Category : Pensioni

Il commento Pensioni

Riforma pensioni: le poche certezze sulle nuove proposte

L’idea è stata illustrata davanti ai leader sindacali focalizzando l’attenzione, in particolare, su donne e giovani. Si immagina, nella sostanza, di dare un paracadute per le pensioni ai nati negli anni Ottanta, prospettando di introdurre anche nel sistema contributivo un minimo previdenziale, come nel retributivo, che sarà intono a 650 euro mensili per chi ha 20 anni di contributi. Un importo che potrebbe aumentare di 30 euro al mese per ogni anno in più fino a un massimo di “ben” mille euro. La pensione di garanzia scatterebbe per chi ha raggiungerà (?) i requisiti di età a si dovrebbe, allo stesso tempo, intervenire anche sugli anticipi sganciando così il legame con l’importo che oggi limita le uscite.

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Pensioni Selezione Stampa

Modello già vecchio, il welfare si adatti alle nuove insicurezze

Pubblicato su Il Sole 24 Ore

Caro Direttore,

leggo con una certa sorpresa l’intervista del Presidente Boeri nella quale si attribuisce a me e al collega Damiano il proposito di bloccare il collegamento tra età di pensione ed aspettativa di vita cui conseguirebbero oneri di finanza pubblica di straordinaria entità. La cosa un po’ mi offende perché sono l’autore di quella norma anche se applicata ad una età ben inferiore a quella stabilita in un solo balzo dalla riforma Fornero. Tutto il mio lungo impegno parlamentare è stato d’altronde dedicato a rendere più sostenibile il sistema previdenziale collaborando al tentativo di De Michelis nel 1984, alla manovra Amato nel 1992, alla riforma Maroni nel 2006. Oggi ho condiviso con Damiano l’esigenza immediata di rallentare l’ulteriore allungamento della vita lavorativa di una generazione già prossima a pensione nel momento in cui ha subito un repentino spostamento dell’età obbligatoria di circa sei anni. Un po’ di buon senso per tutti non guasta dopo una riforma rigidissima e successive deroghe ad essa per singoli segmenti sociali, dagli esodati ai precoci ai beneficiari dell’Ape sociale, che hanno così favorito solo alcuni e comportato impegni di spesa per quasi venti miliardi. Per favorire un sereno confronto, numeri alla mano, tra Governo e Parlamento non abbiamo nemmeno precisato i termini della possibile rimodulazione.

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Alle Sei - Speciale Pensioni

Ve lo dico alle sei/ Pensioni, Damiano – Sacconi: basta innalzamento età, appello per bloccare modifica

Un appello a tutti i parlamentari e al governo contro l’innalzamento automatico dell’età pensionabile che, a partire dal primo gennaio 2018, porterebbe l’asticella a 66 anni e 7 mesi, con un innalzamento graduale negli anni che fisserà l’età della pensione a 70 anni (precisamente 69 anni e 9 mesi) nel 2051. A lanciarlo quella che si autodefinisce “una strana coppia”: i presidenti della commissioni di Camera e Senato Cesare Damiano (Pd) e Maurizio Sacconi (Ap). Durante una conferenza stampa a Montecitorio, i due esponenti di maggioranza spiegano il motivo dell’urgenza della modifica di legge con un rinvio strutturale. Sacconi sottolinea: “La manovra Fornero non ha di fatto previsto una vera transizione per cui persone già prossime all’età di pensione all’atto della sua approvazione hanno subito l’allungamento dell’età lavorativa fino a sei anni. Occorre tornare a una logica di umanità, una logica troppo tecnocratica ci ha portato oltre. Quando è troppo è troppo. La legge Fornero ebbe un grande limite: la mancanza di transizione che umanizza la riforma previdenziale. Con il collega abbiamo ritenuto che si stesse producendo una vera condizione emergenziale e pensato che fosse giunto il momento di porci come ‘strana coppia’ per rivolgere un appello ai colleghi del parlamento e al governo affinche’ si assumano alcune decisioni urgenti”.

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Inps Pensioni

Pensioni, APE social e precoci: più di 22mila domande

Hanno raggiunto complessivamente quota 22.081 le domande per l’accesso al pensionamento anticipato: 14.505 quelle di certificazione delle condizioni di accesso all’APE sociale; 7.576 le domande di certificazione delle condizioni di accesso al pensionamento anticipato per lavoratori precoci. E’ una nota Inps ad aggiornare i dati alla data di ieri, 22 giugno. Sotto il profilo regionale, il maggior numero di domande di Ape Social e precoci è stato inoltrato dalla Lombardia (3.749), seguita dal Veneto (2.204), dalla Sicilia (1.959), dal Lazio (1.754), dal Piemonte (1.687), dalla Toscana (1.677) e dall’Emilia Romagna (1.647).

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Legge di bilancio 2017 Pensioni

Legge di bilancio 2017: i canali di pensionamento con requisiti ridotti

disuguaglianzaSul sito dell’Ufficio parlamentare di bilancio è stata pubblicata una mappa dei canali di pensionamento con requisiti ridotti previsti dal DDL di bilancio per il 2017. Dopo le modifiche apportate dalla Camera dei deputati, il disegno di legge di bilancio per il 2017 contiene sei misure per favorire l’accesso al pensionamento con requisiti ridotti rispetto a quelli fissati dalla riforma “Fornero” del 2011 (si veda il Rapporto sulla politica di bilancio 2017): l’APE sociale, l’anticipo per i lavoratori precoci, l’anticipo per i lavoratori con periodi di carriere in attività usuranti, l’ottava salvaguardia, l’ampliamento (seppur limitato) dell’”Opzione donna” e il rifinanziamento per gli anni 2017-2021 dei pensionamenti di vecchiaia anticipata per i giornalisti dipendenti da aziende in ristrutturazione/riorganizzazione.

