ddl semplificazione

Il mio canto libero/ Nuovi Codici? Meglio un approccio non per regole ma per obiettivi

pubblicato su Bollettino ADAPT

Risultati immagini per maurizio sacconiSembra ormai prossimo l’esame da parte del Consiglio dei Ministri di un disegno di legge che, a memoria, non ha precedenti nell’età repubblicana. Si tratta di un provvedimento con cui il Parlamento dovrebbe delegare il governo a a semplificare,  riordinare  e riunire in codici (non meramente compilativi) tutta la complessa e stratificata legislazione italiana, dalle regole operative della pubblica amministrazione al diritto tributario, dall’agricoltura al turismo, dalle attività economiche alla società dell’informazione, dalle reti tradizionali a quelle “nuove”, dal governo del territorio alle fonti rinnovabili, dalla tutela della salute alle politiche assistenziali, dall’istruzione al lavoro e alla previdenza. Gli obiettivi sono nobili e condivisibili a partire da un principio generale di delega secondo il quale vanno abrogate tutte le disposizioni “ che costituiscono livello di regolazione superiore a quello minimo richiesto dalla normativa europea” anche se poi si aggiunge “… salvo che la loro perdurante necessità sia motivata..”. Gli estensori del DDL appaiono preoccupati dell’impatto della vigente regolazione sulle persone fisiche e giuridiche in quanto evidente ragione di rattrappimento della società e dell’economia in Italia. Da tempo si avverte la necessità di una drastica semplificazione che tuttavia, quando è stata tentata, ha tendenzialmente prodotto ulteriori complessità. 

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Formazione

Sosteniamo la petizione di Federmeccanica “Piu’ Alternanza. Piu’ Formazione”

Amici di Marco Biagi sostiene la petizione “Più Alternanza. Più Formazione” proposta da Federmeccanica con l’obiettivo di sensibilizzare il Governo sul tema della formazione, per i giovani e per quanti già operano nel mondo del lavoro. Con la firma della petizione si chiede, alle autorità governative, sostegno all’attività di alternanza scuola lavoro, strumento per favorire l’avvicinamento al mondo del lavoro da parte dei giovani ancora impegnati nel percorso scolastico, e attenzione al tema della “formazione di qualità” per i lavoratori, con specifico riferimento alla formazione legata all’evoluzione digitale delle imprese.

In particolare la petizione chiede di:  

  • mantenere, in particolare negli Istituti tecnici e professionali, 400 ore di alternanza scuola-lavoro, o strumenti equivalenti, nel triennio per tutti gli studenti e continuare a garantire alle Scuole direttamente interessate strumenti e dotazioni finanziarie semmai superiori, e non inferiori, a quelle attualmente previste.
  • riconoscere il credito di imposta, o misure equivalenti, per le spese fatte dalle aziende per l’alternanza e la formazione del personale funzionale a Industry 4.0 (tecnologie, macchinari, organizzazione, modelli di business etc).

I  contenuti di dettaglio sono espressi nel Manifesto dell’iniziativa.

A questo link, potete firmare la petizione per sostenere l’iniziativa “Più Alternanza. Più Formazione”.

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Bollettino ADAPT Logistica distributiva

