Category : Mercato del lavoro

Bollettino ADAPT Mercato del lavoro

Il mio canto libero/ Recessione e mercato del lavoro

pubblicato su Bollettino ADAPT

Nei giorni scorsi l’Istat ha comunicato la formale recessione dell’economia italiana e confermato la condizione stagnante del nostro mercato del lavoro. Secondo alcuni il secondo è semplicemente lo specchio della prima. Eppure l’occupazione in Italia è sempre risultata agli ultimi posti nell’eurozona anche negli anni di maggiore sviluppo a dimostrazione di un andamento almeno in parte indipendente. Certamente la crescita debole o addirittura negativa si traduce in un minore numero di ore lavorate e nella sotto-occupazione di molti al punto che ora conosciamo il fenomeno dei poor workers,  in precedenza qui sconosciuto. Potremmo quindi ritenere che la contrazione del Pil sempre più velocemente peggiora quantità e qualità dei lavori ma che la sua ripresa può essere addirittura condizionata dalla qualità delle istituzioni del lavoro e comunque riflettersi in modo lento e contenuto sull’occupazione. Vale la pena quindi concentrare l’impegno pubblico sulla ripresa della domanda interna per alimentare una economia meno sostenuta dal commercio internazionale. Ma è necessario anche riflettere, ancora una volta, sui modi con cui le politiche del lavoro possono esse stesse concorrere a promuovere lo sviluppo, determinare un migliore rapporto tra questo e la produzione di posti di lavoro, garantire il migliore grado di inclusione sociale. E le dobbiamo ovviamente disegnare in piena sincronia con il tempo in cui si attuano. Oggi esse devono essere funzionali ad una fase in cui il ciclo dei prodotti si accorcia, la domanda e l’offerta di servizi cambiano rapidamente, le professionalità devono adattarsi alle trasformazioni continue, le persone scontano lunghi periodi pregressi di mansioni ripetitive o percorsi educativi deboli. Interroghiamoci allora su tutti gli obiettivi conseguenti. Come alimentare la propensione ad intraprendere o ad ampliare l’impresa incoraggiando quella ad assumere e a investire nelle persone in un tempo incerto? Come garantire la disponibilità delle competenze necessarie alle nuove opportunità di crescita? Come rendere accessibili a tutti i percorsi di vero apprendimento? Come sostenere il reddito nelle transizioni permanenti senza incentivare la passività? Come remunerare equamente il lavoro in modo che crescano simultaneamente i salari e la produttività? La flessibilità e la sicurezza rimangono i parametri obbligati di queste politiche ma si declinano in termini nuovi rispetto al tempo in cui furono introdotti per la prima volta nel linguaggio europeo. Le istituzioni rinuncino a nuove regole generalizzate sui rapporti di lavoro (il codice?!), si concentrino sulla tutela del reddito e soprattutto sulla organizzazione degli ecosistemi formativi territoriali che ne dovrebbero ridurre il bisogno. Lasciamo invece alle imprese e alle rappresentanze dei loro lavoratori, in prossimità, la piena capacità di adattarsi reciprocamente attraverso regole, tutele, obiettivi misurabili, premi retributivi detassati. Nessuno più di loro può individuare, in ogni circostanza, l’equilibrio migliore per crescere insieme.

Maurizio Sacconi

Continua a leggere
Bollettino ADAPT Mercato del lavoro

Il mio canto libero/ Hiring and firing

Risultati immagini per firedContinua a pesare sul mercato del lavoro italiano la maledizione dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori anche se, fortunatamente, non appare più in grado di suscitare le emozioni e di generare i conflitti del passato, anche recente. È di questi giorni la pubblicazione delle motivazioni relative alla sentenza 194/2018 della Corte Costituzionale che modifica l’art. 3, comma 1, del dlgs 23 del 2015 nella parte in cui predetermina la misura del risarcimento al lavoratore nel caso di licenziamento cui non venga riconosciuta, in sede di giudizio, una adeguata giustificazione. In particolare, la Consulta ritiene che la norma non corrisponda ai principi di eguaglianza e ragionevolezza in quanto proporziona rigidamente alla sola anzianità di servizio la definizione di quanto spetta al lavoratore senza tenere conto di altre circostanze come la dimensione occupazionale e produttiva dell’impresa o il comportamento delle parti. La decisione appare motivata dalla volontà di garantire non solo una maggiore tutela a chi deve cercare una nuova occupazione ma soprattutto una più pesante deterrenza nei confronti dell’impresa affinché ponderi adeguatamente le motivazioni del licenziamento. 

