Category : World Economic Forum

rapporto Scenari macroeconomici World Economic Forum

WEF, crescita inclusiva e sviluppo: Italia in coda al 27esimo posto

L’Inclusive growth and development fa piombare l’Italia in fondo alla classifica dei 30 Paesi più sviluppati al 27esimo posto. Lavoro, corruzione e scarsa fiducia nella politica le chiavi del rapporto del World Economic Forum che valuta i Paesi avanzati per “la crescita inclusiva” – ovvero la capacità di ridurre le disparità di reddito e favorire l’inclusione sociale. Tra i fattori che ci penalizzano, il WEF indica anche “un alto rapporto debito/PIL che pesa sulle future generazioni”. Le ultime statistiche disponibili rivelano che, a novembre 2016 – secondo i dati diffusi dalla Banca d’Italia –, il debito pubblico è cresciuto rispetto al mese precedente di 5,6 miliardi, raggiungendo i 2.229,4 miliardi di euro.

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World Economic Forum

Competitività: WEF, Italia 36esima al mondo per apertura a commercio

WEFL’Italia fa progressi nell’apertura al commercio internazionale, ma resta in coda rispetto ai maggiori Paesi avanzati, penalizzata soprattutto dalla burocrazia e dal difficile accesso al credito. In base all’Enabling Trade Index 2016 realizzato dal World Economic Forum, la Penisola quest’anno ha guadagnato sette posizione ed è 36esima sui 131 Paesi presi in considerazione. La graduatoria, che misura non solo l’accesso ai mercati ma anche la capacita’ di facilitare i flussi commerciali tra Paesi, è guidata da Singapore, davanti a Olanda, Hong Kong, Lussemburgo, Svezia, Finlandia, Svezia, Austria, Regno Unito, Germania, con il Belgio a chiudere il ‘Top 10′. La Svizzera è 11esima, la Francia 13esima e la Spagna 15esima, davanti al Giappone. Gli Stati Uniti sono 22esimi e il Canada 24esimo. La Cina e’ 61esima e la Russia 111esima. L’Italia è preceduta anche dal Portogallo (28esimo) e da Polonia, Slovenia, Malta e Repubblica Slovacca, oltre che da Taiwan.

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Gig economy Smart working World Economic Forum

Stare al passo con la gig economy e il nuovo modo di fare lavoro

Lavoro-impresa-startupCon gig economy si intende un modello economico sempre più diffuso dove le prestazioni lavorative continuative (il posto fisso, con contratto a tempo indeterminato) è soppiantato dal lavoro on demand, con riferimento a servizi, prodotti o competenze. La gestione della domanda e dell’offerta avviene online attraverso piattaforme e app dedicate: è il caso dell’affitto temporaneo di camere (per esempio Airbnb), dell’attività da freelance come la progettazione di siti web (si ricordano Upwork o Fivver), o del servizio di trasporto privato alternativo ai taxi (Uber). Nella gig economy i lavoratori sono tutti autonomi e svolgono prestazioni lavorative temporanee o a part time o saltuarie o ancora provvisorie. 

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digitale Industry 4.0 World Economic Forum

Wef, rivoluzione digitale costerà milioni di posti, donne più colpite

WEFLa ‘Quarta Rivoluzione Industriale’, assieme ad altri cambiamenti socio-economici e demografici, trasformera’ i mercati del lavoro nei prossimi cinque anni, portando a una perdita netta di oltre 5 milioni di posti di lavoro in 15 delle maggiori economie sviluppate ed emergenti e ad essere colpite saranno soprattutto le donne. Lo sottolinea un rapporto sul “Futuro del Lavoro” del World Economic Forum, pubblicato in vista della riunione annuale che si apre a Davos mercoledi’. Il meeting avra’ infatti come tema centrale la Quarta Rivoluzione Industriale’, ovvero la digitalizzazione dei processi produttivi. Sviluppi in campi quali l’intelligenza artificiale, la robotica, il ‘machine-learning’ (l’apprendimento automatico), le nanotecnologie, la stampa 3-D e la genetica e le biotecnologie, avranno effetti dirompenti non solo sui modelli di business, ma anche sull’occupazione con enormi cambiamenti nelle competenze che saranno richieste nel nuovo scenario.

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World Economic Forum

WEF, Italia più competitiva per effetto Jobs Act

WEFE’ stato pubblicato il Global Competitiveness Report 2015-2016 del Word Economic Forum che valuta la competitività di 140 economie, sulla base dei fattori trainanti della loro produttività e prosperità. Il Rapporto, che trovate qui disponibile, rimane la valutazione più completa sulle competitività nazionali di tutto il mondo. Per quanto riguarda l’Italia, secondo il Rapporto sono le riforme strutturali del mercato del lavoro “la forza trainante di un forte miglioramento complessivo della competitività dell’economia italiana”, che sale di sette posizioni alla posizione 43 (dalla 49) nel classifica stilata dall’organizzazione. L’efficienza del mercato del lavoro è “ancora bassa” ma “migliora di 10 posizioni”.

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Documenti World Economic Forum

WEF, Italia bocciata su imprenditorialità , protezione sociale e lavoro

WEFValutazione negativa per l’Italia da parte dell’Inclusive Growth and Development Report 2015 del World Economic Forum, che organizza ogni anno il vertice economico di Davos. Lo studio è costato due anni di lavoro sul tema delle disparità  di reddito e dell’inclusione sociale. Dal rapporto, volto a “migliorare la comprensione di come i Paesi possono utilizzare i meccanismi istituzionali e gli incentivi di politica per rendere la crescita economica più socialmente inclusiva” emerge come i Paesi più inclusivi siano anche quelli più competitivi.

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Europa ImpresaLavoro Italia Lavoro privato Lavoro pubblico Mercato del lavoro Occupazione Unione Europea World Economic Forum

ImpresaLavoro: il nostro mercato del lavoro è il meno efficiente d’Europa

Il mercato del lavoro italiano è ultimo per efficienza in Europa e 136mo su 144 censiti nel mondo. In termini di efficienza ed efficacia si situa infatti a un livello leggermente superiore a quelli di Zimbabwe e Yemen ed inferiore a quelli di Sri Lanka e Uruguay. Lo rivela un’elaborazione del Centro Studi ImpresaLavoro sulla base dei dati pubblicati dal World Economic Forum, disponibile online sul sito di ImpresaLavoro.

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