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Il consulente risponde/ Indennità di mobilità e lavoro intermittente

I Consulenti del Lavoro ci offrono un’utile risposta ai quesiti che ogni giorno arrivano dalla rete. Oggi Silvia Donà risponde ad una domanda in materia di compatibilità  tra indennità  di mobilità  e contratto di lavoro intermittente.

Domanda

Mentre ero in mobilità  ordinaria (legge n. 223/91) sono stato assunto da una azienda con un contratto intermittente (a chiamata) senza indennità  di disponibilità  per la mansione di autista autobus. Nei giorni in cui non lavoro mi viene pagata la mobilità  ordinaria (l. 223/91), e fin qui è tutto regolare. Tuttavia, posso accettare un ulteriore contratto intermittente (a chiamata) senza indennità  di disponibilità  con un’altra società  per fare sempre autista di autobus?

Risposta

I lavoratori collocati in mobilità  iscritti nella specifica lista presso il Centro per l’impiego possono – in presenza di precisi requisiti – percepire anche l’indennità  di mobilità, che rappresenta un sostegno di natura economica, erogato dall’INPS nel periodo in cui il lavoratore licenziato per motivi riconducibili a situazioni di crisi aziendale, è in attesa di una ricollocazione. L’indennità, per sua natura, sostituisce le prestazioni di disoccupazione e le indennità  di malattia e maternità, ed è disciplinata dalle norme dell’assicurazione contro la disoccupazione (INPS, circ. 204/1991).
Per quanto attiene la compatibilità  tra l’indennità  di mobilità  e il contratto di lavoro intermittente è stato precisato dall’INPS, con messaggio 7401/2011) che:
–  in caso di rapporto di lavoro a chiamata con obbligo di risposta (con indennità  di disponibilità ), la prestazione rimane sospesa per tutto il periodo di vigenza contrattuale, ai sensi dei co. 6 e 7, art. della L. 223/91;
– in caso di rapporto di lavoro a chiamata senza obbligo di risposta (senza indennità  di disponibilità), l’indennità  di mobilità può essere riconosciuta limitatamente ai periodi di non lavoro tra una chiamata e l’altra, restando la prestazione sospesa durante i periodi di risposta alla chiamata da parte del lavoratore.
In conclusione possiamo affermare che, visto che il lavoro intermittente è un contratto che si può attivare qualora si presenti la necessità  di utilizzare un lavoratore per prestazioni con una frequenza non predeterminabile, consentendo al datore di lavoro di servirsi dell’attività  del lavoratore, chiamandolo all’occorrenza, si può dedurre che, nella fattispecie in oggetto, è possibile stipulare un ulteriore contratto di lavoro intermittente.

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1 Commento
  • Nicola
    5 Giugno 2017 at 16:00
    Reply

    Salve sono in mobilità dal 2015 il 23 marzo mi è stato fatto un contratto a chiamata senza obbligo di risposta con prestazioni da svolgere nei gg festivi fine settimana e stagione estiva… vorrei sapere prima di tutto a fine contratto come fare a rientrare in mobilità..? può il datore di lavoro darmi lavorare nei gg nn festivi?nei gg di non chiamata mi spetta la mobilità?nel sito Inps posso controllare se le chiamate sono state regolarmente comunicate?

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