AMB Consiglia pubblica amministrazione

REINVENTARE LO STATO – Presentazione del rapporto sulle PA in Italia

Vi aspettiamo martedì 2 ottobre alla presentazione del rapporto sulle PA in Italia “Reinventare lo Stato” con i Ministri Giulia Bongiorno e Giovanni Tria, la Presidente della Commissione Lavoro del Senato Nunzia Catalfo, il nostro Presidente dell’Associazione Maurizio Sacconi e gli autori del documento.

Continua a leggere
Istat Occupazione

Istat, tasso disoccupazione 9,7%, ai minimi; record occupazione al 59%

Risultati immagini per istatDopo il calo dei due mesi precedenti, la stima degli occupati ad agosto 2018 torna a crescere (+0,3% su base mensile, pari a +69 mila unità). Il tasso di occupazione raggiunge il 59,0%. L’aumento congiunturale dell’occupazione riguarda donne e uomini e si distribuisce tra le persone maggiori di 25 anni. Nell’ultimo mese si stima una crescita dei dipendenti: i permanenti recuperano parzialmente il calo dei due mesi precedenti (+50 mila), quelli a termine continuano a crescere (+45 mila), mentre calano gli indipendenti (-26 mila). Per il secondo mese consecutivo, la stima delle persone in cerca di occupazione è in forte diminuzione (-4,5%, pari a -119 mila unità). Il calo della disoccupazione si distribuisce su entrambe le componenti di genere e tutte le classi di età. Il tasso di disoccupazione scende al 9,7% (-0,4 punti percentuali su base mensile), mentre aumenta lievemente quello giovanile che si attesta al 31,0% (+0,2 punti).

Continua a leggere
Bollettino ADAPT

Il mio canto libero/ Ritorno alla CIGS? Cuore e ragione per cucire vecchio e nuovo

pubblicato su Bollettino Adapt

Risultati immagini per cassa integrazioneLa ipotesi di un moderato ripristino della cassa integrazione “per cessazione di attività” ha riproposto la vecchia contrapposizione tra le correnti giacobine dei liberal e quelle pragmatiche dei popolari di destra e di sinistra. I primi, appassionati al rapporto diretto tra l’individuo e lo Stato, hanno potuto fare leva nella loro critica agli ammortizzatori sociali sugli obiettivi eccessi che si sono prodotti soprattutto per opportunismi politico-sindacali di carattere locale. I secondi, fiduciosi nei corpi intermedi, hanno rivendicato il merito non solo del sostegno al reddito di persone altrimenti condannate alla povertà ma anche della sopravvivenza di imprese grazie alla conservazione nel tempo di crisi del loro portafoglio umano. Non dimentichiamo che alla base dell’impiego delle varie forme di cassa sono sempre stati accordi tra le parti e che le risorse, a parte la stagione degli interventi “in deroga”, sono state per lo più a carico della gestione presso l’INPS finanziata con i prelievi sul salario nei soli settori beneficiari. Non meno divisive sono state poi le politiche attive. I liberal hanno sostenuto che si sarebbero prodotte solo costringendo i lavoratori alla separazione dall’impresa e i pragmatici ne hanno invece sempre preteso  la preventiva operatività per far abbandonare la “sicurezza” del rapporto di lavoro non volendo esporre i lavoratori ad un esperimento. I governi centrali hanno a loro volta scaricato sulle Regioni, non senza validi argomenti, la responsabilita’ di avere utilizzato le competenze in materia di collocamento e di formazione secondo l’interesse corporativo di collocatori e formatori. A questo punto, nel vivo di una trasformazione epocale dei modi di produrre e lavorare, è evidente la necessità di realizzare risposte nuove in termini di condizionalita’ dei sussidi e di opportunità per i disoccupati. Da un lato la natura strutturale di molte crisi aziendali induce ad accelerare i tempi della separazione dei lavoratori dal loro declino irreversibile, dall’altro ogni sostegno al reddito deve essere accompagnato da concrete e tempestive possibilità di transizione a nuove competenze e abilità quale presupposto di una occupazione. Non è certo più il tempo del mero incontro tra domanda e offerta di lavoro ne’ dei corsi professionali a catalogo costruiti sugli educatori disponibili. L’occupabilita’ si realizza nei territori attraverso reti fra scuole, università, imprese, fondi interprofessionali, centri pubblici e agenzie private per l’impiego, in una gara nobile fra tanti percorsi teorico-pratici. Non deve tuttavia menare scandalo nella fase di passaggio la reintroduzione di qualche contenuta flessibilità nelle forme di sostegno al reddito e di prepensionamento. A quest’ultimo possono concorrere regole previdenziali più duttili ma un pochino onerose e risorse delle imprese per l’accompagnamento all’età di maturazione della prestazione. Soprattutto le donne, penalizzate dall’improvviso balzo di sei anni dell’età di “vecchiaia” e da percorsi lavorativi discontinui che non le fanno accedere alla pensione di anzianità contributiva, hanno legittime attese. Ai decisori centrali e regionali il dovere di forti intese per cucire vecchio e nuovo. Unendo cuore e ragione.

