Category : Pensioni

Legge di bilancio 2017 Pensioni

Legge di bilancio 2017: i canali di pensionamento con requisiti ridotti

disuguaglianzaSul sito dell’Ufficio parlamentare di bilancio è stata pubblicata una mappa dei canali di pensionamento con requisiti ridotti previsti dal DDL di bilancio per il 2017. Dopo le modifiche apportate dalla Camera dei deputati, il disegno di legge di bilancio per il 2017 contiene sei misure per favorire l’accesso al pensionamento con requisiti ridotti rispetto a quelli fissati dalla riforma “Fornero” del 2011 (si veda il Rapporto sulla politica di bilancio 2017): l’APE sociale, l’anticipo per i lavoratori precoci, l’anticipo per i lavoratori con periodi di carriere in attività usuranti, l’ottava salvaguardia, l’ampliamento (seppur limitato) dell’”Opzione donna” e il rifinanziamento per gli anni 2017-2021 dei pensionamenti di vecchiaia anticipata per i giornalisti dipendenti da aziende in ristrutturazione/riorganizzazione.

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Alle Sei Pensioni

Ve lo dico alle sei/ Pensioni: governo chiarisca su conti Boeri

Il Governo ha il dovere di una risposta documentata rispetto agli oneri di finanza pubblica calcolati dall’Inps in relazione agli interventi sul sistema previdenziale. Secondo il Presidente Boeri il debito pensionistico crescerebbe di 20 miliardi cui se ne potrebbero aggiungere altri 24. Non dimentichiamo che l’Italia è particolarmente monitorata in ragione del suo grande debito, la cui sostenibilità si lega per un verso alla crescita e, per l’altro, al riequilibrio della spesa previdenziale nel lungo periodo. La Commissione potrebbe esprimere preoccupazioni proprio perché la fonte di questi rilievi e’ istituzionale. Di qui l’esigenza di calcoli altrettanto istituzionali e più convincenti.

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Eurofound Part Time Pensioni

Pensioni anticipate e part time: il rapporto di Eurofound

older_workerDiversi Stati membri dell’Unione Europea hanno attuato riforme per migliorare la sostenibilità dei propri sistemi pensionistici. La formula del part-time è uno degli approcci scelti per consentire alle persone di lavorare più a lungo di quanto sarebbe stato possibile se avessero continuato a lavorare a tempo pieno. Tuttavia, un ostacolo all’impiego del part time è sicuramente la perdita o comunque la diminuzione di reddito a livello di stipendio. E’ stato pubblicato un rapporto dall’agenzia UE Eurofound che indaga su come le riforme che prevedono forme di pensionamento parziale possono contribuire a sistemi pensionistici sostenibili e adeguati, consentendo di motivare le persone a estendere la loro vita lavorativa. In particolare, Eurofound ha effettuato una mappatura degli schemi pensionistici a livello nazionale e per settore nell’Unione Europea e in Norvegia, esaminando le loro caratteristiche e valutandone l’impatto sul prolungamento della vita lavorativa.

Leggi il rapporto Eurofound

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Pensioni

Ve lo dico alle sei/ Pensioni: ipotesi molto sociali e poco previdenziali

Sembrano consolidarsi nell’ambito della legge di stabilità ipotesi di spesa a carattere molto sociale e poco previdenziale. Si lavora su platee di svantaggiati e, ancora una volta, di veri o presunti esodati. Ma sembrano allo stato insufficienti le misure utili ad accompagnare le ristrutturazioni aziendali e a proteggere i lavoratori che in conseguenza a queste escono anticipatamente dal mercato del lavoro. Anzi, ulteriori segmentazioni potrebbero essere ancora dedicate ai settori del credito, dell’editoria, del volo. A maggior ragione occorrono misure per la grande platea dei lavoratori prossimi all’età di pensione. Insisto a ribadire che dopo il fallimento dell’onerosissima norma della legge Fornero tutta a carico dell’impresa, dopo l’evidente insuccesso dell’accompagnamento a pensione attraverso il passaggio a part time, occorre una norma che davvero funzioni e che equamente distribuisca gli oneri tra lo Stato e le imprese, detassando gli oneri di quest’ultime.

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Il commento Pensioni

Le novità da 6 miliardi che lasciano un “buco”

stabilitàSulle pensioni le misure ci saranno e non dipendono dalla trattativa con Bruxelles, ha annunciato, ieri mattina, dopo la lunga nottata che ha visto l’approvazione del Def, il premier. Ha ovviamente, specidificato che le azioni messe in cambo non avranno budget multimilionari: si seguirà, insomma, la logica riformista dei piccoli passi. Chi vorrà andar in pensione prima (non si modificano, infatti, i requisiti della Fornero) dovrà accettare, insomma, una piccola penalizzazione dell’importo. Le minime avranno, quindi, una sorta di quattordicesima.

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Alle Sei Pensioni

Ve lo dico alle sei/ Pensioni: flessibilità contributiva per coprire periodi studio e non lavoro

Nello strano negoziato unilaterale tra governo e sindacati sulla flessibilità “in uscita”, è necessario ricordare il prioritario obiettivo della tutela di persone che potrebbero restare senza lavoro e pensione nei primi anni di applicazione della riforma Fornero. E ciò perché, caso unico, essa non ha previsto una fase di transizione tanto che una parte rilevante delle economie è stata consumata dai provvedimenti per gli esodati che hanno generato disparità di trattamento tra persone della stessa età anagrafica e contributiva. Ora insistiamo a ritenere che la maggiore flessibilità del sistema debba comprendere la possibilità per il datore di lavoro di effettuare versamenti contributivi anche oltre la percentuale sul salario del dipendente con lo scopo di accrescerne l’anzianità contributiva coprendo periodi di non lavoro o di studio. Ne dovrebbe conseguire ovviamente lo stesso trattamento fiscale dei contributi ordinari. Ciò che conta è favorire gli accordi di prepensionamento così da coniugare le ristrutturazioni aziendali con le esigenze di tutela dei lavoratori di ogni livello.

