Alle Sei - Speciale

Ve lo dico alle sei/ la Commissione in Sicilia per discutere di lavoro 4.0

La Commissione lavoro del Senato, nell’ambito dell’indagine avviata sulle conseguenze che ragionevolmente si produrranno sul mercato del lavoro in relazione alle impiego delle nuove tecnologie digitali, ha tenuto attraverso una sua delegazione una serie di incontri in Sicilia. In particolare la delegazione – cui hanno partecipato oltre al Presidente della Commissione lavoro Maurizio Sacconi anche le senatrici e senatori Nunzia Catalfo, Giuseppe Pagano e Serenella Fucksia – ha avuto modo di incontrare i rappresentanti dei principali dipartimenti a carattere tecnologico e scientifico dell’Università di Catania, il management della STMicroelectronics Italia, il Presidente del CNR e diversi i ricercatori dell’Istituto per la microelettronica del CNR, oltre che rappresentanti del Consorzio Trisun e, successivamente, i rappresentanti della Free Mind Foundry, l’innovation hub più grande del sud Italia con sede ad Acireale, e della Dolfin spa., azienda dolciaria all’avanguardia per l’utilizzo di sistemi ad alta tecnologia. “I colloqui – ha dichiarato il Presidente della Commissione lavoro Sacconi – hanno consentito di approfondire le grandi potenzialità di sviluppo tanto della nuova economia digitale quanto delle produzioni tradizionali attraverso l’investimento nelle conoscenze, nelle abilità e nelle competenze dei giovani e degli adulti. Sono state segnalate peraltro anche le inefficienze del contesto istituzionale e logistico che giustificano differenziali fiscali e regolatori nel Mezzogiorno a partire dagli oneri sul lavoro. Le attività più innovative hanno segnalato invece come le istituzioni ed il sistema finanziario non abbiano compreso appieno il valore dei nuovi beni immateriali. Occorrono reti tecnologiche avanzate nell’isola nella consapevolezza che esse consentiranno di superare la separazione insulare e molti degli svantaggi competitivi. Ma, soprattutto, saranno le competenze ad attrarre investimenti e a determinare le innovazioni per cui la Sicilia deve superare il suo disastroso sistema formativo realizzando una fertile integrazione tra scuola, università, formazione, lavoro”.

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Lavoro 4.0

Lavoro 4.0: l’audizione dell’International Web Association Italia

Nell’ambito delle audizioni in Senato sull’affare assegnato concernente l’Impatto sul mercato del lavoro della quarta rivoluzione industriale (n. 974), sono stati recentemente ascoltati i rappresentanti dell’International Web Association Italia.

Potete consultare la memoria depositata qui al link sottostante.

Memorie IWA Italy

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Alle Sei

Ve lo dico alle sei/ Marco Biagi: quasi un milione spettatori docufilm notturno

E’ significativo l’elevato livello di ascolto del docufilm Rai su Marco Biagi nonostante l’infelice collocazione nel palinsesto oltre la mezzanotte e fino all’una di oggi. Circa il 13% di share e quasi un milione di ascoltatori in questo orario testimoniano la qualità del prodotto e soprattutto quanto Biagi appartenga ormai ad una memoria condivisa della nazione. Il docufilm ha il pregio di raccontare la modernità della sua elaborazione scientifica e la semplicità della sua dimensione umana nella quale era centrale la sua adorata famiglia. Confido la Rai voglia riproporre presto questo come gli altri docufilm della stessa serie.

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Alle Sei

Ve lo dico alle sei/ Voucher: presto Poletti in Commissione Senato su fallimento nuove norme

Sulla base di una mia interrogazione, chiederò presto al Ministro del Lavoro Poletti di fornire alla Commissione lavoro del Senato informazioni e valutazioni sul primo fallimentare impatto della disciplina sostitutiva dei voucher sul mercato del lavoro nella stagione estiva. Eravamo stati facili profeti nel segnalare la complessità e incertezza delle disposizioni prodotte a seguito della cancellazione dei voucher. Esse in particolare qualificano di fatto le prestazioni occasionali come lavoro dipendente con tutte le conseguenti implicazioni. Sono peraltro inaccessibili alle imprese sopra i cinque dipendenti come se determinate prestazioni di breve durata non siano necessarie a prescindere dalla dimensione aziendale. La gestione di questi rapporti non è peraltro sufficientemente semplice per incoraggiarne l’emersione. La combinazione della diffidenza ideologica e della superficialità tecnica hanno insomma favorito il ritorno al “nero” dopo la fase positiva della emersione con i voucher.

