Category : Industria 4.0

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Oltre i robot, un mondo che cambia

Riportiamo a seguire l’articolo di Francesco Seghezzi, Responsabile comunicazione e relazioni esterne di Adapt, pubblicato su Il Foglio il 16 aprile 2017.

È ormai chiaro che un nuovo spettro si aggira per il mondo e non solo. Non si tratta del comunismo, ma dell’algoritmo, e più in generale della tecnologia e delle sue conseguenze sul mondo del lavoro. C’è poco di nuovo in questo incubo contemporaneo, tanto che si potrebbero riempire manuali analizzando le teorie a riguardo elaborate negli anni dagli economisti. Come spesso accade il tema sta generando uno scontro dialettico tra le posizioni di chi vede imminente la fine del lavoro e chi vede nella tecnologia una possibilità di rinascita, se non di liberazione dell’uomo dal lavoro e dal suo peso. Un dibattito che, in assenza della possibilità di effettuare previsioni serie e realistiche per il futuro, non fa che essere alimentato giorno dopo giorno da pubblicazioni e report più o meno fondati metodologicamente, in cui spesso vengono prese in considerazione le brevi conclusioni più che i contenuti. Da un lato coloro che cercano di calcolare quali e quanti posti di lavoro si perderanno, dall’altro chi sostiene, quasi fideisticamente, che l’aumento complessivo di posti di lavoro avvenuto dopo ogni rivoluzione tecnologica non mancherà di arrivare anche in questo caso. Il limite del dibattito però sembra essere nel fatto che mentre si combatte la guerra dei numeri, dell’allarmismo o dell’ottimismo i processi socio-economici non si fermano. E soprattutto non si fermerebbero neanche se si pensasse di aver una risposta definitiva sulle previsioni.

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Industria 4.0, il cybercrime fa più paura dei robot

pubblicato su Corcom.it – articolo di Federica Meta

Industria 4.0, attenzione alla cybersecurity. Secondo uno studio Epson, l’80% dei dirigenti italiani (74% media europea, con i tedeschi sempre in coda al 67%) ritiene che la tecnologia favorirà le economie locali e aumenterà le prospettive di lavoro, spingendo l’Europa a concentrare la propria primaria attenzione non solo sulle problematiche legate alla sicurezza del posto di lavoro, ma anche sulle minacce informatiche.

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Industria 4.0

Ultima chiamata per l’Italia Industria 4.0, il treno è partito.

Pervasività del digitale, importanza del capitale umano, forza della consapevolezza fra i manager, ruolo della politica e approccio di sistema. Lungo queste direttrici si è svolto il confronto fra imprese, politica e istituzioni sull’industria 4.0 andato in scena oggi a Roma, nel corso dell’evento Industry 4.0 360 Summit, organizzato da Digital360. Pubblichiamo a seguire il link all’articolo di Andrea Frollà per Corcom.it. 

Leggi qui l’articolo su Industria 4.0

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Adapt FIM Industria 4.0

Industria 4.0. Ruolo e funzione dei competence center

Adapt e Fim hanno di recente pubblicato un Libro Verde –“Industria 4.0. Ruolo e funzione dei competence center” – che mira ad aprire un aprire un dibattito su un capitolo centrale del piano Calenda, quello della formazione e delle skill.  Dibattito che, nei prossimi mesi, porterà i promotori a coinvolgere ctutti gli attori che possono aiutare, a partire dalle università e dai centri di ricerca fino ad arrivare alle istituzioni locali, alle agenzie per il lavoro e ai sindacati. Gli incontri frutteranno l’elaborazione di linee guida per la redazione di un Libro Bianco da presentare al governo il prossimo settembre. Fatta eccezione per qualche misura inserita in legge di Bilancio, la via italiana a Industria 4.0 per ora è fatta solo di slide: la proposta di Adapt e Fim prova a cambiare l’approccio alla formazione di nuove skills. Nel Libro Verde i competence center vengono concepiti come dei veri e propri hub della conoscenza, costruiti non su base territoriale (Industria 4.0 rompe il paradigma dei distretti e delle specificità territoriali) ma sulla base della specializzazione tematica, riducendo al minimo le strutture fisiche e potenziando quelle virtuali per permettere ai player interessati, a livello nazionale, di usufruire del relativo supporto. Si suggerisce, infine, di introdurre figure simili ai prefetti a fare da collegamento tra i vari attori per favorire il funzionamento corretto dell’hub stesso, nel pieno rispetto delle autonomie di università, imprese ed altri soggetti.

