Category : Mercato del lavoro

Audizioni DEF Istat Mercato del lavoro

Def: Istat, mercato lavoro ancora sfavorevole per fascia età 25-34 anni

I dati Istat segnalano “una situazione del mercato del lavoro ancora sfavorevole per la fascia di età 25-34 anni”. Lo rileva il direttore del Dipartimento per la produzione statistica dell’Istat, Roberto Morducci, nella audizione sul Def davanti alle commissioni Bilancio di Senato e Camera. L’Istat ha confrontato per questa classe di età “i tassi di permanenza e transizioni osservati tra il quarto trimestre 2015 e il quarto trimestre 2016 con quelli degli analoghi periodi dei due anni precedenti”. Da questa analisi risulta che “il 21,2% dei 25-34enni disoccupati nel quarto trimestre del 2015 è occupato un anno dopo, il 43,8% risulta ancora disoccupato e il 35% inattivo. La quota di giovani che ha trovato lavoro nel periodo è più bassa sia rispetto a quella registrata nello stesso periodo dell’anno precedente (27,9%) sia di due anni prima (24,4%)”.

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Immigrazione Mercato del lavoro

Immigrazione: richiedenti asilo concorrano gestioni locali che li ospitano

Quale relatore sul decreto immigrazione in Commissione lavoro, ho proposto che i richiedenti asilo debbano comunque concorrere alla manutenzione e gestione, a partire dalla pulizie, dei locali che li ospitano sotto la direzione degli enti responsabili. In questo modo l’immigrato si legittima maggiormente rispetto alla comunità che lo accoglie e i costi della ospitalità si possano ridimensionare. In base alla convenzione contro il lavoro forzato dell’Organizzazione internazionale del lavoro nessuno può essere costretto a lavorare e quindi ciò vale anche per i lavori di utilità collettiva che il decreto già dispone. Ma, credo, che nulla impedisca di tenere in considerazione la maggiore o minore disponibilità a comportamenti responsabili ed operosi nel rilascio almeno dei permessi umanitari se non nel riconoscimento del diritto alla protezione internazionale.

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Eurofound Mercato del lavoro

Eurofound: gli effetti di una riduzione dei costi non salariali sull’occupazione

La riduzione delle imposte sul lavoro o l’offerta di incentivi per assumere nuovi lavoratori potrebbero motivare i datori di lavoro sia a trattenere sia personale che altrimenti sarebbe lasciato andare sia a creare nuovi posti di lavoro. Dall’inizio della crisi finanziaria nel 2008, entrambi i tipi di misure sono stati introdotti in molti Stati membri dell’Unione Europea. L’ultimo rapporto dell’Agenzia Eurofound esamina l’efficacia delle misure volte a ridurre il cuneo fiscale nel tentativo di stimolare risultati positivi sul mercato del lavoro. Esso fornisce una panoramica delle riforme adottate dal 2008 in tutti gli Stati membri dell’UE per stimolare la domanda di lavoro, concentrandosi sulle politiche intraprese per ridurre i costi del lavoro per i datori di lavoro, in particolare quelli non salariali. Sono analizzate l’efficacia delle modifiche in materia di contributi previdenziali, le imposte sui salari a carico del datore di lavoro e i diversi sistemi di incentivi capaci di ingenerare poi interventi sul piano politico. I risultati, infine, suggeriscono che misure mirate a specifici gruppi di lavoratori hanno maggiori probabilità di avere successo anche sul piano occupazionale.

Leggi qui il rapporto Eurofound

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Mercato del lavoro Unione Europea

