Category : pubblica amministrazione

Bollettino ADAPT pubblica amministrazione

Il mio canto libero/ Ddl Concretezza: PA al bivio tra vecchi vizi e nuove opportunità

Risultati immagini per ddl concretezzapubblicato su Bollettino ADAPT

Prende avvio presso il Senato il percorso di approvazione del Disegno di Legge governativo detto della “concretezza” e dedicato ad autorizzare assunzioni per una spesa corrispondente al 100 per cento di quella relativa al personale di ruolo cessato nell’anno precedente. Dopo anni di blocco dei nuovi ingressi, con conseguente innalzamento dell’età media dei dipendenti, di rinuncia alla formazione e di “stabilizzazioni” a prescindere dai fabbisogni professionali, il governo ha l’ambizione di collegare ad una ricognizione di questi ultimi i futuri concorsi. Anche se poi consente che una larga parte delle assunzioni ammesse si possa realizzare in deroga a questo filtro, anche utilizzando le graduatorie di precedenti procedure selettive. Suscita peraltro qualche legittima perplessità il complessivo impianto del provvedimento in quanto non sembra muovere dalla premessa delle straordinarie opportunità offerte dal salto tecnologico che viviamo. Cui si dovrebbe aggiungere l’obbligo europeo (finalmente!) di introdurre sistematicamente nello Stato la contabilità economica patrimoniale analitica per centri di costo. Prima ancora della analisi dei fabbisogni professionali, le amministrazioni dovrebbero non tanto subire Piani centralizzati di “conformità” quanto predisporre veri e propri progetti industriali con i quali reingegnerizzare più che i singoli processi le intere funzioni loro assegnate. 

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Presentazione Rapporto AMB pubblica amministrazione

Reinventare lo Stato: presentato il rapporto di Amici di Marco Biagi sulle PA in Italia

Più di 200 presenze ieri a Palazzo San Macuto per la presentazione del rapporto sulle pubbliche amministrazioni in Italia “Reinventare lo Stato” realizzato dall’Associazione Amici di Marco Biagi con il supporto di FORUM PA. Il documento è il punto di partenza per un confronto istituzionale mosso dal fine ambizioso di dare nuova vitalità alla dimensione statale pubblica sedimentatasi nel tempo, riducendone i costi e incrementandone l’efficacia, attraverso gli strumenti ora disponibili ai decisori istituzionali e ai dirigenti pubblici, dalle tecnologie digitali alla contabilità economico-patrimoniale: “le diffuse percezioni di insicurezza nella comunità nazionale” – si legge nella premessa del rapporto – “ripropongono la domanda di uno Stato garante della certezza delle regole e della qualità delle prestazioni pubbliche sulla base di una pressione fiscale contenuta. Ciò significa discontinuità rispetto ai vizi cronici della oppressione burocratica e tributaria, della imponderabilità regolatoria, della insufficienza dei servizi. Lo Stato nuovo deve favorire la crescita competitiva dell’economia e della occupazione, proteggere le persone fisiche e giuridiche anche da se stesso, promuovere l’autosufficienza e il benessere di tutti dalla culla alla tomba”. Dopo l’introduzione di Carlo Mochi Sismondi (presidente FORUM PA), nel commentare gli spunti di riflessione offerti dal documento, si sono susseguiti gli interventi di Maurizio Sacconi (presidente dell’Associazione Amici di Marco Biagi), Giulia Buongiorno (ministro della Pubblica Amministrazione), Mariano Corso (professore ordinario del Politecnico di Milano), Francesco Verbaro (Adepp), Patrizia Ravaioli (commissario liquidatore CRI), Stefano Parisi (fondatore del Movimento “Energie per l’Italia”), Cristina Gasparri (dirigente Business School alla LUISS), Angelo Maria Petroni (professore ordinario di Epistemologia delle Scienze Umane presso l’Università di Bologna), Nunzia Catalfo (senatrice, vice presidente della Commissione Lavoro).

Qui potete scaricare il rapporto e, a seguire, potete vedere il video dell’intera presentazione realizzato da Radio Radicale

 

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AMB Consiglia pubblica amministrazione

REINVENTARE LO STATO – Presentazione del rapporto sulle PA in Italia

Vi aspettiamo martedì 2 ottobre alla presentazione del rapporto sulle PA in Italia “Reinventare lo Stato” con i Ministri Giulia Bongiorno e Giovanni Tria, la Presidente della Commissione Lavoro del Senato Nunzia Catalfo, il nostro Presidente dell’Associazione Maurizio Sacconi e gli autori del documento.

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pubblica amministrazione rapporto

Amici di Marco Biagi presenta un rapporto sulle PA in Italia

L’Associazione Amici di Marco Biagi, in collaborazione con Forum PA, ha elaborato, in occasione di un nuovo Governo e una nuova Legislatura, un “Rapporto sulle Pubbliche Amministrazioni in Italia”.

A nostro parere un Rapporto sulle Pubbliche Amministrazioni in Italia può essere interessante per più ragioni. Da un lato, sembrano avere esaurito ogni speranza di efficacia i tentativi realizzati in base a un approccio tutto legislativo e quindi “per regole”. Dall’altro, il salto tecnologico è così pervasivo, profondo e veloce da consigliare un approccio “industriale” e quindi il concreto ridisegno del perimetro della amministrazione diretta e una reingegnerizzazione non solo dei procedimenti, ma delle stesse grandi funzioni pubbliche. Impegni europei per la contabilità economica-patrimoniale analitica per centri di costo, così come il criterio di sussidiarietà potranno essere alleati di un profondo ripensamento verso uno Stato più leggero ed efficace. L’associazione Amici di Marco Biagi ha sempre cercato di operare sollecitando “regole semplici della libertà responsabile” e modelli organizzativi pubblici coerenti con l’evoluzione della scienza aziendale.