Il mio canto libero/ Accompagnare l’evoluzione della logistica distributiva

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Le recenti vicende autorizzatorie che hanno interessato il gruppo Amazon in Italia ripropongono il tema di una logistica distributiva efficiente nel servizio reso alla società e all’economia nonché moderna e giusta nella gestione dei rapporti di lavoro lungo tutta la filiera. Il nostro prevalente orientamento alla manifattura ha spesso indotto a trascurare la qualità di un terziario sempre più vitale per la nostra competitività nel momento in cui il consumatore pretende prodotti personalizzati a domicilio. Non hanno aiutato nemmeno le rendite di posizione del tradizionale monopolio pubblico nella distribuzione di pacchi e lettere solo parzialmente superato con i processi di liberalizzazione. Usciamo insomma da un mercato duale fatto di attività, anche dal punto di vista delle relazioni industriali, da un lato iper-regolate e, dall’altro, iper-sregolate. Al di là dell’impiego delle nuove tecnologie per la velocità della prestazione lavorativa, che hanno suscitato una attenzione non sempre giustificata, il nodo principale riguarda i modi con cui garantire sia i tempi di consegna da attività sindacali minoritarie e spregiudicate che i diritti nel lavoro da pratiche di appalto di bassa tutela. La soluzione si può ragionevolmente produrre con accordi di filiera sempre più evoluti e con il riconoscimento che si tratta di servizi essenziali meritevoli tutti delle protezioni dell’utenza in quanto di “pubblica utilità”. È uno scambio che le istituzioni possono quindi accompagnare con decisioni pubbliche e con la rigorosa applicazione delle leggi senza colpevoli acquiescenze a forme di blocco delle merci, nemmeno “sostenute” da un sufficiente grado di rappresentatività di coloro che le mettono in opera. Può soccorrere inoltre la rigorosa verifica ispettiva della responsabilità solidale negli appalti. Tutti i tasselli concorrono ad incoraggiare l’evoluzione del settore mentre ogni asimmetria potrebbe solo conservare inefficienze ed arretratezze.

Maurizio Sacconi

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Bollettino ADAPT pubblica amministrazione

Il mio canto libero/ Ddl Concretezza: PA al bivio tra vecchi vizi e nuove opportunità

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Prende avvio presso il Senato il percorso di approvazione del Disegno di Legge governativo detto della “concretezza” e dedicato ad autorizzare assunzioni per una spesa corrispondente al 100 per cento di quella relativa al personale di ruolo cessato nell’anno precedente. Dopo anni di blocco dei nuovi ingressi, con conseguente innalzamento dell’età media dei dipendenti, di rinuncia alla formazione e di “stabilizzazioni” a prescindere dai fabbisogni professionali, il governo ha l’ambizione di collegare ad una ricognizione di questi ultimi i futuri concorsi. Anche se poi consente che una larga parte delle assunzioni ammesse si possa realizzare in deroga a questo filtro, anche utilizzando le graduatorie di precedenti procedure selettive. Suscita peraltro qualche legittima perplessità il complessivo impianto del provvedimento in quanto non sembra muovere dalla premessa delle straordinarie opportunità offerte dal salto tecnologico che viviamo. Cui si dovrebbe aggiungere l’obbligo europeo (finalmente!) di introdurre sistematicamente nello Stato la contabilità economica patrimoniale analitica per centri di costo. Prima ancora della analisi dei fabbisogni professionali, le amministrazioni dovrebbero non tanto subire Piani centralizzati di “conformità” quanto predisporre veri e propri progetti industriali con i quali reingegnerizzare più che i singoli processi le intere funzioni loro assegnate. 

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reddito di cittadinanza Selezione Web

Reddito di cittadinanza? Meglio nella versione Lega che M5S. Parla l’ex ministro Sacconi

di Giusy Caretto, pubblicato su Start Magazine

Reddito di cittadinanza? “Il reddito fine a se stesso non è funzionale all’inclusione. Lo Stato dovrà confrontarsi continuamente con i risultati delle misure introdotte (riduzione della disoccupazione e del tasso di povertà), valutando l’efficacia dei mezzi introdotti, senza pulirsi la coscienza con sussidi monetari”. L’analisi dell’ex ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, intervistato da Start Magazine

Reddito di cittadinanza sì. Reddito di cittadinanza no. Reddito di cittadinanza, forse, a patto che.

Tra le questioni che dividono la maggioranza di governo c’è quella del sussidio da destinare a disoccupati e a tutti coloro che pur lavorando siano sotto la soglia di povertà.

Nella Manovra, tra il 2019 e il 2021, sono previsti stanziamenti pari a 7 miliardi annui per la distribuzione di questo sussidio, ma il meccanismo per l’assegnazione non è ancora chiaro. Tutto è ancora in discussione: mentre il Movimento 5 Stelle spera che sia un aiuto economico vincolato all’impegno a trovare un lavoro attraverso i centri per l’impiego, la Lega (da sempre scettica tale misura) propone di spostare il baricentro alle imprese.

