Category : Fondo Monetario Internazionale

Fondo Monetario Internazionale pensioni

FMI a Italia,misure pro-crescita,ridurre spesa pensionistica

”Nonostante i recenti progressi l’economia” italiana ”resta vulnerabile” a shock negativi: l’elevato debito, che comunque si è ”stabilizzato”. lascia ”l’Italia esposta a shock”. Lo afferma il Fondo Monetario Internazionale nell’Article IV sul nostro Paese, sottolineando che un ”credibile consolidamento di bilancio è centrale per ridurre il debito”. ”La priorità dovrebbe essere data a misure pro-crescita”, incluse il taglio delle spese, un ampliamento della base imponibile e un taglio del cuneo. ”L’elevata spesa pensionistica dovrebbe essere ridotta nel medio termine”, così come dovrebbe essere migliorata l’efficienza della spesa sanitaria. Il Fmi inivita quindi le autorità a fare chiarezza sulle loro intenzioni sul fronte del bilancio per il 2019 e suggerisce una ricetta su tre punti: riforme strutturali, assicurare la stabilità del settore finanziario e indirizzare il debito su una traiettoria di calo.

Continua a leggere
Debito pubblico Fondo Monetario Internazionale

Fmi: debito/Pil Italia 2016 sale al 133,2%, in discesa dal 2018

fondo-monetario-internazionaleDopo essersi attestato al 132,7% del Prodotto interno lordo nel 2015, il debito pubblico italiano è destinato a salire quest’anno e il prossimo per poi imboccare una strada al ribasso fino al 2021. E’ quanto emerge dalle tabelle del Fiscal Monitor, il rapporto diffuso oggi dal Fondo monetario internazionale nell’ambito degli Annual Meetings che si tengono a Washington. Se messo a confronto con l’edizione precedente, quella di aprile, si evince un peggioramento delle stime. Il rapporto odierno contiene alcuni dei dati emersi ieri dal World Economic Outlook: il debito/Pil quest’anno salirà al 133,2% e il prossimo al 133,4% fino ad arrivare al 125% nel 2021. I dati nuovi contenuti nel Fiscal Monitor riguardano gli anni 2018, 2019 e 2020 nei quali il debito/Pil e’ visto rispettivamente al 132%, al 129,9% e al 127,5%. fare peggio dell’Italia tra le economie avanzate sono solo la Grecia e il Giappone, il cui debito/Pil e’ stimato dal Fondo nell’ordine al 183,4% e al 250,4% nel 2016.

Leggi il Fiscal Monitor del FMI

Continua a leggere
Disinflazione Fondo Monetario Internazionale

FMI, la persistente disinflazione è una sfida per molte banche centrali

L’inflazione è scesa notevolmente in molte economie negli ultimi anni. Il calo dei prezzi delle commodity e la debolezza dell’economia sono i fattori che spingono la disinflazione. Lo afferma il Fmi, sottolineando nello studio pubblicato per ottobre 2016, il World Economic Outlook, come bassa e inflazione in calo a seguito della grande recessione è un fenomeno ad ampio spettro che coinvolge più Paesi, misure, e settori. In particolare, la sensibilità delle aspettative di inflazione è aumentata nei paesi dove i tassi di interesse sono ai minimi. E questo suggerisce che la percepita abilità della politica economica di combattere la disinflazione potrebbe diminuire in questi paesi.

Leggi qui lo studio del FMI

Continua a leggere
Fondo Monetario Internazionale Scenari macroeconomici

Fmi: Lagarde, crescita troppo bassa per troppo tempo

DAVOS/SWITZERLAND, 26JAN13 - Christine Lagarde, Managing Director, International Monetary Fund (IMF), Washington DC; World Economic Forum Foundation Board Member is seen during the Session 'The Global Economic Outlook' at the Annual Meeting 2013 of the World Economic Forum in Davos, Switzerland, January 26, 2013. Copyright by World Economic Forum swiss-image.ch/Photo Moritz HagerIl Fondo monetario internazionale torna a lamentarsi per una crescita mondiale “troppo bassa per troppo tempo” che rischia di provocare nel 2016 “il quinto anno consecutivo con una crescita del Pil globale sotto il 3,7%, la media dei quasi due decenni precedenti la crisi finanziaria del 2008”. A mettere in guardia è Christine Lagarde, il direttore generale dell’istituto di Washington che probabilmente taglierà nuovamente le sue stime di crescita mondiale quando pubblicherà il suo World Economic Outlook il prossimo mese nell’ambito degli Annual Meetings che si svolgeranno nel suo quartiere generale. In un intervento pronunciato a Toronto (Canada), Lagarde fa notare che fino ad ora sono state le banche centrali a farsi “carico del peso maggiore negli ultimi anni. Ora le politiche fiscali devono giocare un ruolo maggiore nelle nazioni che hanno spazio addizionale di spesa”. Su questo fronte, il Canada viene lodato per i suoi investimenti nelle infrastrutture. Su quello delle riforme economiche, sono i legislatori a dovere “fare la cosa giusta nella giusta sequenza, e devono farlo ora. I Paesi dell’Area euro per esempio possono aumentare la produttività accelerando le riforme strutturali, abbassando le barriere all’ingresso nel settore dei servizi e aumentato la ricerca e lo sviluppo”.