Maurizio Sacconi 

Continua a leggere
Blockchain Relazioni Industriali

La blockchain per relazioni industriali di prossimità

pubblicato anche su Il Sole 24 Ore, 28 settembre 2018

Risultati immagini per blockchaindi Emmanuele Massagli e Maurizio Sacconi

Il rapporto tra evoluzione tecnologica e mondo del lavoro è sempre più al centro degli approfondimenti sia del mondo accademico sia, più in generale, del dibattito pubblico. Prevalgono tuttavia le analisi che prescindono dai numerosi nodi critici dei mercati del lavoro contemporanei, per cui diventa facile collocarlo tra quei fenomeni “di prospettiva” che rischiano di essere derubricati come futurismo. Abbiamo il dovere invece di indagare le soluzioni che determinate applicazioni della tecnologia potrebbero apportare. Questo anche perché, soprattutto nei mercati del lavoro europei, la centralità dell’impianto normativo nella regolazione dei rapporti di lavoro, così come della contrattazione collettiva nazionale, tendono, in un loro utilizzo spesso conservativo, ad agire come agenti limitanti l’introduzione di nuove pratiche (come accaduto per la buona prassi dei contratti di prossimità). Condizionante è tuttora la logica della tutela del lavoro in termini puramente difensivi.

Continua a leggere
OCSE Produttività lavoro

OCSE, produttività del lavoro in Italia ed Europa dal 1999

Pubblichiamo un grafico dell’OCSE che illustra l’andamento della produttività del lavoro in Italia e in Europa dal 1999 ai giorni nostri.

 

Continua a leggere
Bollettino ADAPT

Il mio canto libero/ La lezione di Dell’Aringa e il salario dei giovani meritevoli

