Category : voucher

Appalti lavoro intermittente voucher

Il ddl Sacconi su lavoro breve, intermittente e responsabilità solidale appalti

Il totale accoglimento, con un provvedimento di necessità ed urgenza finalizzato ad evitare la consultazione referendaria, delle abrogazioni proposte dai quesiti in materia di buoni per lavori occasionali e di responsabilità solidale negli appalti impone al legislatore una più meditata regolazione. In particolare, la abrogazione di tutte le disposizioni relative ai buoni prepagati ha lasciato un vuoto che deve essere tempestivamente riempito con una strumentazione analogamente semplice e conveniente ai fini della regolarizzazione degli spezzoni lavorativi altrimenti condannati alla sommersione. Si propongono due vie complementari per la agevole regolarizzazione delle prestazioni occasionali, il Lavoro Breve e il Lavoro Intermittente “liberalizzato”, prevalendo la convenienza del secondo nel caso di lavori saltuari ma ricorrenti con gli stessi prestatori, soprattutto se in misura maggiore a quella consentita per il lavoro breve.

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voucher

Voucher: i luoghi comuni e le soluzioni che ancora non ci sono

Riportiamo a seguire l’articolo di Jole Vernola, Direttore centrale delle Politiche del Lavoro e del Welfare Confcommercio, pubblicato sul sito di Nuovi Lavori

La caccia alle streghe è finita. La strega è stata sconfitta. I Voucher sono stati cancellati. Non sono invece cancellate quelle attività occasionali, presenti anche nelle imprese, per le quali veniva utilizzato il Voucher. A nulla è valso il richiamo al reale impatto economico del lavoro accessorio, che rappresenta solo lo 0,23% del totale del costo lavoro in Italia, certificato dalla “Nota trimestrale congiunta sulle tendenze dell’occupazione” del Ministero del Lavoro, Istat, Inps e Inail, né la revisione dei controlli con l’introduzione della tracciabilità. Il vuoto normativo che si è generato in assenza di strumenti alternativi, le cui conseguenze emergono con evidente chiarezza in questi giorni, rappresenta purtroppo un esempio negativo di come la legislazione, che dovrebbe basarsi sulla realtà, rischia di essere condizionata da fattori esterni. Il Governo ha preso l’impegno di intervenire, ma come e in quali tempi non è ancora chiaro.

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Consulenti del lavoro voucher

Consulenti del Lavoro: l’indagine sull’utilizzo dei voucher

Pensionati, lavoratori dipendenti e disoccupati sono i principali utilizzatori dei voucher. Il mondo delle imprese, invece, è coinvolto solo per un terzo dell’intero volume di ore lavorate dai voucheristi. È quanto emerge da un’indagine condotta dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro sui dati Inps che impone una riflessione politica urgente per evitare che tutti questi soggetti alimentino lavoro sommerso reso visibile proprio grazie all’utilizzo dei voucher. Inoltre, i tre maggiori utilizzatori dei buoni lavoro oggi non possono che essere occupati “occasionalmente” solo tramite uno strumento normativo con le caratteristiche simili al voucher. Questo perché il loro status principale risulta incompatibile o non conveniente rispetto ad un rapporto di lavoro dipendente di tipo tradizionale. Allo stato attuale, neanche il lavoro intermittente “modificato” sarebbe utile, poiché destinato all’utilizzo da parte di aziende, cioè da parte soggetti che non hanno utilizzato i voucher in maniera prevalente come inizialmente sostenuto dai principali detrattori. Nell’approfondimento della Fondazione Studi viene analizzato il quadro normativo attuale, che non vede valide alternative al lavoro occasionale, e gli effetti dell’abrogazione dei voucher su imprese e famiglie.

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Coldiretti voucher

Coldiretti, voucher in agricoltura scendono a 1% del totale

L’impiego dei voucher in agricoltura scende al minimo di appena l’1,09% del totale a seguito della progressiva estensione degli ambiti oggettivi e soggettivi di utilizzo del lavoro accessorio che è andata di pari passo con l’aumento della vendita dei voucher. È quanto afferma la Coldiretti nel commentare i dati dell’Osservatorio sul lavoro accessorio dell’INPS relativi ai primi sei mesi del 2016 nel sottolineare che i voucher sono stati introdotti inizialmente sperimentalmente per la vendemmia nel 2008 ha perso radicalmente la sua connotazione agricola.

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Consulenti del lavoro Lavoro accessorio voucher

Voucher abrogati. Le alternative al vuoto normativo

La Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro risponde con un suo ultimo approfondimento al vuoto normativo nato a seguito dell’abrogazione dei voucher voluta con il decreto legge n.25/2017, che ha eliminato questo strumento a partire dal 1° gennaio 2018, consentendone l’utilizzo fino al 31 dicembre 2017. In attesa di un intervento normativo ad hoc, si analizzano le possibili tipologie contrattuali da utilizzare come valida alternativa ai buoni lavoro per regolarizzare i rapporti di lavoro occasionale. Il documento della Fondazione Studi prende in esame il contratto di somministrazione, le collaborazioni coordinate e continuative ed il lavoro intermittente, comparando i costi – su base mensile e su base oraria – di queste forme contrattuali con quelli derivanti dal contratto di lavoro accessorio per rilevare le differenze ed i vantaggi per il datore di lavoro ed il lavoratore.