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Il commento Pensioni

Ape e Inps, un’altra “svolta buona” perduta

disuguaglianzaStando alle informazioni disponibili a oggi, l’ormai famoso Ape, la possibilità di anticipo pensionistico che verrà inserito nella prossima Legge di stabilità, varrà per tutti i lavoratori, compresi gli autonomi con almeno 20 anni di contributi che nel corso del 2017 compiranno almeno 63 anni (i nati fino al 1954, quindi). Grazie a questo nuovo strumento di flessibilità in uscita, questi lavoratori potranno ottenere un anticipo della pensione fino a 3 anni e 7 mesi. Essendo, quindi, l’età minima per la pensione di vecchiaia dopo la riforma Fornero fissata a 66 anni e 7 mesi, questi “pensionandi” potranno andare in pensione a partire, appunto, dai 63 anni.

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Alle Sei Pensioni

Ve lo dico alle sei/ Pensioni, per Consulta solo prelievi temporanei e ragionevoli, no ricalcolo

Le recenti sentenze della Consulta in materia previdenziale sono di grande rilievo per l’attività del legislatore. La prima, relativa al prelievo solidale sulle fasce più alte delle prestazioni previdenziali, ribadisce e precisa l’orientamento della Corte. Sono legittimi solo gli interventi temporanei, eccezionali, ragionevoli, dedicati a gravi esigenze solidali interne al sistema previdenziale. La Consulta esclude insomma il ricalcolo o il taglio strutturale, permanente, anche se giustificato da solidarietà interna al sistema. La seconda sentenza cancella il ricalcolo al ribasso della pensione di reversibilità in relazione al tempo di durata del matrimonio e alla differenza di età tra coniugi. Si osserva, al di là di ogni valutazione di merito, come la recente estensione dell’istituto alle unioni civili amplierà la dimensione delle patologie, come la celebrazione in limine mortis, cui la norma bocciata voleva fare fronte. E le stesse motivazioni non potranno che condurre ai legittimi ricorsi delle stabili convivenze eterosessuali, magari con figli, che sono state discriminate rispetto a questa prestazione.

La prima sentenza della Corte Costituzionale

La seconda sentenza della Corte Costituzionale

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Pensioni

Pensioni: tutelare anche ceti medi

stabilitàL’intervista del sottosegretario Nannicini al Corriere contiene progetti condivisibili per le pensioni basse ma tra il detto e il non detto fa intendere la penalizzazione dei ceti medi del settore privato. Niente adeguamento ISTAT, proroga del prelievo Letta, piena penalizzazione della prestazione anticipata .che potrebbe arrivare nel triennio al 25%, niente flessibilità per il recupero dei periodi di laurea, niente totalizzazione dei versamenti a complemento della legge Fornero. Eppure impiegati e quadri sono particolarmente esposti alla rottamazione precoce perché costano ben di più di un giovane, magari tirocinante. Non possiamo immaginare un popolo di pensionati schiacciati sui mille euro. Occorrono quindi almeno alcune delle misure negate e una generale incentivazione ai versamenti volontari dei datori di lavoro e dei lavoratori per mantenere una adeguata proporzione tra pensione e redditi da lavoro ferma restando la piena tutela della fascia meno abbiente.

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Pensioni Unione Europea

In cantiere un servizio europeo di ricostruzione delle pensioni

Il consorzio per il progetto TTYPE (Segui e rintraccia la tua pensione in Europa) ha consegnato qualche mese fa alla Commissione UE la sua relazione sulla tabella di marcia per la creazione di un servizio generale di ricostruzione delle pensioni in Europa, dopo aver presentato tale relazione in un convegno organizzato a Bruxelles insieme al Comitato economico e sociale europeo. La relazione mostra che è possibile istituire un servizio per la ricostruzione transfrontaliera delle pensioni (European Pension Tracking Service), a vantaggio sia dei lavoratori mobili che vogliono tenere traccia dei loro diritti a pensione che degli enti eroganti, i quali devono mantenere i contatti con i beneficiari. La relazione finale del progetto TTYPE contiene una serie di raccomandazioni particolareggiate su come realizzare la ricostruzione e sui metodi da usare. Per saperne di più sul progetto TTYPE e accedere a resoconti, presentazioni e video, è possibile consultare il sito web www.pensionstogether.eu

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Il commento Part Time Pensioni

Part-time agevolato per i più anziani: ma il nodo previdenziale non si scioglie

A cura dell’Avv. Gabriele Fava e dell’Avv. Emilio Aschedemini

older_workerE’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che dà attuazione a quanto contenuto nella legge di stabilità in merito alle modalità di fruizione degli incentivi per la trasformazione del rapporto di lavoro da full-time a part-time per lavoratori vicini alla pensione di vecchiaia. In sostanza, per quei lavoratori che entro il 31 dicembre 2018 maturano i requisiti anagrafici per il conseguimento della pensione di vecchiaia con venti anni di contributi, potranno trasformare il proprio rapporto di lavoro da full-time a part-time. La procedura prevede innanzitutto l’accordo tra il datore di lavoro ed il lavoratore interessato nel quale le parti dichiareranno di dare vita ad un “contratto di lavoro a tempo parziale agevolato” indicando contestualmente l’ammontare della riduzione oraria, in una misura compresa fra il 40% ed il 60%. L’accordo esplicherà la sua funzione sino al momento di maturazione del requisito anagrafico del lavoratore per il diritto alla pensione di vecchiaia.

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