Category : Mercato del lavoro

Mercato del lavoro

Il 67% degli Italiani guarda all’estero, tra i preferiti: Germania e USA

Sono molti gli italiani che ogni anno lasciano i confini della propria patria, ma ancora di più sono quelli che sognano di partire, anche per la prima volta. Quasi il 67% di chi vive in Italia vorrebbe, infatti, trasferirsi all’estero per migliorare la propria condizione lavorativa o la qualità della propria vita, possibilmente in Germania (35%) o Usa (33%). Tuttavia, pochi di loro hanno effettivamente già fatto un’esperienza di studio (22,3%) o di lavoro (25,5%) in una nazione diversa dalla nostra. Sono i principali risultati di un’indagine che Jobrapido, primo motore di ricerca di lavoro al mondo attivo in 58 Paesi con più di 20 milioni di job post pubblicati e 60 milioni di utenti registrati, ha effettuato analizzando le risposte ricevute a marzo da circa 2.500 utenti della propria community in Italia.

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Mercato del lavoro

Infojobs: offerte di lavoro aumentano del 33%, in testa ICT e telecomunicazioni

callcenterIl 2015 è stato un anno segnato da riforme e cambiamenti importanti per il mercato del lavoro nel nostro Paese. L’entrata in vigore del Jobs Act e il ritorno alla crescita dell’economia nazionale hanno dato sostanza ai segnali di ripresa mostrati nell’arco del 2014, generando un clima di fiducia in grado di far ripartire le assunzioni nelle aziende italiane. E’ quanto rileva l’Osservatorio InfoJobs sul mercato del lavoro 2015, che conferma il diffondersi di un clima di maggiore fiducia nell’effettiva ripresa, supportato da un aumento del 33% delle offerte di lavoro rispetto al 2014. Secondo la ricerca della piattaforma di reclutamento online numero uno in Italia, tra i settori più dinamici per numero di offerte di lavoro si confermano stabili ai primi due posti Ict e telecomunicazioni, rispettivamente con il 17,3% e il 13,4% del totale, seguiti al terzo da Pr ed eventi con l’11,8% che sorpassa commercio, distribuzione e Gdo al quarto posto con il 10,7%.

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Dati OCSE Mercato del lavoro

Ocse: disoccupazione stabile, maggiore insicurezza sui mercati del lavoro

Il tasso di disoccupazione nell’area dell’Ocse è rimasto stabile a dicembre 2015 al 6,6%: 1,5 punti percentuali al di sotto del picco di gennaio 2013. Lo rende noto l’organizzazione internazionale con sede a Parigi in un comunicato. Nell’area dell’euro, invece, il tasso di disoccupazione a dicembre è sceso dal 10,5% di novembre al 10,4% di dicembre. In Italia la disoccupazione è rimasta stabile all’11,4%.Nell’insieme dell’area Ocse il numero dei disoccupati si attesta a 40,4 milioni: 8,4 mln in meno rispetto a gennaio 2013 ma 7,9 mln in più rispetto ad aprile 2008, prima della crisi. I paesi dell’area dell’euro che hanno registrato il maggior calo del tasso di disoccupazione sono il Portogallo (-0,4 punti a 11,8%), la Repubblica Slovacca (-0,2 punti a 10,6%) e la Spagna (-0,2 punti al 20,8%). In Giappone la disoccupazione è stabile al 3,3% e negli Stati Uniti è rimasta invariata al 5%. In Canada è in crescita di 0,1 punto al 7,1%.

