Category : OCSE

OCSE Produttività lavoro

OCSE, produttività del lavoro in Italia ed Europa dal 1999

Pubblichiamo un grafico dell’OCSE che illustra l’andamento della produttività del lavoro in Italia e in Europa dal 1999 ai giorni nostri.

 

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disoccupazione OCSE

Ocse: tasso disoccupazione area ottobre 5,6% torna a pre-crisi, Italia 11,1%

Il tasso di disoccupazione nell’area Ocse è tornato ai livelli pre-crisi, ma il numero delle persone senza lavoro si mantiene ancora al di sopra. Come indica l’Ocse, in ottobre il tasso di disoccupazione nell’area che riunisce i 35 Paesi industrializzati è calato di 0,1 punti percentuali al 5,6%, lo stesso livello dell’aprile 2008. Tuttavia, i disoccupati nell’Ocse sono 35,1 milioni, 2,5 milioni in piu’ rispetto all’ante-crisi. L’Italia continua ad avere il terzo peggior tasso di disoccupazione tra i Paesi avanzati, sia per il livello complessivo (stabile all’11,1%) che per quello dei giovani (34,7%, in calo).

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OCSE Pensioni

Pensione: Ocse, alzare età effettiva per garantire assegni adeguati

La duplice sfida per l’Italia sulle pensioni consiste nel limitare la spesa nel breve e medio termine e nel fare fronte al nodo dell’adeguatezza dei trattamenti per quanti andranno in pensione in futuro, considerando che soprattutto per i giovani sara’ difficile avere una carriera lavorativa senza interruzioni che e’ il presupposto, con le attuali regole, di un trattamento pensionistico adeguato. Lo sottolinea l’Ocse nella nota dedicata all’Italia del rapporto “Uno sguardo alle pensioni”, che passa in rassegna i sistemi previdenziali dei 35 Paesi membri e di alcuni Paesi partner dell’Organizzazione. In Italia “aumentare l’eta’ di effettivo pensionamento dovrebbe continuare ad essere la priorita’ per garantire adeguati benefici pensionistici senza mettere a rischio la sostenibilita’ finanziaria”, scrivono gli esperti dell’Ocse. Questo implica concentrarsi sull’aumento dei tassi di occupazione, soprattutto nelle categorie piu’ vulnerabili.

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Occupazione OCSE

Ocse: occupazione area al 67,6%, Italia 57,8%, in coda soprattutto per giovani

Trainato dai servizi, il tasso di occupazione nell’Ocse nel secondo trimestre del 2017 e’ salito di 0,2 punti percentuali rispetto al primo trimestre al 67,6% e si situa ormai 3,2 punti percentuali sopra il livello minimo segnato nel 2009 e al di sopra di 1 punto anche rispetto al massimo ante-crisi del 2008. Nell’area che riunisce i 35 Paesi industrializzati sono occupate 559 milioni di persone, 26 milioni in più rispetto al secondo trimestre del 2008. L’Italia resta in coda rispetto ai maggiori Paesi, pur segnando un lieve miglioramento del dato complessivo sulla spinta della maggiore occupazione femminile, mentre è in flessione in particolare nel lavoro dei giovani. Rispetto al primo trimestre 2017, l’occupazione nell’area euro e’ salita di 0,3 punti al 66,2%, con gli aumenti maggiori in Grecia (+0,8 punti al 53,6%), Portogallo (+0,6 punti al 67,3%), Spagna (+0,6 punti al 61%) e Slovenia (+0,5 al 68,7%). In calo di 0,7 punti per contro l’Estonia al 73%. In Italia il tasso è aumentato di 0,1 punti al 57,8%, che resta comunque il terzultimo dell’intera Ocse dopo Grecia e Turchia.

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Competenze OCSE

Ocse, Italia: pochi laureati e con un basso tasso di competenze

L’Italia, negli ultimi anni, ha fatto notevoli passi in avanti nel miglioramento della qualità dell’istruzione”, ma forti sono le differenze nelle performance degli studenti all’interno del Paese, “con le regioni del Sud che restano molto indietro rispetto alle altre”, tanto che “il divario della performance in ‘Pisa’(gli standard internazionali di valutazione) tra gli studenti della provincia autonoma di Bolzano e quelli della Campania equivale a più di un anno scolastico”.  Lo afferma l’OCSE nel rapporto sulla strategia per le competenze.

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Fisco OCSE

Ocse: Italia tra paesi con maggiori entrate tassa proprietà

L’Italia è tra i paesi dell’area Ocse che tra il 2000 e i 2015 hanno registrato un aumento “significativo” del gettito fiscale proveniente dalla tassa di proprietà, insieme all’Argentina, al Belgio, alla Turchia, all’Ungheria e al Sud Africa. Lo riporta l’organismo per la cooperazione e sviluppo economico nel documento ‘Tax policy reforms 2017‘, sottolineando che un simile dato è il risultato di riforme ma anche del valore dei beni immobili. Il documento indica poi l’abolizione del Tributo per servizi indivisibili (Tasi) sulla prima casa come una riforma volta a limitare la pressione fiscale sui proprietari.

