Lavoro trasporti

La norma che mette a rischio 1.000 posti di lavoro

FlixBus è un operatore, recentemente apparso nel mercato italiano ed europeo, della mobilità che si pone l’obiettivo di cambiare il modo di viaggiare di milioni di persone in Europa. Rappresenta, infatti, un connubio quasi unico tra start-up tecnologica, piattaforma di e-commerce e azienda di trasporti, che in pochissimo tempo ha creato la rete di autobus “intercity” più estesa d’Europa. Grazie a un sistema di prenotazioni semplicissimo e a una rete in continua espansione, offre a chi viaggia la possibilità di scoprire il mondo, con un’offerta adatta a tutte le tasche (i prezzi possono arrivare addirittura fino a 1 euro). Con standard certamente elevati di comfort, sicurezza e sostenibilità, FlixBus può rappresentare, inoltre, un’alternativa di viaggio conveniente e green (come ci chiede anche l’Europa). 

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Alle Sei

Ve lo dico alle sei/ Corte Conti: Italia non competitiva, pericolo commissariamento.

La Corte dei Conti segnala un total tax rate sulle imprese medie italiane del 64,8%. Ben 25 punti punti lo differenziano dal cuneo fiscale sull’analoga impresa media europea. Più in generale la Corte evidenzia una differenza di 10 punti tra la pressione fiscale e burocratica in Italia e quella  riscontrata nella media dell’Unione. Si descrive così un evidente “spiazzamento” dell’impresa italiana in un tempo difficile per la crescita. Di ciò dovrebbe tener conto un ceto politico prevalentemente impegnato a distribuire, piuttosto che a produrre, la ricchezza. Di fronte a noi rimane uno scenario pericoloso perché, in assenza di una robusta riduzione del debito, l’Italia potrebbe essere assoggettata al commissariamento della cosiddetta troika con le conseguenze prevedibili dal punto di vista dell’affidabilità dei suoi titoli sovrani e dei conseguenti costi di collocamento. Il declino italiano non è quindi stato invertito ma solo posposto nel tempo. I prossimi mesi saranno decisivi per il futuro della nazione.

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Lavoro autonomo

Lavoro autonomo: Sacconi (EI), testo in aula senza modifiche

Il Senatore Maurizio Sacconi (Energie PER l’Italia), Presidente della Commissione Lavoro del Senato, è stato oggi incaricato dalla Commissione stessa, quale relatore, di riferire all’Aula sul provvedimento in materia di lavoro autonomo e di lavoro agile senza ulteriori modifiche rispetto a quelle apportate dalla Camera dei Deputati in seconda lettura. Unico voto contrario quello del rappresentante di Sinistra Italiana, mentre i rappresentanti del Movimento 5 Stelle si sono astenuti.  Per Sacconi “il disegno di legge potrebbe essere definitivamente approvato in tempi brevi se iscritto nei lavori dell’Aula. Sono in esso rafforzate le tutele per i lavoratori autonomi così come viene rafforzata la capacità competitiva di tutte le libere professioni attraverso incentivi all’autoformazione, regole per la concorrenza, semplificazioni negli adempimenti, riduzione della pressione fiscale, possibilità per le attività controllate dagli Ordini di svolgere funzioni pubbliche. Le casse previdenziali private e privatizzate potranno sviluppare prestazioni sociali complementari. Trova definizione per la prima volta il lavoro “agile” attraverso una “soft regulation” che fa largamente rinvio al contratto individuale per quanto riguarda la specifica definizione delle modalità della prestazione lavorativa. Il diritto al continuo apprendimento diventa la fondamentale tutela del lavoratore subordinato nel contesto della quarta rivoluzione industriale. È stato accolto dal Governo un ordine del giorno del relatore con il quale lo si impegna ad una robusta circolare sull’adattamento delle disposizioni in materia di salute e sicurezza al lavoro “agile”.”