Il Libro Verde di ADAPT e FIM

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Industria 4.0 rapporto

Intelligenza artificiale e automazione: l’impatto sull’economia

I progressi nella tecnologia e nei campi correlati ad essa correlati hanno aperto nuovi mercati e nuove opportunità di progresso in aree critiche quali la sanità, l’istruzione, l’energia, inclusione economica, il benessere sociale e l’ambiente. A questo proposito, la Casa Bianca ha recentemente pubblicato un rapporto sui possibili effetti sull’economia del ruolo dell’intelligenza artificiale, Artificial Intelligence, Automation, and the Economy. Secondo lo studio, negli ultimi anni, le macchine hanno superato l’uomo nell’esecuzione di alcuni compiti relativi alla intelligenza, come ad esempio gli aspetti di riconoscimento delle immagini. Gli esperti prevedono che si faranno ulteriori rapidi passi avanti nel campo dell’intelligenza artificiale specializzata e nell’automazione. Anche se è improbabile che le macchine dispongano di un’intelligenza applicabile ad ampio spettro in maniera paragonabile o superiore a quella degli esseri umani per i prossimi 20 anni, c’è da aspettarsi che le macchine continueranno a raggiungere e superare le prestazioni dell’uomo in un numero sempre maggiore di compiti e funzioni. Il rapporto preannuncia ai policymakers cinque effetti economici principali: contributi positivi alla crescita della produttività aggregata; modifiche delle competenze richieste dal mercato del lavoro, compresa una maggiore domanda di competenze tecniche di livello superiore; una distribuzione non uniforme dell’impatto del fenomeno sui diversi settori, sui livelli salariali, sui livelli di istruzione, sulle tipologie di lavoro, e sui luoghi di lavoro; dinamismo nel mercato del lavoro, dal momento che alcuni posti di lavoro scompaiono, mentre altri nuovi vengono creati; perdita di posti di lavoro per alcuni lavoratori nel breve periodo prolungabile a seconda delle risposte politiche più o meno idonee a scongiurare il problema.

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E-book Industria 4.0 Selezione Stampa

Industria 4.0, così finisce il “diritto pesante” del lavoro

Pubblicato su Corcom.it

La quarta rivoluzione industriale mette la parole fine al “diritto pesante” del lavoro. Il perchè lo spiega l’e-book (clicca qui per scaricarlo) edito da Adapt, frutto delle riflessioni prodotte nel seminario promosso dall’Associazione Amici di Marco Biagi su “La fine del diritto pesante del lavoro nella quarta rivoluzione industriale”. Nell’e-book sono allegati anche alcuni atti parlamentari dedicati alla innovazione del tradizionale quadro regolatorio in termini di sussidiarietà verso le parti negoziali e le professioni esperte.

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Adapt Industria 4.0 Seminario AMB

Le relazioni di prossimità nel lavoro 4.0

Il nuovo contratto collettivo dei metalmeccanici e l’intesa preliminare per la contrattazione nel pubblico impiego, nonché le recenti iniziative parlamentari dedicate alla innovazione del quadro regolatorio in termini di sussidiarietà verso le parti negoziali  sono ulteriori e significative prove che il mondo sociale ed economico sta cambiando e con esso le relazioni di lavoro, anch’esse in (difficile) transizione verso il “4.0”. Con l’ebook intitolato “Le relazioni di prossimità nel lavoro 4.0”, che aggrega gli atti del seminario “La fine del diritto pesante del lavoro nella quarta rivoluzione industriale” recentemente promosso dalla Associazione Amici Marco Biagi e alcuni contributi originali dedicati ai recenti rinnovi contrattuali, ADAPT, Centro Studi Internazionali e Comparati Marco Biagi, intende continuare ad esplorare la nuova grande trasformazione del lavoro in atto, in particolare soffermandosi sulle relazioni di lavoro adattive e partecipative che vanno delineandosi come adeguate per valorizzare e non subire i cambiamenti tecnologici.

