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Italia OCSE

Ocse: prudenza su crescita Italia, dato peggiore fra maggiori Paesi

L’analisi dell’Ocse nell’Outlook Economico semestrale rivede al rialzo la crescita per il Pil globale nel 2017 dal 3,3% indicato a marzo al 3,5% e mantiene la stima del 3,6% per il 2018, dopo il 3% del 2016. Confrontata con la media dei 20 anni pre-crisi, la crescita del Pil pro-capite dell’Ocse resta inferiore di mezzo punto ed è sotto la media anche la crescita globale, rileva lo studio. Dopo cinque anni di ripresa debole, con la crescita del 2016 al livello minimo dal 2009 – indicano comunque gli economisti dell’Ocse – “inizia a vedersi un miglioramento”. Gli investimenti, il commercio e il settore manifatturiero sono in risalita, ma partendo da livelli bassi, aiutati da un irrobustimento della domanda domestica in Asia ed Europa ed è cresciuta anche la fiducia del settore privato. Ci sono segnali di una maggiore domanda per beni high-tech e di investimenti per migliorare l’apparato produttivo. A dare una mano contribuiscono le politiche di stimolo perseguite da alcune economie emergenti, particolarmente in Asia e le politiche fiscali di moderato supporto in varie economie avanzate.

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comitato ristretto Commissione Lavoro Italia partecipazione lavoratori Senato Varie

Ddl partecipazione lavoratori all’impresa. Testo proposto.

FIAT: SACCONI, OK SINDACATI INCORAGGIA, FIOM ISOLATA

Pubblichiamo il testo proposto dal Sen. Sacconi, relatore del disegno di legge n. 1051 sulla partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese, e oggetto di esame nella seduta di ieri del Comitato ristretto in Commissione Lavoro del Senato.

Il testo proposto in Comitato ristretto della Commissione Lavoro

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Apprendistato Consiglio dei ministri Giovani Istruzione Italia occupabilità Scuola scuole paritarie

La Buona Scuola: merito, apprendistato e aiuto alle paritarie.

Arriva sul tavolo del Consiglio dei ministri odierno la Scuola.  Le questioni da affrontare sono tante, stabilizzare le graduatorie, sostenere le paritarie, ristrutturare l’edilizia scolastica, dirigenti e supplenti, e ogni voce della riforma presuppone investimenti, tanti soldi, miliardi di euro nei prossimi anni. Per le 140mila assunzioni che il Governo Renzi si accinge a realizzare tramite le graduatorie ad esaurimento “ci sono seri problemi di mismatch disciplinare e territoriale, a causa del quale quasi metà delle GAE già oggi non è in grado di coprire le cattedre che nella scuola statale restano scoperte ogni anno”. A sostenerlo è la Fondazione Agnelli, attraverso uno studio pubblicato il 16 febbraio sul Corriere della Sera.

Nella giornata di ieri, il coordinatore nazionale del Nuovo Centrodestra Gaetano Quagliariello, il presidente della Commissione Lavoro del Senato Maurizio Sacconi e la portavoce di Ncd Valentina Castaldini  hanno tenuto una conferenza stampa presso la sede del Nuovo Centrodestra, durante la quale sono state illustrate Le proposte su “La Buona Scuola”.  Tre sono i punti fermi: il merito, il rapporto scuola-lavoro con nuove norme sull’apprendistato e l’aiuto alle scuole paritarie.

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disoccupazione disoccupazione giovanile Economia indagine Istat Italia lavoratori scoraggiati Mercato del lavoro Occupazione Varie

Istat, disoccupazione sale al 12,7% nel 2014, record dal 1977

istat

Secondo l’ultima rilevazione ISTAT, anche il 2014 è un anno nero per il lavoro, con la disoccupazione che continua a crescere sia in termini assoluti, con un aumento di 167.000 unità (+5,5%), sia in termini percentuali: nella media del 2014, il tasso di disoccupazione raggiunge il 12,7% in confronto al 12,1% di un anno prima (al Sud tocca il 20,7%), e ai massimi dal ’77.

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Apprendistato Istruzione Italia Jobs Act Mercato del lavoro Scuola

Scuola, Sacconi: apprendistato dai 14 anni

“La riforma della scuola deve caratterizzarsi per una forte discontinuità rispetto ai vizi contratti negli infelici anni Settanta. Tra essi si è rivelata particolarmente negativa la separazione tra scuola e lavoro cui la riforma deve ovviare consentendo pratiche di alternanza dal primo anno delle scuole superiori e contratti di apprendistato per la qualifica o il diploma dall’età di 14 anni. E ciò non dovrebbe riguardare solo gli istituti tecnici e professionali”.

Lo dichiara Maurizio Sacconi (Ap), presidente della Commissione lavoro del Senato.

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Ue, Sacconi: non abbassare la guardia, fare e verificare riforme

“Il rapporto della Commissione europea sull’Italia ribadisce la presenza di pesanti squilibri macroeconomici con particolare riguardo alla produttività e al debito pubblico. Il costo del lavoro per unità di prodotto è stato ridotto dagli interventi di riduzione della pressione fiscale sul lavoro ma rimane elevato a causa della persistente bassa produttività. Ciò richiede un più stretto collegamento con essa dei salari e il conseguente sviluppo della contrattazione aziendale ridimensionando, ancor più in tempi di deflazione, i contratti nazionali. I decreti attuativi del jobs act dovranno essere monitorati nei loro effetti sul mercato del lavoro in modo da adottare lungo la via i necessari aggiustamenti. Altrettanto importanti sono considerate le riforme in materia di fisco, giustizia e più in generale di pubblica amministrazione, con specifico riferimento a una spending review largamente da fare. Non possiamo quindi abbassare la guardia”, lo dichiara in una nota il Presidente della Commissione Lavoro del Senato, Maurizio Sacconi.

