Category : Mansioni

Il commento Mansioni

Mansioni, efficacia temporale del nuovo art. 2013

A cura dell’Avv. Gabriele Fava e dell’Avv. Roberto Parruccini

formazione_lavoro_artigianoR400_thumb400x275Il decreto legislativo n. 81 del 15 giugno 2015, entrato in vigore il 25 giugno 2015, ha modificato l’articolo 2103 del codice civile che disciplina del c.d. ius variandi, vale a dire quella relativa al potere/diritto del datore di lavoro di modificare anche unilateralmente, senza il necessario consenso del lavoratore, la mansione. La nuova norma prevede che il lavoratore deve essere adibito a mansioni per le quali è stato assunto ovvero a quelle corrispondenti all’inquadramento superiore che abbia successivamente acquisito ovvero a quelle mansioni riconducibili allo stesso livello e categoria di inquadramento delle ultime effettivamente svolte.

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Jobs act, Sacconi: cambiato Statuto dei lav., corretta Legge Fornero, ora Testo Unico.

FIAT: SACCONI, OK SINDACATI INCORAGGIA, FIOM ISOLATA

“I provvedimenti del Consiglio dei Ministri in materia di lavoro recepiscono ampiamente le proposte di Area Popolare con particolare riferimento 1) alla applicazione del superamento dell’art.18 anche ai licenziamenti collettivi e alle ipotesi di trasformazione dei contratti a termine e di apprendistato; 2) alla definizione certa del confine tra lavoro subordinato e lavoro autonomo così da liberare la partita IVA dai pregiudizi della legge Fornero abrogandone la parte relativa; 3) alla espansione del lavoro accessorio a voucher fino a 7000 euro; 4) al mantenimento del contratto a termine di 36 mesi e del lavoro intermittente; 5) alla ulteriore semplificazione dell’apprendistato istruzione-lavoro; 6) alla flessibilità delle mansioni anche attraverso accordi individuali; 7) alla liceità delle tecnologie di controllo a distanza; 8) alla prima applicazione al lavoro pubblico delle regole del lavoro privato relative alle Co.co.co. dal 2017.

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#JobsAct o #JobsBack? Perché è sbagliato cancellare la legge Biagi

#JobsAct o #JobsBack?
Perché è sbagliato cancellare la legge Biagi
18 febbraio 2015, Roma

Le diverse indiscrezioni che giungono sui nuovi decreti attuativi del Jobs Act destano notevoli preoccupazioni. Sembra infatti che il Governo voglia proseguire sulla linea della Riforma Fornero nel limitare fortemente la flessibilità in entrata nel mercato del lavoro. Sì parla di cancellare l’associazione in partecipazione, il lavoro a chiamata e di stringere molto sulle collaborazioni continuative e a progetto oltre che ampliare le ipotesi di presunzione di subordinazione per le partite IVA.
Una direzione questa che sembra ignorare la trasformazione che il lavoro sta subendo, anche nel nostro Paese. Una direzione che guarda al passato e il cui effetto principale sarà la cancellazione della legge Biagi.

Per sottolineare le criticità di tali scelte ADAPT e Associazione Amici di Marco Biagi hanno organizzato un instant event il 18 febbraio alle 16.30 a Roma, in via Cavour 57 (sede ADAPT) dal titolo:

#JobsAct o #JobsBack? Perchè è sbagliato cancellare la legge Biagi.

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ILO: settore privato e cure, motori dell’occupazione per il 2015

Secondo l’ultimo rapporto dell’ILO sulle Prospettive occupazionali e sociali nel mondo – Tendenze 2015 (World Economic and Social Outlook – Trends 2015), il principale giacimento di nuovi posti di lavoro si trova nei servizi del settore privato, come i servizi amministrativi e quelli per le imprese, la finanza e l’immobiliare.

Questi servizi e quelli connessi impiegheranno oltre il terzo della manodopera globale durante i prossimi cinque anni. I servizi pubblici della sanità, dell’educazione e dell’amministrazione rimarranno una importante fonte di occupazione. Anche se aumenteranno più lentamente, questi settori rappresenteranno ancora il 15 per cento dell’occupazione totale. Al contrario, il rapporto segnala che, a livello globale, l’occupazione industriale si dovrebbe stabilizzare leggermente sotto al 22 per cento.

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Jobs Act, sì alla fiducia al Senato. Si passa ai decreti attuativi

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L’Aula del Senato ha dato il via libera definitivo al Jobs Act, per il quale il governo ha chiesto il voto di fiducia. Hanno detto sì 166, no 112, 1 astenuto.

