Category : Istat

Istat Scenari macroeconomici

Pil, l’Istat stima +1,5% nel 2017

Secondo la nota dell’ISTAT sulle prospettive dell’economia italiana per il 2017-2018, il proseguimento della dinamica positiva del mercato del lavoro determinerebbe un aumento dell’occupazione sia nell’anno corrente (+1,2% in termini di unità di lavoro) sia nel 2018 (+1,1%) contribuendo ad una progressiva diminuzione del tasso di disoccupazione (rispettivamente 11,2% e 10,9% nei due anni). Nel 2017 si prevede un aumento del prodotto interno lordo (Pil) pari all’1,5% in termini reali. Il tasso di crescita è in accelerazione rispetto a quello registrato nel 2016 (+0,9%, Prospetto 1). Il miglioramento del Pil è atteso proseguire su ritmi analoghi anche nel 2018 (+1,4%). In entrambi gli anni la domanda interna al netto delle scorte contribuirebbe positivamente alla crescita del Pil per 1,5 punti percentuali; l’apporto della domanda estera netta sarebbe marginalmente negativo (-0,1 punti percentuali in entrambi gli anni) e la variazione delle scorte lievemente positiva nel 2017 (+0,1 punti percentuali) e nulla nell’anno successivo.

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Istat

Istat, produttività: Italia fanalino di coda in Europa

Nel 2016 il valore aggiunto dell’intera economia ha registrato una crescita dello 0,9% rispetto al 2015. La produttività del lavoro, calcolata come valore aggiunto per ora lavorata, è diminuita dell’1%; quella del capitale, misurata come rapporto tra il valore aggiunto e l’input di capitale, è aumentata dell’1%. Nello stesso anno, la produttività totale dei fattori, che misura la crescita del valore aggiunto attribuibile al progresso tecnico e ai miglioramenti nella conoscenza e nell’efficienza dei processi produttivi, è diminuita dello 0,4% dopo gli aumenti registrati sia nel periodo 2009-2014 sia nel 2015. Complessivamente, nel periodo 1995-2016 la produttività del lavoro è aumentata ad un tasso medio annuo dello 0,3%. Tale incremento è la risultante di una crescita media dello 0,6% del valore aggiunto e dello 0,3% delle ore lavorate. La produttività totale dei fattori è diminuita dello 0,1% medio annuo. Tra il 1995 e il 2016 la crescita della produttività del lavoro in Italia è risultata decisamente inferiore alla media UE (1,6%). Tassi di crescita in linea con la media europea sono stati registrati dalla Germania (1,5%), dalla Francia (1,4%) e dal Regno Unito (1,5%). La Spagna ha registrato un tasso di crescita più basso (0,5%) rispetto alla media europea ma più alto di quello dell’Italia.

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Istat PIL

Istat, +0,5% il Pil del terzo trimestre

Secondo gli ultimi dati ISTAT, nel terzo trimestre del 2017 il prodotto interno lordo (PIL), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2010, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,5% rispetto al trimestre precedente e dell’1,8% nei confronti del terzo trimestre del 2016. Il terzo trimestre del 2017 ha avuto tre giornate lavorative in più del trimestre precedente e una giornata lavorativa in meno rispetto al terzo trimestre del 2016. La variazione congiunturale è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto nel comparto dell’agricoltura e di un aumento nei settori dell’industria e dei servizi. Dal lato della domanda, vi è un contributo positivo sia della componente nazionale (al lordo delle scorte), sia di quella estera (esportazioni al netto delle importazioni). Nello stesso periodo il PIL è aumentato in termini congiunturali dello 0,7% negli Stati Uniti, dello 0,5% in Francia e dello 0,4% nel Regno Unito. In termini tendenziali, si è registrato un aumento del 2,3% negli Stati Uniti, del 2,2% in Francia e dell’1,5% nel Regno Unito. La variazione acquisita per il 2017 è pari a +1,5%.

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Istat Occupazione

Istat, tasso occupazione in calo al 58,1% a settembre

A settembre 2017 la stima degli occupati è sostanzialmente stabile rispetto ad agosto, dopo la crescita osservata negli ultimi mesi. Il tasso di occupazione dei 15-64enni si attesta al 58,1% (-0,1 punti percentuali). Ad affermarlo è l’ISTAT nella sua ultima rilevazione, secondo cui “la stabilità dell’occupazione nell’ultimo mese è frutto di un aumento tra gli uomini e gli over 35 e di un equivalente calo tra le donne e i 15-34enni. Risultano in aumento gli indipendenti, stabili i dipendenti a termine, in calo i permanenti”.

