Category : Il commento

Il commento

La “pagella” sul lavoro in Italia

Fonte: Lapresse

È stato, finalmente, presentato pochi giorni fa a Roma, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Rapporto “Il mercato del lavoro: verso una lettura integrata”, realizzato grazie a un accordo (da più parti, e da tempo, auspicato) tra ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, Istat, Inps, Inail e Anpal. Lo studio parte, infatti, dal presupposto che una lettura integrata del mercato del lavoro, utilizzando fonti statistiche e amministrative, migliora in misura significativa l’analisi di aspetti strutturali e dinamici di grande rilevanza per la vita sociale ed economica del Paese ed evita quella, un po’ stucchevole, battaglia dei numeri tra enti diversi.

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Il commento

I proletari “smarriti” 100 anni dopo la rivoluzione

Ieri si sono “festeggiati” i primi cento anni della rivoluzione d’ottobre, la fase finale e decisiva della rivoluzione russa, che segnò dapprima il crollo dell’Impero russo e poi l’instaurazione della Repubblica sovietica. Infatti, solo dopo l’insurrezione avvenuta tra il 6 e il 7 novembre (24 e 25 ottobre del calendario giuliano) del 1917 a Pietrogrado con la presa del Palazzo d’inverno, i bolscevichi formarono “finalmente” il governo rivoluzionario presieduto da Lenin e furono in grado di estendere progressivamente il loro potere su gran parte dei territori del vecchio, e sconfitto, Impero zarista.

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Alternanza Scuola Lavoro Il commento

Alternanza, il “tagliando” per aiutare ragazzi e insegnanti

Alternanza sì, alternanza no. Dall’entrata in vigore della legge 107 del 2015, la cosiddetta “Buona Scuola”, che prevede, finalmente, l’obbligatorietà di percorsi di alternanza scuola-lavoro nell’ultimo triennio delle scuole superiori, le risposte di studenti, professori, imprese e genitori sono state, ovviamente, differenti. Si pensi che gli studenti sono arrivati a proclamare uno sciopero per contrastare la misura pensata per colmare il divario tra scuola e mercato del lavoro che, in Italia, ha assunto, come ben noto, proporzioni sempre più consistenti e preoccupanti.

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Il commento

“L’amaro” nei dati Istat sulla disoccupazione

Oggi il nostro Paese festeggia la festa di Ognissanti. Da molti anni, però, è diventato “tradizionale” anche in Italia celebrare pure quella di Halloween che cade nella notte tra il 31 ottobre e il 1 novembre. È un’usanza consolidata di questa festa di origine pagana che i bambini vadano mascherati di casa in casa, chiedendo dolciumi e caramelle o qualche spicciolo con la domanda “Dolcetto o scherzetto?” L’Istat, che ha pubblicato ieri il consueto rapporto sugli occupati e i disoccupati in Italia, cosa avrà consegnato ai “piccoli” Matteo e Maria Elena che hanno bussato, un po’ svogliatamente, alla sua porta? Non ci resta che scoprirlo.

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Il commento

Alternanza: il “tagliando” per aiutare ragazzi e insegnanti

Alternanza sì, alternanza no. Dall’entrata in vigore della legge 107 del 2015, la cosiddetta “Buona Scuola”, che prevede, finalmente, l’obbligatorietà di percorsi di alternanza scuola-lavoro nell’ultimo triennio delle scuole superiori, le risposte di studenti, professori, imprese e genitori sono state, ovviamente, differenti. Si pensi che gli studenti sono arrivati a proclamare uno sciopero per contrastare la misura pensata per colmare il divario tra scuola e mercato del lavoro che, in Italia, ha assunto, come ben noto, proporzioni sempre più consistenti e preoccupanti.

