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Pensione: Ocse, alzare età effettiva per garantire assegni adeguati

La duplice sfida per l’Italia sulle pensioni consiste nel limitare la spesa nel breve e medio termine e nel fare fronte al nodo dell’adeguatezza dei trattamenti per quanti andranno in pensione in futuro, considerando che soprattutto per i giovani sara’ difficile avere una carriera lavorativa senza interruzioni che e’ il presupposto, con le attuali regole, di un trattamento pensionistico adeguato. Lo sottolinea l’Ocse nella nota dedicata all’Italia del rapporto “Uno sguardo alle pensioni”, che passa in rassegna i sistemi previdenziali dei 35 Paesi membri e di alcuni Paesi partner dell’Organizzazione. In Italia “aumentare l’eta’ di effettivo pensionamento dovrebbe continuare ad essere la priorita’ per garantire adeguati benefici pensionistici senza mettere a rischio la sostenibilita’ finanziaria”, scrivono gli esperti dell’Ocse. Questo implica concentrarsi sull’aumento dei tassi di occupazione, soprattutto nelle categorie piu’ vulnerabili.

Il rapporto rileva che i benefici pensionistici previsti per gli attuali ventenni saranno elevati solo per chi riuscira’ ad avere una carriera lavorativa senza particolari interruzioni, “il che non sara’ molto comune in futuro”, considerando il basso livello di occupazione dei giovani tra 20 e 24 anni (30%) e tra i 55 e i 64 anni (50%), inferiori alle medie Ocse (57% e 59%). L’Ocse rileva che in Italia esiste la possibilita’ di andare in pensione quattro anni prima dell’eta’ legale (che sara’ di 71 anni per i nati nel 1996, se si hanno almeno 20 anni di contributi, con un adeguamento dell’assegno e questo potrebbe essere equivalente a un’eta’ di pensione di 67 anni. In generale, lavorare e rinviare la pensione aumenta il trattamento pensionistico di circa il 7% per ogni anno di rinvio, ma lavorare oltre i 65 anni in Italia e’ raro (solo il 9% tra full e part-time).
L’Ocse definisce, inoltre, “innovativa” l’Ape, in quanto affronta le imperfezioni del mercato del credito introducendo un collaterale affidabile. Tuttavia, e’ un’opzione che puo’ andare bene solo a quanti hanno una lunga storia contributiva che possono permettersi una pensione piu’ bassa.

 

 (fonte: Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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