Leggi l’approfondimento della Fondazione Studi

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Alle Sei voucher

Ve lo dico alle sei/ Voucher: meglio il referendum del decreto

La vicenda aperta dalla mobilitazione referendaria della Cgil si è poi sviluppata secondo il peggiore copione della rincorsa simbolica a sinistra e del danno pratico alle famiglie, alle piccole imprese e ai prestatori di spezzoni lavorativi. Si conferma che l’ideologia fa male perché prescinde sempre dalla realtà. La sinistra politica e sindacale mantiene peraltro tutta la sua fragilità di fronte ai richiami mediatici. Ora, faremo tutto quello che è consentito perché il decreto non venga approvato e così si affronti il voto nella fiducia che i più sapranno guardare alla concretezza delle cose. Nel caso invece di una sua approvazione siamo già pronti a riproporre uno strumento analogo con almeno la stessa semplicità gestionale e le medesime agevolazioni fiscali e contributive. Vi si dovrebbe aggiungere uno strumento ancor più semplificato per le famiglie e in generale un uso più libero dei contratti di lavoro intermittente ogniqualvolta la prestazione occasionale si riprodurrà con lo stesso prestatore.

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Referendum CGIL voucher

Voucher, referendum: il pericolo nel voto del 28 maggio

La Cgil ha, nei mesi scorsi, raccolto più di un milione di firme a supporto della sua Carta dei diritti universali del lavoro e dei tre quesiti referendari a essa legati: abrogare l’abuso dei voucher e le norme che impediscono il reintegro in caso di licenziamenti illegittimi, aumentare la trasparenza in materia di appalti. In quest’ultimo caso, ad esempio, l’abrogazione delle norme vigenti che, secondo il sindacato guidato dalla Camusso, limitano la responsabilità solidale degli appalti, si propone di difendere i diritti dei lavoratori occupati in appalti, e subappalti, coinvolti in processi di esternalizzazione, assicurando loro tutela dell’occupazione nei casi di cambi d’appalto e contrastando, allo stesso tempo, le pratiche di concorrenza sleale messe in campo dalle imprese non rispettose del dettato normativo.

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Alle Sei voucher

Ve lo dico alle sei/ Voucher: referendum evitabile ma non ad ogni costo per economia

La notizia della formale indizione del referendum accelera i tempi delle eventuali mediazioni per evitarlo. Meglio tuttavia il referendum di una resa preventiva alle ragioni referendarie quale ipotizzata dal Pd per i voucher. Ho depositato oggi al Senato un ddl per conciliare le ragioni dei quesiti referendari con il principio di realtà. Il testo contiene disposizioni rivolte a contenere da 2000 a 1500 euro il tetto annuo delle remunerazioni tramite voucher dello stesso lavoratore, il divieto di impiego nei cantieri edili, la semplificazione dell’acquisto e gestione dei buoni da parte delle famiglie, la liberalizzazione del lavoro intermittente fermo restando il tetto delle 400 ore nel triennio, la responsabilità solidale del committente e dell’appaltatore nei limiti in cui il secondo fa accedere il primo a tutta la documentazione relativa alle prestazioni lavorative consentendogli di esercitare il potere di controllo indicato da un decreto ministeriale. Si ipotizza così non una qualsiasi mediazione ma un rafforzamento delle tutele del lavoratore compatibile con le esigenze dello sviluppo dell’economia.

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Alle Sei voucher

Ve lo dico alle sei/ Voucher: testo unico li cancella senza dirlo

Il testo unico sui voucher che costituisce la base del lavoro in Commissione è semplicemente ridicolo. Si cancellano i voucher attraverso i moltissimi vincoli senza avere il coraggio di dirlo esplicitamente. Non si cancellano però i lavori occasionali che ritroveranno la via del sommerso. E il tutto senza nemmeno soddisfare la Cgil. Mi opporrò fermamente a questa deriva ideologica e opportunista.

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Alle Sei voucher

Ve lo dico alle sei/ Voucher: governo si contraddice per paura e opportunismo

Si conferma l’intenzione del governo di contraddire se stesso azzerando di fatto l’impiego dei voucher. L’opportunismo da congresso Pd e la paura dell’ipotesi referendaria stanno inducendo la scientifica programmazione di vecchio e nuovo sommerso. Limitare i voucher alle famiglie significa cancellare il 98% degli utilizzi. Proibire alle imprese di ricorrervi, anche se con l’eccezione di quelle senza dipendenti, significa lasciare molti spezzoni lavorativi senza uno strumento di regolarizzazione, posto che i contratti di lavoro intermittente rimangono di fatto impraticabili. Per fortuna il bicameralismo è ancora perfetto per cui al Senato avremo modo di partire da un principio di realtà e di verificare in conseguenza ciò che accadrebbe con questa soluzione tutta politicista. Concorrerò a questo obiettivo con un disegno di legge sui voucher e sulla responsabilità solidale negli appalti, che depositerò entro la settimana, in modo da evitare l’ennesima deriva ideologica in materia di lavoro.

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Senato voucher

Voucher: fiducioso Senato cambierà testo Camera

Ministro e Commissione lavoro della Camera sembrano così angosciati dall’ipotesi referendaria da cancellare di fatto l’uso dei voucher senza nemmeno ritornare alla legge Biagi per i contratti di lavoro intermittente. Mi opporrò a questa deriva opportunistica nella seconda lettura del Senato, fiducioso che in questa Camera molti, tanto nella maggioranza quanto nell’opposizione, si sottraggono alle astrazioni  ideologiche e sono sensibili al richiamo della realtà. La proposta alternativa è molto semplice: liberare i contratti di lavoro intermittente, consolidare la tracciabilità dei voucher, limitarne l’uso entro un tetto più contenuto tra datore di lavoro e lo stesso lavoratore, proibirne l’impiego nell’edilizia.

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