 

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pubblica amministrazione Selezione Stampa

Burocrazia in crisi di fiducia

Gli strali dei sentimenti populistici hnno colpito anche la pubblica amministrazione, non senza ragione, ma con effetti peggiori del male. Il taglio lineare delle risorse. A seguire trovate il link con l’articolo di Francesco Verbaro, pubblicato su Il sole 24 Ore.

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pubblica amministrazione Selezione Stampa

Il silenzio dei partiti sulla Pa del futuro

In un articolo di Francesco Verbaro pubblicato oggi su Il Sole 24 Ore si legge che: “Una percezione comune riguarda la mancanza di futuro nei programmi elettorali, problema che si aggrava quando si parla della salute di istituzioni e Pa. L’approccio di una politica indebolita dalle logiche di breve termine, nel caso delle riforme della Pa, assume forme patologiche. La riforma del lavoro pubblico, la riorganizzazione degli enti locali, la revisione della spesa, la riduzione delle partecipate, l’eliminazione degli enti inutili, il merito, la qualità e quanto altro promesso sono stati sacrificati quasi sempre negli anni sull’altrare del consenso politico immediato. Pochi investimenti e pochi ragionamenti nel medio e lungo periodo: una rinuncia allo sviluppo che può condannare le Pa alla crisi e al fallimento”.

 

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Una fotografia dei dipendenti pubblici

 

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pubblica amministrazione pubblico impiego Selezione Stampa

Pubblica amministrazione: brusca retromarcia sull’autonomia

«Da alcuni anni assistiamo a un fenomeno che sta interessando molti enti e soggetti di natura privata che svolgono funzioni pubbliche o che esercitano attività di interesse pubblico. Soggetti come le società partecipate, i fondi interprofessionali o le casse di previdenza dei liberi professionisti sono state interessati da quel processo di “ripubblicizzazione” che negli ultimi anni ha riguardato tutti gli enti che hanno avuto un forte grado di autonomia e ai quali il legislatore ha delegato funzioni o attività pubbliche, soprattutto a partire dagli anni 90, non senza diffidenze e timori».

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pubblica amministrazione pubblico impiego Selezione Stampa

Assunzioni e contratti pubblici: la fretta elettorale cancella la riforma

«Nelle sue intenzioni ufficiali, la riforma della Pa dovrebbe invertire i processi di reclutamento, in base al principio sacrosanto per cui prima si misurano i bisogni dell’organizzazione e poi si assume. Con le stabilizzazioni, però, arriva subito la prima eccezione, perché la corsa al posto fisso può partire prima della rilevazione dei fabbisogni. E anche nel rinnovo dei contratti la fretta rischia di accantonare gli obiettivi della legge Madia».

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pubblica amministrazione pubblico impiego Selezione Stampa

La carriera vecchio stile e la PA senza futuro

“Come sempre il sindacato fa bene il suo mestiere nel difendere i propri iscritti, mentre la parte datoriale non fa bene il proprio concedendo potere e scelte che condizionano e condizioneranno negativamente il funzionamento della struttura. Non c’è traccia di riflessione sulle strategie di reclutamento dei prossimi anni, sulle competenze necessarie, né sulle digital skill“. Così, in un intervento su Il Sole 24 ore, il giuslavorista Francesco Verbaro sulla carriera nella pa. “Possibile -continua- che mentre tutti i settori dell’economia e della società si pongono il problema di come gestire i big data, l’internet of things o realizzare forme avanzate di e-service, nella Pa siamo ancora a subordinare l’aggiornamento dei profili alle progressioni di carriera?”. “Difficilmente i dirigenti pubblici -conclude- nei prossimi anni potranno affrontare le sfide del futuro senza risorse e con un personale vecchio anche dal punto di vista delle competenze. Ma forse alla Pa non si chiederà di funzionare e di erogare servizi, ma solo di non costare troppo. Se va bene”.

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pubblica amministrazione Studi

Debiti PA, ImpresaLavoro: Italia resta penultima per tempi di pagamento

In Europa il tempo medio di pagamento da parte del settore pubblico è salito da 36 a 41 giorni in un anno. In Italia il trend della Pubblica amministrazione appare in controtendenza, anche per merito della fatturazione elettronica: nel 2016 ha impiegato in media 95 giorni (erano 131 giorni nel 2015) per pagare i suoi fornitori. E’ quanto emerge da una ricerca del Centro studi ImpresaLavoro su elaborazione dei dati contenuti nell’ultima edizione dell’European Payment Report di Intrum Justitia, sottolineando che, però, nonostante questo l’Italia resta penultima in Europa per i tempi di pagamento. Il dato italiano, prosegue ImpresaLavoro, è inferiore di 8 giorni rispetto alla Grecia e analogo a quello del Portogallo, ma resta superiore di 17 giorni rispetto alla Spagna, di 34 giorni rispetto al Belgio, di 38 giorni rispetto alla Francia, di 43 giorni rispetto all’Irlanda, di 72 giorni rispetto alla Germania e di 73 giorni rispetto al Regno Unito. Nel 2016, afferma inoltre, lo stock dei debiti accumulati dalla Pa ammonta a 64 miliardi di euro.

Qui lo studio completo

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