Category : occupazione giovanile

ILO occupazione giovanile

ILO: azione energiche per far fronte alla debole ripresa del mercato del lavoro giovanile

La proporzione dei giovani tra i disoccupati a livello mondiale nel 2017 è stimata a oltre il 35 per cento secondo il rapporto dell’ILO sulle Tendenze globali dell’occupazione giovanile 2017. Nonostante il tasso di disoccupazione giovanile globale si sia stabilizzato al 13,0 per cento nel 2016, si prevede un leggero aumento al 13,1 cento per la fine di quest’anno. Il numero stimato di 70,9 milioni di giovani disoccupati nel 2017 rappresenta un importante miglioramento rispetto al picco di 76,7 milioni del 2009, ma il numero dovrebbe aumentare di ulteriori 200.000 nel 2018, raggiungendo un totale di 71,1 milioni.

Le tendenze dell’occupazione giovanile in Italia

Leggi una sintesi dell’intero rapporto

Leggi il comunicato stampa

 

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Il commento occupazione giovanile

Gli aiuti che servono ai giovani per il lavoro

donne-lavoroE’ di pochi giorni fa la presentazione di un interessante rapporto, curato da Isfol e Fondazione Paoletti, sul tema, ormai forse abusato, del rapporto tra i giovani e il lavoro che si focalizza, in particolare, sulle prospettive e sulla ricerca di senso che questi danno alle loro professioni. Ed è l’occasione per fare un quadro di chi sono i ragazzi degli anni ’10 e qual è la loro visione del lavoro e del mondo che sono chiamati a vivere. Emerge così che il giovane di oggi è informato sulle politiche che gli vengono, in questo periodo, dedicate e le valuta e le critica esprimento, in generale, poca soddisfazione per le azioni messe in campo con riferimento al tema dell’occupazione giovanile. Per i giovani di oggi, evidenzia sempre lo stesso studio, i lavoro è, prima di tutto, sinonimo di espressione di se stessi, delle proprie capacità a partire da ciò che appassiona e ciò che piace.

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Il commento occupazione giovanile

Giovani e lavoro, “i numeri da brivido” che arrivano da Roma

impresa-familiareArrivano cattive notizie da Roma. Tuttavia questa volta non si parla né di mafia capitale, né di Olimpiadi, né dello stato di salute della giunta di Virginia Raggi. Una recente indagine, curata delle articolazioni capitoline di Acli e Cisl, sulla percezione del lavoro nei giovani di Roma e provincia ci fornisce, infatti, un quadro poco incoraggiante sulle aspirazioni degli intervistati: il 65% di loro ha un livello alto o medio-alto di “remissività lavorativa”; ovvero, è pronto a rinunciare a contratti regolari e diritti dei lavoratori pur di avere un’occupazione quale che sia.

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Eurofound Il commento Lavoro autonomo occupazione giovanile

Il “jolly” per evitare la generazione perduta

donne-lavoroI giovani sono stati, come ormai tristemente noto, i soggetti colpiti più duramente dalla Grande Recessione degli ultimi anni. Nel 2014, ad esempio, il tasso di disoccupazione, in Europa, per le perosne tra i 15 e i 29 anni è stato di ben sette punti percentuali superiore al tasso di disoccupazione taotale. In questo quadro la promozione dell’auto-imprenditorialità è diventato un sempre più diffuso strumento di politica per ridurre la disoccupazione e creare posti di lavoro sostenibili.

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Giustizia sociale occupazione giovanile

Fondazione Bertelsmann, pubblicato il Social Justice Index

multicultural_v12Secondo le conclusioni del Social Justice Index che trovate qui disponibile, e con cui annualmente la Fondazione Bertelsmann analizza l’andamento dell’inclusione sociale e delle opportunità di partecipazione in tutti i 28 Stati membri dell’Ue, a fronte della ripresa economica aumentano il divario tra giovani e anziani e rimane profonda la spaccatura sociale tra il nord e il sud dell’Europa. Dal 2007, solo in Spagna, Grecia, Italia e Portogallo il numero dei giovani a rischio povertà ed esclusione sociale è aumentato di 1,2 milioni, passando da 6,4 a 7,6 milioni.

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ILO occupazione giovanile

ILO, tendenze globali dell’occupazione giovanile 2015

iloSecondo il rapporto Global Employment Trends for Youth 2015 pubblicato dall’ILO oggi, il tasso di disoccupazione giovanile si è stabilizzato al 13 per cento dopo un periodo di rapido aumento tra il 2007 e il 2010, ma rimane tuttora di molto superiore al livello pre-crisi dell’11,7 per cento: il numero dei giovani disoccupati si attesta a 73,3 milioni nel 2014, una diminuzione di 3,3 milioni rispetto al massimo di 76,6 milioni raggiunto nel 2009.

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occupazione giovanile

Aumentano tra i giovani gli imprenditori agricoli

agricoltura-giovaneSecondo quanto rilevato da una analisi Coldiretti, resa nota a Expo in occasione della consegna degli Oscar Green, in Italia i giovani imprenditori agricoli sono aumentati quest’anno del 35% rispetto al 2014. Gli under 34 che operano come imprenditori agricoli, coadiuvanti familiari e soci di coop agricole hanno superato, infatti, le 70mila unità. La spinta è venuta dalla Legge di Orientamento (n.228/2001) che ha aperto la strada all’agricoltura multifunzionale. Oggi il 70% delle imprese under 35 opera in attività “rurali”, dalla trasformazione dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche agli agriasilo.

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occupazione giovanile OCSE

Ocse: disastro educativo causa disoccupazione giovanile

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Il rapporto dell’Ocse, che per quanto riguarda le conoscenze dei giovani si fonda su basi rigorosamente statistiche, ci dice quale sia l’origine dell’altissimo livello di esclusione giovanile dal mercato del lavoro in Italia. Altro che leggi sul lavoro precarizzanti. È il disastro educativo sviluppatosi dagli anni Settanta che non solo mette a rischio molti adulti ma che condanna ancora oggi molti giovani alla sfiducia verso il lavoro o all’occupazione in quelle attività routinarie e povere di competenze che le nuove tecnologie giorno dopo giorno consumano perché sostituiscono. Le basse conoscenze nella matematica degli adulti come dei giovani sono il principale paradigma di questo fallimento. Lo stesso per altri versi potremmo dire della delegittimazione del lavoro manuale. Di qui il bisogno di riformare davvero la scuola anche attraverso assunzioni non autoreferenziali ma legate per esempio proprio a quelle carenze di buoni insegnanti della matematica che sono testimoniate dagli esiti. Così come l’apprendistato deve avere la stessa dignità di canale educativo.

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