Category : Relazioni Industriali

Blockchain Relazioni Industriali

La blockchain per relazioni industriali di prossimità

pubblicato anche su Il Sole 24 Ore, 28 settembre 2018

Risultati immagini per blockchaindi Emmanuele Massagli e Maurizio Sacconi

Il rapporto tra evoluzione tecnologica e mondo del lavoro è sempre più al centro degli approfondimenti sia del mondo accademico sia, più in generale, del dibattito pubblico. Prevalgono tuttavia le analisi che prescindono dai numerosi nodi critici dei mercati del lavoro contemporanei, per cui diventa facile collocarlo tra quei fenomeni “di prospettiva” che rischiano di essere derubricati come futurismo. Abbiamo il dovere invece di indagare le soluzioni che determinate applicazioni della tecnologia potrebbero apportare. Questo anche perché, soprattutto nei mercati del lavoro europei, la centralità dell’impianto normativo nella regolazione dei rapporti di lavoro, così come della contrattazione collettiva nazionale, tendono, in un loro utilizzo spesso conservativo, ad agire come agenti limitanti l’introduzione di nuove pratiche (come accaduto per la buona prassi dei contratti di prossimità). Condizionante è tuttora la logica della tutela del lavoro in termini puramente difensivi.

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Confsal Relazioni Industriali

Relazioni industriali, rappresentatività e linee guida per la contrattazione collettiva

 

Il convegno Relazioni industriali, rappresentatività e linee guida per la contrattazione collettiva: proposte Confsal, che si è tenuto il 17 aprile a Roma, al Parlamentino del CNEL, nasce anzitutto dalla condivisa esigenza di debellare il fenomeno del dumping contrattuale e di ridurre drasticamente la pletora di contratti collettivi nazionali. Nasce anche dalla volontà di partecipare alla definizione di politiche di crescita economica, con particolare riferimento alle politiche attive per i giovani. Nel video del convegno potete ascoltare l’intervento del Presidente Maurizio Sacconi. 

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Referendum CGIL Relazioni Industriali Selezione Web

Ecco sfide e rischi di Cgil, Cisl e Uil

pubblicato su Formiche

Vi è stato un tempo non lontano in cui i sindacati italiani volevano cambiare il mondo. Ora, come ha detto l’ex leader dei lavoratori americani dell’auto, hanno il dovere più concreto di fare ceto medio, ovvero di promuovere i redditi e l’occupabilità nel contesto della quarta rivoluzione industriale.

Per la Cgil si tratta di privilegiare l’attitudine alla diffusa contrattazione rispetto alla tradizionale propensione politicista, per la Uil di rinnovare l’intuizione di essere sindacato dei cittadini lavoratori e consumatori, per la Cisl di riscoprire la vocazione sussidiaria rispetto all’invasività delle regole pubbliche.

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Bollettino ADAPT Contratto nazionale Relazioni Industriali

Metalmeccanici, un’intesa che apre la strada alla quarta rivoluzione industriale

Tratto da Bollettino ADAPT

Se il piano Calenda è stato un primo tassello istituzionale e di sistema nella lunga marcia verso l’Industria 4.0, il contratto nazionale del settore metalmeccanico firmato oggi è un deciso passo concreto nella sua implementazione. Non che il rinnovo affronti in maniera diretta e specifica il tema della nuova manifattura digitale. Tuttavia la positiva chiusura della contesa sul contratto, e cioè del quadro economico e normativo di riferimento per fare impresa nella meccanica, consentirà ora alle parti sociali di concentrare i propri sforzi sulla attuazione del piano nazionale per Industria 4.0 forti di una intesa unitaria dopo ben otto anni di contratto separato.

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contrattazione collettiva Industria 4.0 Relazioni Industriali

Le relazioni adattive

da Bollettino ADAPT

Il seminario promosso dall’Associazione Amici di Marco Biagi sulla “fine del diritto pesante del lavoro nella quarta rivoluzione industriale”, coordinato da Emmanuele Massagli, ha evidenziato la distonia tra la tradizionale regolazione dei rapporti di lavoro e il radicale cambiamento dei modi di produrre indotto dalle nuove tecnologie digitali. Mariano Corso del Politecnico di Milano e Simone Bressan della Fondazione Impresa lavoro ci hanno raccontato gli effetti pervasivi delle innovazioni sui modi di consumare e lavorare spazzando via il minimalismo di chi solo poco tempo fa riduceva tutto al lavoro da remoto e alla conciliazione tra le esigenze di vita.

