Inps

Lavoro: al via libretto famiglia e contratto di prestazione occasionale

Da oggi si parte con il ‘Libretto famiglia’ e il ‘Contratto di prestazione occasionale’ (per le imprese fino a 5 dipendenti, i professionisti e la Pa). Per utilizzarli sarà necessario che sia i datori di lavoro sia i lavoratori si registrino sulla piattaforma dell’Inps, direttamente o tramite il contact center e che si alimenti un conto, dal quale l’Istituto effettuerà il pagamento. Nei casi di imprese vengono fissati un minimo salariale (9 euro) ed un compenso minimo giornaliero (36 euro). I pagamenti, in entrambi i contratti, saranno mensili e avverranno ogni 15 del mese. Si potrà utilizzare il ‘Libretto famiglia’ per lavori domestici, di giardinaggio, di pulizia o manutenzione, di assistenza domiciliare a bambini e persone anziane, ammalate o con disabilità, di insegnamento privato supplementare. Il ‘Contratto di prestazione occasionale’ potrà essere utilizzato da professionisti, lavoratori autonomi, imprenditori, associazioni, fondazioni ed altri enti di natura privata, imprese del settore agricolo e pubbliche amministrazioni.

Ecco le novità, in base alla circolare e alle procedure illustrate dall’INPS.

 

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Alle Sei

Ve lo dico alle sei/ Renzi, giusto accordo con UE su flessibilità ma per fare l’opposto

E’ certamente opportuno prolungare la fase sperimentale del fiscal compact evitando così l’immediata incorporazione nei trattati. Ma l’Italia sarà credibile se avvierà una riduzione strutturale delle spese per finanziare una riduzione strutturale della pressione fiscale sul lavoro, sulle imprese, sugli immobili. Per fare un esempio concreto, si dovrebbe chiudere il buco nero del trasporto pubblico locale mettendolo a gara senza clausola sociale. La stessa flessibilità sui parametri potrebbe essere accettata se rigorosamente correlata a quegli investimenti pubblici che negli anni recenti si sono contratti. Il nuovo patto con Bruxelles deve consistere quindi nell’opposto a ciò che Renzi ha fatto in questi anni trasformando la flessibilità in maggiori spese correnti e incentivi fiscali smodati.

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Inail Relazione annuale

INAIL, Relazione annuale: nel 2016 in calo infortuni mortali sul lavoro

Il Presidente dell’ Istituto nazionale per l’assicurazione da infortuni sul lavoro (INAIL), Massimo De Felice, ha illustrato il 5 luglio, nella Sala della Lupa di Palazzo Montecitorio, la relazione annuale sull’attività svolta nel 2016.  Sono state poco meno di 642mila le denunce di infortunio registrate nel 2016: il dato non registra uno scostamento significativo rispetto al 2015 (+0,66%), mentre – se riferito al 2012 – la flessione è di circa il 14%. Gli infortuni riconosciuti sul lavoro sono poco più di 419mila, di cui circa il 19% “fuori dell’azienda” (cioè “con mezzo di trasporto” o “in itinere”). Il dato “fuori azienda” è rilevante per la valutazione accurata delle politiche e delle azioni di prevenzione. Delle 1.104 denunce di infortunio con esito mortale (erano 1.286 nel 2015, 1.364 nel 2012) gli infortuni accertati “sul lavoro” sono 618 (di cui 332, pari al 54%, “fuori dell’azienda”): anche se i 34 casi ancora in istruttoria fossero tutti riconosciuti “sul lavoro” si avrebbe una diminuzione del 12,7% rispetto al 2015 e di circa il 25% rispetto al 2012.

La Relazione annuale INAIL

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Alle Sei

Ve lo dico alle sei/ Sciopero trasporti, ora verificare volontà riforma di governo e Parlamento

Abbiamo oggi l’ennesima dimostrazione della inefficacia della disciplina vigente ai fini della conciliazione del diritto di sciopero con il diritto alla mobilità. Essa è stata disegnata in tempi nei quali la rappresentanza sindacale non era frammentata. Ma ora il modo concreto per conciliare i due diritti riguarda più la trasparenza che la rappresentatività. Come ha proposto la stessa Commissione di Garanzia diventa determinante la comunicazione anticipata della adesione individuale allo sciopero così da consentire una tempestiva informazione sui servizi di trasporto funzionanti. Anche grazie all’obbligo di informazione anticipata della disdetta dell’azione conflittuale, si può smontare il danno agli utenti derivante dal mero effetto annuncio. Nella prossima seduta delle Commissioni congiunte del Senato, che si svolgerà il 19 luglio, sarà possibile verificare la volontà politica dei gruppi parlamentari e del governo a proposito della riforma.

