Category : Selezione Stampa

Selezione Stampa

La povertà si combatte con più produttività

Risultati immagini per povertà produttività

di Lorenzo Codogno e Giampaolo Galli da Il Sole 24 Ore 

Quali sono i problemi di diseguaglianza in Italia? E’ in aumento o in diminuzione? Queste domande toccano la vita delle persone e determinano anche le loro scelte politiche. Le analisi di alcuni economisti della banca d’Italia, (Luigi Cannari e Giovanni D’Alessio, Brandolini et al.) confermano ciò che la Banca d’Italia ha da tempo affermato nelle sue pubblicazioni ufficiali, e cioè che nella recessione del 2008-2014 non sono peggiorate né la distribuzione del reddito né quella della ricchezza a differenza di ciò che accadde nella recessione dei primi anni 90 che seguì la svalutazione del cambio del 1992. 

Continua a leggere l’articolo

 

 

Continua a leggere
Mercato del lavoro Selezione Stampa

Com’è cambiato il lavoro in Italia e come cambierà ancora nei prossimi 10 anni

di Francesco Seghezzi, pubblicato su Il Sole 24 Ore

Che il lavoro stia profondamente cambiando è sotto gli occhi di tutti. da anni ormai è impossibile affrontare il tema del lavoro senza declinarlo dal punto di vista della sua trasformazione che comprende diversi elementi: la tecnologia, i nuovi mercati, la demografia, il diritto del lavoro e soprattutto la crisi economica. E non si tratta solo di un dibattito dai contorni spesso politici. 

Continua a leggere l’articolo de Il Sole 24 Ore

Continua a leggere
Selezione Stampa

Cibo a casa e fattorini. Adesso serve una legge ad hoc

Pubblicato su Il Giornale

In questi giorni il tradizionale dibattito lavoristico italiano ha considerato una sconfitta per i diritti dei lavoratori da piattaforma digitale la sentenza con cui il tribunale di Torino ha confermato trattarsi di prestazioni autonome e non di lavoro subordinato. Determinante si è probabilmente rivelata la constatazione della possibilità per il lavoratore di rifiutare la chiamata. È la caratteristica di molte attività inquadrabili nella cosiddetta gig economy perché coniugano le esigenze di flessibilità della piattaforma con quelle di prestatori che hanno un impegno principale nello studio o in un altro rapporto di lavoro piu strutturato. D’altronde, può essere un bene che questi lavori rimangano “secondi”, ovvero complemento di altri redditi e non illusione di una adeguata fonte primaria di sostentamento. Ciò non significa tuttavia trascurare diritti fondamentali come l’equo compenso o la prevenzione e la tutela di infortuni e malattie. Lavoro dipendente e lavoro indipendente tendono a confondersi nei nuovi modelli organizzativi indotti dalla rivoluzione tecnologica. Tutti i lavori si realizzano e si remunerano sempre più per risultati mentre si allenta progressivamente il vincolo spazio-temporale. Ma tutti i lavori assumono fragilità che meritano tutele. Ciò significa adeguare norme di legge e contrattazione con uno spiccato privilegio per la fonte duttile e velocemente adattabile del contratto. Tocca alla legge consolidare il quadro dei diritti essenziali e inderogabili come l’adattamento di alcune disposizioni sulla sicurezza o un compenso minimo. non orario ma correlato alla singola prestazione, per i lavoratori autonomi. Tocca alla contrattazione, promossa anche da associazioni o cooperative dei prestatori indipendenti, definire reteribuzioni adeguate, modalità efficaci di tutela della salute come una periodica sorveglianza sanitaria di tipo integrale, benefit rivolti a ridurre i costi di attività o a migliorare la qualità della vita. Oltre l’ideologia della supremazia della subordinazione, dobbiamo muovere da un principio di realtà, incoraggiare e apprezzare tutti i lavori, offrire ad essi poche e fondamentali regole non negoziabili, premiare fiscalmente i buoni accordi che le parti realizzano in prossimità, guardandosi negli occhi e costruendo percorsi condivisi. Anche la persistente piaga del lavoro sommerso in una Italia cosi duale, ne risulterebbe piu facilmente contrastata.

Maurizio Sacconi

Continua a leggere
Selezione Stampa

Il mio canto libero/ L’autoregolazione in luogo delle leggi su rappresentanza o salario minimo

Dal Bollettino Adapt

Il consiglio dei ministri ha definitivamente approvato la lista dei nuovi componenti del Cnel. In realtà la novità è nei nominativi ma non nelle organizzazioni rappresentate che sono le stesse del 2010. In ogni modo esse sono state, a torto o a ragione, ritenute rappresentative. Anche quando non sono omogeneamente diffuse su tutto il territorio nazionale ma sono significativamente presenti in aziende, in settori, in territori. Questi corpi sociali potrebbero ora dare vita ad un largo accordo interassociativo, sotto l’egida di un organo con rilevanza costituzionale, sui fondamentali criteri della contrattazione collettiva in modo da evitare forme di concorrenza sleale in danno dei lavoratori. In particolare, tutti i sottoscrittori dovrebbero impegnarsi a considerare quali livelli retributivi essenziali i minimi tabellari dei contratti leader firmati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative.

