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Leopolda-Cgil, il “derby” della sinistra che coinvolge il lavoro

Susanna Camusso

di Giancamillo Palmerini*

Sabato prossimo si giocherà un’inusuale derby all’interno della sinistra italiana, si dovrà, infatti, scegliere da che parte stare: alla Leopolda 5 a Firenze con Matteo o alla manifestazione della Cgil in Piazza S. Giovanni a Roma con i gufi, i rosiconi, i frenatori e la varia fauna che vive all’interno della minoranza PD.

A Firenze si parlerà soprattutto di domani partendo da una citazione di Bob Marley “il futuro è solo l’inizio”.

Il tutto, in tipico stile renziano, mixerà sapientemente reggae e lampredotto, passato e futuro, globale e locale. Tuttavia si guarderà, certamente, con molta attenzione, al presente ed alla valorizzazione dell’azione del governo in particolare in materia di mercato del lavoro. Ciò, specialmente, dopo l’aspro, e per certi aspetti drammatico, dibattito, tutto interno alla sinistra italiana, vissuto nei giorni che hanno preceduto l’approvazione al Senato, in prima lettura, del Jobs Act.

Più retro è lo stile, e qualcuno potrebbe dire anche il contenuto, della (grande?) manifestazione, questa volta in solitaria, della CGIL che invita alla mobilitazione puntando su “Libertà, Dignità, Uguaglianza” per cambiare l’Italia. La colonna sonora sarà, qui, decisamente più emiliana, più vicina al brand della ditta. Si va, quindi, sul sicuro affidandosi al kombat folk dei Modena City Ramblers: insomma un pugno chiuso sulle note di Bella Ciao non potrà certamente mancare.

Dal punto di vista del contenuti il sindacato guidato da Susanna Camusso si propone, in definitiva, di ricordate al presidente del consiglio che #tutogliioincludo. Oggi, infatti, secondo la CGIL il primo problema del Paese è il lavoro e questo non si crea con gli 80 euro alle neo-mamme ma cambiando la politica economica ed attuando massicci investimenti sia pubblici che privati. L’unica flessibilità che, si sostiene, serve al paese, in questo momento, è quella previdenziale senza penalizzazioni sull’uscita pensionistica e lasciando libero il lavoratore di decidere quando andare in pensione al fine di non creare nuovi esodati ed agevolare, così, assunzioni in particolare per i giovani.

Sabato sera, potremo, quindi, dichiarare con certezza il vincitore di questo match a distanza tra due idee, per molti aspetti, antitetiche,di mercato del lavoro, di partecipazione dei cittadini alla vita sociale e politica di una comunità nazionale ed, infine, di sinistra nel nostro paese.

L’esito ci darà certamente anche ulteriori utili indizi sulla tenuta dell’esecutivo e sulla linea che questo perseguirà nei prossimi mesi.

Da questo scontro, tuttavia,qualunque sarà l’esito, è da auspicarsi che anche le altre “squadre” in campo, attualmente molto (troppo) distanti dalle posizioni che contano, e senza una chiara strategia ed allenatori non sempre all’altezza, siano stimolate a compiere scelte, anche molto dolorose, tra passato e futuro, per rilanciare le loro speranze, al momento remote, di essere, almeno competitive, per le prossime elezioni politiche.

*articolo pubblicato su ilsussidiario.net il 22.10.2014

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