Category : rapporto

pubblica amministrazione rapporto

Amici di Marco Biagi presenta un rapporto sulle PA in Italia

L’Associazione Amici di Marco Biagi, in collaborazione con Forum PA, ha elaborato, in occasione di un nuovo Governo e una nuova Legislatura, un “Rapporto sulle Pubbliche Amministrazioni in Italia”.

A nostro parere un Rapporto sulle Pubbliche Amministrazioni in Italia può essere interessante per più ragioni. Da un lato, sembrano avere esaurito ogni speranza di efficacia i tentativi realizzati in base a un approccio tutto legislativo e quindi “per regole”. Dall’altro, il salto tecnologico è così pervasivo, profondo e veloce da consigliare un approccio “industriale” e quindi il concreto ridisegno del perimetro della amministrazione diretta e una reingegnerizzazione non solo dei procedimenti, ma delle stesse grandi funzioni pubbliche. Impegni europei per la contabilità economica-patrimoniale analitica per centri di costo, così come il criterio di sussidiarietà potranno essere alleati di un profondo ripensamento verso uno Stato più leggero ed efficace. L’associazione Amici di Marco Biagi ha sempre cercato di operare sollecitando “regole semplici della libertà responsabile” e modelli organizzativi pubblici coerenti con l’evoluzione della scienza aziendale.

 

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Produttività lavoro rapporto

McKinsey&Company: risolvere il puzzle della produttività

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Nove anni dopo la Grande Recessione, i tassi di crescita della produttività del lavoro restano vicini ai minimi storici in molte economie avanzate. La crescita della produttività è fondamentale per aumentare i salari e gli standard di vita e contribuisce ad aumentare il potere d’acquisto dei consumatori per far crescere la domanda di beni e servizi. Pertanto, il rallentamento della crescita della produttività del lavoro accresce le preoccupazioni in un momento in cui le economie in via di invecchiamento dipendono da incrementi di produttività per guidare la crescita economica. Tuttavia, in un’epoca di grande digitalizzazione, il divario tra crescita della produttività che va scomparendo e rapido cambiamento tecnologico non potrebbe essere più pronunciato.

In questo rapporto di McKinsey&Company, si cerca di mettere in luce il recente rallentamento della crescita della produttività del lavoro negli Stati Uniti e nell’Europa occidentale e di delineare le prospettive di crescita futura.

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Cisl rapporto welfare

Cisl: contrattazione di prossimità per un welfare integrato e inclusivo

La Cisl e la Fnp Cisl ha presentato ieri presso l’Auditorium di Via Rieti a Roma i dati del Report dell’Osservatorio Sociale 2016 relativi alla contrattazione sociale sviluppata dalla Cisl. Si tratta di oltre 5 mila accordi stipulati con Enti territoriali sui bisogni e le tendenze del welfare locale.  I dati sono stati illustrati dai ricercatori dell’Università Cattolica di Milano con i quali è stata attivata una partnership scientifica da parte dell’Osservatorio Sociale sono stati oggetto di un dibattito pubblico con interlocutori istituzionali e sociali. A seguire il link del rapporto.

Report Cisl – Fnp Cisl Osservatorio Sociale 2016

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rapporto Scenari macroeconomici World Economic Forum

WEF, crescita inclusiva e sviluppo: Italia in coda al 27esimo posto

L’Inclusive growth and development fa piombare l’Italia in fondo alla classifica dei 30 Paesi più sviluppati al 27esimo posto. Lavoro, corruzione e scarsa fiducia nella politica le chiavi del rapporto del World Economic Forum che valuta i Paesi avanzati per “la crescita inclusiva” – ovvero la capacità di ridurre le disparità di reddito e favorire l’inclusione sociale. Tra i fattori che ci penalizzano, il WEF indica anche “un alto rapporto debito/PIL che pesa sulle future generazioni”. Le ultime statistiche disponibili rivelano che, a novembre 2016 – secondo i dati diffusi dalla Banca d’Italia –, il debito pubblico è cresciuto rispetto al mese precedente di 5,6 miliardi, raggiungendo i 2.229,4 miliardi di euro.