Continua a leggere
Mercato del lavoro Selezione Stampa

Com’è cambiato il lavoro in Italia e come cambierà ancora nei prossimi 10 anni

di Francesco Seghezzi, pubblicato su Il Sole 24 Ore

Che il lavoro stia profondamente cambiando è sotto gli occhi di tutti. da anni ormai è impossibile affrontare il tema del lavoro senza declinarlo dal punto di vista della sua trasformazione che comprende diversi elementi: la tecnologia, i nuovi mercati, la demografia, il diritto del lavoro e soprattutto la crisi economica. E non si tratta solo di un dibattito dai contorni spesso politici. 

Continua a leggere l’articolo de Il Sole 24 Ore

Continua a leggere
Mercato del lavoro

ISPER: 27esimo scenario risorse umane 2018 – 2019

E’ stato pubblicato il 27esimo scenario risorse umane 2018 – 2019 di ISPER (Istituto per la Direzione del Personale). Questa edizione racconta di un’economia mondiale in crescita ed europea in ripresa, pur con problemi per entrambe. Si delinea per l’Italia uno scenario in cui “il mercato del lavoro progredirà in quantità e più ancora in qualità, le cui aziende penseranno agli investimenti, oltre che ai costi, anche se poco alle Risorse Umane, che continueranno a gestire secondo efficienza e razionalizzazione, assistite da una Funzione Personale all’altezza, innovativa e strategica”.

Leggi qui il documento

Continua a leggere
Donne ILO Mercato del lavoro

Le donne partecipano di meno rispetto agli uomini al mercato del lavoro

Risultati immagini per donna lavoro

Un nuovo rapporto dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) pubblicato in occasione della Giornata internazionale della donna, evidenzia una minore probabilità delle donne di partecipare al mercato del lavoro e una più alta tendenza alla disoccupazione. Secondo il rapporto World Employment and Social Outlook Trends for Women Snapshot 2018 («Prospettive occupazionali e sociali nel mondo. Tendenze del lavoro femminile, sintesi 2018»), il tasso globale di attività delle donne — 48,5 per cento nel 2018 — rimane inferiore di 26,5 punti percentuali a quello degli uomini. Il tasso globale di disoccupazione femminile nel 2018 — 6 per cento — è superiore di circa 0,8 punti percentuali a quello degli uomini. Ciò significa che per ogni dieci lavoratori, ci sono solo sei lavoratrici.

La Sintesi del rapporto 2018

Continua a leggere
Mercato del lavoro Selezione Web

Mercato del lavoro, non dimenticare la complessità

di Francesco Seghezzi pubblicato su Bollettino Adapt

Recentemente un’immagine sta facendo il giro del web. Si tratta di un grafico diffuso da Matteo Renzi nella sua ultima Enews che rappresenta lungo una linea il tasso di occupazione in Italia a partire dal 2008 suddividendo la linea temporale nei governi di Berlusconi (2008-2011), Monti (2011-2013) e Partito Democratico (2013-2017). Lo scopo del grafico è quello di mostrare come i governi del Partito Democratico (tra i quali viene considerato anche il governo Letta, sebbene sostenuto inizialmente da Forza Italia) abbiano contribuito a riportare il tasso di occupazione al livello pre-crisi mentre, sembrerebbe, Berlusconi e Monti avrebbero contribuito al suo calo. Infatti per Renzi i governi di destra “hanno distrutto l’occupazione”, mentre i governi del PD grazie al Jobs Act e all’abbassamento delle tasse hanno “rilanciato il Paese”. E questo sarebbe innegabile perché “basato su dati ufficiali, quelli dell’Istat”.

