Il commento

I proletari “smarriti” 100 anni dopo la rivoluzione

Ieri si sono “festeggiati” i primi cento anni della rivoluzione d’ottobre, la fase finale e decisiva della rivoluzione russa, che segnò dapprima il crollo dell’Impero russo e poi l’instaurazione della Repubblica sovietica. Infatti, solo dopo l’insurrezione avvenuta tra il 6 e il 7 novembre (24 e 25 ottobre del calendario giuliano) del 1917 a Pietrogrado con la presa del Palazzo d’inverno, i bolscevichi formarono “finalmente” il governo rivoluzionario presieduto da Lenin e furono in grado di estendere progressivamente il loro potere su gran parte dei territori del vecchio, e sconfitto, Impero zarista.

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Alle Sei

Ve lo dico alle sei/ Lavoro, azzerare contributi apprendistato duale

E’ necessario correggere la legge di Bilancio con riferimento all’apprendistato di primo e terzo livello. Proporrò di azzerarne i contributi per incoraggiarlo quale modo migliore per l’ingresso nel mercato del lavoro. Altrimenti gli incentivi ai contratti ordinari lo “cannibalizzano” come è già accaduto con il jobs act. In Italia i contratti di apprendistato “duale” sono poco più di 10 mila mentre in Germania sono 520 mila. Per dare una decisiva spinta alla loro diffusione occorrono poi una direttiva alle attività ispettive per semplificare la vigilanza e accordi sindacali che riducano il salario in proporzione alla formazione effettiva. In alternativa cresce l’abuso dei tirocinii ripetuti anche ben oltre il completamento dei percorsi curricolari”.

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Alle Sei

Ve lo dico alle sei/ OCSE: bassa inflazione italiana segno di sfiducia nel futuro

L’Ocse comunica oggi che l’inflazione ha ripreso a crescere in tutti i Paesi industrializzati con l’unica eccezione dell’Italia ove sta ulteriormente scendendo. Brutto segno perché esprime il rattrappimento di una nazione, la sua poca fiducia nel futuro. Solo liberando l’attitudine ad intraprendere, assumere e consumare avremo una ripresa diffusa e strutturale. Fino ad ora tuttavia il saldo dei provvedimenti e’ stato negativo dal punto di vista dell’incoraggiamento della vitalità.

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Selezionato dal web Sicilia

Come il centrodestra può bissare alle Politiche la vittoria in Sicilia

Da FORMICHE

Il voto siciliano consegna molte lezioni al futuro centrodestra di governo. La vittoria non può costituire alibi per evitare una solida riflessione autocritica e per ripetere una offerta politica scontata. In particolare, dobbiamo avere l’ambizione di proporci a quella grande quota di elettori che hanno disertato le urne o che hanno espresso il proprio voto per il candidato grillino.

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Apprendistato Selezione Stampa

La formazione va liberata dal groviglio delle regole

Articolo di Alberto Orioli pubblicato su Il Sole 24 Ore

“I dati, come sempre, sono più duri della realtà virtuale delle polemiche politiche. L’inchiesta che pubblichiamo a pagina 3 del Sole 24 Ore in edicola lunedì 6 novembre dimostra chiaramente che il bonus della decontribuzione non cannibalizza l’incentivo legato ai contratti di apprendistato come invece denuncia da tempo chi in Parlamento è contrario al rifinanziamento delle misure per l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro. È troppo banale ridurre l’analisi a una competition “monetaria” tra incentivi: l’apprendistato resta di gran lunga lo strumento di maggiore convenienza economica, anche rispetto alla decontribuzione più generosa. Eppure non decolla.” Continua a leggere l’articolo su Il Sole 24 Ore

 

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Alle Sei

Ve lo dico alle sei/ Pensioni: donne più esposte a restare senza lavoro e pensione

L’Istat ha confermato di non disporre di rilevazioni sulle aspettative di vita connesse ai singoli lavori. D’altronde, non sarebbe sufficiente effettuare queste rilevazioni se non le si combinasse poi con una stima degli anni che per ciascun lavoro concorrono a definire una maggiore o minore longevità. Come al solito, quando ci si arrampica sugli specchi si scivola a terra. Né si può usare la discutibilissima categoria dei lavori “gravosi” perché privi di quella base scientifica che ha sostenuto invece i lavori “usuranti”. Rimane quindi tutto aperto il nodo della rigidità della Legge Fornero soprattutto per le donne cui è stata drasticamente alzata l’età di pensione senza che usualmente possano anticiparla con l’anzianità contributiva dati i loro percorsi discontinui di lavoro. Esse sono a rischio di restare senza lavoro e senza pensione. Sono quindi soprattutto le donne il problema e per esse vanno individuate soluzioni di uscita flessibile, almeno da una certa età. Si cominci con un aggancio non biennale ma triennale, come era prima, dell’età di pensione all’aspettativa di vita e con la riproposizione di “opzione donna”.

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Alternanza Scuola Lavoro Il commento

Alternanza, il “tagliando” per aiutare ragazzi e insegnanti

Alternanza sì, alternanza no. Dall’entrata in vigore della legge 107 del 2015, la cosiddetta “Buona Scuola”, che prevede, finalmente, l’obbligatorietà di percorsi di alternanza scuola-lavoro nell’ultimo triennio delle scuole superiori, le risposte di studenti, professori, imprese e genitori sono state, ovviamente, differenti. Si pensi che gli studenti sono arrivati a proclamare uno sciopero per contrastare la misura pensata per colmare il divario tra scuola e mercato del lavoro che, in Italia, ha assunto, come ben noto, proporzioni sempre più consistenti e preoccupanti.

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Senza categoria

Adapt, dieci tweet di commento sui nuovi dati ISTAT sull’occupazione

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Alle Sei

Ve lo dico alle sei/ Pensioni: rivedere impianto deforme deroghe

Il nodo del passaggio ai 67 anni dell’età di pensione e’ stato determinato dalla assenza di fasi transitorie nella riforma Fornero che ha drasticamente alzato soprattutto l’età di uscita delle donne e di coloro che hanno anzianità contributiva. Ha quindi pesato sulle attese sociali un deforme impianto di deroghe che ha determinato impegni per circa 20 miliardi. Basti pensare alla opinabile categoria dei lavori “gravosi” che non hanno la stessa base scientifica dei lavori “usuranti”. E alla assenza, per converso, del parametro della maternità. Il “pit stop” richiesto dovrebbe quindi essere funzionale ad un riordino ragionato, coerente e motivato delle flessibilità di uscita rispetto ad un’età di pensione che opportunamente deve rimanere agganciata alla aspettativa di vita per stabilizzare il sistema.

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Alle Sei

Ve lo dico alle sei/ Manovra: non soddisfa né crescita né stabilità.

La manovra realizzata con il ddl Bilancio non soddisfa né le esigenze di stabilità attraverso il controllo del disavanzo e del debito né quelle della crescita e dell’occupazione. Né realizzerà le speranze di consenso elettorale. In particolare, il governo insiste con gli incentivi sui contratti di lavoro beneficiando solo le poche aziende che li useranno. Viene invece penalizzato l’apprendistato formativo che per i giovani è il modo migliore di transitare dalla scuola al lavoro. Nel caso delle pensioni si conferma il guazzabuglio della rigidità per tutti tranne le discutibili deroghe per pochi. L’unica cosa buona, l’Ape sociale, è stata riconosciuta a pochissimi perché era una promessa senza risorse.

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