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Formazione Istat

Imprese: Istat, 60% nel 2015 ha fatto formazione, 3,5 mln lavoratori coinvolti

Nel 2015 il 60,2% delle imprese attive in Italia con almeno 10 addetti ha svolto attività di formazione professionale (+55,6% rispetto al 2010). L’andamento positivo è determinato dalle aziende che hanno realizzato corsi di formazione nell’area ambiente-sicurezza sul lavoro, mentre per gli altri corsi la quota di imprese si è ridotta (dal 33,7% del 2010 al 32,3% nel 2015). Lo rileva l’Istat, segnalando che quasi 3,5 milioni di lavoratori hanno partecipato a corsi di formazione (45,8% del totale degli addetti, di cui 47,8% uomini e 42,5% donne). Le grandi imprese (con 250 addetti e oltre) sono le più attive (90%), quelle più piccole meno propense. La formazione è più diffusa nelle imprese dei servizi finanziari (94% di imprese). Il Friuli-Venezia-Giulia presenta una percntuale del 74,5%.

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Istat Retribuzioni

Contratti: Istat, 5,3 mln dipendenti in attesa rinnovo

Nel periodo luglio-settembre non sono stati recepiti nuovi accordi e nessun contratto è venuto a scadenza. Lo precisa l’Istat nella sua indagine sulle retribuzioni contrattuali spiegando che alla fine di settembre 2017 i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica riguardavano 7,6 milioni di dipendenti (58,7% del totale) per il 55,8% del monte retributivo osservato. I contratti in attesa di rinnovo a fine settembre erano 35 relativi a circa 5,3 milioni di dipendenti (41,3%) invariati rispetto al mese precedente. La maggior parte dei lavoratori dipendenti in attesa di rinnovo sono nella pubblica amministrazione (2,9 milioni di persone). I mesi di vacanza contrattuale per il settore sono 93 (quasi sette anni). L’attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto è in media di 68,5 mesi. L’attesa media calcolata sul totale dei dipendenti è di 28,3 mesi, in crescita rispetto a un anno prima (27,4).

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Istat Occupazione

Istat: ad agosto +36mila occupati, +375mila su anno

Ad agosto 2017 la stima degli occupati continua a crescere (+0,2% rispetto a luglio, pari a +36 mila), confermando la persistenza della tendenza positiva già osservata negli ultimi mesi. Il tasso di occupazione sale al 58,2% (+0,1 punti percentuali). La crescita congiunturale dell’occupazione interessa tutte le classi di età ad eccezione dei 35-49enni ed è interamente dovuta alla componente femminile, mentre per gli uomini, dopo l’incremento dei due mesi precedenti, si registra un calo. Aumentano i dipendenti a termine, sostanzialmente stabili i permanenti, ancora in lieve calo gli indipendenti. Nel periodo giugno-agosto si registra una crescita degli occupati rispetto al trimestre precedente (+0,5%, +113 mila) che interessa entrambe le componenti di genere e tutte le classi di età ad eccezione dei 35-49enni. L’aumento interessa i lavoratori dipendenti, quasi esclusivamente a termine, mentre calano gli indipendenti.

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Istat Occupazione

Istat: 78mila occupati in più nel secondo trimestre

Nel secondo trimestre del 2017 l’economia italiana ha registrato una crescita del Pil pari allo 0,4% in termini congiunturali e all’1,5% su base annua. Nel complesso, l’economia dei paesi dell’area Euro è cresciuta dello 0,6% rispetto al trimestre precedente e del 2,2% nel confronto con lo stesso trimestre del 2016. I segnali di consolidamento dell’espansione dei livelli di attività economica, particolarmente significativi nell’industria in senso stretto e nei servizi, sono associati a un assorbimento di lavoro da parte del sistema produttivo che continua a espandersi in linea con la dinamica del Pil: le ore complessivamente lavorate crescono dello 0,5% sul trimestre precedente e dell’1,4% su base annua, confermando l’elevata intensità occupazionale della ripresa in corso.

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Istat

Istat, Adapt: effetto Fornero, 51% nuovi occupati dal 2013 è over 50

E’ “l’effetto Fornero” ad emergere dai dati diffusi oggi dall’ISTAT sull’ecosistema occupati-disoccupati e, se aumentano gli italiani che hanno un posto, è “perché la pensione si allontana” tanto che “il 51% dei nuovi occupati dal 2013 ad oggi è over 50” ma “allo stesso tempo chi perde lavoro dopo i 50 anni fatica a ritrovarlo”. Sono gli analisti di Adapt, l’associazione fondata da Marco Biagi, a intervenire così sui dati diffusi oggi dall’ISTAT.

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Istat Occupazione

Istat: disoccupazione sale a 11,3%, ma oltre 23 milioni di occupati

A luglio 2017 la stima degli occupati cresce dello 0,3% rispetto a giugno (+59 mila), confermando la persistenza della fase di espansione occupazionale. Negli ultimi due mesi il numero di occupati ha superato il livello di 23 milioni di unità, soglia oltrepassata solo nel 2008, prima dell’inizio della lunga crisi. Il tasso di occupazione sale al 58,0% (+0,1 punti percentuali). La crescita congiunturale dell’occupazione interessa tutte le classi di età ad eccezione dei 35-49enni ed è interamente dovuta alla componente maschile, mentre per le donne, dopo l’incremento del mese precedente, si registra un calo. Aumentano sia i lavoratori dipendenti sia gli indipendenti.

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