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Occupazione OCSE

Ocse, Istruzione: laureati in Italia fermi al 18%, il Centro il più istruito

Gli adulti laureati in Italia si fermano al 18%: una delle percentuali più basse tra i paesi Ocse. “I tassi di occupazione degli adulti laureati in Italia variano dal 71% per gli adulti che hanno studiato nel campo delle belle arti all’84% per i laureati nel campo delle tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni e all’85% per i laureati in ingegneria, produzione industriale e edilizia, e nel campo della sanità e dei servizi sociali. I tassi di occupazione sono più elevati nei settori in cui la maggior parte degli studenti è di sesso maschile, salvo nel settore della sanità e dei servizi sociali”. E’ quanto si legge nella nota sull’Italia del Rapporto Education at Glance 2017 pubblicato oggi sul sito dell’Organizzazione parigina e presentato questa mattina nella sede dell’Università LUISS di Roma.

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Occupazione OCSE

Ocse, lavoro: Italia a minimi per occupati

L’Italia è agli ultimi posti nella classifica Ocse sul mercato del lavoro. Secondo i dati che mettono a confronto i Paesi dell’organizzazione, la percentuale di occupati nel primo trimestre del 2017 in Italia era pari al 57,7% della popolazione in età lavorativa contro una media Ocse del 67,4%, del G7 pari al 70,3% e dell’Ue del 67,2%. Percentuali inferiori a quelle italiane si sono registrate nel periodo solo in Grecia 52,7% e in Turchia del 50,9%, mentre meglio fanno Paesi come la Spagna, l’Irlanda o il Cile.  La situazione è simile per l’occupazione femminile. Contro una media Ocse del 59,7%, l’Italia si ferma al 48,5% poco sopra il Messico (45,3%) e la Grecia (44,1%). La Turchia è in questo caso distaccata con il 31,7% di donne occupate. 

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Italia OCSE

Ocse: prudenza su crescita Italia, dato peggiore fra maggiori Paesi

L’analisi dell’Ocse nell’Outlook Economico semestrale rivede al rialzo la crescita per il Pil globale nel 2017 dal 3,3% indicato a marzo al 3,5% e mantiene la stima del 3,6% per il 2018, dopo il 3% del 2016. Confrontata con la media dei 20 anni pre-crisi, la crescita del Pil pro-capite dell’Ocse resta inferiore di mezzo punto ed è sotto la media anche la crescita globale, rileva lo studio. Dopo cinque anni di ripresa debole, con la crescita del 2016 al livello minimo dal 2009 – indicano comunque gli economisti dell’Ocse – “inizia a vedersi un miglioramento”. Gli investimenti, il commercio e il settore manifatturiero sono in risalita, ma partendo da livelli bassi, aiutati da un irrobustimento della domanda domestica in Asia ed Europa ed è cresciuta anche la fiducia del settore privato. Ci sono segnali di una maggiore domanda per beni high-tech e di investimenti per migliorare l’apparato produttivo. A dare una mano contribuiscono le politiche di stimolo perseguite da alcune economie emergenti, particolarmente in Asia e le politiche fiscali di moderato supporto in varie economie avanzate.

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Competenze Mercato del lavoro OCSE

Ocse: investire sulle competenze degli adulti per essere competitivi

Grazie alla crescita della tecnologia dell’informazione la produzione si è mondializzata e frammentata nelle cosiddette “catene globali di valore”: i lavoratori di diversi Paesi contribuiscono e svolgono ciascuno una fase (dalla progettazione alla commercializzazione e vendita) del medesimo prodotto. Gli impatti di queste catene di valore sono più complessi ed estesi e più interdipendenti rispetto alla prima fase della globalizzazione tanto da non poter essere più trascurabili. L’Ocse nel suo ultimo studio Skills Outlook 2017 rileva come gli investimenti nelle competenze dei propri cittadini possano garantire che la loro partecipazione nei mercati globali si tramuti in migliori risultati economici e sociali. Ciò serve non solo ad agevolare l’inserimento occupazionale delle singole persone e a proteggerle dai rischi di perdita e di scarsa qualità del posto di lavoro ma anche agli stessi Paesi per continuare ad essere competitivi a livello internazionale e progredire in un mondo sempre più interconnesso. Questi ultimi – si legge nel rapporto dell’Organizzazione parigina – possono meglio allineare la domanda e l’offerta di competenze assicurando un’istruzione e una formazione tecnico-professionale di alto livello che includa una forte componente di apprendimento basata sul lavoro e specifiche politiche volte ad incoraggiare una collaborazione più stretta tra mondo delle imprese, università e ricerca.

Leggi l’executive summary del rapporto

Leggi il rapporto Skills Outlook 2017

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