Category : Occupazione

Adapt Occupazione

I dieci tweet di commento degli ultimi dati ISTAT sull’occupazione

Trovate a seguire il link ai 10 tweet di Francesco Seghezzi, Direttore Fondazione ADAPT, a commento dei dati ISTAT sull’occupazione diffusi ieri.

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Istat Occupazione

Istat, occupazione migliora ma al Nord: al Sud il triplo dei disoccupati

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L’occupazione nella media del 2017 cresce per il quarto anno consecutivo, salendo dell’1,2%, ovvero di 265 mila unità. Lo rileva l’Istat, aggiungendo che il tasso di occupazione sale al 58,0%, il livello più alto dal 2009, pur “rimanendo 0,7 punti al di sotto del picco del 2008”, il valore massimo pre-crisi. Lo stesso discorso vale per il numero di occupati, che sono 23 milioni e 23 mila. Nella media annua il tasso di disoccupazione è sceso di 0,5 punti percentuali: all’11,2% dall’11,7% dell’anno prima. Scende il tasso di disoccupazione per i giovanissimi under 25 (al 34,7%, -3 punti) e per i giovani 15-34enni (al 21,2%, -1,3 punti), mentre sale per gli over50 (al 6,2%, +0,2 punti). Infine il numero di disoccupati con almeno 50 anni sale a 539 mila (+38 mila unità in un anno, +7,6%). 

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disoccupazione Occupazione

Occupati e disoccupati – Gennaio 2018. 10 tweet di commento ai nuovi dati Istat

di Francesco Seghezzi, Direttore Fondazione Adapt

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Istat Occupazione

Istat: tasso disoccupazione a novembre cala all’11 per cento

Secondo gli ultimi dati ISTAT, a novembre 2017 la stima degli occupati torna a crescere (+0,3% rispetto a ottobre, pari a +65 mila). Il tasso di occupazione sale al 58,4% (+0,2 punti percentuali). La crescita dell’occupazione nell’ultimo mese interessa entrambe le componenti di genere e tutte le classi di età ad eccezione dei 35-49enni. Risultano in aumento i dipendenti, sia permanenti sia, in misura maggiore, a tempo determinato, mentre sono in lieve calo gli indipendenti. Nel periodo settembre-novembre si registra una crescita degli occupati rispetto al trimestre precedente (+0,4%, +83 mila) che interessa donne e uomini e si concentra soprattutto tra gli over 50, in misura più lieve anche tra i 15-24enni, a fronte di un calo tra i 25-49enni. L’aumento è determinato esclusivamente dai dipendenti a termine, mentre calano i permanenti e rimangono stabili gli indipendenti.

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Occupazione

Prosegue aumento dell’occupazione nel terzo trimestre 2017

L’Istat, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, l’Inps e l’Inail pubblicano oggi in contemporanea sui rispettivi siti web la quinta nota trimestrale congiunta sulle tendenze dell’occupazione relativa al terzo trimestre 2017: prosegue la tendenza all’aumento dell’occupazione su base annua e in termini congiunturali. Le dinamiche del mercato del lavoro si sono sviluppate in un contesto di significativa e persistente crescita del prodotto interno lordo, che ha segnato nuovamente un aumento congiunturale dello 0,4% con un tasso di crescita tendenziale all’1,7%; l’input di lavoro misurato in termini di Ula (Unità di lavoro equivalenti a tempo pieno) mostra una dinamica pressoché analoga a quella del Pil (+0,5% sotto il profilo congiunturale e +1,3% in termini tendenziali). Il tasso di occupazione destagionalizzato è risultato pari al 58,1%, in crescita di due decimi di punto rispetto al trimestre precedente. Considerando l’ultimo decennio (2008-2017), il tasso aumenta di oltre due punti percentuali rispetto al valore minimo (terzo trimestre 2013, 55,4%), proseguendo nella tendenza al recupero dei livelli massimi pre-crisi (58,8% nel secondo trimestre del 2008).

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Istat Occupazione

Istat, tasso occupazione in calo al 58,1% a settembre

A settembre 2017 la stima degli occupati è sostanzialmente stabile rispetto ad agosto, dopo la crescita osservata negli ultimi mesi. Il tasso di occupazione dei 15-64enni si attesta al 58,1% (-0,1 punti percentuali). Ad affermarlo è l’ISTAT nella sua ultima rilevazione, secondo cui “la stabilità dell’occupazione nell’ultimo mese è frutto di un aumento tra gli uomini e gli over 35 e di un equivalente calo tra le donne e i 15-34enni. Risultano in aumento gli indipendenti, stabili i dipendenti a termine, in calo i permanenti”.