 La morte improvvisa di Carlo Dell’Aringa ci ha indotto a riflettere sul suo originale contributo al buon governo del mercato del lavoro in quanto non frequente caso di economista “utile” ai decisori pubblici. Di lui ricordo con sincero affetto lo stile comportamentale e con gratitudine la partecipazione al gruppo tecnico che, guidato da Marco Biagi e me, realizzò il Libro Bianco del 2001. Memore di uno dei suoi ultimi lavori curato con i colleghi Treu e Lucifora, vorrei onorarlo riproponendo un tema che gli era caro. Esiste una questione salariale in Italia? Con lui rispondo certamente si, nella stessa misura in cui esiste da lungo tempo il nodo della bassa crescita della produttività. E le due problematiche irrisolte portano con sé inevitabilmente anche quella dell’iniquità nella distribuzione della ricchezza attraverso i redditi da lavoro. Purtroppo questi ritardi italiani si riverberano dai primi anni novanta sulla crescita complessiva di una nazione sempre più divisa nei suoi territori e punitiva verso i lavoratori competenti, soprattutto se giovani. Il persistente appiattimento retributivo, sostenuto da un salario minimo obbligatorio che secondo la giurisprudenza quasi coincide con il salario massimo praticato, penalizza infatti la dinamica retributiva che più manifestamente dovrebbe essere influenzata dagli incrementi di produttività, quella dei giovani che hanno avuto il merito di cercare percorsi educativi qualificati, di frequentarli con profitto, di entrare presto in contatto con una esperienza lavorativa. L’Italia si distingue dagli altri Paesi sviluppati proprio per la resistenza di molte imprese e delle relazioni industriali cui fanno riferimento – per non parlare degli enti pubblici – a riconoscere progressioni retributive e di carriera anche esponenziali ove oggettivamente collegate a indicatori del contributo professionale di ciascuno ai risultati aziendali. La linea dei redditi cresce invece, ancora, lentamente e irreversibilmente con l’età, “a prescindere”. E a parte i recenti incrementi dell’occupazione anziana dovuti ai rigidi criteri di pensionamento, quella linea obliqua tende a fermarsi precocemente proprio perché inefficiente. Ove i salari riflettono la produttività, la loro dinamica segue invece una curva connessa all’età che largamente coincide con l’andamento dei bisogni, risulta maggiore la massa salariale complessiva, si allunga la vita lavorativa . Ovviamente, segnalava da tempo Dell’Aringa, occorre la diffusione della contrattazione di prossimità e, aggiungo, un salario minimo da legge o da contratto nazionale, che consenta di attrarre lavoro e investimenti nelle aree più deboli e lasci spazio a incrementi tarati sulla produttività di ciascuna dimensione aziendale. Se vogliamo incoraggiare i nostri giovani alle scelte educative più faticose ed evitare la loro fuga verso Paesi più dinamici, dobbiamo immaginare che frequentemente possano guadagnare di più degli adulti per meriti oggettivamente riconosciuti ed accettati. Le differenze possono essere eque, le omologazioni sono sempre inique.

Maurizio Sacconi

Continua a leggere
Bollettino ADAPT Scuola

Il mio canto libero/ Scuola e università: rinnovare metodi e contenuti pedagogici

La ripresa delle attività educative dopo la pausa estiva impone una riflessione sulle tradizionali inefficienze e, ancor più, sul profondo rinnovamento dei metodi e dei contenuti pedagogici in funzione della occupabilità dei nostri pochi giovani. Nel tornante della storia segnato da un salto tecnologico senza precedenti per velocità, pervasività, imprevedibilità, solo persone integralmente formate potranno affrontare il cambiamento continuo. Il che sollecita una forte cooperazione tra famiglie ed istituzioni scolastiche per una preliminare formazione morale in base ai principi depositati dalla nostra tradizione. Su questo pavimento si evidenzia sempre più la necessità di una conoscenza trasversale perche la cultura è una, non umanistica o scientifica. Le stesse modalità di apprendimento, ad ogni età, devono saper integrare teoria e pratica negli ambienti più consoni. Ma queste insopprimibili esigenze si sono già scontrate con il sedimento di forti pulsioni corporative, ben coltivate ed alimentate dalla cattiva rappresentanza politica e sindacale. L’Ocse, cui dobbiamo le due indagini che rivelano le insufficienti conoscenze dei giovani e degli adulti in Italia, ha ora prodotto una ricerca comparata sulle istituzioni educative dalla quale emerge la nostra anomalia in termini di eccesso dei docenti in proporzione agli alunni. A questa si collegano inevitabilmente quelle di una loro bassa remunerazione e della assenza di carriera. Anche recentemente, le buone intenzioni si sono tradotte solo in assunzioni di massa a prescindere dai fabbisogni educativi e territoriali con la persistenza di meccanismi che continuano a sfornare “precari” e impediscono affidabili modalità di valutazione. La situazione non migliora nella dimensione universitaria ove la proliferazione delle sedi non ha certo favorito il consolidarsi di hub dello sviluppo locale. La riforma del “tre più due” è stata gestita in funzione delle cattedre e non dell’anticipo dell’ingresso nel mercato del lavoro. La organizzazione dei dipartimenti e le stesse modalità concorsuali dei docenti sembrano funzionali alla esasperazione della segmentazione della conoscenza più che alla ricerca e all’insegnamento trasversale. Per non parlare del disorientamento delle scelte educative prodotto da una offerta con pretese di specializzazione nel momento in cui sarebbe necessaria la concentrazione su percorsi fondamentali. Auguriamoci ora che le sollecitazioni provenienti dal mercato del lavoro e la maggiore consapevolezza circa la collaborazione con le imprese inducano la fine della lunga stagione in cui l’ideologia ha generato solo autoreferenzialita’ corporativa. Qui si gioca, senza retorica, il futuro della nazione. 