Eurofound: le condizioni del lavoro in Europa

eurofoundLa sesta indagine europea sulle condizioni di lavoro promossa dall’agenzia UE Eurofound si basa sulle lezioni apprese dai precedenti cinque sondaggi per dipingere un quadro ampio del lavoro per Paesi, professioni, settori e fasce di età. Le priorità della politica occupazionale dell’Unione europea mirano a incrementare il numero dei posti di lavoro, prolungare la vita lavorativa, aumentare la partecipazione delle donne, sviluppare la produttività e l’innovazione e adattare il mondo del lavoro alla sfida digitale. Il successo di queste politiche dipende non solo dai cambiamenti nel mercato del lavoro esterno, ma anche dallo sviluppo di buone condizioni di lavoro e dalla qualità del lavoro. L’analisi esplora i risultati utilizzando sette indici di qualità del lavoro – ambiente fisico, intensità del lavoro, qualità del tempo di lavoro, ambiente sociale, competenze e discrezione, prospettive ed utili – e categorizza i lavoratori in cinque profili tipici di qualità del lavoro. Sulla base di interviste faccia a faccia con 43.850 lavoratori in 35 paesi europei, i risultati dello studio di Eurofound pongono l’attenzione sulla gamma e la portata delle azioni che gli attori politici potrebbero sviluppare per affrontare le sfide che attendono l’Europa di oggi.

Una sintesi dei risultati è disponibile qui

 

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Formazione Mercato del lavoro Ricerca

New skills at work: laureati italiani sono utilizzati al di sotto delle loro potenzialità

Il mercato del lavoro italiano registra fortissime disuguaglianze in termini di età, genere, area geografica e titolo di studio. Nel 2015 il profilo più avvantaggiato (maschio, 40-44 anni, residente al Nord, laureato) aveva il 50,3% di possibilità di lavorare in più rispetto al profilo più svantaggiato (donna, 20-24 anni, residente al Sud, con licenza media o titolo inferiore). In Italia risulta particolarmente critica la transizione tra scuola e mondo del lavoro per due ragioni: la mancata corrispondenza tra le competenze richieste dal mercato del lavoro e quelle apprese tra i banchi e il fatto che le qualifiche rilasciate dal sistema scolastico non risultano informative delle effettive competenze delle persone. La caratteristica di gran lunga più penalizzante (quella che spiega il 56% della differenza) è però l’età, secondo i risultati, presentati ieri mattina a un convegno, del primo anno di Employment, Skills and Productivity in Italy, un progetto triennale realizzato da Università Bocconi nell’ambito del più ampio progetto New Skills at Work di JP Morgan Chase Foundation.

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Mercato del lavoro Occupazione WEF

Wef, lavoro: peggiora divario uomo – donna. Italia al 50esimo posto

WEFIn Italia il divario di genere fra uomini e donne in opportunità, status e attitudini “sta diventando sempre più grande”: parola del World economic forum che nel suo report sul tema ha classificato il Belpaese al 50esimo posto in classifica (in calo di 9 posizioni rispetto al 41esimo del 2015) su 144 paesi analizzati. Secondo l’istituzione internazionale le cose stanno comunque migliorando in diversi ambiti, tra i quali “l’educazione, la salute e la rappresentanza politica”. La sfida maggiore per l’Italia secondo il Wef resta però un’altra e riguarda “le opportunità economiche e la partecipazione”, in cui il divario uomini-donne è passato dal 60% del 2015 al 57% del 2016. Sul divario del salario uomo-donna per lavori simili, l’Italia peggiora la sua situazione classificandosi solo al 127esimo posto (l’anno scorso era al 109esimo). Rispetto allo scorso anno, calano anche i ruoli manageriali e tecnici ricoperti dalle donne italiane, ambito in cui il paese perde due posizioni, passando dall’85¸ all’87¸ posto della classifica Wef.

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Dati ISTAT Mercato del lavoro

Istat, occupazione a 57,3% e disoccupazione a 11,4% ad agosto

Secondo l’ultima rilevazione ISTAT, ad agosto la stima degli occupati registra un lieve incremento rispetto a luglio (+0,1%, pari a +13 mila unità), dopo il calo registrato il mese precedente (-0,3%). Dinamiche positive si rilevano per la componente femminile, le persone di 50 anni o più, i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato. Il tasso di occupazione è stabile al 57,3%. I movimenti mensili dell’occupazione determinano complessivamente nel periodo giugno-agosto 2016 un aumento degli occupati (+0,3%, pari a +76 mila unità) rispetto al trimestre precedente, con segnali di crescita per i lavoratori dipendenti, sia permanenti sia a termine e che coinvolgono entrambi i generi.