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Alle Sei Pensioni

Ve lo dico alle sei/ Pensioni: governo chiarisca su conti Boeri

Il Governo ha il dovere di una risposta documentata rispetto agli oneri di finanza pubblica calcolati dall’Inps in relazione agli interventi sul sistema previdenziale. Secondo il Presidente Boeri il debito pensionistico crescerebbe di 20 miliardi cui se ne potrebbero aggiungere altri 24. Non dimentichiamo che l’Italia è particolarmente monitorata in ragione del suo grande debito, la cui sostenibilità si lega per un verso alla crescita e, per l’altro, al riequilibrio della spesa previdenziale nel lungo periodo. La Commissione potrebbe esprimere preoccupazioni proprio perché la fonte di questi rilievi e’ istituzionale. Di qui l’esigenza di calcoli altrettanto istituzionali e più convincenti.

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Eurofound Part Time Pensioni

Pensioni anticipate e part time: il rapporto di Eurofound

older_workerDiversi Stati membri dell’Unione Europea hanno attuato riforme per migliorare la sostenibilità dei propri sistemi pensionistici. La formula del part-time è uno degli approcci scelti per consentire alle persone di lavorare più a lungo di quanto sarebbe stato possibile se avessero continuato a lavorare a tempo pieno. Tuttavia, un ostacolo all’impiego del part time è sicuramente la perdita o comunque la diminuzione di reddito a livello di stipendio. E’ stato pubblicato un rapporto dall’agenzia UE Eurofound che indaga su come le riforme che prevedono forme di pensionamento parziale possono contribuire a sistemi pensionistici sostenibili e adeguati, consentendo di motivare le persone a estendere la loro vita lavorativa. In particolare, Eurofound ha effettuato una mappatura degli schemi pensionistici a livello nazionale e per settore nell’Unione Europea e in Norvegia, esaminando le loro caratteristiche e valutandone l’impatto sul prolungamento della vita lavorativa.

Leggi il rapporto Eurofound

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Pensioni

Ve lo dico alle sei/ Pensioni: ipotesi molto sociali e poco previdenziali

Sembrano consolidarsi nell’ambito della legge di stabilità ipotesi di spesa a carattere molto sociale e poco previdenziale. Si lavora su platee di svantaggiati e, ancora una volta, di veri o presunti esodati. Ma sembrano allo stato insufficienti le misure utili ad accompagnare le ristrutturazioni aziendali e a proteggere i lavoratori che in conseguenza a queste escono anticipatamente dal mercato del lavoro. Anzi, ulteriori segmentazioni potrebbero essere ancora dedicate ai settori del credito, dell’editoria, del volo. A maggior ragione occorrono misure per la grande platea dei lavoratori prossimi all’età di pensione. Insisto a ribadire che dopo il fallimento dell’onerosissima norma della legge Fornero tutta a carico dell’impresa, dopo l’evidente insuccesso dell’accompagnamento a pensione attraverso il passaggio a part time, occorre una norma che davvero funzioni e che equamente distribuisca gli oneri tra lo Stato e le imprese, detassando gli oneri di quest’ultime.

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Il commento Pensioni

Le novità da 6 miliardi che lasciano un “buco”

stabilitàSulle pensioni le misure ci saranno e non dipendono dalla trattativa con Bruxelles, ha annunciato, ieri mattina, dopo la lunga nottata che ha visto l’approvazione del Def, il premier. Ha ovviamente, specidificato che le azioni messe in cambo non avranno budget multimilionari: si seguirà, insomma, la logica riformista dei piccoli passi. Chi vorrà andar in pensione prima (non si modificano, infatti, i requisiti della Fornero) dovrà accettare, insomma, una piccola penalizzazione dell’importo. Le minime avranno, quindi, una sorta di quattordicesima.

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Alle Sei Pensioni

Ve lo dico alle sei/ Pensioni: flessibilità contributiva per coprire periodi studio e non lavoro

Nello strano negoziato unilaterale tra governo e sindacati sulla flessibilità “in uscita”, è necessario ricordare il prioritario obiettivo della tutela di persone che potrebbero restare senza lavoro e pensione nei primi anni di applicazione della riforma Fornero. E ciò perché, caso unico, essa non ha previsto una fase di transizione tanto che una parte rilevante delle economie è stata consumata dai provvedimenti per gli esodati che hanno generato disparità di trattamento tra persone della stessa età anagrafica e contributiva. Ora insistiamo a ritenere che la maggiore flessibilità del sistema debba comprendere la possibilità per il datore di lavoro di effettuare versamenti contributivi anche oltre la percentuale sul salario del dipendente con lo scopo di accrescerne l’anzianità contributiva coprendo periodi di non lavoro o di studio. Ne dovrebbe conseguire ovviamente lo stesso trattamento fiscale dei contributi ordinari. Ciò che conta è favorire gli accordi di prepensionamento così da coniugare le ristrutturazioni aziendali con le esigenze di tutela dei lavoratori di ogni livello.

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