Maurizio Sacconi

 

Continua a leggere
Anmil Sicurezza Lavoro

Sicurezza sul lavoro: presentato il secondo rapporto ANMIL


A Roma è stato presentato il secondo Rapporto Anmil sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Il tasso di irregolarità delle aziende ispezionate nel 2017 è aumentato di quasi 3,5 punti e i decessi aumentano del 5%. «Anche dove le norme esistono, a mancare è l’effettività delle tutele. E allora non possiamo fare a meno di pensare che ci sia a monte un problema culturale», sottolinea il presidente nazionale Franco Bettoni. Al Parlamentino del Cnel, dove la presentazione si è tenuta, presenti anche due passati ministri del Lavoro, Cesare Damiano e Maurizio Sacconi, di cui trovate al link che segue la presentazione relativa allo stato di attuazione del d.lgs. 81/2008 tra adempimenti formali e strumenti sostanziali. 

Scarica la presentazione di Maurizio Sacconi

Continua a leggere
Bollettino ADAPT

Il mio canto libero/ Lavoro domenicale: persona solida nella società liquida

La periodica riproposizione del nodo del lavoro domenicale appare via via logorata dalle crescenti possibilità offerte ai sistemi di distribuzione dall’evoluzione tecnologica. Ogni vincolo sembra infatti destinato ad essere facilmente aggirato dalle negoziazioni online le cui infrastrutture sono sempre più affidabili e perciò autosufficienti. E nessuno può avere l’interesse ad accelerare lo spiazzamento della distribuzione “fisica” ad opera dei nuovi canali. Ciò non elimina, anzi rafforza, la necessità di una diffusa riflessione sulla vita buona e in essa dell’equilibrio tra lavoro, affetti e riposo. Tanto più “liquida” si fa la nostra società, tanto più robusta deve essere la consapevolezza circa la nostra responsabilità di saper conciliare i tempi di vita riconoscendo la priorità della comunione familiare. Questa peraltro non viene minata solo dall’orario di lavoro ma anche da quella assenza virtuale che si produce con la dipendenza dalle nuove fonti informative. Potremmo insomma rilevare con facile gioco di parole che proprio nella dimensione liquida serve una persona solida perché integralmente formata e perciò capace di affrontare rischi e opportunità del tempo che viviamo. Se abbiamo fiducia nella persona e nella sua naturale attitudine alla socialità, dobbiamo risolvere il tema della legislazione relativa al lavoro festivo attraverso la leva sussidiaria. Dopo la fase del rinvio alla volontà di Regioni ed enti locali e dopo la fase della liberalizzazione assoluta, possiamo pensare ora ad un vincolo corretto dal diverso avviso delle parti sociali. Il governo ha nuovamente l’opportunità di rispettare l’autonomia collettiva. Nel caso del decreto “dignità” questo rispetto si è prodotto nei fatti attraverso la immutata possibilità di adattamento della nuova disciplina attraverso accordi di prossimità. Anche nel caso dell’orario di lavoro qualunque scelta restrittiva dovrebbe, esplicitamente o implicitamente, consentire alle imprese e ai lavoratori, nei soli limiti del diritto comunitario, di realizzare intese con le quali contemperare le esigenze competitive con quelle inerenti la vita relazionale. Ogni soluzione centralistica e a taglia unica sarebbe antistorica.

Maurizio Sacconi

Continua a leggere
Bollettino ADAPT Occupazione

Occupati e disoccupati – Luglio 2018. 10 tweet di commento ai nuovi dati Istat

A seguire i tweet di commento di ADAPT sugli ultimi dati ISTAT relativi all’occupazione in Italia

 

Continua a leggere
1 2 3 4 5 309