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Sacconi, Albertini, Berger e Casini presentano ddl per l’occupazione

Gabriele Albertini, Hans Berger, Pier Ferdinando Casini e Maurizio Sacconi presentano un disegno di legge quale contributo dei moderati che sono parte della maggioranza di governo alla adozione di misure urgenti per il mercato del lavoro, nella prospettiva di un testo unico denominato “Statuto dei lavori”.

I proponenti muovono dal presupposto che anche in presenza di una modesta crescita l’occupazione possa rimanere stagnante in assenza di una immediata riregolazione che rimuova molti dei vincoli che rendono oggi complicato l’impiego delle tipologie contrattuali. Quindi, essi ritengono che ogni rinvio sarebbe davvero colpevole anche perché sono riforme che non costano, se non in termini di rinuncia a vecchi pregiudizi ideologici. Essi contestano la tesi delle oltre 40 tipologie contrattuali, in quanto sarebbero solo 4 i modelli di lavoro subordinato e 2 quelli di lavoro autonomo coordinato con il committente. Ma dai pochi modelli si può poi passare a milioni di contratti originali perché è un bene che l’imprenditore e il lavoratore si adattino reciprocamente.

Il testo del ddl – il cui primo firmatario sarà Maurizio Sacconi che ne ha coordinato la redazione – disegna lo Statuto dei Lavori come l’insieme delle norme comunitarie che in quanto tali sono vincolanti mentre rimette ogni altra regola alla contrattazione di prossimità, inclusi gli accordi individuali quando sono certificati ed il lavoratore è assistito.

Grande enfasi trovano i contratti di apprendistato per i quali ancor più decisamente viene assunto il modello tedesco e la stessa buona pratica in atto nella provincia autonoma di Bolzano. Si tratta di contratti che possono essere dedicati al recupero dei giovani a percorsi di istruzione e formazione, all’acquisizione di un mestiere, al conseguimento di alte competenze. Tutti, secondo i proponenti, straordinariamente semplificati rispetto ai vincoli attuali.

Il contratto a termine diventa libero da specifiche causali per un triennio. Il contratto di lavoro subordinato viene riformato in termini per cui inizia con un periodo di prova di due anni, ove le parti lo ritengano anche con un periodo formativo con corrispondente riduzione del salario, mentre solo il licenziamento discriminatorio rimane sanzionato con la reintegrazione.

Il ddl infine allarga la platea degli iscritti alla assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione anche ai lavoratori autonomi, ove volontariamente lo ritengano, e generalizza a tutte le imprese sopra i 15 dipendenti il regime assicurativo della cassa integrazione. Ogni sussidio si trasforma in dote per chi assume. Ogni disoccupato deve disporre di un voucher, grazie ai fondi europei, da spendere presso un servizio, pubblico o privato, di orientamento, collocamento o formazione che viene remunerato, almeno in parte, in base al risultato.

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