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Alle Sei

Ve lo dico alle sei/ Governo, Gentiloni faccia legge stabilità e riproponga voucher

Il Governo Gentiloni ha compiti limitati nel tempo e nei contenuti. Dovrebbe infatti favorire una riforma della legge elettorale quanto più condivisa ed affrontare le emergenze relative alla stabilità finanziaria e bancaria come alla sicurezza interna e internazionale. In particolare, ha il dovere di rimettere ordine nella finanza pubblica alla luce anche dell’ulteriore crescita del fabbisogno. E non perché ce lo chiede l’Europa ma perché la palla al piede di un debito che ha ripreso a correre impedisce la crescita. La stessa legge di stabilità non potrà essere rimessa alla prossima legislatura in quanto si accentuerebbe il clima di sfiducia con conseguenze sull’economia, sulla società e sullo stesso esito elettorale. In questo contesto la cancellazione dei voucher è stata emblematica delle preoccupazioni elettorali del Pd a dispetto della realtà. Si guardi pure alle esperienze altrui ma per gli spezzoni lavorativi serviranno sempre, comunque li si chiami, strumenti semplici, non tassati, a minore contribuzione.

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Alle Sei

Ve lo dico alle sei/ ISTAT: lavoro stagnante, no incentivi e cancellazione voucher

La rilevazione mensile ISTAT conferma la sostanziale stabilità o stagnazione del mercato del lavoro che si sta registrando da mesi in coincidenza con la fine degli incentivi. Sarebbe quindi un errore riproporli ora per i giovani che meritano invece la piena e strutturale neutralità fiscale dei contratti di apprendistato. Così come le ipotesi di sostituzione dei voucher con ordinari contratti condannano alla sommersione molti spezzoni lavorativi. La loro regolarizzazione impone invece soluzioni semplificate, non soggette a tassazione, con contributi ridotti. Come erano appunto i voucher.

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Istat Occupazione

Istat, disoccupazione in calo all’11,5% ma aumentano gli inattivi

A febbraio 2017 la stima degli occupati è stabile rispetto a gennaio, mantenendosi su livelli prossimi a quelli dei quattro mesi precedenti. Nell’ultimo mese cresce il numero di donne occupate e cala quello degli uomini. L’occupazione aumenta tra gli ultracinquantenni e diminuisce nelle restanti classi di età. Sale il numero di lavoratori a termine, mentre calano i lavoratori a tempo indeterminato e restano stabili gli indipendenti. Il tasso di occupazione è stabile al 57,5%. Nel periodo dicembre-febbraio si registra una lieve crescita degli occupati rispetto al trimestre precedente (+0,1%, pari a +14 mila), determinata dall’aumento dei dipendenti a termine. L’aumento riguarda le donne ed è particolarmente accentuato tra gli ultracinquantenni.

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Alle Sei

Ve lo dico alle sei/ Istat: ancora stagnazione lavoro, no incentivi ma misure strutturali

L’ultima rilevazione trimestrale dell’Istat sul mercato del lavoro conferma l’andamento sostanzialmente stagnante nell’ultimo anno. La poca crescita del lavoro si concentra peraltro sugli ultra cinquantenni mentre è da tempo bloccata la fascia centrale 35-49 e continua a scendere l’occupazione nei giovani tra 15 e 34 anni. Il tasso di occupazione al 57,4 per cento è ancora significativamente al di sotto del dato ante-crisi del 2008 e soprattutto lontano dai tassi di occupazione di quasi tutti gli altri paesi europei. In questo contesto risulta davvero stucchevole tutta la campagna contro i voucher mentre preoccupa il fatto che l’unica idea sia quella di riproporre incentivi per l’assunzione di giovani e donne. Al contrario, ogni possibile spesa per il lavoro deve avere carattere strutturale favorendo in primo luogo i contratti di apprendistato e più in generale mirando a sostenere la formazione dei lavoratori adulti  e ad avvicinare le contribuzioni al costo effettivo delle prestazioni sociali. La stessa detassazione dei salari di produttività dovrebbe perdere l’incertezza del provvedimento congiunturale per diventare strutturale, ovvero stabile.

