Category : Part Time

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“Sei corsi e un consulente per assumere un part time”

Il Corriere della Sera ha pubblicato la lettera qui sotto ricevuta da una lettrice che, due anni fa, ha aperto un affittacamere di sei stanze in Puglia. Ora ha deciso di assumere la prima persona. Ma non ha fatto i conti con la burocrazia.

Caro direttore,
in questi giorni in cui si parla di voucher, le scrivo per raccontarle che cosa succede a una microimpresa come la mia, finora senza dipendenti che decide di assumere un lavoratore stagionale a tempo determinato. Nel mio caso si tratta della ragazza delle pulizie che l’anno scorso ha lavorato per me con i voucher e che, prima ancora che si annunciassero tutti questi cambiamenti, avevo già deciso di confermare con un contratto per l’estate 2017, per fare le cose perbene e perché se lo merita. Il contratto sarà per 3 mesi e 15 giorni, part time, 20 ore settimanali.

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Eurofound Part Time Pensioni

Pensioni anticipate e part time: il rapporto di Eurofound

older_workerDiversi Stati membri dell’Unione Europea hanno attuato riforme per migliorare la sostenibilità dei propri sistemi pensionistici. La formula del part-time è uno degli approcci scelti per consentire alle persone di lavorare più a lungo di quanto sarebbe stato possibile se avessero continuato a lavorare a tempo pieno. Tuttavia, un ostacolo all’impiego del part time è sicuramente la perdita o comunque la diminuzione di reddito a livello di stipendio. E’ stato pubblicato un rapporto dall’agenzia UE Eurofound che indaga su come le riforme che prevedono forme di pensionamento parziale possono contribuire a sistemi pensionistici sostenibili e adeguati, consentendo di motivare le persone a estendere la loro vita lavorativa. In particolare, Eurofound ha effettuato una mappatura degli schemi pensionistici a livello nazionale e per settore nell’Unione Europea e in Norvegia, esaminando le loro caratteristiche e valutandone l’impatto sul prolungamento della vita lavorativa.

Leggi il rapporto Eurofound

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Il commento Part Time Pensioni

Part-time agevolato per i più anziani: ma il nodo previdenziale non si scioglie

A cura dell’Avv. Gabriele Fava e dell’Avv. Emilio Aschedemini

older_workerE’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che dà attuazione a quanto contenuto nella legge di stabilità in merito alle modalità di fruizione degli incentivi per la trasformazione del rapporto di lavoro da full-time a part-time per lavoratori vicini alla pensione di vecchiaia. In sostanza, per quei lavoratori che entro il 31 dicembre 2018 maturano i requisiti anagrafici per il conseguimento della pensione di vecchiaia con venti anni di contributi, potranno trasformare il proprio rapporto di lavoro da full-time a part-time. La procedura prevede innanzitutto l’accordo tra il datore di lavoro ed il lavoratore interessato nel quale le parti dichiareranno di dare vita ad un “contratto di lavoro a tempo parziale agevolato” indicando contestualmente l’ammontare della riduzione oraria, in una misura compresa fra il 40% ed il 60%. L’accordo esplicherà la sua funzione sino al momento di maturazione del requisito anagrafico del lavoratore per il diritto alla pensione di vecchiaia.

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Part Time pensione

Part-time agevolato: al via dal prossimo 2 giugno

older_workerE’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di ieri ed acquisterà quindi efficacia il 2 giugno, il decreto che disciplina le modalità di riconoscimento del part-time agevolato, introdotto da una norma contenuta nella legge di stabilità 2016: lo fa sapere il ministero del lavoro in una nota ricordando che potranno usare questa possibilità i lavoratori del settore privato con contratto a tempo pieno e indeterminato con almeno 20 anni di contributi e e che maturano il requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia entro il 31 dicembre 2018. Sarà possibile concordare col datore di lavoro il passaggio al part-time, con una riduzione dell’orario tra il 40 ed il 60%, ricevendo ogni mese in busta paga, in aggiunta alla retribuzione per il part-time, una somma esentasse pari ai contributi previdenziali a carico del datore di lavoro sulla retribuzione per l’orario non lavorato. Inoltre, per il periodo di riduzione della prestazione lavorativa, lo Stato riconosce al lavoratore la contribuzione figurativa sulla prestazione non effettuata in modo che non si riduca l’assegno di pensione.

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Il commento Part Time

Il “lato oscuro” del lavoro part-time

Un recente studio europeo ci dice che un numero sempre crescente di abitanti del nostro Vecchio continente sta lavorando part-time. Questo potrebbe essere un dato certamente positivo se significasse che le persone possono scegliere più liberamente come bilanciare il lavoro e le altre attività (in primis la famiglia) e tra reddito e tempo libero. Sarebbe, inoltre, un elemento da valutare positivamente se portasse opportunità di lavoro per persone che sono state, tradizionalmente, escluse dal mercato del lavoro: come le (giovani) madri, i lavoratori più anziani e gli studenti.

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Part Time Pensioni

Part time agevolato, il testo del decreto interministeriale

È stato firmato dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, il decreto sul cosiddetto “part-time agevolato”, misura sperimentale prevista da una norma contenuta nella Legge di Stabilità 2016. Il decreto interministeriale, attualmente trasmesso alla Corte dei Conti, sarà operativo successivamente alla registrazione e alla rispettiva pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. L’atto prevede la possibilità di uscita graduale dall’attività lavorativa, consentendo al lavoratore di concordare col datore di lavoro il passaggio al part-time, con una riduzione dell’orario tra il 40 ed il 60 per cento, e di ricevere mensilmente l’importo corrispondente ai contributi previdenziali e alla contribuzione figurativa.

Leggi il testo del decreto

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disabili Part Time

Malattie degenerative e part-time: dalla legge Biagi al Jobs Act

disabledworker1Dare la possibilità alle persone affette da malattie degenerative particolarmente gravi di ridurre l’impegno lavorativo e avere il tempo per curarsi o per gestire il proprio stato di salute mantenendo il proprio lavoro è condizione imprescindibile per realizzare effettiva inclusione sociale e lavorativa nel rispetto dei principi di eguaglianza e pari opportunità.
In Italia, è stato l’articolo 46 del decreto di attuazione della Legge Biagi (d.lgs. n. 276/2003) ad introdurre per la prima volta nel nostro Paese il diritto alla trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto di lavoro a tempo parziale per i lavoratori malati di tumore, poi esteso anche nell’ambito del lavoro pubblico (L. n. 80/2006).

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Il commento Part Time

Jobs Act: le novità sul part time

workparttime

Avv.  Gabriele Fava e Avv. Sara Gastaldi

Il D. Lgs. 81/2015 introduce alcune significative modifiche alla disciplina del part time. Pur mantenendosi in linea con quanto stabilito dalla Direttiva Europea relativa all’accordo quadro sul lavoro part time (97/81/CE), recepita dall’ormai abrogato D. Lgs. 61/2000, il decreto attuativo ha reso più facile la possibilità per il datore di lavoro di richiedere al dipendente la prestazione di ore di lavoro supplementari, ovvero di ore svolte in aggiunta rispetto all’orario ridotto eventualmente concordato fra le parti.
Il D. Lgs. 61/2000, infatti, richiedeva il consenso del lavoratore nel caso in cui tale possibilità non fosse prevista e regolamentata dal contratto collettivo; veniva demandata ai contratti collettivi, invece, l’indicazione del numero massimo di ore di lavoro supplementare effettuabili, le causali in relazione alle quali era consentito richiedere lo svolgimento di lavoro supplementare e le conseguenze in caso di superamento del limite massimo consentito.

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