Category : Smart working

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Al via lo smart working al MIUR: via libera alla direttiva

Lo smart working arriva al Miur. Via libera alla direttiva (decreto dipartimentale n. 12 del 6 marzo 2018) e al bando per avviare all’interno del Ministero dell’Istruzione la sperimentazione del lavoro agile, per consentire la conciliazione dei tempi fra vita privata e vita professionale delle dipendenti e dei dipendenti. La direttiva individua l’ambito di applicazione, i requisiti e le tipologie di attività che potranno essere effettuate in modalità agile, i criteri di priorità nell’accesso e la procedura di individuazione del personale interessato. A esserne interessati, come segnala Il Sole 24 Ore, saranno le dipendenti e i dipendenti della Direzione generale per le risorse umane e finanziarie e della Direzione generale per i contratti, gli acquisti e per i sistemi informativi e la statistica.

Leggi la direttiva sullo smart working

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pubblica amministrazione Smart working

Dal lavoro agile la chance di cambiare “dal basso”

Articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore

Anche nella Pa sembra arrivata l’ora di confrontarsi con la modernizzazione innovando nell’ambito nel quale più forte è stata la conservazione: l’organizzazione del lavoro. La delega Madia ha previsto che le amministrazioni adottino misure per la sperimentazione di nuove modalità spazio-temporali di svolgimento della prestazione lavorativa. La direttiva della presidenza del Consiglio sul tema ha ottenuto giovedì l’intesa degli enti territoriali. Dall’altro, il “Jobs Act sul lavoro autonomo” delinea i tratti essenziali del lavoro agile. Questo si caratterizza come una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato stabilita mediante accordo tra le parti, anche con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo, con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell’attività. Serve a incrementare la competitività e agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. E’ importante, quindi, non confondere lo smart working con il telelavoro, e non pensarlo come uno strumento per ridurre i costi. 

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Politecnico Milano Smart working

Smart working: avanza fenomeno del nomadismo professionale

Oggi sono oltre 250 mila i ‘lavoratori agili’ in Italia, ossia coloro che godono di discrezionalità nella definizione delle modalità d’impiego in termini di luoghi, orari e strumenti utilizzati per svolgere al meglio le proprie mansioni. E sono pari al 7% di tutti gli impiegati, quadri e dirigenti. Lo rileva l’Osservatorio sullo ‘smart working’ del Politecnico di Milano, in uno studio curato da Doxa e presentato in occasione della Settimana del Lavoro Agile promossa dal Comune di Milano. Una tendenza, quella evidenziata dalla ricerca, destinata a rivoluzionare la vita professionale (e non solo) di tutti. “Si tratta di persone assunte all’interno di aziende perlopiù medio-grandi e grandi, dislocate prevalentemente nel Nord Italia, in quasi 7 casi su 10 sono uomini (a sorpresa!) e hanno un’età media di 41 anni’ specifica Vilma Scarpino, amministratore delegato di Doxa. Fare lavoro agile significa rimettere in discussione stereotipi relativi a luoghi, orari e strumenti di lavoro consentendo alle persone di raggiungere una maggiore efficacia professionale e un migliore equilibrio tra lavoro e vita privata.

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ddl lavoro autonomo Smart working

Ddl lavoro autonomo e smart working di nuovo al Senato. La relazione di Maurizio Sacconi

Nella seduta odierna della Commissione Lavoro è stata svolta la relazione del Sen. Maurizio Sacconi inerente agli aspetti modificati alla Camera dei Deputati del ddl n. 2233-B (lavoro autonomo) giunto in terza lettura al Senato.  Pubblichiamo a seguire il testo.

 

Il disegno di legge al nostro esame, approvato con modifiche dalla Camera dei deputati, è suddiviso in 3 Capi: al Capo I sono individuati i rapporti di lavoro autonomo e, in base ad una disposizione introdotta dalla Camera, l’istituto dell’indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa (DIS-COLL), al Capo II norme concernenti il lavoro agile e al Capo III le disposizioni finanziarie e finali. Si ricorda che il provvedimento è collegato alla manovra annua di finanza pubblica.

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Eurofound ILO Smart working

ILO, Eurofound: il nuovo rapporto «Lavorare sempre e ovunque»

L’uso sempre più diffuso delle tecnologie digitali  — per esempio smartphone, tablet, computer e laptop — per lavorare da casa e da qualunque altro luogo, sta rapidamente trasformando il modello tradizionale di lavoro. Secondo il nuovo rapporto congiunto ILO-Eurofound pubblicato oggi, questo fenomeno può migliorare l’equilibrio tra la vita privata e il lavoro, ridurre i tempi di spostamento casa-lavoro e aumentare la produttività. Può  anche prolungare l’orario di lavoro e incrementare l’intensità del lavoro, interferendo nella vita privata.  Working anytime, anywhere: The effects on the world of work  («Lavorare in qualsiasi luogo e momento») sintetizza le ricerche effettuate in 15 paesi –10 Stati membri dell’Unione  Europea  (Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Regno Unito, Spagna, Svezia e Ungheria) e Argentina, Brasile, Giappone, India e Stati Uniti – dalle due organizzazioni,. Lo studio identifica diversi tipi di lavoratori dipendenti che utilizzano le nuove tecnologie per lavorare al di fuori dei luoghi di lavoro: i tele-lavoratori a domicilio, i lavoratori che svolgono telelavoro occasionale e «lavoro mobile digitale».

