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Ministero del Lavoro: primi chiarimenti sulla Legge Giovannini

di Gabriele Fava *

Modalità di applicazione dell’apprendistato, corretta applicazione del nuovo contratto a termine “acausale”, lavoro intermittente, distacco nei contratti di rete, convalida delle dimissioni, solidarietà negli appalti. Sono questi alcuni degli argomenti affrontati dal Ministero del Lavoro con la circolare n. 35 del 2013 emanata lo scorso 29 agosto che si propone di fornire importanti chiarimenti operativi al personale ispettivo ai fini di una corretta applicazione della Legge n. 99/2013 di conversione del D.L. 76/2013 (meglio noto anche come decreto “Giovannini” sul lavoro). Tra i chiarimenti operativi sviluppati dal Ministero del Lavoro, particolare importanza, rivestono le interpretazioni fornite in materia di apprendistato che, anche nella nuova legge, dovrà costituire il principale canale di ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. In
primo luogo, il Ministero afferma che la nuova legge non ha abrogato l’obbligo di espletare la formazione trasversale o di base nell’apprendistato professionalizzante. Tale obbligo, infatti, è rimasto intatto e tutte le aziende, anche dopo l’entrata in vigore del D.L. 76/2013, dovranno continuare ad osservare la normativa regionale di riferimento in materia di formazione trasversale o di base. La modifica legislativa, in altre parole, incide solo sull’aspetto formale chiedendo alle parti la redazione del piano formativo solo relativamente alla formazione di tipo professionalizzante. Possibilità quest’ultima che, com’è noto, diverrà definitivamente operativa dal 30 settembre 2013 in poi ove le parti sociali non provvedano all’elaborazione di specifiche linee guida sul punto. Sempre su questo tema altri importanti chiarimenti sono dettati dal Ministero a proposito della registrazione della formazione sul libretto formativo del cittadino.

Il Ministero, infatti, evidenzia come il relativo documento debba riportare i contenuti minimi già individuati dal DM 10 ottobre 2005. In ogni caso, tuttavia, rimane  salva la possibilità di utilizzare una modulistica differente qualora ciò sia previsto dalla contrattazione collettiva. Ciò, in particolare, avverrà in quei settori ove, già precedentemente al decreto Giovannini, erano stati elaborati modelli specifici ove registrare la formazione dell’apprendista (come ad es. nell’accordo interconfederale Confindustria, CGIL, CISL e UIL in materia di apprendistato professionalizzante).

Sempre in tema di apprendistato, infine, viene chiarito che la possibilità di trasformazione in contratto di apprendistato professionalizzante dei contratti volti al conseguimento di una qualifica o diploma professionale potrà riguardare non solo i contratti stipulati dopo l’entrata in vigore del D.L. 76/2013, ma anche tutti i contratti di apprendistato in corso alla data di entrata in vigore del predetto decreto ed il cui periodo formativo non sia ancora scaduto. Il Ministero, tuttavia, coerentemente con quanto stabilito dalla nuova legge, ribadisce che la successione tra due contratti di apprendistato (per l’acquisizione della qualifica o diploma professionale e professionalizzante) è legittima solo nell’ipotesi in cui il contratto collettivo applicato abbia individuato “la durata massima complessiva dei due periodi di apprendistato”.

* Avvocato giuslavorista

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