“Partecipo con il cuore ad un voto di fiducia che conclude l’iter di un disegno di legge delega potenzialmente utile a completare l’impostazione originaria di Marco Biagi nel segno della combinazione di flessibilità e sicurezza. Tutto dipenderà dai decreti delegati che il governo dovrà redigere ascoltando soprattutto coloro che il lavoro lo creano nelle più diverse dimensioni, dall’agricoltura, alla manifattura, all’artigianato, al commercio e ai servizi. Le norme dovranno essere perciò semplici e certamente applicabili. A partire da quell’articolo 18 che dobbiamo lasciare alle nostre spalle con tutto il suo bagaglio di ostilità all’impresa e di accanimento ideologico. La sostituzione dello Statuto dei lavoratori con un testo unico innovativo potrà garantire agli investitori un contesto regolatorio più favorevole se sarà modellato sul diritto comunitario senza le solite aggiunte di casa nostra. Se portiamo poi il lavoro alla competenza esclusiva dello Stato in sede di riforma costituzionale potremo davvero sostenere le esigenze dei disoccupati ben prima di quelle dei formatori e degli impiegati dei centri per l’impiego. Ora il governo è nudo nella sua responsabilità. La usi bene.” Lo ha dichiarato in una nota il Presidente della Commissione Lavoro del Senato, Maurizio Sacconi.

Ecco che cosa prevede il Jobs Act

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Ammortizzatori sociali Camera dei deputati Commissione Lavoro contratto a tutele progressive Delega Lavoro Jobs Act La settimana in Parlamento Licenziamenti Licenziamenti disciplinari Mansioni Mercato del lavoro

Il Jobs Act approda oggi in Aula alla Camera

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Modifiche all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, chiarimenti sulla concessione degli ammortizzatori sociali, nuove norme sui controlli a distanza, superamento delle collaborazioni coordinate e continuative, azzeramento del periodo di vacatio legis con l’entrata in vigore del provvedimento il giorno dopo la pubblicazione in Gazzetta: sono le principali modifiche al Jobs Act introdotte dalla Commissione lavoro della Camera che nella giornata di ieri ha dato il via libera alla delega.

Il provvedimento sarà esaminato dall’Aula a partire da oggi.

Ecco tutte le principali novità approvate in Commissione Lavoro alla Camera

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“Ora l’indennizzo sarà la regola nel 99 per cento dei casi”

Intervista di Giorgio Pogliotti da Il Sole 24ore

Come Ncd avevate minacciato di non votare il Jobs act se la Camera avesse stravolto l’impianto approvato dal Senato. Senatore Sacconi, l’emendamento riformulato dal Governo sulla disciplina dei licenziamenti rispetta l’accordo raggiunto?

Gli impegni sono stati mantenuti, l’indennizzo diventa la sanzione ordinaria per tutti i licenziamenti, quelli economici e disciplinari, con l’unica eccezione per quei pochi licenziamenti disciplinari che il decreto legislativo del Governo descriverà in modo certo. Si tratta di fattispecie estreme, infamanti per il lavoratore, prossime ai licenziamenti discriminatori. Per il 99% dei licenziamenti individuali la regola sarà l’indennizzo. Non si lascia spazio alla discrezionalità dei magistrati.

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Sacconi: “La regola sarà l’indennizzo”

Intervista di Michele Di Branco per Il Messaggero

“Con il Jobs act si darà vita ad un regime che incoraggerà i datori di lavoro ad assumere con i contratti a tempo indeterminato ed è questo il vero obiettivo che ci siamo dati”. Il presidente dei senatori dell’Ncd Maurizio Sacconi appare soddisfatto della piega che stanno prendendo le trattative interne alla maggioranza sulla riforma.

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Lavoro, Sacconi (Ncd): pochi emendamenti senza passi indietro

“Il dialogo immediatamente riattivato nella maggioranza ieri sera dopo le mediazioni interne al Partito democratico deve ora condurre ad una posizione condivisa del governo su pochi emendamenti senza passi indietro, ovvero che confermino l’impostazione del Senato. Lo Statuto dei lavoratori deve essere sostituito da un testo unico innovativo fatto di regole semplici e certe. Il contratto a tutele crescenti deve consentire che i rapporti di lavoro si risolvano nel caso di licenziamento ingiustificato con indennizzi, limitando la reintegrazione ai licenziamenti nulli, che comprendono i discriminatori, e al più a estreme fattispecie di licenziamenti disciplinari che si avvicinano a quelli discriminatori. Quanto alla flessibilità delle mansioni deve rimanere quella definita dal Senato”. Lo dichiara in una nota il capogruppo al Senato del Nuovo Centrodestra, Maurizio Sacconi.

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Jobs Act, Rete Imprese Italia: Riforma senza nuovi costi per le imprese

La riforma del mercato del lavoro è un provvedimento ambizioso che va attuato con il contributo delle parti sociali, non deve in alcun modo provocare incrementi di costo per le imprese e deve salvaguardare le buone pratiche in materia di sostegno al reddito. Inoltre, deve essere assolutamente coerente con le finalità del Ddl Stabilità laddove mira a restituire competitività al sistema produttivo italiano riducendo il costo del lavoro, evitando una sorta di compensazione punitiva in cambio di snellimenti normativi”. Sono le indicazioni espresse oggi dai rappresentanti di Rete Imprese Italia durante l’audizione sul Jobs Act presso la Commissione Lavoro della Camera.

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