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Il lusso e i talenti

di Giuseppe Sabella

L’Italia è il terzo paese produttore di oreficeria al mondo, dopo India e Cina. Ci sono oltre 40.000 imprese attive con una dimensione media di 3,3 addetti. Il mercato interno è stagnante (-12,4%) ma è trainato dall’export. I 3 distretti del gioiello made in Italy (Arezzo, Valenza e Vicenza) nel 2012 hanno fatturato 4 miliardi di euro di export. Chi vende online fattura il 20% in più ma le aziende che hanno un e-commerce sono solo il 20% del totale. Le vendite di lusso online mondiali crescono 3 volte tanto le vendite tradizionali. In Italia si registra un calo delle vendite tradizionali: -3,2% nel 2012 contro il +19% delle vendite e-commerce (2012) e il +22%. delle vendite e-commerce Europa (2012): il lusso online vince, anche in Italia!

Lo sanno bene Giorgio Isabella, 29 anni, di Crotone, membro della quarta generazione di una delle famiglie di gioiellieri più antiche della città calabrese, e Filippo Maria Capitanio, 26enne milanese, che alla fine del 2012 con Isabella ha dato vita all’Associazione Giovani Gioiellieri d’Italia, un network digitale riservato agli artigiani, creativi, subfornitori e terzisti del settore, tutti rigorosamente under 45, che lavorano in proprio o in Pmi, per condividere esperienze, progetti, informazioni.

L’e-commerce per loro non è una sperimentazione, ma l’unica via per dar vita al primo distretto digitale del microlusso artigianale made in Italy, a partire dalle eccellenze orafe e dai loro più giovani protagonisti, e con il web aprire i mercati internazionali (dove va il 52% della produzione dei distretti) a quello stuolo di piccole e piccolissime imprese che altrimenti non riuscirebbero mai a raggiungerli.

Si tratta di oltre 250 soci da tutta Italia. L’Associazione Giovani Gioiellieri d’Italia fondata da Giorgio Isabella e Filippo Maria Capitano è il Primo Network Relazionale delle Micro, Piccole e Medie imprese del settore Gioielleria, Orologeria e Accessori. Giovani Gioiellieri d’Italia opera per valorizzare e promuovere le eccellenze creative, l’artigianato artistico e le produzioni di lusso Made in Italy, incentivando la condivisione di esperienze, savoir faire, informazioni di mercato e proposte innovative tra i giovani operatori dei settore, favorendone legami di amicizia e collaborazione.

LUX MADE IN, il primo distretto digitale del micro-lusso made in Italy, sarà online in Europa da Settembre 2013; si tratta di una piattaforma di Social Commerce interamente dedicato a gioielli, orologi e accessori per valorizzare la manifattura locale. Giovani Gioiellieri d’Italia seleziona e certifica i partner che possono partecipare al network qualificato. I membri certificati hanno l’opportunità di mostrare e vendere i loro prodotti artigianali, senza intermediazione e a costo zero. I micro imprenditori, artigiani ed orafi, possono beneficiare dei servizi dell’Associazione e di un coordinamento centrale di LUX MADE IN per i pagamenti, spedizioni, servizio clienti e Marketing. Il consumatore finale entrando su LUX MADE IN, può iniziare il suo viaggio alla scoperta dell’affascinante mondo dell’Artigianato Italiano.

Ogni partner certificato potrà caricare i suoi prodotti ed un tool speciale tradurrà istantaneamente la descrizione degli oggetti in cinque lingue, francese, tedesco, inglese, spagnolo e russo. LUX MADE IN sarà lanciato a settembre sul mercato europeo.

Ricevuto l’ordine, il portale invierà al produttore un’email per avvisarlo che entro 24 ore arriverà da lui un corriere a ritirare e consegnare il prodotto. L’unico costo per gli inserzionisti è una piccola commissione sul prezzo di vendita. Si prevede inoltre di valorizzare il talento dei giovani organizzando dei contest online per promuovere i designer emergenti. L’obiettivo finale è dar vita ad un network che superi la geografia tradizionale dei distretti, unendo il digitale alla manifattura d’eccellenza Italiana.

In Italia, come emerge da questa esperienza, i giovani non sono tutti bamboccioni e non sono tutti rassegnati al dolce far niente. Giorgio Isabella e Filippo Capitanio, un micro-imprenditore artigiano ed un esperto del web, ci raccontano come il lavoro di rete (che non è solo la dimensione del digitale ma è il lavoro di chi cerca partner e di chi si mette insieme per crescere lavoro) sia una delle reali vie d’uscita dalla crisi economica che questo paese, e non solo questo paese, sta vivendo. Sono anni che in Italia assistiamo al dramma giovanile, siamo pronti ad essere stupiti dalle iniziative della politica, ma crediamo che le reali risposte debbano avere altra origine. I giovani hanno bisogno di spazi che ad oggi non hanno avuto: se i nostri migliori talenti vanno all’estero un motivo ci sarà. Cerchiamo di trattenerli: come dimostra la storia di Giorgio e Filippo, il futuro passa da loro, l’innovazione digitale è nelle loro mani, non in quelle dei loro padri.

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