“Dobbiamo coinvolgere di più il mondo produttivo ed evitare che il sussidio si possa tramutare in una misura assistenziale”, ha proposto il sottosegretario alle Infrastrutture, Armando Siri, consigliere economico del vice premier, Matteo Salvini. L’idea della Lega, in pratica, è quella di erogare il reddito di cittadinanza direttamente all’azienda (e non al cittadino), che “si occuperà di formare e riqualificare il disoccupato. Sostanzialmente, l’impresa agirà da “sostituto d’imposta”, versando l’equivalente all’interessato. Che, al termine del periodo di formazione-lavoro, potrà essere assunto dalla stessa impresa, oppure mettersi sul mercato con un bagaglio di competenze aggiornato”.

Delle due versioni di reddito, Start Magazine ha parlato con Maurizio Sacconi, ex ministro del Lavoro.

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Bollettino ADAPT Formazione

Il mio canto libero/ Concorso di idee per una nuova definizione della formazione

da Bollettino ADAPT

Nei giorni scorsi Federmeccanica e le organizzazioni sindacali con cui ha sottoscritto il contratto collettivo nazionale hanno promosso un incontro pubblico sul diritto soggettivo alla formazione nel lavoro, nuovo perché introdotto per la prima volta in questi termini nella esperienza negoziale tra parti sociali. La novità è stata particolarmente significativa perché si è prodotta nella categoria che in passato aveva condiviso il vincolo di un monte ore di formazione esterna all’impresa nel presupposto che questa non fosse “formativa” e che si rendesse necessario compensare l’implicita presunzione di impoverimento culturale del lavoratore con un apprendimento distinto e distante rispetto al luogo di produzione. Il diritto viene ovviamente definito in termini promozionali, con l’eccezione di un obbligo minimo di 24 ore nel triennio, ma non per questo è destinato ad essere ineffettivo. Certo, la sua declinazione deve essere aziendale e territoriale per cui le commissioni paritetiche da tempo attive nella categoria a questi livelli sono ora chiamate a monitorare, progettare, sollecitare i modi con cui darvi implementazione. 

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Selezione Web

Termovalorizzatori nel giardino degli altri. Numeri e anomalie italiane

Termovalorizzatori nel giardino degli altri. Numeri e anomalie italiane
La termovalorizzazione è una parte dell’economia circolare dei rifiuti, nella quale il riciclaggio e il riuso di materia sono sicuramente la componente e l’obiettivo più importanti. L’analisi di Corrado Clini, ex ministro dell’Ambiente. 

Dal 22 luglio 2015, dopo la condanna della Corte di Giustizia europea per la malagestione dei rifiuti in Campania, l’Italia ha pagato fino ad oggi 151 milioni di euro, più o meno 120.000 € al giorno. E continueremo a pagare fino a quando la gestione dei rifiuti in Campania non sarà ricondotta nel rispetto delle leggi italiane e delle direttive europee. A questo dato va aggiunto il costo di circa 200€ a tonnellata per i rifiuti che vengono trasportati dalla Campania nei termovalorizzatori in Olanda, Portogallo e Spagna. In questi Paesi i rifiuti della Campania vengono poi utilizzati per produrre e vendere energia elettrica e termica. Ovvero, la Campania utilizza, con altissimi costi, i termovalorizzatori “nel giardino degli altri” per lo smaltimento dei propri rifiuti.