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Mercato del lavoro WEF

Wef, il report sul futuro dell’occupazione

WEFLa quarta rivoluzione industriale in interazione con altri fattori socio-economici e demografici sta creando un cambiamento radicale del modello di business in tutti i settori, con conseguenze importanti per il mercato del lavoro. Nuove categorie di lavori emergeranno, parzialmente o totalmente a scapito di altre. I bagagli di competenze necessarie in entrambe le professioni vecchie e nuove cambierà nella maggior parte delle industrie e a trasformarsi saranno anche le modalità e il luogo in cui le persone lavorano, influenzando lavoratrici e lavoratori in modo diverso e finendo per influire anche sulle dinamiche legate al genere. Il report del World Economic Forum, “The future of Jobs”, fornisce informazioni specifiche sullo stato di queste tendenze per tipologia di industria e area geografica, nonché sui tempi previsti per l’impatto di queste sulle mansioni di lavoro, i livelli occupazionali e le competenze.

Leggi il rapporto “The future of Jobs” per intero

Il rapporto “The Industry gender gap”

Tutti i documenti del WEF sul futuro dell’occupazione

 

 

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Mercato del lavoro OCSE

Ocse, il futuro del lavoro tra flessibilità e digitalizzazione

labourI ministri di più di 40 Paesi dell’OCSE si sono riuniti tra ieri e oggi presso la sede dell’Organizzazione a Parigi per un ricco scambio di idee ed esperienze su come costruire mercati del lavoro più flessibili e inclusivi alla luce delle lezioni apprese dalla recente crisi economica globale e in vista dei cambiamenti in atto nel mondo del lavoro a causa dei cambiamenti demografici, del crescente peso giocato dalla tecnologia e dalla globalizzazione. L’incontro è volto anche a identificare i temi prioritari per i futuri lavori dell’OCSE nel settore della politica dell’occupazione e del lavoro. A margine della riunione ministeriale, è stato organizzato un Forum politico sul futuro del lavoro per discutere di come la digitalizzazione stia plasmando il mondo del lavoro e le sue implicazioni, in particolare, sulle competenze e sulle politiche occupazionali. Il Forum ha riunito oltre 300 partecipanti tra cui figure accademiche di spicco, ministri del lavoro, imprenditori e leader rappresentanti del business e dei sindacati.

Qui trovate tutti i documenti a cui la riunione ministeriale e il Forum politico sul futuro del lavoro fanno riferimento.

 

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Il commento Legge di Stabilità 2016 Mercato del lavoro

Legge di stabilità 2016: il lavoro continuerà a crescere?

A cura dell’Avv. Gabriele Fava e dell’Avv. Sara Gastaldi

salarioA partire dal 1° gennaio 2016 è entrata in vigore la Legge 28 Dicembre 2015 n. 208, c.d. Legge di stabilità 2016. Ad una prima analisi del testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale, emerge e desta particolare attenzione la presenza di disposizioni atte ad incidere in maniera significativa sul settore del lavoro, idonee a far scaturire le prime riflessioni critiche sugli effetti sino ad ora prodotti dal Jobs Act nonché sulle prospettive future.  La legge in commento da un lato tende a perseguire la volontà dell’Esecutivo di intervenire in maniera coraggiosa ed innovativa su alcune tematiche afferenti il mercato del lavoro e dall’altro tende a razionalizzare gli istituti già oggetto di precedenti interventi normativi.

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ILO Mercato del lavoro Migranti