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Diritto alla disconnessione Selezione Web Smart working

Francia, scatta il “diritto di disconnessione”: stop alle mail fuori ufficio

di Andrea Frollà pubblicato su CorCom

Basta agli aggiornamenti di lavoro h24 e al controllo di smartphone e tablet fuori dall’ufficio. Una delle previsioni della nuova legge sul lavoro varata in Francia e operativa dal 1° gennaio riconosce ai lavoratori francesi il “diritto di disconnessione”. Una norma che regala ai dipendenti delle aziende con oltre 50 dipendenti la possibilità di non tenersi sempre aggiornati e di poter ignorare i messaggi, le mail e le comunicazioni in alcune fasce orarie.

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Confindustria ddl lavoro autonomo Smart working

DDL Autonomi: l’audizione di Confindustria alla Camera

“È necessario” che il ddl Autonomi “equipari, a tutti gli effetti di legge e di contratto, la giornata di lavoro resa in smart working ad una giornata di ‘orario normale’ di lavoro”. È la proposta di Confindustria, avanzata in commissione Lavoro alla Camera durante un’audizione in merito al ddl Autonomi. Come ha spiegato Pierangelo Albini, direttore Area lavoro di Confindustria, in riferimento alla disciplina dell’orario di lavoro, il ddl prevede che trovino applicazione per il lavoro agile i ‘limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale, derivanti dalla legge e dalla contrattazione collettiva’. Parallelamente, il ddl prevede che le parti debbano individuare ‘i tempi di riposo del lavoratore’, di fatto andando così, indirettamente e per contrapposizione , ad indicare anche i tempi di lavoro”.

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AMB Consiglia Smart working

Smart working e quarta rivoluzione industriale: la presentazione di Mariano Corso

mariano-corsoLa trasformazione digitale è una sfida che coinvolge tutto il capitale umano e molte aziende spesso lo dimenticano o non si sono ancora attrezzate: la tecnologia è entrata nella nostra vita quotidiana amplificando enormemente i canali per comunicare e fruire delle informazioni, ma paradossalmente rallenta nel contesto lavorativo: orari rigidi,  regole obsolete, filosofie manageriali antiquate, soprattutto se confrontate con quelle del mondo delle start-up.  Di questo si è parlato nel corso del nostro seminario di ieri “La fine del diritto pesante del lavoro nella quarta rivoluzione industriale” alla presenza del Professor Mariano Corso, responsabile scientifico dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano. Pubblichiamo la sua presentazione a seguire.

La presentazione di Mariano Corso

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Alle Sei Seminario AMB Smart working

Ve lo dico alle sei/ Lavoro, accordi adattivi locali e nuova formazione per Industria 4.0

Il seminario della Associazione Amici di Marco Biagi, che si è svolto oggi presso l’Unioncamere di Roma, ha approfondito i presupposti per la quarta rivoluzione industriale in termini di promozione delle risorse umane. Vi hanno concorso esponenti di centri di ricerca come il Politecnico di Milano, la Università Luiss, Adapt, ImpresaLavoro, SIMLII, Fondazione Consulenti del Lavoro nonché di Confindustria e Federmeccanica. Il cambiamento deve essere inclusivo e a questo scopo occorrono produttività delle imprese e competenze dei lavoratori come hanno affermato il vicepresidente di Confindustria Stirpe e il direttore di Federmeccanica Franchi. Secondo i professori Pessi e Tiraboschi le si producono non con grandi accordi o modelli astratti ma con la concreta condivisione nelle imprese e nei territori. La base normativa è quell’art. 8 che consente di adattare leggi e contratti alle specifiche situazioni. Lo smartworking può progressivamente essere il lavoro di tutti, ha sostenuto il Prof. Corso del Politecnico, perché ogni attività produttiva, incluse le pubbliche amministrazioni e le piccole imprese, possono utilizzare le tecnologie digitali. La rivoluzione culturale richiesta e’ però profonda e presuppone un sistema educativo e formativo orientato a rivitalizzare il protagonismo inventivo del piccolo imprenditore e del lavoratore italiani.

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Intervista Selezione Stampa Smart working

Per gli autonomi una regolazione per il lavoro 4.0

di Claudio Tucci per Il Sole 24 Ore

smartwork“L’anima del Ddl su autonomi e lavoro agile, approvato in prima lettura da palazzo Madama, è “la consapevolezza della responsabilità del risultato in ogni prestazione lavorativa, dipendente e indipendente”, affiancata al riconoscimento della primaria tutela “dell’apprendimento continuo” per rendere tutti “più capaci di crescere nel mercato”. Il Presidente della commissione Lavoro del Senato, e relatore del Ddl, Maurizio Sacconi, non ha dubbi: le nuove disposizioni “sono un passo avanti verso una regolazione più essenziale e coerente con la dimensione 4.0”.

Senatore, in che modo queste norme promuoveranno maggiore capacità?

Intanto valorizzando il risultato. Siamo nella quarta rivoluzione industriale e le relazioni di impiego si svolgono non più come mera esecuzione di ordini, ma sulla base di obiettivi, risultati e crescente autonomia. E in questo senso, c’è bisogno di un sistema coerente di tutele attive, a partire dal diritto alla formazione permanente attraverso qualsiasi canale formale e informale per dominare sempre i cambiamenti tecnologici e organizzativi.

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