Category : Industry 4.0

Il commento Industry 4.0 Istruzione

La rivoluzione per far bastare il pezzo di carta

Ancor prima di poter parlare di digitalizzazione e robotizzazione delle imprese, l’aspetto più importante affinché l’Industry 4.0 possa realmente rappresentare un’opportunità per il nostro Paese è la creazione di competenze professionali allineate con le nuove esigenze di mercato. Competenze che, necessariamente, dovranno essere sviluppate, da un lato, attraverso appositi percorsi di istruzione secondaria e, dall’altro, mediante efficaci percorsi di orientamento che sappiano indirizzare i giovani verso facoltà universitarie che siano adeguate in relazione alle esigenze di mercato derivanti dall’avvento dell’Industry 4.0.

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Industry 4.0 Selezione Stampa

Pwc: il 40% dei lavoratori sarà sostituito dai robot in 15 anni

Pubblichiamo un articolo tratto dal Corriere delle Comunicazioni:

La rivoluzione dei robot potrebbe essere più vicina di quanto immaginiamo. E gli effetti più dirompenti potrebbero manifestarsi già nell’arco di 15 anni, quando le macchine avranno già sostituito il 38% dei lavoratori in carne e ossa degli Stati Uniti, il 35% di quelli tedeschi, il 30% di quelli del Regno unito e il 21% dei lavoratori giapponesi. La previsione viene da una recente ricerca di Pricewaters-Coopers, secondo cui la differenza di penetrazione nelle diverse aree geografiche è direttamente legato al livello di istruzione medio nei vari territori. Dove è più alto, la sostituzione di uomini con automi è più difficile, mentre dove gli uomini svolgono invece semplici funzioni meccaniche poco specializzate le macchine contenderanno il lavoro agli umani.

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Industry 4.0

Capire l’impresa per capire il lavoro. Industry 4.0 e il Novecento che non c’è più

di Francesco Seghezzi, pubblicato su Il Foglio
Quando si pone l’attenzione sui cambiamenti del mercato del lavoro spesso l’immagine presupposta è quella dell’operaio, o più in generale il lavoratore nella manifattura. L’avvento di nuove tecnologie è infatti rappresentato, sia nel dibattito mediatico che nella cultura comune, da nuovi robot che ruberebbero lavoro alle braccia umane, condannando alla disoccupazione tecnologica la classe operaia che, invece che in paradiso, si ritroverebbe in uno stato di inattività. Si tratta di una rappresentazione non certo senza fondamento, se è vero che il numero di occupati nei settori industriali dei paesi occidentali è in costante diminuzione ormai dagli anni ’60. Nell’immediato secondo dopoguerra negli Stati Uniti un lavoratore su tre era occupato nell’industria, oggi solo uno su undici, ad esempio. E in Italia gli occupati nell’industria sono oggi ancora ampiamente sopra le medie dei paesi OCSE, segnale che dovrebbe farci preparare ad una ulteriore contrazione nei prossimi anni. Ma allo stesso tempo non si può ignorare quanto l’industria stessa, e in particolare la manifattura, sia cambiata.

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Ericsson Industry 4.0 Innovazione tecnologica

Mobility Report: 18 mld di dispositivi per internet delle cose entro il 2022

E’ stato pubblicato il nuovo Mobility Report del gruppo Ericsson, uno degli studi più dettagliati al mondo sugli attuali trend di traffico e sul futuro delle comunicazioni mobili. In questa edizione di novembre 2016 l’attenzione è concentrata su 5G, banda larga mobile, traffico dati, ed è presente una sezione speciale interamente dedicata all’Internet delle cose: tutti i dati possono essere filtrati per regione, sottoscrizione, tecnologia, traffico e tipologia di dispositivo. Sulla base del report, sono previste circa 500 milioni di sottoscrizioni al 5G entro la fine del 2022, quando la copertura sarà pari al 10%. A guidare l’adozione della nuova tecnologia sarà il Nord America. Secondo lo studio, attualmente nel mondo ci sono 16 miliardi di dispositivi connessi. Saranno circa 29 miliardi entro il 2022, 18 dei quali relativi all’Internet delle cose e nel 2018 assisteremo al sorpasso dei dispositivi connessi sui telefoni cellulari. Vai al sito del Mobility Report

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Industry 4.0

Lavoro, skill digitali requisito chiave per 91mila assunzioni

di Andrea Frollà, pubblicato su Corcom

La metà dei laureati in architettura, in scienze politiche ed economia che le imprese italiane intendono assumere nel corso del 2016 dovranno avere competenze digitali. Stesso requisito per il 40% dei neo assunti freschi di corsi universitari in lingue o ingegneria. Lo rileva l’ultimo rapporto elaborato dal Sistema informativo Excelsior di Unioncamere con il Ministero del Lavoro che prevede 91.500 assunzioni entro il 2106 con le digital skill fra i requisiti indispensabili.