Copertina e Sommario

Scarica l’ebook

 

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Industria 4.0: ruolo e funzione dei competence center

La valutazione delle funzioni e del possibile modello organizzativo di un competence center, fattore abilitante e propulsore dei processi di Industria 4.0, non è un semplice esercizio intellettuale ma risponde, piuttosto, a una precisa visione dello scenario che conduce alla Quarta rivoluzione industriale e delle dinamiche ad esso connesse, quelle già oggi visibili e quelle ipotizzabili in una prospettiva di medio periodo. Si spiega nella prospettiva volta ad enfatizzare la centralità delle persone e delle loro competenze come fattori abilitanti di Industria 4.0, l’idea di un Libro verde in collaborazione con la Fim Cisl che ADAPT ha elaborato con lo scopo di non perdere ulteriore tempo e avviare un confronto pubblico e a più voci su uno dei nodi più qualificanti del Piano Nazionale Industria 4.0 e cioè funzioni e modello organizzativo dei competence center.

Leggi il libro verde per Industria 4.0

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contrattazione collettiva Industria 4.0 Relazioni Industriali

Le relazioni adattive

da Bollettino ADAPT

Il seminario promosso dall’Associazione Amici di Marco Biagi sulla “fine del diritto pesante del lavoro nella quarta rivoluzione industriale”, coordinato da Emmanuele Massagli, ha evidenziato la distonia tra la tradizionale regolazione dei rapporti di lavoro e il radicale cambiamento dei modi di produrre indotto dalle nuove tecnologie digitali. Mariano Corso del Politecnico di Milano e Simone Bressan della Fondazione Impresa lavoro ci hanno raccontato gli effetti pervasivi delle innovazioni sui modi di consumare e lavorare spazzando via il minimalismo di chi solo poco tempo fa riduceva tutto al lavoro da remoto e alla conciliazione tra le esigenze di vita.

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Bollettino ADAPT Industria 4.0

Industria 4.0: una politica per l’empowerment delle imprese. Il caso dei Paesi Bassi

digitalizzazione“In tutte le economie avanzate decisori politici e istituzioni si interrogano su come accompagnare la c.d. Quarta rivoluzione industriale. Un ruolo importante è giocato, allo stato, da alcuni gruppi di consulenza globali che, tuttavia, sembrano offrire a tutti i Paesi lo stesso pacchetto di misure senza tenere conto delle peculiarità di ogni Paese: cultura, sistema educativo, tipologia di imprese, specializzazioni produttive, risorse. Più interessante, a nostro avviso, è la costruzione di piani di azione realistici, perché messi a punto in funzione di una visione coerente alla tradizione e alle potenzialità evolutive di ciascun contesto nazionale rispetto alle dinamiche della competizione internazionale. In questa prospettiva di analisi spicca, indubbiamente, il caso dei Paesi Bassi che pare aver tracciato una strada di particolare innovazione e interesse nelle politiche industriali che, dalla vecchia logica dirigista e meccanicistica dello Stato Nazione, sembrano ora passare a una più efficiente filosofia di empowerment delle imprese che accettano la sfida della innovazione e del cambiamento”.

Leggi l’articolo di Elena Prodi su Bollettino ADAPT

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«Industria 4.0» percorso obbligato per recupero competitività Italia

Industry_4Industria 4.0 costituisce “non solo un percorso obbligato, ma anche una grande opportunità di sviluppo per le aziende italiane”, così i rappresentanti di Boston Consulting Group Italia in commissione Attività produttive alla Camera per l’audizione sui nuovi modelli da applicare al tessuto industriale italiano. “L’Italia – è stato ricordato – pur essendo al settimo posto tra i primi dieci Paesi esportatori al mondo, risulta tra quelli meno competitivi per quanto riguarda il costo di produzione, dal momento che si classifica ventesima su 25, mentre tra le maggiori economie mondiali, e’ il Paese che, unitamente alla Francia, ha perso più punti di competitività negli ultimi dieci anni”. 

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