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Istat Mercato del lavoro Università

Istat, oltre 80% laureati 2011 è occupato

istatLa stima Istat dei diplomati che hanno conseguito il titolo nel 2011 e che nel 2015 lavorano è pari al 43,5% (45,7% nel 2011 per i diplomati del 2007), mentre il 21,8% è in cerca di occupazione (16,2% nel 2011). Il peggioramento degli esiti occupazionali riguarda soprattutto gli uomini, che nel 2015 sono occupati nel 46,8% dei casi (51,2% nel 2011); rimane stabile al 40,4% la quota di diplomate lavoratrici. La stima dei laureati di I livello che hanno conseguito il titolo nel 2011 e che nel 2015 lavorano è pari al 72,8%; all’80,3% per i laureati di II livello a ciclo unico e all’84,5% per i laureati specialistici biennali di II livello, valori stabili rispetto all’indagine del 2007. Si riduce il gap di genere nelle quote di occupati: il divario è maggiore nel caso dei laureati di II livello, più contenuto per quelli di I livello.

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Mercato del lavoro

Il 67% degli Italiani guarda all’estero, tra i preferiti: Germania e USA

Sono molti gli italiani che ogni anno lasciano i confini della propria patria, ma ancora di più sono quelli che sognano di partire, anche per la prima volta. Quasi il 67% di chi vive in Italia vorrebbe, infatti, trasferirsi all’estero per migliorare la propria condizione lavorativa o la qualità della propria vita, possibilmente in Germania (35%) o Usa (33%). Tuttavia, pochi di loro hanno effettivamente già fatto un’esperienza di studio (22,3%) o di lavoro (25,5%) in una nazione diversa dalla nostra. Sono i principali risultati di un’indagine che Jobrapido, primo motore di ricerca di lavoro al mondo attivo in 58 Paesi con più di 20 milioni di job post pubblicati e 60 milioni di utenti registrati, ha effettuato analizzando le risposte ricevute a marzo da circa 2.500 utenti della propria community in Italia.

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Mercato del lavoro

Infojobs: offerte di lavoro aumentano del 33%, in testa ICT e telecomunicazioni

callcenterIl 2015 è stato un anno segnato da riforme e cambiamenti importanti per il mercato del lavoro nel nostro Paese. L’entrata in vigore del Jobs Act e il ritorno alla crescita dell’economia nazionale hanno dato sostanza ai segnali di ripresa mostrati nell’arco del 2014, generando un clima di fiducia in grado di far ripartire le assunzioni nelle aziende italiane. E’ quanto rileva l’Osservatorio InfoJobs sul mercato del lavoro 2015, che conferma il diffondersi di un clima di maggiore fiducia nell’effettiva ripresa, supportato da un aumento del 33% delle offerte di lavoro rispetto al 2014. Secondo la ricerca della piattaforma di reclutamento online numero uno in Italia, tra i settori più dinamici per numero di offerte di lavoro si confermano stabili ai primi due posti Ict e telecomunicazioni, rispettivamente con il 17,3% e il 13,4% del totale, seguiti al terzo da Pr ed eventi con l’11,8% che sorpassa commercio, distribuzione e Gdo al quarto posto con il 10,7%.

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Dati OCSE Mercato del lavoro

Ocse: disoccupazione stabile, maggiore insicurezza sui mercati del lavoro

Il tasso di disoccupazione nell’area dell’Ocse è rimasto stabile a dicembre 2015 al 6,6%: 1,5 punti percentuali al di sotto del picco di gennaio 2013. Lo rende noto l’organizzazione internazionale con sede a Parigi in un comunicato. Nell’area dell’euro, invece, il tasso di disoccupazione a dicembre è sceso dal 10,5% di novembre al 10,4% di dicembre. In Italia la disoccupazione è rimasta stabile all’11,4%.Nell’insieme dell’area Ocse il numero dei disoccupati si attesta a 40,4 milioni: 8,4 mln in meno rispetto a gennaio 2013 ma 7,9 mln in più rispetto ad aprile 2008, prima della crisi. I paesi dell’area dell’euro che hanno registrato il maggior calo del tasso di disoccupazione sono il Portogallo (-0,4 punti a 11,8%), la Repubblica Slovacca (-0,2 punti a 10,6%) e la Spagna (-0,2 punti al 20,8%). In Giappone la disoccupazione è stabile al 3,3% e negli Stati Uniti è rimasta invariata al 5%. In Canada è in crescita di 0,1 punto al 7,1%.

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