Category : Mercato del lavoro

Eurostat Mercato del lavoro

Lavoro: Eurostat 3,2 mln disponibili ma non cercano,a top Ue

In Italia nel 2016 ci sono state oltre 3,2 milioni di persone tra i 15 e i 74 anni che si sono dichiarate disponibili a lavorare ma non hanno fatto alcuna azione attiva di ricerca di un impiego, oltre un terzo degli 8,8 milioni complessivi in Europa. E’ quanto emerge dalle tabelle Eurostat sulle “Forze lavoro potenziali”, secondo le quali l’Italia registra un calo rispetto al 2015, ma resta saldamente in testa alla graduatoria degli sfiduciati. Se si guarda al totale delle forze complementari (compreso chi cerca lavoro ma non è subito disponibile), l’Italia registra nel complesso 3,34 milioni di persone alla finestra con un tasso del 13% (il 14% nel 2015) della forza lavoro (4,5% media Ue). In Europa nel 2016 – scrive Eurostat – c’erano 224 milioni di persone occupate e 21 milioni di disoccupati. Nell’anno, inoltre, c’erano anche almeno 11,1 milioni di persone tra i 15 e i 74 anni “economicamente inattive”, ma con una relazione con il mercato del lavoro per cui si potrebbero considerare forza lavoro potenziale. Si tratta del 4,5% della forza lavoro europea.

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Il commento Mercato del lavoro

Servizio civile: l’obbligo che non aiuta chi cerca un lavoro

Il Ministro Roberta Pinotti, foto: Lapresse

Nel febbraio scorso è stato approvato in via definitiva il decreto legislativo che disciplina il servizio civile universale in attuazione della legge di riforma del Terzo settore e dell’impresa sociale. L’obiettivo del Governo è quello di rafforzare il servizio civile quale strumento di difesa non armata della Patria, di educazione alla pace tra i popoli e di promozione dei valori fondativi della Repubblica. Il provvedimento, tra l’altro, prevede la partecipazione al sistema anche dei cittadini dell’Unione europea e degli stranieri regolarmente soggiornanti in Italia e tende a razionalizzare gli interventi di servizio civile universale attraverso una programmazione affidata allo Stato centrale, che deve soddisfare i peculiari fabbisogni del Paese in linea con gli obiettivi del Governo, prevedendo interventi a favore dei giovani con minori opportunità e meccanismi di premialità per gli enti che realizzeranno interventi con l’impiego di questi giovani.

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BCE Mercato del lavoro

Bce: in Italia e Francia mercato peggiora malgrado ripresa

“In Francia e in Italia gli indicatori piu’ ampi sull’eccesso di forza lavoro hanno continuato ad aumentare durante tutta la fase di ripresa mentre in Spagna e in altre economie dell’area dell’euro, hanno registrato un calo di recente ma rimangono nettamente al di sopra dei livelli pre-crisi”. Lo scrive la Bce in uno studio, contenuto nel Bollettino economico in diffusione domani e dedicato alla valutazione dell’effettivo eccesso di forza lavoro nei Paesi dell’Eurozona.

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Competenze Mercato del lavoro OCSE

Ocse: investire sulle competenze degli adulti per essere competitivi

Grazie alla crescita della tecnologia dell’informazione la produzione si è mondializzata e frammentata nelle cosiddette “catene globali di valore”: i lavoratori di diversi Paesi contribuiscono e svolgono ciascuno una fase (dalla progettazione alla commercializzazione e vendita) del medesimo prodotto. Gli impatti di queste catene di valore sono più complessi ed estesi e più interdipendenti rispetto alla prima fase della globalizzazione tanto da non poter essere più trascurabili. L’Ocse nel suo ultimo studio Skills Outlook 2017 rileva come gli investimenti nelle competenze dei propri cittadini possano garantire che la loro partecipazione nei mercati globali si tramuti in migliori risultati economici e sociali. Ciò serve non solo ad agevolare l’inserimento occupazionale delle singole persone e a proteggerle dai rischi di perdita e di scarsa qualità del posto di lavoro ma anche agli stessi Paesi per continuare ad essere competitivi a livello internazionale e progredire in un mondo sempre più interconnesso. Questi ultimi – si legge nel rapporto dell’Organizzazione parigina – possono meglio allineare la domanda e l’offerta di competenze assicurando un’istruzione e una formazione tecnico-professionale di alto livello che includa una forte componente di apprendimento basata sul lavoro e specifiche politiche volte ad incoraggiare una collaborazione più stretta tra mondo delle imprese, università e ricerca.

