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Il mio canto libero/ Buon lavoro Bonomi!

Pubblicato su Bollettino ADAPT

Il presidente designato di Confindustria assumerà con la funzione una parte importante della responsabilità politica nel percorso di ricostruzione economica e sociale. Nonostante tutto, la antica confederazione degli imprenditori è ancora in grado di catalizzare settori significativi della pubblica opinione se riprende la sua autonoma capacità sindacale, ovvero di tutela e rappresentanza degli interessi dell’impresa, senza timori reverenziali verso istituzioni e sindacati. I nodi immediati sono la liquidità delle imprese, il lavoro, la burocrazia, la giustizia.

Le imprese hanno bisogno di risarcimenti a fondo perduto per un blocco imposto dalle autorità. La liquidità attraverso le garanzie pubbliche non funziona né funzionerà perché non aumenta il merito di credito e, in ogni caso, produrrebbe un indebitamento insostenibile.

Il lavoro va sostenuto attraverso l’applicazione dei protocolli di sicurezza, la tempestiva erogazione di ammortizzatori, finanziamenti rapidi di progetti formativi dai fondi bilaterali. Ma, ora più che mai, anche attraverso regole più flessibili e accordi aziendali o territoriali. La ripresa del percorso legislativo per il salario minimo e le regole sulla rappresentanza per potenziare i contratti nazionali spaccherebbe il Parlamento (centrodestra contrario) e lo stesso sindacato (Cisl fieramente ostile). Sarebbe davvero paradossale portare ora i corpi sociali nella dimensione pubblicistica.

La burocrazia si è fatta “difensiva”, ha paura di assumere responsabilità, non decide. Va tutelata con decisioni e polizze assicurative. Possiede big data ma non li usa. Un vero commissario nazionale di tutti i sistemi informativi e digitali nelle pubbliche amministrazioni dovrebbe avere la esplicita missione della loro totale interoperabilità.

Last but not least, la giustizia. Bonomi sa bene che dopo la crisi economica da lockdown e ancora in presenza di pericoli pandemici potremmo avere una nuova stagione di diffuse iniziative giudiziarie con effetti di ulteriore paralisi e insicurezza per gli operatori. Occorre “scudare”esplicitamente le responsabilità istituzionali e imprenditoriali rispetto al contagio. Ovviamente nel rispetto dei protocolli di sicurezza del lavoro. Chi avrà il coraggio di una iniziativa in questo senso, proporrà per primo ciò che molti in cuor loro sanno essere giusto e ne avrà merito.

Buon lavoro Presidente!

Maurizio Sacconi

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1 Commento
  • Umberto, Antonio TOLVE
    28 Aprile 2020 at 01:17
    Reply

    E’ proprio il mancato uso (Real Time) dei Big Data che, grazie ad una (efficacemente) implementata Interoperabilità, sarebbero sempre a disposizione tanto del Potere Giudiziario, in tutte le sue articolazioni territoriali, che nelle articolazioni territoriali del Potere Esecutivo, per l’intero Territorio Nazionale.

    Solo così sarebbe sempre possibile sia prevenire i Crimini Lavorativi che allocare/riallocare il Capitale Umano alla stessa Velocità di Allocazione/Riallocazione dei Capitali Finanziari Pubblici e/o Privati.

    Pensi cosa vorrebbe dire per una Lavoratrice Dipendente che in presenza di Avances da parte del suo Datore di Lavoro, avesse la Libertà di dimettersi e di ritrovar occupazione in Tempo Reale !!!

    Ma non dipende dagli Scienziati dell’Informazione, dipende dagli Ingegneri della medesima !!!

    Amen !!!
    Pro Sit !!!

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