Category : Selezione Stampa

Industria 4.0 Selezione Stampa

Oltre i robot, un mondo che cambia

Riportiamo a seguire l’articolo di Francesco Seghezzi, Responsabile comunicazione e relazioni esterne di Adapt, pubblicato su Il Foglio il 16 aprile 2017.

È ormai chiaro che un nuovo spettro si aggira per il mondo e non solo. Non si tratta del comunismo, ma dell’algoritmo, e più in generale della tecnologia e delle sue conseguenze sul mondo del lavoro. C’è poco di nuovo in questo incubo contemporaneo, tanto che si potrebbero riempire manuali analizzando le teorie a riguardo elaborate negli anni dagli economisti. Come spesso accade il tema sta generando uno scontro dialettico tra le posizioni di chi vede imminente la fine del lavoro e chi vede nella tecnologia una possibilità di rinascita, se non di liberazione dell’uomo dal lavoro e dal suo peso. Un dibattito che, in assenza della possibilità di effettuare previsioni serie e realistiche per il futuro, non fa che essere alimentato giorno dopo giorno da pubblicazioni e report più o meno fondati metodologicamente, in cui spesso vengono prese in considerazione le brevi conclusioni più che i contenuti. Da un lato coloro che cercano di calcolare quali e quanti posti di lavoro si perderanno, dall’altro chi sostiene, quasi fideisticamente, che l’aumento complessivo di posti di lavoro avvenuto dopo ogni rivoluzione tecnologica non mancherà di arrivare anche in questo caso. Il limite del dibattito però sembra essere nel fatto che mentre si combatte la guerra dei numeri, dell’allarmismo o dell’ottimismo i processi socio-economici non si fermano. E soprattutto non si fermerebbero neanche se si pensasse di aver una risposta definitiva sulle previsioni.

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Licenziamenti Selezione Stampa

Fatto (in)sussistente, alla giurisprudenza l’onere della chiarezza

La riforma dei licenziamenti individuali ha comportato notevoli incertezza sulla opzione tra reintegrazione e indennità. Giurisprudenza e dottrina hanno avuto inizialmente difficoltà a concepire che un atto unilaterale invalido potesse provocare una condanna meramente indennitaria e non il ripristino dello stato originario mediante la prosecuzione del rapporto di lavoro ma sembra esserci un cambio di rotta. Pubblichiamo a seguire l’articolo di Raffaele De Luca Tamajo pubblicato oggi su Il Sole 24 Ore.

La riforma dei licenziamenti individuali (legge 92/2012 e decreto legislativo 23/2015) è stata portata a temine senza eccessivi conflitti sociali, ma ha innescato notevoli incertezze applicative. Il faticoso compromesso politico alla base ha introdotto un delicato spartiacque tra la sanzione reintegratoria e quella meramente indennitaria del licenziamento illegittimo, spartiacque imperniato sulla controversa nozione del “fatto (in)sussistente”.

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Industry 4.0 Selezione Stampa

Pwc: il 40% dei lavoratori sarà sostituito dai robot in 15 anni

Pubblichiamo un articolo tratto dal Corriere delle Comunicazioni:

La rivoluzione dei robot potrebbe essere più vicina di quanto immaginiamo. E gli effetti più dirompenti potrebbero manifestarsi già nell’arco di 15 anni, quando le macchine avranno già sostituito il 38% dei lavoratori in carne e ossa degli Stati Uniti, il 35% di quelli tedeschi, il 30% di quelli del Regno unito e il 21% dei lavoratori giapponesi. La previsione viene da una recente ricerca di Pricewaters-Coopers, secondo cui la differenza di penetrazione nelle diverse aree geografiche è direttamente legato al livello di istruzione medio nei vari territori. Dove è più alto, la sostituzione di uomini con automi è più difficile, mentre dove gli uomini svolgono invece semplici funzioni meccaniche poco specializzate le macchine contenderanno il lavoro agli umani.

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Retribuzioni Selezione Stampa

Retribuzioni e costo della vita: l’Italia è in fondo alla classifica

Dall’ultima indagine Global 50 Remuneration Planning della società di consulenza Willis Towers Watson, condotta su 20 paesi europei (le economie più forti) l’Italia si colloca ai livelli più bassi della graduatoria, sia per gli entry level sia per i “middle manager”.  L’analisi comparata, a livello europeo, delle retribuzioni dice che l’Italia è allineata con la media europea, ma i middle manager italiani hanno un potere di acquisto più basso rispetto ai loro omologhi negli altri Paesi europei. 

Il Sole 24 Ore riporta i risultati dell’indagine:

Considerando le prime 20 economie europee, se middle manager ed entry level italiani sono al 14esimo posto per la loro retribuzione annuale lorda, scendono invece rispettivamente al 17esimo e al 15esimo posto se invece si considera il loro potere di acquisto. Cuneo fiscale e costo della vita sono molto diversi da paese a paese. E ad incidere di più sulla capacità di acquisto dei lavoratori italiani sembra proprio essere la tassazione. «Nei paesi come l’Italia – spiega Monni – caratterizzata da un’imposizione fiscale di tipo progressivo, i livelli retributivi reali sono più bassi rispetto agli altri paesi all’aumentare di carriere e retribuzioni».

