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La rilevazione dell’OCSE invita a collegare salari e produttività

untitleddi Maurizio Sacconi

Oggi è stato presentato a Roma l’Economic Survey dell’Ocse. Molte e interessanti sono le raccomandazioni fatte al nostro paese in materia di lavoro. Particolarmente forte è l’invito ad allargare l’accordo tra le parti sociali per allineare al meglio salari e produttività.

La periodica rilevazione dell’OCSE invita i decisori italiani ad accrescere la competitività  anche attraverso un più stretto collegamento tra salari e produttività .

I protagonisti di questa evoluzione devono essere le imprese ed i lavoratori nella dimensione ove la produttività è misurabile e quindi nelle aziende e nei sistemi territoriali di piccole imprese. Il Governo ha invece il compito di sostenere questo processo ampliando la quota di salario detassabile ben oltre la insignificante e impercettibile soglia attuale di 2.500 euro annui. Le parti sociali nella dimensione nazionale possono favorire le intese di prossimità  consentendo che parte degli stessi incrementi retributivi nazionali siano deliberati nelle aziende (con clausola di salvaguardia) e adottando regole certe e condivise, utili a superare ogni contenzioso. In questo senso, positiva e’ stata l’intesa tra le organizzazioni sindacali che dovrà  ora essere confrontata con le posizioni degli imprenditori.

L’OCSE invita poi l’Italia a rafforzare i servizi di accompagnamento al lavoro. E’ possibile ora ordinare e collegare capacità istituzionali e sociali a questo scopo. L’INPS può essere la infrastruttura nazionale che riunisce tutte le informazioni relative a ciascuna persona, alle sue conoscenze e competenze, alle sue transizioni; i fondi interprofessionali con cui le parti sociali gestiscono le risorse per la formazione possono combinare questa competenza con il collocamento ed eventuali ammortizzatori integrativi; i centri per l’impiego (da riformare) e le agenzie private di collocamento e ricollocamento possono operare in sinergia con i fondi ed utilizzando le informazioni INPS per favorire l’incontro tra la domanda e l’offerta.  Emblematico e’ il buon esempio della banca dati sui percettori di reddito gestita dall’INPS, che gli operatori utilizzano per ricollocare i lavoratori sussidiati sulla base della ” dote” che trasferiscono a chi li assume.

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