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Lavoro 4.0 Senato

Lavoro 4.0: le audizioni di Confprofessioni e di Assolavoro

Continuano le audizioni in Senato sull’affare assegnato concernente l’Impatto sul mercato del lavoro della quarta rivoluzione industriale (n. 974).  Nella seduta di ieri sono stati ascoltati i rappresentanti della Confprofessioni e di Assolavoro.

Potete consultare le memorie depositate ai link a seguire.

Memorie Confprofessioni

Memorie Assolavoro (1)

Memorie Assolavoro (2)

 

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Alle Sei

Ve lo dico alle sei/ Scioperi trasporti, nuova seduta Commissioni il 19 luglio

Anche domani giovedì il Paese potrebbe essere paralizzato dalla combinazione tra il semplice annuncio di scioperi nei servizi di trasporto, l’impossibilità per le aziende di fornire agli utenti informazioni certe sulle attività garantite, la reazione difensiva dei cittadini che saranno indotti o alla rinuncia di un viaggio o all’impiego della propria vettura. Si conferma l’urgenza di un provvedimento legislativo capace di coniugare con maggiore efficacia il diritto di sciopero con il diritto alla mobilità. Come presidenti delle Commissioni Lavoro e Affari Costituzionali del Senato abbiamo convocato una nuova seduta congiunta sull’argomento per il prossimo 19 luglio confidando che il lavoro parlamentare possa finalmente procedere spedito verso obiettivi sostanziali quali il dovere di comunicazione anticipata dell’adesione individuale allo sciopero o l’obbligo di notifica ancor più anticipata della disdetta dell’azione collettiva. In questo modo le aziende di trasporto potranno rendere noti nel giorno precedente i servizi funzionanti limitando le conseguenze dello sciopero sulla mobilità dei cittadini all’effettivo grado di adesione dei lavoratori allo sciopero stesso.

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equo compenso

Calderone, CUP: bene ddl Sacconi su equo compenso

L’iter di approvazione del Jobs Act autonomi ha permesso al Comitato unitario delle professioni di portare all’attenzione del legislatore, già da diversi mesi, il problema dei professionisti gravemente colpiti dalla crisi economica e sempre più spesso alla mercé di soggetti contrattualmente più forti, in grado di imporre clausole vessatorie. Il senatore Sacconi, proprio  durante l’audizione del Cup al Senato, ha ben intuito il problema e si è fatto promotore di un disegno di legge ad hoc con lo scopo di impegnare il governo a definire proposte a tutela del giusto compenso di tutti i lavoratori”. Così la presidente Cup, Marina Calderone, a margine della conferenza stampa al Senato di presentazione del ddl n. 2858 in materia di equità del compenso e responsabilità professionale delle professioni regolamentate. Il provvedimento, che inizia oggi il suo iter parlamentare in commissione Lavoro del Senato, ha ottenuto l’appoggio del Cup. “Sin dall’inizio, in più di una circostanza, il Cup ha fatto rilevare l’urgenza di introdurre una disposizione che conducesse alla definizione di corrispettivi economici idonei a costituire un efficacestrumento di orientamento per i committenti e per i professionisti, nel rispetto dei principi di libera concorrenza e parità di trattamento”, ha evidenziato la presidente Calderone.

Guarda qui il servizio sulla conferenza stampa

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Alle Sei

Ve lo dico alle sei/ Equo compenso, avviato iter in Commissione lavoro al Senato

E’ stato incardinato oggi presso la Commissione lavoro del Senato l’esame del ddl n. 2858 di mia iniziativa in materia di equo compenso e responsabilità civile delle professioni ordinistiche. Ho presentato questo provvedimento in una conferenza stampa che si è tenuta oggi al Senato insieme al presidente di Energie per l’Italia Stefano Parisi.

