Category : Formazione

Formazione

Sosteniamo la petizione di Federmeccanica “Piu’ Alternanza. Piu’ Formazione”

Amici di Marco Biagi sostiene la petizione “Più Alternanza. Più Formazione” proposta da Federmeccanica con l’obiettivo di sensibilizzare il Governo sul tema della formazione, per i giovani e per quanti già operano nel mondo del lavoro. Con la firma della petizione si chiede, alle autorità governative, sostegno all’attività di alternanza scuola lavoro, strumento per favorire l’avvicinamento al mondo del lavoro da parte dei giovani ancora impegnati nel percorso scolastico, e attenzione al tema della “formazione di qualità” per i lavoratori, con specifico riferimento alla formazione legata all’evoluzione digitale delle imprese.

In particolare la petizione chiede di:  

  • mantenere, in particolare negli Istituti tecnici e professionali, 400 ore di alternanza scuola-lavoro, o strumenti equivalenti, nel triennio per tutti gli studenti e continuare a garantire alle Scuole direttamente interessate strumenti e dotazioni finanziarie semmai superiori, e non inferiori, a quelle attualmente previste.
  • riconoscere il credito di imposta, o misure equivalenti, per le spese fatte dalle aziende per l’alternanza e la formazione del personale funzionale a Industry 4.0 (tecnologie, macchinari, organizzazione, modelli di business etc).

I  contenuti di dettaglio sono espressi nel Manifesto dell’iniziativa.

A questo link, potete firmare la petizione per sostenere l’iniziativa “Più Alternanza. Più Formazione”.

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Bollettino ADAPT Formazione

Il mio canto libero/ Concorso di idee per una nuova definizione della formazione

da Bollettino ADAPT

Nei giorni scorsi Federmeccanica e le organizzazioni sindacali con cui ha sottoscritto il contratto collettivo nazionale hanno promosso un incontro pubblico sul diritto soggettivo alla formazione nel lavoro, nuovo perché introdotto per la prima volta in questi termini nella esperienza negoziale tra parti sociali. La novità è stata particolarmente significativa perché si è prodotta nella categoria che in passato aveva condiviso il vincolo di un monte ore di formazione esterna all’impresa nel presupposto che questa non fosse “formativa” e che si rendesse necessario compensare l’implicita presunzione di impoverimento culturale del lavoratore con un apprendimento distinto e distante rispetto al luogo di produzione. Il diritto viene ovviamente definito in termini promozionali, con l’eccezione di un obbligo minimo di 24 ore nel triennio, ma non per questo è destinato ad essere ineffettivo. Certo, la sua declinazione deve essere aziendale e territoriale per cui le commissioni paritetiche da tempo attive nella categoria a questi livelli sono ora chiamate a monitorare, progettare, sollecitare i modi con cui darvi implementazione. 

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Formazione Istat

Imprese: Istat, 60% nel 2015 ha fatto formazione, 3,5 mln lavoratori coinvolti

Nel 2015 il 60,2% delle imprese attive in Italia con almeno 10 addetti ha svolto attività di formazione professionale (+55,6% rispetto al 2010). L’andamento positivo è determinato dalle aziende che hanno realizzato corsi di formazione nell’area ambiente-sicurezza sul lavoro, mentre per gli altri corsi la quota di imprese si è ridotta (dal 33,7% del 2010 al 32,3% nel 2015). Lo rileva l’Istat, segnalando che quasi 3,5 milioni di lavoratori hanno partecipato a corsi di formazione (45,8% del totale degli addetti, di cui 47,8% uomini e 42,5% donne). Le grandi imprese (con 250 addetti e oltre) sono le più attive (90%), quelle più piccole meno propense. La formazione è più diffusa nelle imprese dei servizi finanziari (94% di imprese). Il Friuli-Venezia-Giulia presenta una percntuale del 74,5%.

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Formazione Selezione Stampa

Puntare sull’alfabetizzazione digitale

Articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore

I professori Nannicini e Leonardi hanno utilmente avviato su questo giornale una riflessione sul modo migliore di tutelare i lavoratori nelle crisi aziendali. Gli straordinari cambiamenti indotti dal salto tecnologico nei modi di produrre hanno tuttavia evidenziato come i mercati del lavoro siano caratterizzati da transizioni professionali ricorrenti e perciò bisognose non tanto di saltuarie attività di ricollocamento quanto di permanenti ed efficaci opportunità per tutti di apprendimento da fonti formali, informali, non formali. La occupabilità di una persona si produce infatti come conseguenza di una buona educazione e del continuo aggiornamento delle sue abilità e competenze. In Italia il problema della riqualificazione dei lavoratori è poi amplificato dalla grande dimensione delle cosiddette competenze intermedie, tipiche delle attività ripetitive nelle tradizionali manifatture, come tali destinate a progressiva sostituzione.

