Category : Istat

DEF 2017 Economia Istat

Def 2017: la memoria dell’audizione ISTAT

Segnaliamo a seguire l’audizione del Dott. Roberto Monducci, Direttore del Dipartimento per la Produzione Statistica dell’ISTAT, tenutasi nella giornata di ieri dinanzi alla Commissioni Bilancio Congiunte di Camera e Senato sul Documento di Economia e Finanza 2017. In questa audizione sono stati illustrati dapprima gli andamenti del ciclo economico internazionale e l’evoluzione recente dell’attività economica nel nostro Paese. Successivamente, è stato presentato il quadro degli obiettivi di finanza pubblica così come emerge dal  DEF e sono state proposte, infine, alcune valutazioni sul tema degli investimenti e del lavoro giovanile, temi trattati nel ‘Programma Nazionale di Riforma’.

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Audizioni DEF Istat Mercato del lavoro

Def: Istat, mercato lavoro ancora sfavorevole per fascia età 25-34 anni

I dati Istat segnalano “una situazione del mercato del lavoro ancora sfavorevole per la fascia di età 25-34 anni”. Lo rileva il direttore del Dipartimento per la produzione statistica dell’Istat, Roberto Morducci, nella audizione sul Def davanti alle commissioni Bilancio di Senato e Camera. L’Istat ha confrontato per questa classe di età “i tassi di permanenza e transizioni osservati tra il quarto trimestre 2015 e il quarto trimestre 2016 con quelli degli analoghi periodi dei due anni precedenti”. Da questa analisi risulta che “il 21,2% dei 25-34enni disoccupati nel quarto trimestre del 2015 è occupato un anno dopo, il 43,8% risulta ancora disoccupato e il 35% inattivo. La quota di giovani che ha trovato lavoro nel periodo è più bassa sia rispetto a quella registrata nello stesso periodo dell’anno precedente (27,9%) sia di due anni prima (24,4%)”.

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Istat Occupazione

Istat, disoccupazione in calo all’11,5% ma aumentano gli inattivi

A febbraio 2017 la stima degli occupati è stabile rispetto a gennaio, mantenendosi su livelli prossimi a quelli dei quattro mesi precedenti. Nell’ultimo mese cresce il numero di donne occupate e cala quello degli uomini. L’occupazione aumenta tra gli ultracinquantenni e diminuisce nelle restanti classi di età. Sale il numero di lavoratori a termine, mentre calano i lavoratori a tempo indeterminato e restano stabili gli indipendenti. Il tasso di occupazione è stabile al 57,5%. Nel periodo dicembre-febbraio si registra una lieve crescita degli occupati rispetto al trimestre precedente (+0,1%, pari a +14 mila), determinata dall’aumento dei dipendenti a termine. L’aumento riguarda le donne ed è particolarmente accentuato tra gli ultracinquantenni.

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Istat Occupazione

Istat: cresce occupazione IV trimestre

Secondo la nota trimestrale sulle tendenze dell’occupazione di ISTAT, Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Inps e Inail, nel quarto trimestre 2016 prosegue la tendenza all’aumento dell’occupazione su base annua e si registrano lievi segnali di crescita in termini congiunturali (Tavola 1). Le dinamiche del mercato del lavoro nel corso del 2016 si sono sviluppate in un contesto di crescita moderata del prodotto interno lordo. In particolare, nel quarto trimestre del 2016 il Pil ha segnato un aumento congiunturale dello 0,2% e un tasso di crescita tendenziale dell’1%; l’input di lavoro misurato in termini di Ula (Unità di lavoro equivalenti a tempo pieno) mostra una dinamica lievemente superiore a quella del Pil (+0,3% sotto il profilo congiunturale e +1,2% in termini tendenziali). Il tasso di occupazione destagionalizzato è stato pari al 57,4%, in crescita di un decimo di punto rispetto al trimestre precedente; considerando l’ultimo decennio 2007-2016 recupera due punti percentuali rispetto al valore minimo (terzo trimestre 2013, 55,4%), ma è ancora distante di quasi un punto e mezzo da quello massimo (secondo trimestre 2008, 58,8%).

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Alle Sei Istat

Ve lo dico alle sei/ Istat: lavoro 2016 mostra limiti incentivi, ora sostenere apprendistato

La lettura riassuntiva del mercato del lavoro nel 2016 da parte dell’Istat disegna tutti i limiti della straordinaria incentivazione costata circa 20 miliardi di impegni di spesa. Tutta la modesta crescita si è assestata sugli anziani e sul centro-nord. E sono tornati alla grande contratti a termine e lavoro autonomo mentre sono diminuiti i rapporti permanenti. Ora le poche risorse disponibili dovrebbero essere concentrate sull’azzeramento del prelievo parafiscale sui contratti di apprendistato “duale” per favorire quel canale di ingresso dei giovani nel lavoro che integra apprendimento teorico ed esperienza pratica.