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Adapt Relazioni Industriali

Quale evoluzione per gli studi sulle relazioni industriali?

Copy of Copy of business contractVi segnaliamo un report elaborato dal Centro Studi ADAPT che riassume i contenuti principali di alcune delle ricerche presentate in occasione dell’undicesimo Congresso europeo dell’ILERA – International Labour and Employment Relations Association, tenutosi a Milano dall’8 al 10 settembre 2016 scorso. In apertura sono stati presi in rassegna i principali indicatori di relazioni industriali negli ultimi vent’anni dei Paesi dell’Unione europea in cui si è assistito ad una lenta ma continua erosione del modello sociale europeo e alla conseguente emersione di forme di dualismo nel mercato del lavoro. Il deterioramento delle istituzioni di relazioni industriali ha prodotto, sul fronte dei salari, l’accentuarsi delle disuguaglianze tra Paesi, tra settori e nelle società: in estrema sintesi, le disuguaglianze salariali aumentano dove il sindacato si è rivelato debole.

Leggi qui il report di Adapt

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Federmeccanica Interviste Relazioni Industriali

Nuovo modello contrattuale, welfare e formazione. L’intervista a Stefano Franchi (Federmeccanica)

Abbiamo rivolto quattro domande al Direttore Generale di Federmeccanica, Stefano Franchi sulle trattative per il rinnovo del contratto e sui temi della proposta di Federmeccanica, in particolare su come rafforzare il secondo pilastro collettivo di Welfare e su come rendere esigibile il diritto alla formazione e superare la definizione rigida delle competenze del lavoratore con un sistema di periodica certificazione delle stesse.

Federmeccanica ha avuto la garanzia da Confindustria che non vi sarà la “interferenza” di un tavolo interconfederale finché non saranno conclusi i rinnovi contrattuali. Ce ne dà conferma?

Confindustria è stata molto chiara sia sul metodo che nel merito. Nessuna interferenza verso i tavoli aperti nelle categorie. E’ stato anche affermato un principio in cui ci riconosciamo pienamente: il collegamento tra i salari e la produttività aziendale, ma senza giocare al ribasso. Dobbiamo avere un ”obiettivo alto”: generare ricchezza e poi distribuirla. Dove è stata prodotta. In Azienda.

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Il commento Relazioni Industriali

“L’operazione boomerang” della Cgil

Prosegue anche in questa settimana, che si conclude con la celebrazione del Primo maggio, la raccolta di firme, da parte della Cgil, per la proposta di legge di iniziativa popolare sulla “Carta per i diritti universali del lavoro”. Secondo il sindacato di Corso Italia, questa “Carta” rappresenta, o almeno dovrebbe rappresentare, la riscrittura del diritto del lavoro nel nostro Paese in nome di un principio di uguaglianza che travalichi le varie forme e tipologie nelle quali questo si è diversificato e frammentato negli ultimi anni.

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Relazioni Industriali

SocialEurope: lo sviluppo della contrattazione collettiva in Europa

La crisi del debito sovrano continua ad avere profonde conseguenze sui sistemi di relazioni industriali in tutta l’Unione europea. O meglio, la contrattazione collettiva è diventata molto più debole e più frammentata in molti Paesi a causa di entrambe le risposte nazionali e sovranazionali alla crisi. Ma esattamente come la politica e le scelte legislative influenzano la portata e la natura della contrattazione collettiva a vari livelli? Un articolo pubblicato su Social Europe ha fatto luce sulle nuove dinamiche di sviluppo della contrattazione collettiva in Europa, indagando in quei Paesi più colpiti dalla crisi: Grecia, Irlanda, Italia, Portogallo, Romania, Slovenia e Spagna, e focalizzandosi sull’impatto sul settore manufatturiero in quanto ha la più solida esperienza di contrattazione collettiva in questi Paesi.

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Relazioni Industriali Selezione Stampa

“Perché mi candido per Confindustria. Primo passo, i modelli contrattuali”

Aurelio Regina, Presidente e azionista di Manifatture sigaro toscano, ha appena mandato ai saggi di Confindustria la sua candidatura per la presidenza, quando accetta di illustrare in un’intervista al Corriere della Sera che pubblichiamo a seguire perché vorrebbe guidare la più importante associazione di imprenditori. Secondo Regina, per la rigenerazione di Confindustria “c’è bisogno non solo delle competenze di un singolo ma di una squadra forte e coesa” che ne ridisegni l’assetto organizzativo.

Leggi per intero l’intervista del Corriere della Sera

 

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