Leggi l’executive summary del rapporto

Leggi il rapporto Skills Outlook 2017

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Audizioni DEF Istat Mercato del lavoro

Def: Istat, mercato lavoro ancora sfavorevole per fascia età 25-34 anni

I dati Istat segnalano “una situazione del mercato del lavoro ancora sfavorevole per la fascia di età 25-34 anni”. Lo rileva il direttore del Dipartimento per la produzione statistica dell’Istat, Roberto Morducci, nella audizione sul Def davanti alle commissioni Bilancio di Senato e Camera. L’Istat ha confrontato per questa classe di età “i tassi di permanenza e transizioni osservati tra il quarto trimestre 2015 e il quarto trimestre 2016 con quelli degli analoghi periodi dei due anni precedenti”. Da questa analisi risulta che “il 21,2% dei 25-34enni disoccupati nel quarto trimestre del 2015 è occupato un anno dopo, il 43,8% risulta ancora disoccupato e il 35% inattivo. La quota di giovani che ha trovato lavoro nel periodo è più bassa sia rispetto a quella registrata nello stesso periodo dell’anno precedente (27,9%) sia di due anni prima (24,4%)”.

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Immigrazione Mercato del lavoro

Immigrazione: richiedenti asilo concorrano gestioni locali che li ospitano

Quale relatore sul decreto immigrazione in Commissione lavoro, ho proposto che i richiedenti asilo debbano comunque concorrere alla manutenzione e gestione, a partire dalla pulizie, dei locali che li ospitano sotto la direzione degli enti responsabili. In questo modo l’immigrato si legittima maggiormente rispetto alla comunità che lo accoglie e i costi della ospitalità si possano ridimensionare. In base alla convenzione contro il lavoro forzato dell’Organizzazione internazionale del lavoro nessuno può essere costretto a lavorare e quindi ciò vale anche per i lavori di utilità collettiva che il decreto già dispone. Ma, credo, che nulla impedisca di tenere in considerazione la maggiore o minore disponibilità a comportamenti responsabili ed operosi nel rilascio almeno dei permessi umanitari se non nel riconoscimento del diritto alla protezione internazionale.

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Eurofound Mercato del lavoro

Eurofound: gli effetti di una riduzione dei costi non salariali sull’occupazione

La riduzione delle imposte sul lavoro o l’offerta di incentivi per assumere nuovi lavoratori potrebbero motivare i datori di lavoro sia a trattenere sia personale che altrimenti sarebbe lasciato andare sia a creare nuovi posti di lavoro. Dall’inizio della crisi finanziaria nel 2008, entrambi i tipi di misure sono stati introdotti in molti Stati membri dell’Unione Europea. L’ultimo rapporto dell’Agenzia Eurofound esamina l’efficacia delle misure volte a ridurre il cuneo fiscale nel tentativo di stimolare risultati positivi sul mercato del lavoro. Esso fornisce una panoramica delle riforme adottate dal 2008 in tutti gli Stati membri dell’UE per stimolare la domanda di lavoro, concentrandosi sulle politiche intraprese per ridurre i costi del lavoro per i datori di lavoro, in particolare quelli non salariali. Sono analizzate l’efficacia delle modifiche in materia di contributi previdenziali, le imposte sui salari a carico del datore di lavoro e i diversi sistemi di incentivi capaci di ingenerare poi interventi sul piano politico. I risultati, infine, suggeriscono che misure mirate a specifici gruppi di lavoratori hanno maggiori probabilità di avere successo anche sul piano occupazionale.