La proposta consente di rendere nulle le clausole contrattuali che collocano la remunerazione al di sotto dei parametri minimi vigenti per orientare il magistrato nella soluzione del contenzioso. Durante l’iter di esame cercheremo soluzioni per garantire a tutti i lavoratori autonomi livelli minimi inderogabili della remunerazione. Per i molti che non operano entro le regole degli ordini e dei collegi, la soluzione potrebbe consistere nel dare forza di legge ai contenuti minimi degli accordi collettivi sottoscritti da loro organizzazioni di rappresentanza con le associazioni dei committenti. Non trascurabile è poi la proposta di individuare nel giorno della prestazione il momento da cui decorre il termine di prescrizione della responsabilità civile dei professionisti così da evitare le incertezze giurisprudenziali che li rendono difficilmente assicurabili.

Collocando questa iniziativa legislativa nella prospettiva dello “statuto dei lavori” disegnato da Marco Biagi, Stefano Parisi ha poi affermato che “Energie per l’Italia si batterà per sostituire il vecchio Statuto dei lavoratori con un moderno statuto rivolto a tutelare tutti i lavori tanto dipendenti quanto indipendenti. La cultura liberale non è concorrenza sregolata al ribasso sui prezzi ma deve garantire una corretta proporzione tra remunerazione e qualità delle prestazioni”.

 

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Il commento Istat

Le nuove “brutte notizie” nei numeri dell’Istat

Foto: Lapresse

L’Istat ha pubblicato ieri il periodico rapporto sugli occupati e, ahimè, sui disoccupati nel nostro Paese. L’occasione è, come sempre, ghiotta per cercare di capire lo stato di saluto del nostro, già malandato, mercato del lavoro e analizzare gli effetti del Jobs Act, la medicina che avrebbe dovuto, come per magia, uccidere il virus della precarietà e della disoccupazione. Venendo ai crudi numeri il primo dato che emerge è che a maggio 2017 la stima degli occupati cala dello 0,2% rispetto ad aprile (-51 mila unità), attestandosi a un livello lievemente superiore a quello di marzo. Il tasso di occupazione si attesta così al 57,7%, in diminuzione di 0,1 punti percentuali. Il calo congiunturale si manifesta, ahimè, principalmente per gli uomini e interessa tutte le classi di età, a eccezione degli ultracinquantenni, molti dei quali costretti a rimanere attivi grazie, o per colpa secondo le prospettive, alla tanto criticata “Riforma Fornero”. Diminuisce, poi, il numero di lavoratori autonomi e dipendenti a tempo indeterminato, sebbene a tutele crescenti, mentre aumentano i lavoratori con un contratto a termine.

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Alle Sei

Ve lo dico alle sei/ Istat: mercato lavoro invecchiato, apprendistato per giovani

I dati ISTAT relativi al mese di maggio confermano l’andamento altalenante di un mercato del lavoro rattrappito. In esso peraltro si legge una tendenza strutturale all’invecchiamento della popolazione occupata e una significativa ripresa dei contratti a termine quale riflesso della poca fiducia nel futuro. Tende a bruciarsi un’altra generazione giovanile destinata ad entrare tardi e male nel mercato del lavoro. Qualunque politica di incentivazione all’occupazione dei giovani nella legge di bilancio dovrà in ogni caso privilegiare e non penalizzare i contratti di apprendistato in quanto garanti di un percorso di integrazione tra pensiero e azione, tra apprendimento teorico ed esperienza pratica.

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Istat Lavoro

Lavoro, Istat: -51 mila occupati maggio, calano dopo 8 mesi

La flessione degli occupati a maggio segue il forte incremento registrato il mese precedente e riporta la situazione ad un livello “lievemente superiore a quello di marzo”, spiega l’Istat. Il tasso di occupazione si attesta al 57,7%, in diminuzione di 0,1 punti percentuali. Rispetto a maggio 2016, la crescita degli occupati, che coinvolge uomini e donne, riguarda i lavoratori dipendenti (+313 mila, di cui +199 mila a termine e +114 mila permanenti), mentre calano gli indipendenti (-172 mila). A crescere sono gli occupati ultracinquantenni (+407 mila) a fronte di un calo nelle altre classi di età. Nello stesso periodo diminuiscono i disoccupati (-1,8%, -55 mila) e gli inattivi (-0,9%, -129 mila). Su base mensile, la stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni a maggio rimane invariata, sintesi di un calo tra gli uomini e un aumento tra le donne. L’inattività risulta in calo tra i 25-34enni, in crescita tra gli ultracinquantenni mentre rimane stabile nelle restanti classi di età. Il tasso di inattività è pari al 34,8%, invariato rispetto ad aprile.

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