Category : Selezione Stampa

Lavoro 4.0 Selezione Stampa

Il rapporto dell’indagine sul lavoro 4.0: rassegna stampa

Pubblichiamo a seguire la rassegna stampa relativa al rapporto conclusivo dell’indagine conoscitiva sull’impatto sul mercato del lavoro della quarta rivoluzione industriale, recentemente approvato dalla Commissione Lavoro del Senato.

su Il Sole 24 Ore

sul Corriere della Sera

su Repubblica

su Libero

su Formiche

 

 

 

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Selezione Stampa voucher

Nuovi voucher, partenza a rilento

Articolo di Josef Tschöll pubblicato su Il Sole 24 Ore

Dopo i primi due mesi di operatività della nuova disciplina sul lavoro occasionale appare utile fare una riflessione sui risultati ottenuti, il funzionamento del sistema e le prime esperienze degli operatori. L’Inps ha reso noto le prime cifre con un comunicato del 29 agosto 2017. Secondo l’istituto previdenziale sono circa 4mila gli utilizzatori del libretto famiglia (con 686 prestatori di lavoro) e poco più di 12mila gli utilizzatori per il contratto di prestazione occasionale (con 6.056 prestatori). Si tratta di cifre irrisorie rispetto a quelle per il lavoro accessorio (i vecchi voucher) oramai abrogato per evitare il referendum voluto dalla Cgil. A fronte di queste cifre si ritiene, dunque, lecita la domanda su dove siano finiti i lavoratori che in precedenza venivano impiegati con i vecchi voucher?

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Pensioni Selezione Stampa

Modello già vecchio, il welfare si adatti alle nuove insicurezze

Pubblicato su Il Sole 24 Ore

Caro Direttore,

leggo con una certa sorpresa l’intervista del Presidente Boeri nella quale si attribuisce a me e al collega Damiano il proposito di bloccare il collegamento tra età di pensione ed aspettativa di vita cui conseguirebbero oneri di finanza pubblica di straordinaria entità. La cosa un po’ mi offende perché sono l’autore di quella norma anche se applicata ad una età ben inferiore a quella stabilita in un solo balzo dalla riforma Fornero. Tutto il mio lungo impegno parlamentare è stato d’altronde dedicato a rendere più sostenibile il sistema previdenziale collaborando al tentativo di De Michelis nel 1984, alla manovra Amato nel 1992, alla riforma Maroni nel 2006. Oggi ho condiviso con Damiano l’esigenza immediata di rallentare l’ulteriore allungamento della vita lavorativa di una generazione già prossima a pensione nel momento in cui ha subito un repentino spostamento dell’età obbligatoria di circa sei anni. Un po’ di buon senso per tutti non guasta dopo una riforma rigidissima e successive deroghe ad essa per singoli segmenti sociali, dagli esodati ai precoci ai beneficiari dell’Ape sociale, che hanno così favorito solo alcuni e comportato impegni di spesa per quasi venti miliardi. Per favorire un sereno confronto, numeri alla mano, tra Governo e Parlamento non abbiamo nemmeno precisato i termini della possibile rimodulazione.

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lavoro intermittente Selezione Stampa voucher

Lavoro a chiamata +13,1%, sostituisce voucher. Accelera tempo determinato.

Il numero dei lavoratori a chiamata o intermittenti «nel primo trimestre 2017 subisce un notevole incremento (+13,1%), anche a seguito di fenomeni di sostituzione rispetto ai voucher». Lo afferma la nota congiunta di Istat, Ministero del Lavoro, Inps e Inail. Questo incremento segue quattro anni di progressiva riduzione tendenziale, interrotta solo dal leggero rimbalzo del quarto trimestre 2016 (+2,5%). Resta invece sostanzialmente stabile l’intensità lavorativa misurata come numero medio di giornate retribuite, 10 al mese. I voucher da 10 euro venduti nel primo trimestre 2017 sono stati 28,5 milioni, con una riduzione del 2,1% rispetto ai 29,1 milioni del primo trimestre 2016. La nota trimestrale congiunta spiega che «ciò è determinato soprattutto dal fatto che dal 18 marzo 2017 i voucher non sono stati più posti in vendita a seguito dell’entrata in vigore del decreto legge 25 del 17 marzo 2017 che ne ha disposto l’abrogazione».

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Formazione Selezione Stampa

Puntare sull’alfabetizzazione digitale

Articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore

I professori Nannicini e Leonardi hanno utilmente avviato su questo giornale una riflessione sul modo migliore di tutelare i lavoratori nelle crisi aziendali. Gli straordinari cambiamenti indotti dal salto tecnologico nei modi di produrre hanno tuttavia evidenziato come i mercati del lavoro siano caratterizzati da transizioni professionali ricorrenti e perciò bisognose non tanto di saltuarie attività di ricollocamento quanto di permanenti ed efficaci opportunità per tutti di apprendimento da fonti formali, informali, non formali. La occupabilità di una persona si produce infatti come conseguenza di una buona educazione e del continuo aggiornamento delle sue abilità e competenze. In Italia il problema della riqualificazione dei lavoratori è poi amplificato dalla grande dimensione delle cosiddette competenze intermedie, tipiche delle attività ripetitive nelle tradizionali manifatture, come tali destinate a progressiva sostituzione.