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Istat Occupazione

Istat: cresce occupazione IV trimestre

Secondo la nota trimestrale sulle tendenze dell’occupazione di ISTAT, Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Inps e Inail, nel quarto trimestre 2016 prosegue la tendenza all’aumento dell’occupazione su base annua e si registrano lievi segnali di crescita in termini congiunturali (Tavola 1). Le dinamiche del mercato del lavoro nel corso del 2016 si sono sviluppate in un contesto di crescita moderata del prodotto interno lordo. In particolare, nel quarto trimestre del 2016 il Pil ha segnato un aumento congiunturale dello 0,2% e un tasso di crescita tendenziale dell’1%; l’input di lavoro misurato in termini di Ula (Unità di lavoro equivalenti a tempo pieno) mostra una dinamica lievemente superiore a quella del Pil (+0,3% sotto il profilo congiunturale e +1,2% in termini tendenziali). Il tasso di occupazione destagionalizzato è stato pari al 57,4%, in crescita di un decimo di punto rispetto al trimestre precedente; considerando l’ultimo decennio 2007-2016 recupera due punti percentuali rispetto al valore minimo (terzo trimestre 2013, 55,4%), ma è ancora distante di quasi un punto e mezzo da quello massimo (secondo trimestre 2008, 58,8%).

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Alle Sei

Ve lo dico alle sei/ Lavoro: sabato Parisi dirà se erede di Biagi

Fare lavoro nelle economie rallentate e al tempo della quarta rivoluzione industriale è di per sé cosa difficile. Lo diventa ancor più se non ci liberiamo dalle ideologie del ‘900 e dai vincoli che hanno prodotto. Qualcosa è stato fatto ma molto resta da fare. Tutte le aree politiche devono quindi competere innanzitutto sul lavoro. Questa legislatura rischia di concludersi con pochi e costosi risultati. Centrodestra, centrosinistra, Movimento 5 Stelle devono ora offrire proposte chiare e dettagliate per il futuro. Nell’area liberalpopolare Stefano Parisi si presenterà sabato con una autonoma piattaforma programmatica. Capiremo dalle sue idee sul lavoro la credibilità più complessiva del suo progetto. E’ stato amico di Marco Biagi con il quale ha collaborato da sindaco di Milano e da direttore di Confindustria. Vedremo se ne raccoglierà l’eredità.

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pubblico impiego Senato

Modifiche al TU pubblico impiego: la relazione del Sen. Ichino

Pubblichiamo al link sottostante la relazione svolta dal Senatore Pietro Ichino nella seduta odierna della Commissione Lavoro sull’atto di Governo n. 393 (Schema di decreto legislativo recante modifiche e integrazioni al Testo Unico del pubblico impiego di cui al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165).

Il testo della relazione del Sen. Ichino

 

 

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Alle Sei

Ve lo dico alle sei/ Lavoro: concentrare incentivi per giovani su apprendistato

Si ripetono nell’area di maggioranza le dichiarazioni con cui si chiedono agevolazioni indifferenziate per i contratti di lavoro con giovani. Sarebbe, ancora una volta, un modo per cancellare quei contratti di apprendistato che tutti riconoscono essere il modo migliore con cui promuovere la transizione dalla scuola al lavoro. O meglio ancora, l’integrazione tra istruzione, formazione e lavoro. Già il generoso azzeramento dei contributi di tutti i nuovi contratti permanenti, combinato con l’abuso dei tirocinii, ha penalizzato l’apprendistato nei tre anni trascorsi. Ora che questo contratto “a causa mista” ha ripreso a diffondersi, sarebbe ben paradossale produrre un altro effetto di spiazzamento. Si concentrino quindi le agevolazioni soprattutto sui contratti di apprendistato di primo e terzo livello azzerando tasse e contributi per ogni dimensione di impresa e, contestualmente, si riconducano i tirocinii ai periodi curricolari.

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