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Bollettino ADAPT Mercato del lavoro

Il mio canto libero/ Hiring and firing

Risultati immagini per firedContinua a pesare sul mercato del lavoro italiano la maledizione dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori anche se, fortunatamente, non appare più in grado di suscitare le emozioni e di generare i conflitti del passato, anche recente. È di questi giorni la pubblicazione delle motivazioni relative alla sentenza 194/2018 della Corte Costituzionale che modifica l’art. 3, comma 1, del dlgs 23 del 2015 nella parte in cui predetermina la misura del risarcimento al lavoratore nel caso di licenziamento cui non venga riconosciuta, in sede di giudizio, una adeguata giustificazione. In particolare, la Consulta ritiene che la norma non corrisponda ai principi di eguaglianza e ragionevolezza in quanto proporziona rigidamente alla sola anzianità di servizio la definizione di quanto spetta al lavoratore senza tenere conto di altre circostanze come la dimensione occupazionale e produttiva dell’impresa o il comportamento delle parti. La decisione appare motivata dalla volontà di garantire non solo una maggiore tutela a chi deve cercare una nuova occupazione ma soprattutto una più pesante deterrenza nei confronti dell’impresa affinché ponderi adeguatamente le motivazioni del licenziamento. 

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Bollettino ADAPT

Il mio canto libero/ Passi indietro nella (già poca) integrazione tra scuola e lavoro

Risultati immagini per alternanza scuola lavoroIl sistema informativo Excelsior annualmente rileva, in una prospettiva quinquennale, i fabbisogni occupazionali e formativi delle nostre imprese. A questo sondaggio si aggiungono rilevazioni mensili, con proiezioni trimestrali, ed altre letture su base territoriale. Nei giorni scorsi è stata presentata la indagine 2018-2022 secondo la quale tendono ad aumentare i contratti offerti ma si incrementa anche la difficoltà da parte delle imprese di incontrare le persone corrispondenti ai propri fabbisogni. Nel breve periodo (un solo mese) si stima che ben il 30% dei contratti di lavoro ipotizzati possa non essere stipulato per difficoltà di reperimento dei dipendenti idonei. Si tratta di un dato record se confrontato con la serie storica delle analoghe rilevazioni. Esso si spalma con sensibili differenziazioni sul territorio nazionale e colpisce maggiormente le aree economicamente più forti rallentandone le potenzialità di ulteriore sviluppo. Cresce inoltre la quota della domanda dedicata alle persone con alta qualificazione mentre la più elevata difficoltà di reperimento delle entrate programmate riguarda le professioni tecniche. Non si tratterebbe soltanto di una offerta esigua delle competenze cercate ma di una diffusa insoddisfazione delle imprese circa la capacità verificata negli applicants di saper stare al passo con l’innovazione. 

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Bollettino ADAPT mobilità Sciopero

Il mio canto libero/ Il diritto affievolito alla mobilità

Lo sciopero “generale” indetto dai sindacati di base ha pesantemente affievolito, ancora una volta, il diritto alla mobilità di molti cittadini, nella usuale giornata del venerdì, con il solo effetto annuncio favorito da una informazione genericamente allarmistica. Nonostante il basso livello di adesione a macchia di leopardo, i servizi di trasporto sono apparsi inaffidabili perché imprevedibili costringendo gran parte dell’utenza alla rinuncia o alla scelta dell’auto con le inevitabili conseguenze sul traffico delle aree urbane. Il danno per la società e l’economia è stato consistente. Eppure da tempo si discute dei modi con cui realizzare un migliore equilibrio tra i diritti costituzionalmente tutelati. Nella trascorsa legislatura sono state ipotizzate iniziative legislative dedicate al settore del trasporto pubblico che non hanno potuto giungere al voto parlamentare per l’indisponibilita’ del governo a sostenerle nonostante i reiterati impegni a proteggere gli utenti dalle iniziative sindacali “temerarie” perché poco rappresentative. Sinora non hanno trovato accoglienza politica non solo le regolazioni complesse, che volevano far precedere la proclamazione dello sciopero da verifiche referendarie sull’effettivo livello di sostegno tra i lavoratori, ma nemmeno le proposte più mirate sull’obbligo di comunicazione anticipata delle adesioni individuali o sul dovere di revoca collettiva in tempo utile a renderla nota. Si è impropriamente utilizzato l’argomento di una possibile attività repressiva delle aziende su coloro che avrebbero annunciato in anticipo la loro volontà di astenersi dal lavoro. 

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