finalità la promozione dell’inserimento e della integrazione lavorativa delle persone disabili nel mondo del lavoro attraverso servizi di sostegno e di collocamento mirato. Essa si applica:

 a) alle persone in età lavorativa affette da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali e ai portatori di handicap intellettivo, che comportino una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45 per cento;

b) alle persone invalide del lavoro con un grado di invalidità superiore al 33 per cento;

c) alle persone non vedenti o sordomute, di cui alle leggi 27 maggio 1970, n. 382, e successive modificazioni, e 26 maggio 1970, n. 381, e successive modificazioni;

d) alle persone invalide di guerra, invalide civili di guerra e invalide per servizio con minorazioni ascritte dalla prima all’ottava categoria di cui alle tabelle annesse al testo unico delle norme in materia di pensioni di guerra, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978, n. 915, e successive modificazioni.

I soggetti svantaggiati sono indicati nello specifico all’art. 4 della legge 381/1991, ovvero gli invalidi fisici, psichici e sensoriali, gli ex  degenti  di  ospedali psichiatrici,   anche   giudiziari,   i soggetti in trattamento psichiatrico, i tossicodipendenti, gli alcolisti, i  minori  in età lavorativa in situazioni  di  difficoltà familiare,  le persone detenute o internate negli istituti penitenziari, i condannati e  gli internati ammessi alle misure alternative alla detenzione e al lavoro all’esterno, ai sensi dell’articolo 21 della legge 26 luglio 1975,  n. 354, e  successive  modificazioni.

A questi soggetti, si applicano le seguenti disposizioni specifiche (Allegato A -punto 4- DELIBERAZIONE N° X / 825 della Regione Lombardia)

a) vincoli di durata:

-per gli svantaggiati la durata massima è di 12 mesi, fatto salva l’estensione fino a 24 mesi nel caso di parere rilasciato da un soggetto terzo competente;

-per i disabili la durata massima è di 24 mesi, salvo particolari difficoltà di inserimento lavorativo sulla base di valutazione espressa dal Comitato Tecnico Provinciale, ai quali non si applicano vincoli di durata e di ripetibilità del tirocinio;

b) soggetti attuatori:

-non si applicano i vincoli numerici parametrati alle risorse umane presenti nelle unità operative di

svolgimento. Il rapporto tra tutor e tirocinante è definito nella Convenzione di tirocinio e nel Progetto formativo individuale, in un range compreso tra 1/1 e 1/3 a seconda delle necessità derivanti dalla situazione del tirocinante.

-Per le unità operative di svolgimento del tirocinio localizzate all’interno di istituti di pena, non si applicano i vincoli numerici parametrati alle risorse umane.

c) Progetto formativo individuale: al fine di garantire le finalità di inclusione e sulla base di circostanziate valutazioni, il progetto formativo può prevedere anche l’acquisizione di professionalità elementari.

d) Indennità di partecipazione: al fine di garantire le finalità di inclusione, la Convenzione di tirocinio e il Progetto formativo individuale, assumono le determinazioni in merito all’indennità di partecipazione tenendo conto inoltre, per i soggetti disabili, della valutazione delle capacità e abilità residue del tirocinante espressa dal Comitato Tecnico Provinciale.

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