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Industry 4.0 Selezione Stampa

Lavoro, vera sfida di Industria 4.0

di Francesco Seghezzi e Michele Tiraboschi, pubblicato anche su Avvenire

Industry_4E se il vero Jobs Act si chiamasse Industria 4.0? Non è una provocazione ma la constatazione di un fatto. Col piano sulla manifattura digitale presentato dal Ministro Calenda, sembra infatti prendere corpo l’annuncio con il quale, ormai quasi tre anni fa, Matteo Renzi lanciava la sua versione del piano per il lavoro di Barack Obama (l’American Jobs Act), proponendo ampi investimenti per la modernizzazione del sistema produttivo in linea con la nuova rivoluzione digitale. Per il secondo Paese manifatturiero d’Europa, con un settore industriale gravemente indebolito in termini di occupazione e produzione dalla crisi internazionale dell’ultimo decennio, questo significa non solo più produttività per le imprese ma anche maggiori salari e, con essi, una decisa spinta ai consumi e alla domanda interna.

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Industria 4.0, il piano del governo e la mappatura delle imprese

di Francesco Seghezzi
Pubblicato su Il Foglio

Un vero passo avanti sull’Industria 4.0 e la fine delle politiche industriali dirigiste. Due novità non da poco quelle emerse nella giornata in cui Matteo Renzi ha presentato il piano italiano per la manifattura digitale. Un piano che si fonda soprattutto su forti investimenti alle imprese seguendo una logica di mercato che scommette sulla fiducia nei confronti dell’industria. In poche parole non esisteranno bandi o tecnologie specifiche nelle quali investire per poter accedere ai fondi, ma saranno le imprese stesse a decidere su cosa puntare. Gli investimenti saranno quindi automatici, se si investe in tecnologie sbagliate sarà l’impresa a pagarne il prezzo nel futuro in termini di perdita di competitività.

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Federmeccanica Industry 4.0

Industria 4.0 in Italia: l’indagine di Federmeccanica

Industry_4Sono stati presentati oggi a Roma i risultati dell’indagine di Federmeccanica “Costruiamo insieme il futuro” in merito alla diffusione di “Industry 4.0” tra le imprese metalmeccaniche italiane al fine di individuare il loro posizionamento rispetto a tale fenomeno. Il 64% delle imprese italiane ha già in dotazione una delle 11 tecnologie considerate nel piano Industria 4.0. Si tratta di “una sfida di ammodernamento non solo dell’industria ma del Paese intero. E’ un argomento di rilevanza strategica per tutti”. Ad  affermarlo è il presidente di Federmeccanica, Fabio Storchi, a margine della presentazione. “Al governo chiediamo che metta le imprese nelle condizioni di potersi adeguare a questa evoluzione e di poter raggiungere in pochi anni quello che i nostri concorrenti dei Paesi limitrofi, a partire dalla Germania, stanno già facendo. C’è molta aspettativa perché – ha rimarcato Storchi – questa è la vera sfida del Paese, non solo del manifatturiero. Siamo tutti chiamati a dare il nostro contributo ad un processo strategico” della digitalizzazione.

I risultati dell’indagine Industria 4.0

La presentazione della ricerca

Il discorso del Presidente Fabio Storchi

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Bollettino ADAPT Industry 4.0

Piano Industria 4.0: strada da tempo tracciata in Europa

digitalizzazioneIl piano Industria 4.0 prevede incentivi fiscali orizzontali per 13 miliardi, che non ricadranno tutti sulla legge di bilancio 2017. Lo ha spiegato il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, presentandolo a Milano (scarica qui la presentazione). Secondo il Bollettino Speciale di Adapt, l’Associazione per gli studi internazionali e comparati sul diritto del lavoro e sulle relazioni industriali, il piano “rappresenta la strada da tempo tracciata in Europa dove gli incentivi fiscali costituiscono il canale privilegiato per la promozione della innovazione e della competitività delle imprese”. “Non parliamo peraltro -continua Adapt- di una novità assoluta per il nostro ordinamento. La stessa formulazione del credito di imposta per la ricerca contenuta nella legge di stabilità per il 2015 già avvicinava il nostro Paese alle migliori esperienze europee, come la Francia e l’Olanda identificate come ‘migliori pratiche’ da un denso studio condotto per conto della Commissione europea”.

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Industry 4.0 Selezione Web

Industria 4.0, luci e ombre delle linee guida governative

Industry_4Defiscalizzazione, investimenti su alcune università, attenzione alle aziende di piccole e medie dimensioni e standardizzazione digitale per i Paesi europei. Queste sono le linee guida che Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo economico, ha presentato al Forum Ambrosetti di Cernobbio la scorsa settimana. Nell’articolo di Barbara Weisz pubblicato su Agenda Digitale, alcuni economisti intervistati gaurdano con un certo scetticismo alla mancata conoscenza dei dettagli del piano e mettono in luce gli aspetti critici sul fronte delle competenze digitali,  della formazione e dei poli di eccellenza da selezionare fra gli atenei italiani, elaborando delle proposte. Altri, invece, ritengono positiva l’attenzione agli incentivi fiscali e alle misure di lungo periodo.

Leggi qui l’articolo di Agenda Digitale

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