Category : Lavoro pubblico

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L’analisi/ Rispettare le vere esigenze

di Franceso Verbaro

Articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore

Il rapporto tra legge e contrattazione è un punto nevralgico del tentativo più che ventennale di regolare al meglio il rapporto di lavoro nelle pubbliche amministrazioni. la cattiva prova della contrattazione collettiva, soprattutto a causa della mancanza di un vero datore di lavoro, ha portato il legislatore del Dlgs 150/2009 a intervenire fortemente in molti ambiti della iper regolamentazione contrattuale.
Uno degli ambiti toccati dall’intervento legislativo è stato quello della definizione dei comparti di contrattazione, che certamente erano cresciuti notevolmente negli anni, senza una giustificazione logica e funzionale, generando una differenziazione retributiva non fondata su specificità e specialità di organizzazione e prestazioni, ma per esigenze di rappresentanza sindacale e di rappresentanza corporativa di settori.

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Lavoro, Ue, giustizia, fisco: per rilanciare il governo via tutti i freni alla crescita

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di Maurizio Sacconi da Il Sole 24 Ore

Caro Direttore,

nei giorni scorsi i due rapporti prodotti dalla Commissione Europea e dall’Ocse disegnano per l’Italia, nell’anno in corso, una prospettiva di crescita modesta, trainata dalla sola domanda esterna, senza occupazione aggiuntiva. Peggiora, oltre a tutto, il nostro confronto con le aree di maggiore riferimento nell’Unione tra le quali si evidenzia la più marcata ripresa della Spagna. Migliorano i conti pubblici ma nel contesto della pur sempre abnorme dimensione del nostro debito. Ciò impone al Governo – e alla maggioranza che lo sostiene – una ulteriore considerazione del che fare a partire dal doveroso negoziato europeo sulla più flessibile interpretazione del Patto di stabilità e crescita. Si ha talora la sensazione che gli obiettivi perseguiti siano la solita possibilità di qualche spesa corrente in più – come la stabilizzazione degli insegnanti – e maggiori investimenti pubblici nella tradizionale speranza keynesiana che siano in sé stimolo allo sviluppo. Eppure, di fronte ai grandi cambiamenti geo-economici in corso, dovremmo più ambiziosamente pretendere una visione condivisa del posizionamento dell’area dell’Unione attraverso l’avvio degli strumenti finanziari di attuazione di quelle infrastrutture a rete e puntuali, a valenza transnazionale, che corrispondono alle possibili proiezioni commerciali verso est e verso sud. Anche ai fini della nostra maggiore credibilità nel dialogo europeo, assumono quindi rilievo le riforme strutturali cui ci siamo impegnati e che dovrebbero rendere la nostra società più vitale e dinamica.

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Articolo 18 Commissione Lavoro contratto a tutele progressive Delega Lavoro Italia Jobs Act La settimana in Parlamento Lavoro privato Lavoro pubblico Licenziamenti Licenziamenti disciplinari Occupazione Senato

Jobs act, tutele crescenti: ok da commissione lavoro del Senato

La Commissione Lavoro del Senato ha dato parere favorevole al decreto attuativo del Jobs act sul contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti sottolineando che “la regolazione dei nuovi contratti permanenti deve allinearsi alle discipline vigenti negli altri paesi europei, anche a quelle più protettive. Al parere è stata aggiunta un’integrazione sui licenziamenti collettivi chiedendo al Governo di rivederne le regole sanzionatorie. L’integrazione è stata votata da Pd, Sel e 5 stelle mentre Ncd ha detto no.

Leggi il parere approvato dalla Commissione Lavoro del Senato

Nel parere si sottolinea la necessità di applicare le nuove regole anche al lavoro pubblico. “Le regole – si legge nel parere il cui estensore è il presidente della Commissione Lavoro, Maurizio Sacconi – diventano semplici e certe quanto più sono omogeneamente applicate a tutto il lavoro pubblico e privato con l’eccezione delle amministrazioni d’ordine, ferme restando le procedure concorsuali per accedere alle funzioni pubbliche. La Commissione impegna il governo a procedere in questa direzione”.

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ILO: settore privato e cure, motori dell’occupazione per il 2015

Secondo l’ultimo rapporto dell’ILO sulle Prospettive occupazionali e sociali nel mondo – Tendenze 2015 (World Economic and Social Outlook – Trends 2015), il principale giacimento di nuovi posti di lavoro si trova nei servizi del settore privato, come i servizi amministrativi e quelli per le imprese, la finanza e l’immobiliare.

Questi servizi e quelli connessi impiegheranno oltre il terzo della manodopera globale durante i prossimi cinque anni. I servizi pubblici della sanità, dell’educazione e dell’amministrazione rimarranno una importante fonte di occupazione. Anche se aumenteranno più lentamente, questi settori rappresenteranno ancora il 15 per cento dell’occupazione totale. Al contrario, il rapporto segnala che, a livello globale, l’occupazione industriale si dovrebbe stabilizzare leggermente sotto al 22 per cento.