Continua a leggere
Eurofound Mercato del lavoro

Eurofound, Italia: 7 lavoratori part time su 10 lo sono involontariamente

Il 9,6% dei lavoratori della Ue vive a rischio povertà: la percentuale ovviamente aumenta per i lavoratori part time, i lavoratori autonomi senza propri dipendenti e i lavoratori temporanei. Eurofound è l’agenzia tripartita dell’UE che fornisce le conoscenze per contribuire allo sviluppo di migliori politiche sociali, occupazionali e relative al lavoro. Purtroppo la percentuale di lavoratori a rischio povertà nella Ue è aumentata di circa un punto dal 2007 al 2014. Il Paese che, nel 2014, ha registrato la maggiore percentuale di lavoratori a rischio povertà è la Romania (19%). Seguono Grecia, Spagna, Estonia, Italia. Il nostro Paese nel 2014 ha circa l’11% dei lavoratori a rischio povertà contro il 10% circa del 2007. I Paesi Ue più virtuosi sono Danimarca, Belgio, Finlandia e Repubblica Ceca. Lo studio di Eurofound evidenzia che sono anche aumentati i lavoratori part time involontari. Nel 2014 nella Ue ogni 3 lavoratori part time uno lo era involontariamente. In Italia ogni 10 lavoratori part time sette lo sono involontariamente.

Working time patterns for sustainable work

Non-standard forms of employment: Recent trends and future prospects

In-work poverty in the EU

Continua a leggere
Il commento Mercato del lavoro

L’unione che manca all’Europa del lavoro

Fonte: Lapresse

Nella sua lettera d’intenti al Parlamento, e al Consiglio, europeo, il Presidente Juncker aveva già annunciato la proposta di costituire alla fine del 2018, a livello comunitario, un’Agenzia per rafforzare la cooperazione tra le autorità nazionali competenti in materia di mercato del lavoro a tutti i livelli, anche al fine di gestire al meglio le situazioni transfrontaliere nonché tutte le ulteriori iniziative a sostegno della mobilità e la definizione di un numero di sicurezza sociale europeo. Tale scelta è stata confermata due giorni fa, durante il discorso sullo Stato dell’Unione, per il 2019.

Continua a leggere
Eurostat Mercato del lavoro

Lavoro: Eurostat 3,2 mln disponibili ma non cercano,a top Ue

In Italia nel 2016 ci sono state oltre 3,2 milioni di persone tra i 15 e i 74 anni che si sono dichiarate disponibili a lavorare ma non hanno fatto alcuna azione attiva di ricerca di un impiego, oltre un terzo degli 8,8 milioni complessivi in Europa. E’ quanto emerge dalle tabelle Eurostat sulle “Forze lavoro potenziali”, secondo le quali l’Italia registra un calo rispetto al 2015, ma resta saldamente in testa alla graduatoria degli sfiduciati. Se si guarda al totale delle forze complementari (compreso chi cerca lavoro ma non è subito disponibile), l’Italia registra nel complesso 3,34 milioni di persone alla finestra con un tasso del 13% (il 14% nel 2015) della forza lavoro (4,5% media Ue). In Europa nel 2016 – scrive Eurostat – c’erano 224 milioni di persone occupate e 21 milioni di disoccupati. Nell’anno, inoltre, c’erano anche almeno 11,1 milioni di persone tra i 15 e i 74 anni “economicamente inattive”, ma con una relazione con il mercato del lavoro per cui si potrebbero considerare forza lavoro potenziale. Si tratta del 4,5% della forza lavoro europea.

Continua a leggere
Il commento Mercato del lavoro

Servizio civile: l’obbligo che non aiuta chi cerca un lavoro

Il Ministro Roberta Pinotti, foto: Lapresse

Nel febbraio scorso è stato approvato in via definitiva il decreto legislativo che disciplina il servizio civile universale in attuazione della legge di riforma del Terzo settore e dell’impresa sociale. L’obiettivo del Governo è quello di rafforzare il servizio civile quale strumento di difesa non armata della Patria, di educazione alla pace tra i popoli e di promozione dei valori fondativi della Repubblica. Il provvedimento, tra l’altro, prevede la partecipazione al sistema anche dei cittadini dell’Unione europea e degli stranieri regolarmente soggiornanti in Italia e tende a razionalizzare gli interventi di servizio civile universale attraverso una programmazione affidata allo Stato centrale, che deve soddisfare i peculiari fabbisogni del Paese in linea con gli obiettivi del Governo, prevedendo interventi a favore dei giovani con minori opportunità e meccanismi di premialità per gli enti che realizzeranno interventi con l’impiego di questi giovani.

Continua a leggere
1 2 3 48