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Formazione Mercato del lavoro Ricerca

New skills at work: laureati italiani sono utilizzati al di sotto delle loro potenzialità

Il mercato del lavoro italiano registra fortissime disuguaglianze in termini di età, genere, area geografica e titolo di studio. Nel 2015 il profilo più avvantaggiato (maschio, 40-44 anni, residente al Nord, laureato) aveva il 50,3% di possibilità di lavorare in più rispetto al profilo più svantaggiato (donna, 20-24 anni, residente al Sud, con licenza media o titolo inferiore). In Italia risulta particolarmente critica la transizione tra scuola e mondo del lavoro per due ragioni: la mancata corrispondenza tra le competenze richieste dal mercato del lavoro e quelle apprese tra i banchi e il fatto che le qualifiche rilasciate dal sistema scolastico non risultano informative delle effettive competenze delle persone. La caratteristica di gran lunga più penalizzante (quella che spiega il 56% della differenza) è però l’età, secondo i risultati, presentati ieri mattina a un convegno, del primo anno di Employment, Skills and Productivity in Italy, un progetto triennale realizzato da Università Bocconi nell’ambito del più ampio progetto New Skills at Work di JP Morgan Chase Foundation.

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Formazione Industry 4.0

Connessione perpetua, formazione continua

digitalizzazioneLa preparazione è più importante della posizione. È questa la significativa differenza tra il moderno mercato del lavoro e quello conosciuto nei decenni antecedenti alla crisi economica. “Se vieni assunto lì sei a posto per tutta la vita!”: il criterio di scelta del datore di lavoro è sempre stato la garanzia di stabilità. Non è più così. Non solo perché con il Jobs Act anche il contratto a tempo indeterminato è diventato più facilmente recidibile, ma soprattutto perché è cambiata l’economia, ora freneticamente liquida, incostante: storici e affermati marchi falliscono in pochi anni, improvvisamente, affossati dal cambiamento tecnologico che ha accorciato la vita utile dei prodotti e dei servizi. Si pensi alla diffusione dello shopping online, all’home banking, all’evoluzione di PC, telefoni e tablet, agli ebook, al car sharing etc… Si tratta di fenomeni che stravolgono le nostre abitudini e, ancor più, il mercato del lavoro che ci circonda, aggiornando (se non addirittura superando) i mestieri e le competenze necessarie per svolgerli.

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Alternanza Scuola Lavoro Formazione

Al via il registro unico dell’alternanza

Formazione-professionaleE’ online a partire da ieri il “Registro nazionale dell’alternanza“, che dovrà ospitare le aziende interessate ad accogliere gli studenti impegnati nei percorsi di formazione sul lavoro, obbligatoria a partire da quest’anno anche per gli alunni di quarta superiore. Il nuovo strumento è realizzato da Unioncamere e rappresenta un canale privilegiato, trasparente e a costo zero per le scuole nel cercare le imprese per i propri studenti.

Il portale è accessibile a questo indirizzo: www.scuolalavoro.registroimprese.it e l’iscrizione al Registro rimane gratuita per tutti e non obbligatoria per le imprese.

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Formazione pubblico impiego

La formazione permanente come leva di efficienza del comparto pubblico

paimpiegoAbbiamo avuto modo di riflettere in ordine all’efficienza del sistema di selezione nel comparto pubblico. L’accesso trasparente di funzionari e dirigenti pubblici competenti, però, costituisce solo l’incipit, ovvero l’alba di quel percorso meritocratico il cui sole dovrà poi continuare a risplendere per tutto il cammino della carriera lavorativa, scongiurando il fenomeno delle progressioni di carriera dovute, specie in alcuni settori, più all’ingerenza della politica che a dimostrazioni di effettive capacità di soddisfare le esigenze dei cittadini. Ciò va ben oltre il recinto naturale dello spoil system, già previsto e disciplinato dal legislatore. Bisogna tenere al centro il “cittadino-cliente” dei servizi pubblici, così come disegnato già dalla riforma Brunetta del 2009.

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Formazione IDP European Consultants Svimez

Svimez, la formazione degli adulti in cinque regioni d’Italia

Formazione-professionaleSvimez e IDP European Consultants hanno condotto una ricerca qui disponibile per individuare i principali aspetti delle politiche nazionali e regionali sulla formazione degli adulti, le relative strategie e i documenti adottati per identificare i drivers di sviluppo, e gli ostacoli incontrati nei processi di formulazione, attuazione e finanziamento delle stesse in alcune regioni italiane.  Lo studio ne ha in considerazione cinque: Abruzzo, Basilicata, Lombardia, Piemonte e Toscana, considerate rappresentative della diversità sociale ed economica italiana ed europea. Di seguito i principali risultati.

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