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disabili Italia Lavoro pubblico legge 104 Mercato del lavoro permessi pubblica amministrazione

P.A., almeno uno statale su 10 prende permessi con legge 104

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Oltre 300mila statali hanno fruito nel 2013 dei permessi della legge 104 per i lavoratori disabili, ma anche per quei dipendenti che assistono parenti con gravi problemi di salute. Stando alle cifre pubblicate sul sito della Funzione Pubblica e fornite dalle amministrazioni che hanno comunicato i dati emerge che nel 2013 si sono avvalsi dei permessi 316.514 dipendenti pubblici su un totale di 3,2 milioni. La percentuale è infatti già ora al 9,8%, ma restano da aggiungere i dati della scuola.

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Sacconi: “E ora omologare il lavoro pubblico al privato”

Intervista di Michele Lombardi de Il Secolo XIX

“Omologare le regole del lavoro pubblico con quelle del lavoro privato, tenendo fuori le assunzioni per concorso e le carriere d’ordine, come magistrati e militari”. Scoraggiato ma non sconfitto per i risultati parziali ottenuti con il Jobs Act, il senatore Maurizio Sacconi, presidente della commissione Lavoro del Senato, si prepara a tornare in trincea in vista dell’esame della riforma Madia, che potrebbe riportare in gioco i licenziamenti per scarso rendimento, cominciando a introdurli proprio nel pubblico impiego dove maggiori sono le resistenze di sindacati e sinistra Pd.

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Contratti di lavoro Corte di Giustizia UE Italia Lavoro pubblico Mercato del lavoro Scuola sentenza Unione Europea

Precariato nella scuola, Corte di Giustizia Ue condanna l’Italia

La normativa italiana sui contratti di lavoro a tempo determinato nel settore della scuola è contraria al diritto dell’Unione. Il rinnovo illimitato di tali contratti per soddisfare esigenze permanenti e durevoli delle scuole statali non è giustificato”, è quanto scrive la Corte di giustizia europea nella sua sentenza di ieri.

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Articolo 18 Contratti di lavoro contratto a tutele progressive Delega Lavoro Interviste Italia Jobs Act Lavoro privato Lavoro pubblico Licenziamenti Licenziamenti disciplinari Mercato del lavoro Occupazione

“Reintegro limitato o si dia la possibilità di un indennizzo”

FIAT: SACCONI, OK SINDACATI INCORAGGIA, FIOM ISOLATA

Intervista di Lorenzo Salvia dal Corriere della sera

«Per una volta sono d’accordo con Landini». Lui dice che l’accordo con la sinistra Pd sul Jobs act è una presa in giro. «Ha ragione se teme un testo molto lontano dalle sue convinzioni». Maurizio Sacconi (Ncd) sta trattando con il governo per conto di quella area di centro che ha protestato contro la mediazione raggiunta con la minoranza del Partito democratico.

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ImpresaLavoro: il nostro mercato del lavoro è il meno efficiente d’Europa

Il mercato del lavoro italiano è ultimo per efficienza in Europa e 136mo su 144 censiti nel mondo. In termini di efficienza ed efficacia si situa infatti a un livello leggermente superiore a quelli di Zimbabwe e Yemen ed inferiore a quelli di Sri Lanka e Uruguay. Lo rivela un’elaborazione del Centro Studi ImpresaLavoro sulla base dei dati pubblicati dal World Economic Forum, disponibile online sul sito di ImpresaLavoro.

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Articolo 18 Contratti di lavoro Economia Editoriali e commenti Fare impresa Italia La settimana in Parlamento Lavoro privato Lavoro pubblico Mercato del lavoro Varie

Anche il contratto a tempo indeterminato chiede riforme

Nella giornata di ieri, replicando in Commissione lavoro al Senato ai circa venti parlamentari intervenuti nella discussione generale sulla legge delega, il relatore Maurizio Sacconi (NCD) ha ricordato che “il provvedimento rappresenta il più ambizioso e compiuto tentativo di combinare le esigenze della flessibilità dell’impresa con quelle della sicurezza del lavoratore. E’ quindi il contesto – tanto dell’economia e del mercato del lavoro quanto dei contenuti di delega- a consentire di affrontare dopo 44 anni anche la regolazione del contratto a tempo indeterminato. In particolare le riforme degli ultimi 17 anni hanno agito prevalentemente sui contratti marginali ma poco o nulla ha interessato il cosiddetto contratto prevalente. Occorrono invece regole certe e semplici per incoraggiarne l’utilizzo e la durata. Regole che in partenza definiscano gli oneri di una eventuale rottura del rapporto di fiducia. Regole che prevengano il formarsi di contenzioso sulle mansioni ove l’impresa si debba riorganizzare”. Sacconi ha poi ricordato “l’esigenza di intervenire anche sui modi di risoluzione del contenzioso, sopprimendo il “rito Fornero” e portando a effettività conciliazione ed arbitrato”.

 La Commissione procederà nei prossimi giorni con un comitato ristretto mentre gli emendamenti potranno essere presentati entro venerdì 27 alle ore 9. Rimane invece ferma la data di approdo all’Aula ipotizzata per il 7 luglio.

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