Leggi il discorso di Christine Lagarde

Continua a leggere
Fondo Monetario Internazionale

Italia, FMI: avanti con consolidamento fiscale e riforma sistema bancario

fondo-monetario-internazionaleIn un contesto in cui il margine di manovra in termini macroeconomici e fiscali varia molto tra i Paesi del G20, alcuni Paesi, come l’Italia e il Brasile “devono proseguire con il consolidamento fiscale, valutando possibili misure di aggiustamento favorevoli alla crescita”, in un contesto di debito relativamente alto. E’ quanto si legge nella Surveillance Note redatta dal Fondo monetario internazionale in vista del G20 dei ministri delle Finanze e dei banchieri centrali, che si terrà il 23 e 24 luglio a Chengdu, in Cina. Con quasi tutte le economie del G20 che viaggiano al di sotto del proprio potenziale, l’istituto di Washington “raccomanda misure che sostengano la crescita di breve termine e incrementino il potenziale di crescita nel lungo periodo”. Questo per alcuni Paesi, come Stati Uniti, Germania e Canada, si traduce in un cambiamento della spesa pubblica a favore di investimenti in infrastrutture, mentre per altri, tra cui l’Italia, è “raccomandata una deregulation del mercato dei prodotti”, con particolare attenzione a servizi e network industriali. Il Fmi auspica inoltre una maggiore integrazione nel mercato del lavoro di gruppi con più basso tasso di partecipazione (donne, rifugiati, lavoratori anziani), riforme dell’immigrazione laddove necessario (per esempio negli Stati Uniti), della spesa sociale (Francia) e delle pensioni e del sistema sanitario (Regno Unito e Stati Uniti). Come si legge nel documento, “altre priorità di riforma includono una piuùambiziosa riforma del settore bancario e giudiziario per migliorare i flussi del credito”, cosa necessaria per esempio in Italia.

Continua a leggere
Fisco Fondo Monetario Internazionale OCSE

Ocse e Fmi su sistema fiscale italiano: “Debiti allarmanti, intervenire su Iva”

soldiOcse e Fondo Monetario Internazionale hanno recentemente messo in luce le debolezze del nostro sistema fiscale. I loro rapporti presentati oggi al Ministero dell’Economia e delle Finanze indicano due principi basilari: “la pressione fiscale si deve ridurre e le tasse si devono pagare nel modo più semplice”. Lo ha affermato il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, secondo cui gli studi delle due istituzioni danno prova “dei risultati positivi a seguito delle misure introdotte dal governo” sul fronte della riduzione della pressione fiscale e su quello della semplificazione e trasparenza. “Il punto – ha aggiunto il Ministro Padoan – non è godersi i risultati positivi, ma chiedersi quali sono i problemi che ancora ci sono”. “L’accumulazione di debiti fiscali è allarmante, si legge nel rapporto del Fondo monetario internazionale – sul fisco italiano i problemi strutturali devono essere affrontati urgentemente”. Il documento individua come cause “il debole sistema di dichiarazioni Iva”, un “caso unico in Europa e forse nel mondo”, consistente una sola dichiarazione l’anno a fronte invece di una al mese come avviene in molti Paesi avanzati.