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conciliazione congedo Consiglio dei ministri decreto legislativo Delega Lavoro genitorialità Italia Jobs Act maternità orario di lavoro paternità violenza di genere

Jobs Act, conciliazione vita e lavoro. Scheda del decreto.

Al Consiglio dei Ministri di venerdì 20 febbraio è stato approvato lo schema di decreto legislativo contenente disposizioni in materia di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, a norma dell’articolo 1, commi 8 e 9 della l. n. 183 del 2014. Esso interviene, prevalentemente, sul testo unico a tutela della maternità (n° 151 del 26 marzo 2001) e reca misure volte a sostenere le cure parentali, a tutelare la maternità delle lavoratrici intervenendo, in alcuni casi, anche in settori che già erano stati oggetto di intervento da parte della Corte Costituzionale e non ancora recepiti in norma.

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Articolo 18 associazione in partecipazione co.co.pro. Collaborazioni a progetto Contratti di lavoro costo del lavoro Delega Lavoro flessibilità Italia Jobs Act Lavoro privato Legge Biagi legge Fornero Mansioni Mercato del lavoro Occupazione orario di lavoro partite iva Statuto dei Lavoratori

Jobs act, Sacconi: cambiato Statuto dei lav., corretta Legge Fornero, ora Testo Unico.

FIAT: SACCONI, OK SINDACATI INCORAGGIA, FIOM ISOLATA

“I provvedimenti del Consiglio dei Ministri in materia di lavoro recepiscono ampiamente le proposte di Area Popolare con particolare riferimento 1) alla applicazione del superamento dell’art.18 anche ai licenziamenti collettivi e alle ipotesi di trasformazione dei contratti a termine e di apprendistato; 2) alla definizione certa del confine tra lavoro subordinato e lavoro autonomo così da liberare la partita IVA dai pregiudizi della legge Fornero abrogandone la parte relativa; 3) alla espansione del lavoro accessorio a voucher fino a 7000 euro; 4) al mantenimento del contratto a termine di 36 mesi e del lavoro intermittente; 5) alla ulteriore semplificazione dell’apprendistato istruzione-lavoro; 6) alla flessibilità delle mansioni anche attraverso accordi individuali; 7) alla liceità delle tecnologie di controllo a distanza; 8) alla prima applicazione al lavoro pubblico delle regole del lavoro privato relative alle Co.co.co. dal 2017.

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Blog co.co.pro. Collaborazioni a progetto Contratti di lavoro Italia Jobs Act partite iva

Jobs act, Sacconi: o collaborazioni o Partite iva.Tertium non datur

“Nel momento in cui si ipotizza la cancellazione delle collaborazioni a progetto è bene ricordare che esse furono disegnate da Marco Biagi ed approvate poi nella legge che gli è stata intitolata su specifica richiesta della Cisl che contestava la sregolatezza delle collaborazioni coordinate e continuative. Queste erano esplose negli anni Novanta sotto gli occhi distratti dei governi di sinistra sulla base di una semplice circolare fiscale venendo così impiegate senza che vi fossero parametri di controllo. A questo ovviarono i contratti a progetto che regolarono ciò che era sregolato anche in termini di tutela della maternità e della malattia, ponendo le premesse delle circolari, degli incentivi e delle attività ispettive che hanno largamente ripulito questa tipologia dagli abusi. Abusi che si realizzano piuttosto nel pubblico impiego ove sono rimaste in vita le generiche CoCoCo. Dobbiamo tener presente che esistono due caratteristiche della prestazione che non sono riconducibili al lavoro subordinato: la libertà dell’orario di lavoro e la remunerazione a risultato. Non appare una soluzione idonea il rinvio ad accordi sindacali della stessa legittimità della tipologia di cui invece opportunamente possono adattare i contenuti. A questo punto delle due l’una. O rimangono in vita modalità parasubordinate come le collaborazioni o si devono semplificare le partite Iva rispetto ai vincoli della legge Fornero e agli oneri fiscali e burocratici insostenibili nella piccola dimensione. Tertium non datur”. Lo dichiara in una nota Maurizio Sacconi, Presidente della Commissione Lavoro del Senato.

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#JobsAct o #JobsBack, i rischi di una norma che non segue la realtà

convegno

Oltre un migliaio di tweet con l’hashtag #JobsBack, centinaia di visualizzazioni in streaming. Questi i numeri del convegno dal titolo “#JobsAct o #JobsBack? Perché è sbagliato cancellare la legge Biagi” organizzato da Adapt e dall’Associazione Amici di Marco Biagi.
Tanti gli interventi, tutti accomunati da una forte preoccupazione per le decisioni che il Consiglio dei Ministri del 20 febbraio prenderà sul tema dei contratti atipici. Il giudizio che è risuonato di più, condiviso da tutti i relatori in forme diverse, è che il governo si sta allontanando dalla realtà del mercato del lavoro italiano, convinto di poter risolvere con norme restrittive i problemi a cui non sa rispondere.

Nello stesso momento in cui il Ministro Poletti anticipava la volontà del governo di cancellare co.co.co e co.co.pro, è giunta una forte risposta da parte dei protagonisti del convegno.

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