Contributi volontari per il 2013

di Daniele Cirioli

Farsi la pensione da sé, proseguendo a versare in proprio i contributi dopo aver perso il posto di lavoro, costa sempre di più. Quest’anno almeno la spesa minima è di 2.872 euro, se si era lavoratore dipendente; addirittura di 4.146 euro se si era un parasubordinato (un co.co.pro., ad esempio, oppure un professionisti senza cassa). Questo è il conto del 2013 che presenta la prosecuzione volontaria dei contributi all’Inps. La possibilità offerta a chi ha perso il lavoro, come si diceva, di continuare a versare da sé i contributi all’Inps al fine di non perdere, insieme al lavoro, anche i contributi versati nell’amena speranza di raggiungere il diritto a una pensione. L’aumento rispetto allo scorso anno (il 2012) è dovuto a due fattori: alla consueta lievitazione delle retribuzioni di riferimento, aggiornate al 3% dell’inflazione, nonché in alcuni casi al rincaro delle aliquote di contribuzione fissate dalla riforma Fornero. I dati aggiornati sono stati diffusi dall’Inps nella circolare n. 56/2013, in vista della prima scadenza di pagamento fissata al 30 giugno per il trimestre gennaio/marzo (c’è un giorno in più: cadendo di domenica il 30 giugno, il termine slitta al 1° luglio).

Lavoratori dipendenti
Per i lavoratori dipendenti l’importo del contributo volontario da versare si ottiene applicando alla retribuzione di riferimento (quella media dell’ultimo anno di lavoro), l’aliquota contributiva vigente per la contribuzione obbligatoria e pari al 27,87% per i soggetti autorizzati entro il 31 dicembre 1995 e al 32,37% (33% per le quote eccedenti i 45.530 euro annui) per i soggetti autorizzati dopo il 31 dicembre 1995. Per esempio, per l’anno 2013, con un minimale di retribuzione settimanale pari a 198,17 euro (che rappresenta il “minimo” da prendere in considerazione, laddove la retribuzione media effettiva delle ultime 52 settimane risulti d’importo inferiore) il contributo sarà pari a 55,23 euro settimanali per i soggetti autorizzati sino al 31 dicembre 1995 e a 64,15 euro settimanali per chi è stato autorizzato dal 1° gennaio 1996 in poi. Ciò significa, su base annua, una spesa minima di 2.872 euro (55,23 per 52 settimane) per chi è stato autorizzato entro il 31 dicembre 1995 e di 3.336 euro (64,15 per 52 settimane) se l’autorizzazione è di data successiva. Per quanto riguarda il settore agricolo, sia nei confronti dei lavoratori dipendenti autorizzati alla prosecuzione volontaria entro il 31 dicembre 1995 che di quelli autorizzati successivamente, l’aliquota di contribuzione obbligatoria è pari al 27,90% (con un rincaro di 0,40% rispetto all’anno scorso). Di conseguenza, il contributo settimanale minimo, calcolato su 198,17 euro, risulta pari a euro 55,28 (si tratta di valori provvisori, in attesa della pubblicazione della circolare dell’Inps).

Artigiani e commercianti
I contributi volontari per i lavoratori autonomi (artigiani e commercianti) si determinano applicando le aliquote fissate per il versamento dei contributi obbligatori al reddito medio di ciascuna delle otto classi di reddito previste per legge, da 15.357 a oltre 45.530 euro. Per esempio un artigiano con 12 mila euro di reddito medio, poiché rientra nella prima classe di reddito (quella che comprende tutti i redditi fino all’importo di 15.357 euro), dovrà versare quest’anno un contributo volontario mensile di 278,35 euro ovvero di 239,95 euro se ha meno di 21 anni (aliquota agevolata), che significa su base annua 3.340,20 ovvero 2.879,40 euro. Il commerciante con lo stesso reddito pagherà un po’ in più per via dell’addizionale contributiva dello 0,09%, ovverosia un contributo volontario mensile di 279,50 euro ovvero di 241,10 euro se ha meno di 21 anni, che significa su base annua 3.354,00 ovvero 2.893,20 euro.

Lavoratori autonomi dell’agricoltura
Con la stessa procedura prevista per gli artigiani e commercianti, anche i contributi volontari per i lavoratori autonomi dell’agricoltura si determinano applicando le aliquote stabilite per il versamento dei contributi obbligatori al reddito medio di ciascuna delle previste quattro classi di reddito medio settimanale, che sono stabilite ogni anno da un apposito decreto ministeriale.

Lavoratori parasubordinati
I contributi volontari per gli iscritti alla gestione separata Inps (i parasubordinati, come i co.co.pro e i professionisti senza cassa) si calcolano applicando all’importo medio dei compensi percepiti nell’anno di contribuzione precedente la data della domanda, l’aliquota pensionistica di contribuzione obbligatoria prevista per i soggetti privi di tutela previdenziale, nel rispetto del minimale di legge (che è pari al minimale fissato per artigiani e commercianti). Ciò vuol dire che per l’anno 2013 (anno per il quale il minimale annuo è pari a 15.357 euro e l’aliquota pensionistica è pari al 27%) l’importo minimo dovuto è pari a 4.146,39 euro (345,54 euro su base mensile).

Lavoratori domestici
Infine, vale la pena ricordare che tra gli interessati alla volontaria ci sono anche gli ex lavoratori domestici, i quali quest’anno pagano 25,75 euro (25,01 euro nel 2012) la settimana (anche per loro non esistono classi di contribuzione), oppure 34,53 euro (32,70 euro nel 2012), se l’autorizzazione è successiva al 31 dicembre 1995.

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