ILO: ammontano a 150 milioni i migranti nella forza lavoro globale

Sui circa 232 milioni di migranti internazionali, 150,3 milioni sono lavoratori. E’ uno dei dati registrati dai un nuovo studio dell’Ilo, l’Organizzazione Internazionale del Lavoro, dal titolo ‘Global Estimates on Migrant Workers . Il rapporto dimostra anche che i lavoratori migranti rappresentano il 72,7% dei 206,6 milioni di migranti in età lavorativa (a partire dai 15 anni di età) e registra come la maggioranza dei lavoratori migranti siano uomini, 83,7 milioni, mentre le donne lavoratrici migranti sono 66,6 milioni. Quasi la metà dei lavoratori migranti, il 48,5 per cento, prosegue il rapporto Ilo, si concentra in due grandi regioni: l’America del Nord, e l’Europa (Nord, Sud e Ovest). I paesi Arabi contano la maggior presenza di lavoratori migranti rispetto al totale dei lavoratori, con una quota pari al 35,6 per cento. Quanto ai settori economici, la stragrande maggioranza dei lavoratori migranti si trova in quello dei servizi, con 106,8 milioni di lavoratori (71,1% del totale dei lavoratori migranti); seguono l’industria, inclusa quella manifatturiera e delle costruzioni, con 26,7 milioni (17,8%), e l’agricoltura, con 16,7 milioni (11,1%). Sull’insieme dei lavoratori migranti, il 7,7% sono lavoratori domestici. Le donne rappresentano circa il 73,4% (circa 8,5 milioni) dei lavoratori domestici migranti. Le donne lavoratrici domestiche migranti sono le più numerose nella regione Asia del Sud-Est e Pacifico, con il 24 per cento del totale; seguono l’Europa (Nord, Sud e Ovest) con il 22,1 per cento, e gli Stati Arabi con il 19 per cento.

Leggi il rapporto ILO “Global Estimates on Migrant Workers”

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Competenze Mercato del lavoro

Il 40% delle aziende italiane prevede una carenza di competenze

tirocini-formativi-orientamentoIn uno scenario economico generalmente ottimistico, che vede per il 2015 un miglioramento delle previsioni economiche e una crescita delle assunzioni, il 40% delle aziende italiane prevede una carenza di competenze nella propria organizzazione. Per farvi fronte le organizzazioni investiranno soprattutto in nuovi programmi di formazione (64%), inserimento di nuovo personale (31%) o fornitori esterni (27%), mentre solo il 24% aumenterà le retribuzioni o benefits per trattenere i talenti. Sono alcuni dei risultati del “Salary, Benefits and Workplace Trends Report“, l’indagine condotta da Randstad, secondo operatore mondiale nei servizi per le Risorse Umane, intervistando 147 decision marker del mondo HR di importanti organizzazioni italiane, tra CEO, CFO, HRD di aziende dell’industria e servizi.

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Istat Mercato del lavoro

Istat: ripresa faticosa del mercato del lavoro, investire nella produttività

istatNei limiti propri della rilevazione mensile, l’Istat registra un mercato del lavoro che fatica a consolidare l’inversione di tendenza. Sul mese precedente diminuiscono gli occupati, diminuiscono i disoccupati, crescono gli inattivi. Mentre rimangono buoni tutti gli indicatori medi del trimestre luglio-settembre. È ragionevole supporre un assestamento dell’economia turistica dopo la straordinaria performance di luglio e agosto. Ora si tratta di incoraggiare quanto più la ripresa dell’industria affinché possa cogliere il possibile aumento dei consumi interni e competere in un commercio globale che si contrae. Ritorna quindi il tema della produttività quale presupposto per fare occupazione. E la produttività si fa con le nuove tecnologie e collegando ad essa i salari.

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Dati ISTAT Mercato del lavoro

Istat, disoccupazione giovanile scende al 40,5%

istat1Dopo la crescita registrata negli ultimi tre mesi (+0,7%, pari a +166 mila occupati tra giugno e agosto), a settembre 2015 la stima degli occupati diminuisce dello 0,2% (-36 mila). Il calo riguarda sia i dipendenti (-26 mila) sia gli indipendenti (-10 mila). Il tasso di occupazione diminuisce di 0,1 punti percentuali, arrivando al 56,5%. Su base annua l’occupazione cresce dello 0,9% (+192 mila persone occupate) e il tasso di occupazione di 0,6 punti. La stima dei disoccupati a settembre diminuisce dell’1,1% (-35 mila). Il tasso di disoccupazione, pari all’11,8%, cala di 0,1 punti percentuali, proseguendo il calo di luglio (-0,5 punti) e agosto (-0,1 punti). Nei dodici mesi la disoccupazione diminuisce dell’8,1% (-264 mila persone in cerca di lavoro) e il tasso di disoccupazione di 1,0 punti.

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