Gig economy Smart working World Economic Forum

Stare al passo con la gig economy e il nuovo modo di fare lavoro

Lavoro-impresa-startupCon gig economy si intende un modello economico sempre più diffuso dove le prestazioni lavorative continuative (il posto fisso, con contratto a tempo indeterminato) è soppiantato dal lavoro on demand, con riferimento a servizi, prodotti o competenze. La gestione della domanda e dell’offerta avviene online attraverso piattaforme e app dedicate: è il caso dell’affitto temporaneo di camere (per esempio Airbnb), dell’attività da freelance come la progettazione di siti web (si ricordano Upwork o Fivver), o del servizio di trasporto privato alternativo ai taxi (Uber). Nella gig economy i lavoratori sono tutti autonomi e svolgono prestazioni lavorative temporanee o a part time o saltuarie o ancora provvisorie. 

«Questa generazione di giggers, capaci di offrire competenze di altissimo livello in modo efficace ma non invasivo e, soprattutto, a tempo determinato, può apportare l’innovazione necessaria a far partire le pmi italiane e renderle competitive con i colossi multinazionali», sostiene Tatiana Mardare, antropologa e Millennial strategy hunter, in quanto «la dinamica virtuosa gig + pmi è ben rappresentata dalle note piattaforme Ebay o Airbnb, entrambe nate con l’intuizione di collegare l’esigenza di un servizio all’offerta dello stesso». L”ultimo Human Capital Report del World Economic Forum raccogliendo dati pubblici e privati e quelli relativi ad alcune delle più grandi piattaforme on-demand a livello internazionale ci aiuta a far luce su questo nuovo modello economico. 

Secondo il rapporto, quasi il 13% della popolazione in età lavorativa mondiale è già impegnato come free lancer e nelle economie come gli Stati Uniti, gran parte della recente crescita occupazionale è avvenuta attraverso forme di lavoro alternative o freelance. Più di un quarto di tutti i lavoratori in Paesi come il Bhutan, il Vietnam e la Colombia lavorano per conto proprio. Un fenomeno quindi già consolidato. Ciò che sta cambiando è il modo in cui questi lavoratori sono ora in grado di affacciarsi al mercato del lavoro. Le piattaforme digitali emergenti hanno iniziato a fornire ai lavoratori precedentemente inattivi, disoccupati o sottoccupati un più facile accesso al mercato del lavoro tramite l’online, di fatto creando un nuovo mercato del lavoro digitalizzato.

Da un lato queste piattaforme contribuiscono alla creazione di nuove opportunità dove precedentemente non c’erano, soprattutto in quei mercati in cui sia l’organizzazione dell’attività commerciale così come le infrastrutture pubbliche sono mancati.  Allo stesso modo, esse hanno apportato benefici a mercati già molto frammentati. E quando queste piattaforme diventano dei veri e propri hub sono in grado di attirare nuovi players, con beneficio per lavoratori e per i fruitori dei servizi.

Dall’altro, tuttavia, c’è preoccupazione per come queste piattaforme siano in grado di compromettere nel futuro il “lavoro tradizionale”, soppiantando un numero consistente di posti di lavoro. Non si può non riconoscere che queste piattaforme stanno fornendo competenze alle aziende che con gli strumenti e i canali di intermediazione tradizionali queste non sono in grado di riceve, soprattutto in quei settori in cui il gap di competenze, come quelle informatiche e digitali, raggiunge livelli elevati. Spetta ai Governi prendere l’iniziativa di regolare opportunamente questi nuovi modelli di lavoro. In primo luogo, rendere responsabili queste piattaforme sarà una parte fondamentale del compito e, in tal senso, lo spazio fornito dal World Economic Forum può risultare un’utile sede per promuovere il dialogo e concordare azioni che vadano nella medesima direzione.

Potrebbero interessarti anche
E’ il momento dello smart working in Italia
ILO, Eurofound: il nuovo rapporto «Lavorare sempre e ovunque»
Smart working, Bentivogli: “Anche il sindacato cambierà pelle”

Scrivi il tuo commento

Commento*

Nome*
Sito

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.