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Il commento Occupazione

I nuovi disoccupati da inserire nei programmi elettorali

“La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni. Cura la formazione e l’elevazione professionale dei lavoratori. Promuove e favorisce gli accordi e le organizzazioni internazionali intesi ad affermare e regolare i diritti del lavoro. Riconosce la libertà di emigrazione, salvo gli obblighi stabiliti dalla legge nell’interesse generale, e tutela il lavoro italiano all’estero”. Così recita l’articolo 35 della nostra Carta Costituzionale approvata nell’ormai lontano 1948. I padri costituenti nello scrivere questo piccolo mattoncino della legge che disciplina il nostro essere una comunità nazionale operavano una presa d’atto della realtà. Allora l’Italia era un Paese uscito duramente colpito da una guerra e da una dittatura durata un ventennio e, per molti, l’unica scelta possibile era quella di emigrare all’estero, ma non solo. Si fuggiva, insomma, in America, Brasile, Germania, Belgio ma anche nelle grandi città del triangolo industriale “in fieri” dalle campagne e dal nostro mezzogiorno.

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Occupazione OCSE

Ocse: occupazione area al 67,6%, Italia 57,8%, in coda soprattutto per giovani

Trainato dai servizi, il tasso di occupazione nell’Ocse nel secondo trimestre del 2017 e’ salito di 0,2 punti percentuali rispetto al primo trimestre al 67,6% e si situa ormai 3,2 punti percentuali sopra il livello minimo segnato nel 2009 e al di sopra di 1 punto anche rispetto al massimo ante-crisi del 2008. Nell’area che riunisce i 35 Paesi industrializzati sono occupate 559 milioni di persone, 26 milioni in più rispetto al secondo trimestre del 2008. L’Italia resta in coda rispetto ai maggiori Paesi, pur segnando un lieve miglioramento del dato complessivo sulla spinta della maggiore occupazione femminile, mentre è in flessione in particolare nel lavoro dei giovani. Rispetto al primo trimestre 2017, l’occupazione nell’area euro e’ salita di 0,3 punti al 66,2%, con gli aumenti maggiori in Grecia (+0,8 punti al 53,6%), Portogallo (+0,6 punti al 67,3%), Spagna (+0,6 punti al 61%) e Slovenia (+0,5 al 68,7%). In calo di 0,7 punti per contro l’Estonia al 73%. In Italia il tasso è aumentato di 0,1 punti al 57,8%, che resta comunque il terzultimo dell’intera Ocse dopo Grecia e Turchia.

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Lavoro Occupazione

CGIA a Padoan: nuovi posti ma un 1 miliardo di ore lavorate in meno

L’occupazione è in recupero rispetto al picco pre-crisi del 2008 ma le ore lavorate sono scese, da quella data ad oggi, di oltre 1 miliardo segno che si è invertita la crescita, scendono cioè i lavoratori a tempo pieno e, viceversa, sono aumentati quelli a tempo parziale, dai contratti a termine al part time involontario, dal lavoro intermittente a quello in somministrazione. È la Cgia a replicare al ministro dell’economia, Pier Carlo Padoan, che aveva ribadito come l’occupazione abbia registrato 1 milione di posti in più.

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Istat Occupazione

Istat: ad agosto +36mila occupati, +375mila su anno

Ad agosto 2017 la stima degli occupati continua a crescere (+0,2% rispetto a luglio, pari a +36 mila), confermando la persistenza della tendenza positiva già osservata negli ultimi mesi. Il tasso di occupazione sale al 58,2% (+0,1 punti percentuali). La crescita congiunturale dell’occupazione interessa tutte le classi di età ad eccezione dei 35-49enni ed è interamente dovuta alla componente femminile, mentre per gli uomini, dopo l’incremento dei due mesi precedenti, si registra un calo. Aumentano i dipendenti a termine, sostanzialmente stabili i permanenti, ancora in lieve calo gli indipendenti. Nel periodo giugno-agosto si registra una crescita degli occupati rispetto al trimestre precedente (+0,5%, +113 mila) che interessa entrambe le componenti di genere e tutte le classi di età ad eccezione dei 35-49enni. L’aumento interessa i lavoratori dipendenti, quasi esclusivamente a termine, mentre calano gli indipendenti.

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