Demografia Fertilità

Le neo mamme italiane sono le più vecchie d’Europa

Articolo di Perla Ressese, pubblicato da Eunews

Fertility day, family day. Non c’è campagna o manifestazione che tenga. Se non ci sono le condizioni materiali un figlio non si può fare, e a quanto pare in Italia queste condizioni non ci sono. Il nostro è il Paese in cui in media le donne diventano mamme per la prima volta più tardi a 31 anni, a fronte di una media europea di 29 con la Bulgaria che è il Paese con il record di gioventù con i suoi 26 anni di media. Lo rivelano i dati Eurostat sui 5 milioni e 148mila parti avvenuti nell’Unione nel 2016, un numero in leggera crescita rispetto ai 5,103 milioni dell’anno precedente. Di queste nascite nel 2016 circa il 5% riguardava donne di meno di 20 anni e circa il 3% di 40 anni e più.

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Il mio canto libero/ L’autoregolazione in luogo delle leggi su rappresentanza o salario minimo

Dal Bollettino Adapt

Il consiglio dei ministri ha definitivamente approvato la lista dei nuovi componenti del Cnel. In realtà la novità è nei nominativi ma non nelle organizzazioni rappresentate che sono le stesse del 2010. In ogni modo esse sono state, a torto o a ragione, ritenute rappresentative. Anche quando non sono omogeneamente diffuse su tutto il territorio nazionale ma sono significativamente presenti in aziende, in settori, in territori. Questi corpi sociali potrebbero ora dare vita ad un largo accordo interassociativo, sotto l’egida di un organo con rilevanza costituzionale, sui fondamentali criteri della contrattazione collettiva in modo da evitare forme di concorrenza sleale in danno dei lavoratori. In particolare, tutti i sottoscrittori dovrebbero impegnarsi a considerare quali livelli retributivi essenziali i minimi tabellari dei contratti leader firmati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative.

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Abbiamo bisogno dei principi della tradizione cristiana per rimediare alla perdita di senso

Articolo pubblicato su Tempi

“Qual è la casa politica dei cattolici?” è la domanda che abbiamo posto, qualche giorno fa sul sito di Tempi. Esiste un pericolo che si chiama irrilevanza, come ha notato il cardinale Camillo Ruini e un risultato elettorale che ne pare la conferma. Abbiamo chiesto un’opinione su questi temi a Maurizio Sacconi, ex ministro, presidente dell’Associazione Amici di Marco Biagi. Ecco la sua risposta.

L’influenza della cultura cristiana sulla società italiana e sui corpi intermedi della rappresentanza politica e sociale si è progressivamente affievolita. Il senso comune del popolo è stato spesso sopraffatto, soprattutto nelle istituzioni, dal luogo comune delle élite cosmopolite. Di queste si può anche dire, come si diceva un tempo del comunismo, che amano a tal punto i poveri da produrli.

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AMB Consiglia

Trattato sulla nuova configurazione della giustizia contabile

 

Si è tenuta ieri presso l’Istituto Pontificio di Musica Sacra – Piazza S. Agostino, 20a Roma – la Tavola rotonda di presentazione del “Trattato sulla nuova configurazione della giustizia contabile” a cura di Eugenio F. Schilzter e Cesare Mirabelli ed edito da Editoriale Scientifica. Pubblichiamo a seguire un estratto del contributo di Maurizio Sacconi relativo al contesto di finanza pubblica e l’evoluzione dei relativi controlli esterni. 

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pubblica amministrazione Selezione Stampa

Burocrazia in crisi di fiducia

Gli strali dei sentimenti populistici hnno colpito anche la pubblica amministrazione, non senza ragione, ma con effetti peggiori del male. Il taglio lineare delle risorse. A seguire trovate il link con l’articolo di Francesco Verbaro, pubblicato su Il sole 24 Ore.

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Amici Marco Biagi

Il mio canto libero – Marco Biagi, ovvero l’ansia dei risultati

Dal Bollettino ADAPT

Avverto il dovere, ogni anno in occasione dell’anniversario della morte, di dare testimonianza del senso e del metodo dell’opera di Marco Biagi dal punto di vista di chi si avvalse della sua collaborazione in quel tempo maledetto. Mi fa piacere farlo in questo bollettino perché corrisponde ad un ambiente in cui operano e si formano molti giovani in barse al suo insegnamento.

Con il libro bianco sul mercato del lavoro egli introduce nel dibattito italiano l’ansia dei risultati in termini di tassi di occupazione generale e specifici per segmenti sociali e per territori, di assorbimento della forte dimensione di lavoro sommerso, di riduzione dei tassi di disoccupazione di lungo periodo. È una sorta di messa in mora dei decisori istituzionali e sociali in modo che leggi, contratti, politiche pubbliche si confrontino sempre con gli esiti quantitativi che determinano. È anche il modo per dire ad un vecchio mondo lavoristico che deve finire il tempo dei “pochi ma buoni” nel mercato regolare mentre molti rischiano di esserne permanentemente esclusi.

Interessano poco le stesse buone pratiche se confinate in nicchie dalle quali non si propagano. Marco vuole i grandi numeri perché sono persone che hanno il diritto di essere incluse e di vivere una vita buona fatta di lavoro, affetti e riposo. L’obiettivo dei better jobs è implicito nella emersione dei lavori irregolari e nell’investimento formativo per la occupabilità da garantire a tutti. Il contrasto dell’esclusione e della precarietà è proprio nelle conoscenze e competenze e non nella tipologia contrattuale in sé. Dovremo peraltro riparlare dell’art.18 e dei contratti a progetto che tanto hanno influenzato i giudizi su di lui e la sentenza dei suoi assassini. Lo potremo fare se e quando vi sarà un quadro politico coeso e consapevole, volenteroso di produrre “more and better jobs” attraverso la crescita diffusa e un ecosistema formativo, libero dalle vecchie ideologie e dalle rozze parole d’ordine della rete, capace di parlare con i fatti ai più deboli.

Nel frattempo possiamo proseguire il suo compito educativo. Anche nei confronti degli attori del dialogo sociale perché possono fare molto se vogliono sperimentare con coraggio soluzioni nuove, soprattutto in prossimità. Pigrizie ed autoreferenzialità indicherebbero anche indifferenza al suo lascito.

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Selezionato dalla Stampa

Sacconi: “Per far guerra agli accordi pirata rischiano le intese di prossimità”.

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Amici Marco Biagi

Marco Biagi, l’eredità di una riforma

Da QN

Da ben sedici anni ricordiamo Marco Biagi con intensità crescente perché le sue intuizioni sono state via via riconosciute ed accettate. L’uomo divisivo dell’art.18 e dei contratti a progetto ha infatti vinto sui suoi detrattori perché la forza delle cose ha fatto emergere la sua autentica originalità.

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anniversario Marco Biagi

Ricordando Marco Biagi

Intervento introduttivo di Maurizio Sacconi nel convegno Adapt-Amici di Marco Biagi su “La professionalità nella contrattazione“.
CNEL. Roma, 15 marzo 2018

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Alle Sei

“Per fare la guerra agli accordi pirata rischiano le intese di prossimità”

da LIBERO – Quella di Maurizio Sacconi è una voce critica sull’accordo tra Confindustria e sindacati. A partire dagli strumenti normativi ipotizzati: non adeguati se per il presidente uscente della Commissione lavoro del Senato è più che mai oggi necessario non rischiare di rimettere anche i rapporti collettivi di lavoro nelle mani di una giurisprudenza invadente. Così come, ci spiega, non crede in organizzazioni sociali rese simili ad apparati pubblici, anziché espressioni di una società libera e aperta.

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