Il commento Part Time Pensioni

Part-time agevolato per i più anziani: ma il nodo previdenziale non si scioglie

A cura dell’Avv. Gabriele Fava e dell’Avv. Emilio Aschedemini

older_workerE’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che dà attuazione a quanto contenuto nella legge di stabilità in merito alle modalità di fruizione degli incentivi per la trasformazione del rapporto di lavoro da full-time a part-time per lavoratori vicini alla pensione di vecchiaia. In sostanza, per quei lavoratori che entro il 31 dicembre 2018 maturano i requisiti anagrafici per il conseguimento della pensione di vecchiaia con venti anni di contributi, potranno trasformare il proprio rapporto di lavoro da full-time a part-time. La procedura prevede innanzitutto l’accordo tra il datore di lavoro ed il lavoratore interessato nel quale le parti dichiareranno di dare vita ad un “contratto di lavoro a tempo parziale agevolato” indicando contestualmente l’ammontare della riduzione oraria, in una misura compresa fra il 40% ed il 60%. L’accordo esplicherà la sua funzione sino al momento di maturazione del requisito anagrafico del lavoratore per il diritto alla pensione di vecchiaia.

La stipula dell’accordo e la successiva autorizzazione alle relative coperture contributive da parte dell’INPS prevede una serie di adempimenti burocratici che rendono meno spedito il sistema.
Innanzitutto, prima di stipulare l’accordo, sarà necessario che il lavoratore acquisisca dall’INPS una certificazione attestante il possesso dei requisiti minimi di contribuzione per il conseguimento del diritto al trattamento pensionistico di vecchiaia e della maturazione, entro il 31 dicembre 2018, del requisito anagrafico. Sui tempi di evasione della richiesta il decreto nulla dice in proposito per cui si può ritenere che non siano veloci.
In ogni caso, la certificazione è una condizione necessaria per procedere all’accordo.
Sottoscritto l’accordo, sarà poi onere del datore di lavoro provvedere alla sua trasmissione sia alla DTL competente -la quale sarà tenuta, nel termine di cinque giorni, ad emanare il provvedimento autorizzativo ovvero, in assenza di risposta, recita il decreto, il provvedimento di autorizzazione si intende rilasciato.

Trascorsi i 5 giorni, con o senza provvedimento della DTL, è tenuto a trasmettere istanza telematica aIl’INPS, contenente:
– il dato identificativo della certificazione rilasciata al lavoratore;
– le informazioni relative al contratto di lavoro;
– le informazioni necessarie ad operare la stima dell’onere del benefìcio.
L’INPS dovrà comunicare entro 5 giorni l’accettazione, verificando le proprie risorse finanziarie disponibili, tenuto conto che per le richieste avanzate per il 2016 è prevista la copertura della contribuzione figurativa nel limite massimo di 60 milioni di euro.
Gli effetti del contratto decorrono dal primo giorno del periodo di paga mensile successivo a quello di accoglimento dell’istanza da parte dell’INPS.
Il lavoratore che opti per la trasformazione del rapporto di lavoro vedrà riconosciuto, da parte dell’INPS, la contribuzione figurativa relativa alla prestazione lavorativa non effettuata in ragione del contratto di lavoro a tempo parziale agevolato.

Inoltre, a fronte della riduzione dell’orario, il datore di lavoro erogherà mensilmente al lavoratore, oltre che la retribuzione e la contribuzione sulle ore lavorate in part-time, una somma che corrisponde alla contribuzione a suo carico per le ore non lavorate. L’ importo non concorre alla formazione di reddito di lavoro dipendente e non è assoggettabile a contribuzione previdenziale e assistenziale.

Esaminando le peculiarità di questo strumento introdotto dal Governo, non sembra possa consentire quell’auspicato ricambio generazionale a cui intende dare attuazione. Non sembra infatti un’incentivo all’assunzione uno strumento che preveda comunque di mantenere in azienda, seppure part-time, un lavoratore. Di sicuro tale strumento potrà consentire ai lavoratori più anziani di poter avere a disposizione maggior tempo libero da dedicare ai propri interessi, sempre che il lavoratore ritenga conveniente privarsi di almeno metà della retribuzione per seguire i propri hobby. Pertanto, sia i datori di lavoro sia i lavoratori sono tenuti a valutare attentamente i costi e benefici di tale sistema. Si tenga anche conto dei costi e del tempo che l’azienda dovrà spendere per gli adempimenti connessi alla stipula dell’accordo ed alle successive comunicazioni. Inoltre, risulta difficile che un’azienda intenda consentire il passaggio a part-time di elementi con esperienza e capacità.

Sembra un’opera di maquillage al vero problema legato all’attuale sistema previdenziale che ha determinato un drastico innalzamento dell’età pensionabile, allungando la durata dei rapporti di lavoro con assoluta congestione del sistema di ricambio. Ed i giovani ne pagano le conseguenze.

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