Leggi il rapporto del WEF

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Industria 4.0 rapporto

Intelligenza artificiale e automazione: l’impatto sull’economia

I progressi nella tecnologia e nei campi correlati ad essa correlati hanno aperto nuovi mercati e nuove opportunità di progresso in aree critiche quali la sanità, l’istruzione, l’energia, inclusione economica, il benessere sociale e l’ambiente. A questo proposito, la Casa Bianca ha recentemente pubblicato un rapporto sui possibili effetti sull’economia del ruolo dell’intelligenza artificiale, Artificial Intelligence, Automation, and the Economy. Secondo lo studio, negli ultimi anni, le macchine hanno superato l’uomo nell’esecuzione di alcuni compiti relativi alla intelligenza, come ad esempio gli aspetti di riconoscimento delle immagini. Gli esperti prevedono che si faranno ulteriori rapidi passi avanti nel campo dell’intelligenza artificiale specializzata e nell’automazione. Anche se è improbabile che le macchine dispongano di un’intelligenza applicabile ad ampio spettro in maniera paragonabile o superiore a quella degli esseri umani per i prossimi 20 anni, c’è da aspettarsi che le macchine continueranno a raggiungere e superare le prestazioni dell’uomo in un numero sempre maggiore di compiti e funzioni. Il rapporto preannuncia ai policymakers cinque effetti economici principali: contributi positivi alla crescita della produttività aggregata; modifiche delle competenze richieste dal mercato del lavoro, compresa una maggiore domanda di competenze tecniche di livello superiore; una distribuzione non uniforme dell’impatto del fenomeno sui diversi settori, sui livelli salariali, sui livelli di istruzione, sulle tipologie di lavoro, e sui luoghi di lavoro; dinamismo nel mercato del lavoro, dal momento che alcuni posti di lavoro scompaiono, mentre altri nuovi vengono creati; perdita di posti di lavoro per alcuni lavoratori nel breve periodo prolungabile a seconda delle risposte politiche più o meno idonee a scongiurare il problema.

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rapporto Scenari macroeconomici

Global Attractiveness Index: il vero termometro dell’attrattività di un Paese

istat“Dopo una crisi lunga sette anni, nel 2015, l’Italia ha registrato un’inversione di tendenza che prosegue anche quest’anno, benché il Paese sia ancora lontano da un vero processo di crescita economica, capace di abbracciare tutti i settori industriali e dare una spinta decisiva a consumi e investimenti. Infatti, anche se il primo trimestre 2016 si è chiuso con risultati positivi, la crescita rimane lenta ed è messa a rischio da numerosi fattori di incertezza e instabilità che interessano diverse aree del mondo.” Ad affermalo è il rapporto sul Global Attractiveness Index 2016 realizzato da The European House – Ambrosetti che sintetizza i risultati del primo anno di lavoro di analisi delle metodologie con le quali vengono costruite le principali classifiche internazionali per costruire, partendo dalle criticità riscontrate, un indicatore innovativo e attendibile di attrattività-Paese da proporre alla business community e ai policy maker.

Leggi il rapporto sul Global Attractiveness Index

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Censis rapporto

49° Rapporto Censis: Italia, un Paese in letargo

italiaUn letargo esistenziale collettivo e il prevalere del giorno per giorno, ma anche il rilancio del primato della politica e soprattutto uno sviluppo fatto di capacità inventive, individuali e collettive: dinamiche spontanee considerate residuali, ma che prendono sempre più consistenza. Ed è da qui che può partire la riappropriazione della nostra identità collettiva. E’ la situazione italiana come la vede il Censis nel 49.mo Rapporto sulla situazione sociale del Paese, presentato oggi a Roma. Il rapporto sottolinea come la società stia seguendo uno sviluppo fatto sulla sua storia di lungo periodo, sulla capacità inventiva, sulla naturalezza dei processi oggi vincenti: un impasto che connota il «resto» che non entra nella cronaca e nel dibattito socio-politico, e non accede al proscenio della visibilità mediatica, ma anima il «racconto» reale del Paese.

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Eurofound rapporto

Eurofound, la qualità del lavoro nell’Unione europea

EurofoundIl rapporto pubblicato lo scorso 24 agosto da Eurofound esamina le tendenze relative alla qualità del lavoro in tutta l’Unione europea nel periodo ricompreso tra il 1995 e il 2010. Il miglioramento e l’armonizzazione delle condizioni di lavoro sono tra gli obiettivi fondamentali previsti dai trattati UE, tuttavia ad influenzare la qualità del lavoro contribuiscono molteplici fattori. Il rapporto determina la significatività statistica delle diverse tendenze nelle dimensioni chiave della qualità del lavoro e mappa i modelli di convergenza e di divergenza. Offre una analisi up-to-date delle variazioni di qualità del lavoro in tutta l’UE, fornendo nuove prospettive per il policymaking. Nello studio si arriva alla conclusione che è ancora necessario un significativo sforzo politico per migliorare la qualità del lavoro in quanto questa non sembra essere una conseguenza automatica dello sviluppo economico o tecnologico. Rendiamo qui disponibile una sintesi del rapporto.

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