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Intervista Selezione Stampa

«Biagi intuì il nuovo lavoro. L’abolizione dei voucher? Ideologia che nega la realtà»

Intervista a Maurizio Sacconi di Monica Zicchiero per Corriere del Veneto

Marco Biagi pensava si dovesse partire da un principio di realtà. Aveva l’idea di far emergere tutto, anche gli spezzoni di “nero” lavorativo che erano sotto gli occhi di tutti attraverso i voucher. L’ideologia pensa che se aboliamo i voucher, aboliamo gli spezzoni lavorativi. La realtà invece si vendica delle posizioni ideologiche. E, come l’acqua, troverà le sue strade». Maurizio Sacconi, trevigiano, presidente della commissione Lavoro al Senato, è stato ministro. L’anniversario dell’assassinio del giuslavorista Marco Biagi – trucidato il 19 marzo 2102 dalle Nuove brigate Rosse – lo trova politicamente sulle posizioni di Energie per l’Italia, il progetto di Stefano Parisi che vuole imprimere una svolta all’area liberal-popolare. Storicamente lo incontra nel post-tutto dell’Italia che ha da poco abolito i voucher e sta dismettendo le certezze su flessibilità, innovazione e liberalizzazione che dagli anni Novanta hanno dettato l’agenda.

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Part Time Selezione Stampa Sicurezza sul lavoro

“Sei corsi e un consulente per assumere un part time”

Il Corriere della Sera ha pubblicato la lettera qui sotto ricevuta da una lettrice che, due anni fa, ha aperto un affittacamere di sei stanze in Puglia. Ora ha deciso di assumere la prima persona. Ma non ha fatto i conti con la burocrazia.

Caro direttore,
in questi giorni in cui si parla di voucher, le scrivo per raccontarle che cosa succede a una microimpresa come la mia, finora senza dipendenti che decide di assumere un lavoratore stagionale a tempo determinato. Nel mio caso si tratta della ragazza delle pulizie che l’anno scorso ha lavorato per me con i voucher e che, prima ancora che si annunciassero tutti questi cambiamenti, avevo già deciso di confermare con un contratto per l’estate 2017, per fare le cose perbene e perché se lo merita. Il contratto sarà per 3 mesi e 15 giorni, part time, 20 ore settimanali.

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Industria 4.0 Selezione Stampa

Industria 4.0, il cybercrime fa più paura dei robot

pubblicato su Corcom.it – articolo di Federica Meta

Industria 4.0, attenzione alla cybersecurity. Secondo uno studio Epson, l’80% dei dirigenti italiani (74% media europea, con i tedeschi sempre in coda al 67%) ritiene che la tecnologia favorirà le economie locali e aumenterà le prospettive di lavoro, spingendo l’Europa a concentrare la propria primaria attenzione non solo sulle problematiche legate alla sicurezza del posto di lavoro, ma anche sulle minacce informatiche.

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Referendum CGIL Selezione Stampa voucher

Tanto caos per uno zerovirgola

La Cgil guida una battaglia di retroguardia contro il sistema dei voucher che invece servono, non sono pericolosi e soprattutto sono troppo pochi. Maurizio Sacconi nell’articolo di Caterina Giojelli per Tempi parla del perché e di come sia necessario intervenire per evitare l’ennesima antistorica (e costosa) adunata referendaria.

«La decisione era prevedibile», commenta Maurizio Sacconi, presidente della commissione lavoro al Senato in merito alla decisione del Corte di bocciare il quesito sull’articolo 18, «la Consulta ha confermato il suo orientamento giurisprudenziale ostile ai quesiti creativi di nuova legislazione. Valuteremo ora in Parlamento se esistono le condizioni per correggere le disposizioni nella direzione posta dagli altri quesiti per evitare la contesa referendaria e con essa un conflitto di antistorica contrapposizione sociale prima ancora che politica.

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ddl lavoro autonomo Selezione Stampa

Professioni, Calderone (Cup): Jobs act lavoratori autonomi è priorità

È questo il primo obiettivo in agenda, come spiega in un’intervista a ‘Corriere Economia’ per la presidente del Comitato unitario degli Ordini e Collegi professionali, Marina Calderone, appena rieletta al vertice del Cup. “Il disegno di legge -spiega Calderone- è un testo moderno e adatto alle esigenze attuali del mercato del lavoro e colma, almeno in parte, un ritardo non più tollerabile per il comparto del lavoro autonomo e professionale che, non dimentichiamolo, coinvolge 2,3 milioni di iscritti agli Albi che contribuiscono ad alimentare il 15% circa del Pil e un indotto occupazionale di circa 4 milioni di persone”.  

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E-book Selezione Stampa

La necessità di investire nella formazione

Dal Sole 24 ore

Le straordinarie trasformazioni indotte dalla rivoluzione digitale cambiano i modi di produrre e avvicinano le caratteristiche dei lavori dipendenti e indipendenti. In particolare, tutti i lavori si realizzano sempre più per obiettivi e sono quindi valutati e remunerati secondo i risultati. Ne consegue la comune esigenza di incrementare continuamente le abilità e le competenze utilizzando non più solo le fonti formali ma anche quelle informali, tanto più se in situazione di compito.

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Giustizia Selezione Stampa

I viaggi della speranza (giudiziaria) per avere cause di lavoro più veloci

Si potrebbe parlare di «turismo giudiziario» o di «viaggi della speranza giudiziaria», comunque lo si voglia definire è il fenomeno, piuttosto sorprendente, che ha come meta il Tribunale del lavoro di Milano perché qui i tempi dei processi fanno registrare il record europeo di celerità. Chi ci rimette di più se il fascicolo di una causa di lavoro ammuffisce nell’armadio del giudice, il lavoratore o il datore di lavoro? Probabilmente entrambi, di sicuro anche l’Italia nel suo complesso perché la lunghezza dei processi scoraggia gli investitori stranieri che vogliono poter contare su una giustizia dai tempi certi e soprattutto celeri.

Leggi l’articolo completo sul Corriere della Sera

 

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