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Alle Sei

Ve lo dico alle sei/ Prodi: voucher emblematici di due generazioni politiche

L’odierno articolo di Romano Prodi su Il Messaggero è emblematico delle due generazioni politiche di cui parla Floris nella sua intervista al Corriere. Nonostante i voucher siano stati introdotti dalla legge Biagi, ricevono poi il primo impulso a diffondersi con il Governo Prodi seguito poi, sulla stessa linea di favore, da tutti quelli successivi. Finché, di fronte alla prova da sforzo della minaccia referendaria, il Pd preferisce fuggire e produrre una legge costruita come un volantino. Efficace nella comunicazione, assolutamente inefficace nel mercato. La precedente generazione politica, ancorché ideologica, partiva da un principio di osservazione della realtà, quella degli attuali quarantenni da una banale e contingente esigenza di apparire a scapito dell’operare. Ma poi, il diavolo emerge nei dettagli di una legge scritta con i piedi al punto che nessuno la usa e, perfino controvoglia, torna il nero per gli spezzoni lavorativi.

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Il commento

Le politiche per il lavoro che remano contro

fonte: Lapresse

Come noto il Governo, su proposta del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, ha approvato due giorni fa, in esame definitivo, il decreto legislativo di attuazione della legge sul contrasto della povertà, il riordino delle prestazioni di natura assistenziale e il rafforzamento del sistema degli interventi e dei servizi sociali. In particolare il decreto introduce, a decorrere dal 1° gennaio 2018, il Reddito di inclusione (Rei), quale misura unica a livello nazionale di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale.

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Alle Sei

Ve lo dico alle sei/ Istat: ben poco da festeggiare sul lavoro

Continua l’andamento moderato del mercato del lavoro nel quale rimane molto contenuto il coefficiente tra crescita dell’economia e crescita dei posti di lavoro. La stagionalità turistica e la poca fiducia nel futuro alimentano i contratti a termine. Preoccupa la fascia anagrafica di mezzo tra 35 e 49 anni perché è quella che ha o dovrebbe avere carichi familiari. Permane una condizione di esclusione dei giovani dovuta alle insufficienze del sistema educativo e formativo. Si riduce la propensione all’autoimpiego per la oppressione burocratica e fiscale anche sui bassi redditi. Insomma, c’è ben poco da festeggiare.

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Istat

Istat, Adapt: effetto Fornero, 51% nuovi occupati dal 2013 è over 50

E’ “l’effetto Fornero” ad emergere dai dati diffusi oggi dall’ISTAT sull’ecosistema occupati-disoccupati e, se aumentano gli italiani che hanno un posto, è “perché la pensione si allontana” tanto che “il 51% dei nuovi occupati dal 2013 ad oggi è over 50” ma “allo stesso tempo chi perde lavoro dopo i 50 anni fatica a ritrovarlo”. Sono gli analisti di Adapt, l’associazione fondata da Marco Biagi, a intervenire così sui dati diffusi oggi dall’ISTAT.

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Istat Occupazione

Istat: disoccupazione sale a 11,3%, ma oltre 23 milioni di occupati

A luglio 2017 la stima degli occupati cresce dello 0,3% rispetto a giugno (+59 mila), confermando la persistenza della fase di espansione occupazionale. Negli ultimi due mesi il numero di occupati ha superato il livello di 23 milioni di unità, soglia oltrepassata solo nel 2008, prima dell’inizio della lunga crisi. Il tasso di occupazione sale al 58,0% (+0,1 punti percentuali). La crescita congiunturale dell’occupazione interessa tutte le classi di età ad eccezione dei 35-49enni ed è interamente dovuta alla componente maschile, mentre per le donne, dopo l’incremento del mese precedente, si registra un calo. Aumentano sia i lavoratori dipendenti sia gli indipendenti.

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Alle Sei

Ve lo dico alle sei/Lavoro: pacchetto Macron ben oltre jobs act e copia art.8 italiano.

Il Presidente Macron si appresta a completare il pacchetto di misure per il lavoro che aveva in parte già fatto approvare dal precedente governo. I confronti sono obbligati tra Paesi europei ma il jobs act non c’entra per nulla. Sui licenziamenti i francesi non hanno la reintegrazione obbligatoria e in più ora vogliono mettere un tetto ai risarcimenti. La loi travail copia poi il nostro art. 8 del 2011 sul primato della contrattazione aziendale che può così derogare a leggi e contratti nazionali. Se a ciò aggiungiamo la regolazione tedesca prodotta con il pacchetto Hartz già negli anni ’90, vediamo una convergenza europea verso una maggiore flessibilità per fare più occupazione.

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