Continua a leggere
Banche Finanza Fondo Monetario Internazionale

FMI, stabilità finanziaria: in Italia rimane la sfida delle sofferenze bancarie

I rischi per la stabilità finanziaria a livello mondiale sono aumentati da ottobre 2015. A sottolinearlo è l’ultimo aggiornamento del Global Financial Stability Report, il rapporto redatto in questi giorni dal Fondo Monetario Internazionale nell’ambito dei lavori primaverili in corso a Washington.  Le proiezioni dell’Istituto sono peggiorate per le economie avanzate a causa della crescente incertezza e delle battute d’arresto che hanno interessato la crescita e la fiducia, ma i cali dei prezzi del petrolio e delle materie prime e una crescita più lenta hanno mantenuto i rischi elevati anche nei mercati più emergenti. Tutto ciò ha inasprito le condizioni finanziarie, riducendo al tempo stesso propensione al rischio, innalzando i rischi connessi al credito, e ostacolando il risanamento dei bilanci.

Continua a leggere
Fondo Monetario Internazionale World Economic Outlook

FMI, World Economic Outlook: crescita troppo lenta per troppo tempo

fondo-monetario-internazionaleLa proiezione di base per la crescita globale nel 2016 è un modesto 3,2 per cento, sostanzialmente in linea con il dato dello scorso anno. Ad affermarlo è l’aggiornamento del World Economic Outlook del Fondo Monetario internazionale redatto nell’ambito degli Spring Meetings in corso a Washington, che ha rivisto la stima del dato di 0,2 punti percentuali al ribasso rispetto a gennaio 2016. Nel rapporto si prevede un rafforzamento della ripresa dal 2017 in poi, principalmente grazie ai mercati emergenti e in via di sviluppo, dal momento che le condizioni di stress in queste economie gradualmente cominceranno a normalizzarsi. Tuttavia sono aumentati in maniera sempre più tangibile l’incertezza e i rischi di scenari di crescita più deboli. Secondo l’outlook, la congiuntura fragile aumenta l’urgenza di una risposta politica su base ampia per aumentare la crescita e la gestione delle vulnerabilità.

Continua a leggere
Fondo Monetario Internazionale

FMI, World Economic Outlook: fare riforme strutturali e farle bene

fondo-monetario-internazionaleSecondo il Fondo monetario internazionale, è arrivato il momento per spingere a favore dell’adozione di riforme addizionali nel mercato del lavoro e in quello dei prodotti nelle economie avanzate: ce n’è un forte bisogno e possono aumentare i livelli occupazionali e il potenziale di crescita, “che è calato dalla crisi finanziaria globale del 2008-2009 e che probabilmente resterà sotto i livelli pre-crisi nel medio termine”. Visto il loro effetto positivo, quelle riforme richiedono dunque un maggiore sforzo anche se nel breve termine il loro contributo e’ modesto dal momento che ci vuole tempo prima che i loro benefici si possano materializzare, specialmente laddove le condizioni economiche restano deboli. E’ quanto sostenuto dall’istituto di Washington nel terzo capitolo del World Economic Outlook, in cui però l’Fmi sottolinea che “il declino del potenziale di crescita è iniziato all’inizio degli anni 2000, cosa che suggerisce che fattori prettamente strutturali hanno avuto un ruolo” in questo trend. Di conseguenza, si legge, “la continua debolezza della crescita e lo spazio sempre più limitato delle politiche macroeconomiche, specialmente in alcuni Paesi dell’Area euro e in Giappone, hanno portato i legislatori a enfatizzare le riforme strutturali.

Continua a leggere
Fondo Monetario Internazionale Lagarde

Lagarde: outlook globale indebolito, rischi al ribasso

”L’outlook globale si è indebolito ulteriormente negli ultimi sei mesi, esacerbato dal rallentamento della Cina, dai bassi prezzi delle commodity e dalla prospettiva di una stretta finanziaria in diversi paesi” afferma Christine Lagarde, Direttore Operativo del Fondo Monetario Internazionale, intervenendo alla Goethe University, in Francoforte. Nell’area euro ”gli investimenti bassi, l’elevata disoccupazione e i deboli bilanci pesano sulla crescita” tanto che nell’eurozona “servirebbero politiche di formazione in grado di aiutare i cittadini a trovare lavoro, soprattutto i giovani”. ”In molte economie avanzate la ripresa è più moderata di quanto anticipato. Negli Stati Uniti la ripresa è piatta in parte per il dollaro forte; nell’area euro i bassi investimenti, l’elevata disoccupazione e i bilanci deboli pesano sulla ripresa; in Giappone la crescita e l’inflazione sono più deboli del previsto”. ”La priorità è assicurare la crescita e gettare le fondamenta per un crescita più forte ed equa nel medio termine”.

Leggi il discorso di Christine Lagarde per intero

Continua a leggere
1 2