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Selezione Stampa Università

Ritornare allo spirito della legge Biagi

Articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore

Nessuna velleità di competere con le agenzie private per il lavoro. Ancor meno la pretesa di rilanciare le sorti di un collocamento pubblico che, nel nostro Paese, mai ha operato a regime. Piuttosto la richiesta ai docenti di un impegno concreto per l’occupabilità dei propri studenti realizzando una funzione ritenuta insostituibile: quella di facilitare il loro passaggio dall’università al mondo del lavoro. È in questa prospettiva che si deve valutare la previsione della legge Biagi, passata in secondo piano nella contesa politico-sindacale sulla flessibilità del lavoro, di affidare al sistema universitario (e a quello scolastico più in generale) un ruolo chiave nella costruzione dei presupposti di un vero e proprio sistema dell’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro.

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Intervista Selezione Stampa

“Pd, tiro al piccione su Gentiloni per non farlo premier nel 2018”

Intervista a Maurizio Sacconi di Fausto Carioti

(da Libero)

Maurizio Sacconi non ha digerito l’abrogazione dei voucher per il lavoro occasionale, decisa dal governo per scappare dal referendum della Cgil. «La buona politica muove sempre dall’osservazione della realtà, quella cattiva muove da schemi ideologici nel migliore dei casi, autoreferenziali nel peggiore», dice l’ex ministro del Welfare.

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Industria 4.0 Selezione Stampa

Oltre i robot, un mondo che cambia

Riportiamo a seguire l’articolo di Francesco Seghezzi, Responsabile comunicazione e relazioni esterne di Adapt, pubblicato su Il Foglio il 16 aprile 2017.

È ormai chiaro che un nuovo spettro si aggira per il mondo e non solo. Non si tratta del comunismo, ma dell’algoritmo, e più in generale della tecnologia e delle sue conseguenze sul mondo del lavoro. C’è poco di nuovo in questo incubo contemporaneo, tanto che si potrebbero riempire manuali analizzando le teorie a riguardo elaborate negli anni dagli economisti. Come spesso accade il tema sta generando uno scontro dialettico tra le posizioni di chi vede imminente la fine del lavoro e chi vede nella tecnologia una possibilità di rinascita, se non di liberazione dell’uomo dal lavoro e dal suo peso. Un dibattito che, in assenza della possibilità di effettuare previsioni serie e realistiche per il futuro, non fa che essere alimentato giorno dopo giorno da pubblicazioni e report più o meno fondati metodologicamente, in cui spesso vengono prese in considerazione le brevi conclusioni più che i contenuti. Da un lato coloro che cercano di calcolare quali e quanti posti di lavoro si perderanno, dall’altro chi sostiene, quasi fideisticamente, che l’aumento complessivo di posti di lavoro avvenuto dopo ogni rivoluzione tecnologica non mancherà di arrivare anche in questo caso. Il limite del dibattito però sembra essere nel fatto che mentre si combatte la guerra dei numeri, dell’allarmismo o dell’ottimismo i processi socio-economici non si fermano. E soprattutto non si fermerebbero neanche se si pensasse di aver una risposta definitiva sulle previsioni.

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Licenziamenti Selezione Stampa

Fatto (in)sussistente, alla giurisprudenza l’onere della chiarezza

La riforma dei licenziamenti individuali ha comportato notevoli incertezza sulla opzione tra reintegrazione e indennità. Giurisprudenza e dottrina hanno avuto inizialmente difficoltà a concepire che un atto unilaterale invalido potesse provocare una condanna meramente indennitaria e non il ripristino dello stato originario mediante la prosecuzione del rapporto di lavoro ma sembra esserci un cambio di rotta. Pubblichiamo a seguire l’articolo di Raffaele De Luca Tamajo pubblicato oggi su Il Sole 24 Ore.

La riforma dei licenziamenti individuali (legge 92/2012 e decreto legislativo 23/2015) è stata portata a temine senza eccessivi conflitti sociali, ma ha innescato notevoli incertezze applicative. Il faticoso compromesso politico alla base ha introdotto un delicato spartiacque tra la sanzione reintegratoria e quella meramente indennitaria del licenziamento illegittimo, spartiacque imperniato sulla controversa nozione del “fatto (in)sussistente”.

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Industry 4.0 Selezione Stampa

Pwc: il 40% dei lavoratori sarà sostituito dai robot in 15 anni

Pubblichiamo un articolo tratto dal Corriere delle Comunicazioni:

La rivoluzione dei robot potrebbe essere più vicina di quanto immaginiamo. E gli effetti più dirompenti potrebbero manifestarsi già nell’arco di 15 anni, quando le macchine avranno già sostituito il 38% dei lavoratori in carne e ossa degli Stati Uniti, il 35% di quelli tedeschi, il 30% di quelli del Regno unito e il 21% dei lavoratori giapponesi. La previsione viene da una recente ricerca di Pricewaters-Coopers, secondo cui la differenza di penetrazione nelle diverse aree geografiche è direttamente legato al livello di istruzione medio nei vari territori. Dove è più alto, la sostituzione di uomini con automi è più difficile, mentre dove gli uomini svolgono invece semplici funzioni meccaniche poco specializzate le macchine contenderanno il lavoro agli umani.

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