Leggi qui il rapporto Eurofound

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Mercato del lavoro Unione Europea

Eurofound: le condizioni del lavoro in Europa

eurofoundLa sesta indagine europea sulle condizioni di lavoro promossa dall’agenzia UE Eurofound si basa sulle lezioni apprese dai precedenti cinque sondaggi per dipingere un quadro ampio del lavoro per Paesi, professioni, settori e fasce di età. Le priorità della politica occupazionale dell’Unione europea mirano a incrementare il numero dei posti di lavoro, prolungare la vita lavorativa, aumentare la partecipazione delle donne, sviluppare la produttività e l’innovazione e adattare il mondo del lavoro alla sfida digitale. Il successo di queste politiche dipende non solo dai cambiamenti nel mercato del lavoro esterno, ma anche dallo sviluppo di buone condizioni di lavoro e dalla qualità del lavoro. L’analisi esplora i risultati utilizzando sette indici di qualità del lavoro – ambiente fisico, intensità del lavoro, qualità del tempo di lavoro, ambiente sociale, competenze e discrezione, prospettive ed utili – e categorizza i lavoratori in cinque profili tipici di qualità del lavoro. Sulla base di interviste faccia a faccia con 43.850 lavoratori in 35 paesi europei, i risultati dello studio di Eurofound pongono l’attenzione sulla gamma e la portata delle azioni che gli attori politici potrebbero sviluppare per affrontare le sfide che attendono l’Europa di oggi.

Una sintesi dei risultati è disponibile qui

 

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Formazione Mercato del lavoro Ricerca

New skills at work: laureati italiani sono utilizzati al di sotto delle loro potenzialità

Il mercato del lavoro italiano registra fortissime disuguaglianze in termini di età, genere, area geografica e titolo di studio. Nel 2015 il profilo più avvantaggiato (maschio, 40-44 anni, residente al Nord, laureato) aveva il 50,3% di possibilità di lavorare in più rispetto al profilo più svantaggiato (donna, 20-24 anni, residente al Sud, con licenza media o titolo inferiore). In Italia risulta particolarmente critica la transizione tra scuola e mondo del lavoro per due ragioni: la mancata corrispondenza tra le competenze richieste dal mercato del lavoro e quelle apprese tra i banchi e il fatto che le qualifiche rilasciate dal sistema scolastico non risultano informative delle effettive competenze delle persone. La caratteristica di gran lunga più penalizzante (quella che spiega il 56% della differenza) è però l’età, secondo i risultati, presentati ieri mattina a un convegno, del primo anno di Employment, Skills and Productivity in Italy, un progetto triennale realizzato da Università Bocconi nell’ambito del più ampio progetto New Skills at Work di JP Morgan Chase Foundation.

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Mercato del lavoro Occupazione WEF

Wef, lavoro: peggiora divario uomo – donna. Italia al 50esimo posto

WEFIn Italia il divario di genere fra uomini e donne in opportunità, status e attitudini “sta diventando sempre più grande”: parola del World economic forum che nel suo report sul tema ha classificato il Belpaese al 50esimo posto in classifica (in calo di 9 posizioni rispetto al 41esimo del 2015) su 144 paesi analizzati. Secondo l’istituzione internazionale le cose stanno comunque migliorando in diversi ambiti, tra i quali “l’educazione, la salute e la rappresentanza politica”. La sfida maggiore per l’Italia secondo il Wef resta però un’altra e riguarda “le opportunità economiche e la partecipazione”, in cui il divario uomini-donne è passato dal 60% del 2015 al 57% del 2016. Sul divario del salario uomo-donna per lavori simili, l’Italia peggiora la sua situazione classificandosi solo al 127esimo posto (l’anno scorso era al 109esimo). Rispetto allo scorso anno, calano anche i ruoli manageriali e tecnici ricoperti dalle donne italiane, ambito in cui il paese perde due posizioni, passando dall’85¸ all’87¸ posto della classifica Wef.

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Dati ISTAT Mercato del lavoro

Istat, occupazione a 57,3% e disoccupazione a 11,4% ad agosto

Secondo l’ultima rilevazione ISTAT, ad agosto la stima degli occupati registra un lieve incremento rispetto a luglio (+0,1%, pari a +13 mila unità), dopo il calo registrato il mese precedente (-0,3%). Dinamiche positive si rilevano per la componente femminile, le persone di 50 anni o più, i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato. Il tasso di occupazione è stabile al 57,3%. I movimenti mensili dell’occupazione determinano complessivamente nel periodo giugno-agosto 2016 un aumento degli occupati (+0,3%, pari a +76 mila unità) rispetto al trimestre precedente, con segnali di crescita per i lavoratori dipendenti, sia permanenti sia a termine e che coinvolgono entrambi i generi.

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