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Istat Occupazione

Istat: occupazione in crescita nel 2016, calano gli inattivi

Il quarto trimestre 2016 presenta un nuovo aumento nella partecipazione al mercato del lavoro. L’input di lavoro utilizzato complessivamente dal sistema economico (espresso dalle ore lavorate di Contabilità Nazionale) registra aumenti dello 0,4% su base congiunturale e dell’1,6% in termini tendenziali. L’occupazione, stimata dall’indagine sulle forze di lavoro, è pari, al netto degli effetti stagionali, a 22 milioni 827 mila persone, in aumento rispetto al trimestre precedente (+0,1%, 32 mila), dopo la stabilità nel terzo trimestre. Il tasso di occupazione sale al 57,4% (+0,1 punti percentuali), sintesi di una lieve flessione per i 15-34enni (-0,1 punti), della stabilità per i 35-49enni, e di una crescita per i 50-64enni (+0,4 punti).

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Demografia Istat

Istat: nel 2016 nuovo minimo della natalità in Italia

Al 1° gennaio 2017 si stima che la popolazione ammonti a 60 milioni 579 mila residenti, 86 mila unità in meno sull’anno precedente. La natalità conferma la tendenza alla diminuzione: il livello minimo delle nascite del 2015, pari a 486 mila, è superato da quello del 2016 con 474 mila. Dopo il picco del 2015 con 648 mila casi, i decessi sono 608 mila, un livello elevato, in linea con la tendenza all’aumento dovuta all’invecchiamento della popolazione. Il saldo naturale (nascite meno decessi) registra nel 2016 un valore negativo (-134 mila) che rappresenta il secondo maggior calo di sempre, superiore soltanto a quello del 2015 (-162 mila).

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Istat Occupazione

Istat: a gennaio +30.000 occupati mese, +236.000 anno

Nel mese di gennaio 2017 la stima degli occupati è in lieve crescita rispetto a dicembre (+0,1%, pari a +30 mila). L’aumento riguarda gli uomini e si concentra tra gli ultracinquantenni. Aumentano, in questo mese, i lavoratori a tempo indeterminato e gli indipendenti, mentre calano i lavoratori a termine. Il tasso di occupazione è pari al 57,5% (+0,1 punti percentuali rispetto a dicembre). Nel periodo novembre-gennaio si registra un aumento degli occupati rispetto al trimestre precedente (+0,2%, pari a +37 mila). La crescita riguarda gli uomini ed è particolarmente accentuata tra gli ultracinquantenni. Segnali di crescita si rilevano su base trimestrale per dipendenti a termine e indipendenti, mentre sono stabili i dipendenti permanenti.

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Inflazione Istat

L’Istat rialza le stime sull’inflazione, a gennaio +0,3%

Nel mese di gennaio 2017, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,3% rispetto al mese precedente e dell’1,0% nei confronti di gennaio 2016 (la stima preliminare era +0,9%), mostrando segni di accelerazione (era +0,5% a dicembre). Il rialzo dell’inflazione è dovuto alle componenti merceologiche i cui prezzi presentano maggiore volatilità. Si tratta in particolare della netta accelerazione della crescita tendenziale dei Beni energetici non regolamentati (+9,0%, da +2,4% del mese precedente) e degli Alimentari non lavorati (+5,3%, era +1,8% a dicembre), cui si aggiunge il ridimensionamento della flessione dei prezzi degli Energetici regolamentati (-2,8%, da -5,8%). A gennaio, infatti, l'”inflazione di fondo”, al netto degli energetici e alimentari freschi, rallenta, seppur di poco, portandosi a +0,5%, da +0,6% del mese precedente; al netto dei soli Beni energetici, invece, si porta a +0,8% (da +0,7% di dicembre).

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Istat PIL

Istat: PIL del 2016 in crescita. Dato migliore ultimi sei anni

Nel quarto trimestre del 2016 il prodotto interno lordo (PIL), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2010, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dell’1,1% nei confronti del quarto trimestre del 2015. Il quarto trimestre del 2016 ha avuto tre giornate lavorative in meno del trimestre precedente e due in meno rispetto al quarto trimestre del 2015.

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Il commento Istat

Disoccupazione: il messaggio per Gentiloni nei dati ISTAT

E’ stato pubblicato ieri il periodico rapporto dell’Istat su occupati e disoccupati: qual è, quindi, secondo il nostro Istituto di statistica, lo stato di salute del nostro mercato del lavoro? Istat registra, prima di tutto, che, nel mese di dicembre 2016, il numero degli occupati in Italia è stabile rispetto al mese precedente. Un dato, questo, sintesi di un aumento per i lavoratori e, ahimè, di un equivalente calo per le lavoratrici.

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