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Direttiva su distacco lavoratori: ok da Commissione Lavoro Senato

La Commissione Lavoro del Senato ha espresso oggi il proprio parere favorevole sulla Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica della direttiva 96/71/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 1996, relativa al distacco dei lavoratori nell’ambito di una prestazione di servizi, evidenziandone alcuni aspetti critici. Nel programma di lavoro per il 2016, la Commissione UE ha previsto una revisione mirata della materia del distacco dei lavoratori per contrastare le pratiche sleali e promuovere il principio che lo stesso lavoro nello stesso posto dovrebbe essere retribuito allo stesso modo.

La direttiva 96/71/CE disciplina tre varianti di distacco: la prestazione diretta di servizi da parte di un’impresa nel quadro di un contratto di servizi, il distacco nel contesto di uno stabilimento o di una società appartenente allo stesso gruppo (“distacco infragruppo”) e il distacco mediante la cessione temporanea di un lavoratore tramite un’agenzia interinale stabilita in un altro Stato membro.

A questa si aggiunge la direttiva di applicazione 2014 a prevedere ulteriori strumenti rafforzati per combattere e sanzionare elusioni, frodi e violazioni. Essa affronta i problemi causati dalle cosiddette “società di comodo” e aumenta la capacità degli Stati membri di monitorare le condizioni di lavoro e di far rispettare le norme applicabili. La direttiva elenca tra l’altro criteri qualitativi che caratterizzano l’esistenza di un legame effettivo tra il datore di lavoro e lo Stato membro di stabilimento, che possono essere utilizzati anche per determinare se una persona rientra nella definizione applicabile di lavoratore distaccato e migliora la cooperazione amministrativa tra le autorità nazionali competenti in materia di distacco.

L’attuale proposta di direttiva si concentra su questioni che non sono state affrontate dalla precedente e che attengono al quadro normativo dell’UE istituito dalla direttiva originaria del 1996: in primo luogo il diritto del lavoro applicato ai lavoratori distaccati qualora la durata prevista o effettiva del distacco superi i ventiquattro mesi; in secondo luogo, essa prevede l’obbligo degli Stati membri di pubblicare le informazioni relative agli elementi costitutivi della retribuzione, l’applicazione dei contratti collettivi di applicazione generale ai lavoratori distaccati in tutti i settori dell’economia, l’applicazione delle norme sulla retribuzione applicabili ai lavoratori locali, derivanti dalle disposizioni di legge o da contratti collettivi anche ai lavoratori distaccati. Secondo la nuova direttiva, inoltre,gli Stati membri sono inoltre tenuti ad applicare le condizioni previste per le agenzie transfrontaliere che si occupano della cessione temporanea di lavoratori anche alle agenzie nazionali. Infine, con riferimento ai subcontratti a catena, essi hanno la facoltà di imporre alle imprese di subappaltare solo alle imprese che concedono ai lavoratori determinate condizioni in materia di retribuzione applicabili al contraente, comprese quelle derivanti dai contratti collettivi di applicazione non generale.

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