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Il commento Occupazione

I nuovi disoccupati da inserire nei programmi elettorali

“La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni. Cura la formazione e l’elevazione professionale dei lavoratori. Promuove e favorisce gli accordi e le organizzazioni internazionali intesi ad affermare e regolare i diritti del lavoro. Riconosce la libertà di emigrazione, salvo gli obblighi stabiliti dalla legge nell’interesse generale, e tutela il lavoro italiano all’estero”. Così recita l’articolo 35 della nostra Carta Costituzionale approvata nell’ormai lontano 1948. I padri costituenti nello scrivere questo piccolo mattoncino della legge che disciplina il nostro essere una comunità nazionale operavano una presa d’atto della realtà. Allora l’Italia era un Paese uscito duramente colpito da una guerra e da una dittatura durata un ventennio e, per molti, l’unica scelta possibile era quella di emigrare all’estero, ma non solo. Si fuggiva, insomma, in America, Brasile, Germania, Belgio ma anche nelle grandi città del triangolo industriale “in fieri” dalle campagne e dal nostro mezzogiorno.

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Il commento

Bando personale ATA e la caccia al posto fisso in estinzione

“Allora mettiamo caso che tu ogni mese prendi un cinghiale: a gennaio una freccia, un cinghiale; febbraio, una freccia, un cinghiale… poi arriva dicembre, tiri la tua freccina… e trovi due cinghiali! Ti è mai successo? Si chiama tredicesima… se il tuo cuore non conosce questa gioia allora taci, perché i tuoi dei ti hanno condannato alla partita IVA”. Con l’ironia (amara) che lo contraddistingue, Checco Zalone descrive così, nel suo “Quo vado” del 2016, cosa significa per il suo protagonista, tipico italiano medio entrato nella Pubblica amministrazione per svolgere un impiego decisamente improduttivo grazie al politico locale di turno, il famoso, al limite del mitologico, #posto fisso possibilmente pubblico. Un fascino certamente antico, ma ancora sempre estremamente attuale, basti leggere le vicende relative al bando triennale per il personale ATA nella scuola.

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Il commento Industria 4.0

Industria 4.0: i cambiamenti che servono alle politiche attive del lavoro

Fonte: Lapresse

Inizia oggi a Torino il Festival del Lavoro 2017, la manifestazione organizzata, ormai da molti anni, dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro e dalla Fondazione Studi per parlare di lavoro e occupazione a 360 gradi. La manifestazione prevede, in questa prospettiva, un’ampia gamma di seminari tecnici, ma non solo. Il Festival si propone infatti, dialogando, di indagare sul lavoro 4.0 e le sue trasformazioni sulla società e su come, quindi, governare l’occupazione e tutelare le nuove generazioni in materia di welfare e previdenza, ma anche, forse soprattutto, in quello delle competenze e delle professionalità richieste dal mercato dopo la digitalizzazione del lavoro. Con uno slogan potremmo dire che al Lingotto si ragionerà di Industry 4.0 e lavoro 4.0, due mondi paralleli che fanno (o almeno così sembra) fatica a incrociarsi.

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Il commento Industry 4.0 Istruzione

La rivoluzione per far bastare il pezzo di carta

Ancor prima di poter parlare di digitalizzazione e robotizzazione delle imprese, l’aspetto più importante affinché l’Industry 4.0 possa realmente rappresentare un’opportunità per il nostro Paese è la creazione di competenze professionali allineate con le nuove esigenze di mercato. Competenze che, necessariamente, dovranno essere sviluppate, da un lato, attraverso appositi percorsi di istruzione secondaria e, dall’altro, mediante efficaci percorsi di orientamento che sappiano indirizzare i giovani verso facoltà universitarie che siano adeguate in relazione alle esigenze di mercato derivanti dall’avvento dell’Industry 4.0.

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Il commento Mercato del lavoro

L’unione che manca all’Europa del lavoro

Fonte: Lapresse

Nella sua lettera d’intenti al Parlamento, e al Consiglio, europeo, il Presidente Juncker aveva già annunciato la proposta di costituire alla fine del 2018, a livello comunitario, un’Agenzia per rafforzare la cooperazione tra le autorità nazionali competenti in materia di mercato del lavoro a tutti i livelli, anche al fine di gestire al meglio le situazioni transfrontaliere nonché tutte le ulteriori iniziative a sostegno della mobilità e la definizione di un numero di sicurezza sociale europeo. Tale scelta è stata confermata due giorni fa, durante il discorso sullo Stato dell’Unione, per il 2019.

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