Continua a leggere
Selezione Stampa

Abbiamo bisogno dei principi della tradizione cristiana per rimediare alla perdita di senso

Articolo pubblicato su Tempi

“Qual è la casa politica dei cattolici?” è la domanda che abbiamo posto, qualche giorno fa sul sito di Tempi. Esiste un pericolo che si chiama irrilevanza, come ha notato il cardinale Camillo Ruini e un risultato elettorale che ne pare la conferma. Abbiamo chiesto un’opinione su questi temi a Maurizio Sacconi, ex ministro, presidente dell’Associazione Amici di Marco Biagi. Ecco la sua risposta.

L’influenza della cultura cristiana sulla società italiana e sui corpi intermedi della rappresentanza politica e sociale si è progressivamente affievolita. Il senso comune del popolo è stato spesso sopraffatto, soprattutto nelle istituzioni, dal luogo comune delle élite cosmopolite. Di queste si può anche dire, come si diceva un tempo del comunismo, che amano a tal punto i poveri da produrli.

Continua a leggere
pubblica amministrazione Selezione Stampa

Burocrazia in crisi di fiducia

Gli strali dei sentimenti populistici hnno colpito anche la pubblica amministrazione, non senza ragione, ma con effetti peggiori del male. Il taglio lineare delle risorse. A seguire trovate il link con l’articolo di Francesco Verbaro, pubblicato su Il sole 24 Ore.

Leggi l’articolo per intero

Continua a leggere
Selezione Stampa

La mediocrità politica alimenta l’indifferenza

di Giuseppe De Rita dal Corriere della Sera

E’ ormai opinione generale che la campagna elettorale abbia viaggiato sotto il segno tutelare della mediocrità, rischiando di sfociare in una mediocre classe di governo. Serve che la società esprima una forte e civile cultura della complessità del sistema e faccia scattare un ambizioso “ridiamoci una casta”.

 

leggi l’articolo completo

Continua a leggere
pubblica amministrazione Selezione Stampa

Il silenzio dei partiti sulla Pa del futuro

In un articolo di Francesco Verbaro pubblicato oggi su Il Sole 24 Ore si legge che: “Una percezione comune riguarda la mancanza di futuro nei programmi elettorali, problema che si aggrava quando si parla della salute di istituzioni e Pa. L’approccio di una politica indebolita dalle logiche di breve termine, nel caso delle riforme della Pa, assume forme patologiche. La riforma del lavoro pubblico, la riorganizzazione degli enti locali, la revisione della spesa, la riduzione delle partecipate, l’eliminazione degli enti inutili, il merito, la qualità e quanto altro promesso sono stati sacrificati quasi sempre negli anni sull’altrare del consenso politico immediato. Pochi investimenti e pochi ragionamenti nel medio e lungo periodo: una rinuncia allo sviluppo che può condannare le Pa alla crisi e al fallimento”.

 

Leggi per intero l’articolo di Francesco Verbaro

Una fotografia dei dipendenti pubblici

 

Continua a leggere
Lavoro 4.0 Selezione Stampa

Il robot in fabbrica non deve far paura: più lavoro se cresce la produttività

Secondo quanto afferma il Professor Enrico Moretti, ordinario di economia all’Università di Berkeley, in un articolo pubblicato su La Repubblica, la tesi secondo cui la rivoluzione digitale del lavoro in corso ci lascerà disoccupati rappresenta una concezione ingenua e parziale di come funziona il mercato. Investendo sulle persone, la tecnologia sarà in grado di produrre nuovi posti, tuttavia, la collocazione geografica degli impieghi cambierà.

Leggi l’articolo del Prof. Moretti

Continua a leggere
pubblica amministrazione pubblico impiego Selezione Stampa

Pubblica amministrazione: brusca retromarcia sull’autonomia

«Da alcuni anni assistiamo a un fenomeno che sta interessando molti enti e soggetti di natura privata che svolgono funzioni pubbliche o che esercitano attività di interesse pubblico. Soggetti come le società partecipate, i fondi interprofessionali o le casse di previdenza dei liberi professionisti sono state interessati da quel processo di “ripubblicizzazione” che negli ultimi anni ha riguardato tutti gli enti che hanno avuto un forte grado di autonomia e ai quali il legislatore ha delegato funzioni o attività pubbliche, soprattutto a partire dagli anni 90, non senza diffidenze e timori».

Leggi l’articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore

Continua a leggere
1 2 3 6