Category : flessibilità

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Jobs act, Sacconi: cambiato Statuto dei lav., corretta Legge Fornero, ora Testo Unico.

FIAT: SACCONI, OK SINDACATI INCORAGGIA, FIOM ISOLATA

“I provvedimenti del Consiglio dei Ministri in materia di lavoro recepiscono ampiamente le proposte di Area Popolare con particolare riferimento 1) alla applicazione del superamento dell’art.18 anche ai licenziamenti collettivi e alle ipotesi di trasformazione dei contratti a termine e di apprendistato; 2) alla definizione certa del confine tra lavoro subordinato e lavoro autonomo così da liberare la partita IVA dai pregiudizi della legge Fornero abrogandone la parte relativa; 3) alla espansione del lavoro accessorio a voucher fino a 7000 euro; 4) al mantenimento del contratto a termine di 36 mesi e del lavoro intermittente; 5) alla ulteriore semplificazione dell’apprendistato istruzione-lavoro; 6) alla flessibilità delle mansioni anche attraverso accordi individuali; 7) alla liceità delle tecnologie di controllo a distanza; 8) alla prima applicazione al lavoro pubblico delle regole del lavoro privato relative alle Co.co.co. dal 2017.

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#JobsAct o #JobsBack, i rischi di una norma che non segue la realtà

convegno

Oltre un migliaio di tweet con l’hashtag #JobsBack, centinaia di visualizzazioni in streaming. Questi i numeri del convegno dal titolo “#JobsAct o #JobsBack? Perché è sbagliato cancellare la legge Biagi” organizzato da Adapt e dall’Associazione Amici di Marco Biagi.
Tanti gli interventi, tutti accomunati da una forte preoccupazione per le decisioni che il Consiglio dei Ministri del 20 febbraio prenderà sul tema dei contratti atipici. Il giudizio che è risuonato di più, condiviso da tutti i relatori in forme diverse, è che il governo si sta allontanando dalla realtà del mercato del lavoro italiano, convinto di poter risolvere con norme restrittive i problemi a cui non sa rispondere.

Nello stesso momento in cui il Ministro Poletti anticipava la volontà del governo di cancellare co.co.co e co.co.pro, è giunta una forte risposta da parte dei protagonisti del convegno.

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Lavoro, Ue, giustizia, fisco: per rilanciare il governo via tutti i freni alla crescita

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di Maurizio Sacconi da Il Sole 24 Ore

Caro Direttore,

nei giorni scorsi i due rapporti prodotti dalla Commissione Europea e dall’Ocse disegnano per l’Italia, nell’anno in corso, una prospettiva di crescita modesta, trainata dalla sola domanda esterna, senza occupazione aggiuntiva. Peggiora, oltre a tutto, il nostro confronto con le aree di maggiore riferimento nell’Unione tra le quali si evidenzia la più marcata ripresa della Spagna. Migliorano i conti pubblici ma nel contesto della pur sempre abnorme dimensione del nostro debito. Ciò impone al Governo – e alla maggioranza che lo sostiene – una ulteriore considerazione del che fare a partire dal doveroso negoziato europeo sulla più flessibile interpretazione del Patto di stabilità e crescita. Si ha talora la sensazione che gli obiettivi perseguiti siano la solita possibilità di qualche spesa corrente in più – come la stabilizzazione degli insegnanti – e maggiori investimenti pubblici nella tradizionale speranza keynesiana che siano in sé stimolo allo sviluppo. Eppure, di fronte ai grandi cambiamenti geo-economici in corso, dovremmo più ambiziosamente pretendere una visione condivisa del posizionamento dell’area dell’Unione attraverso l’avvio degli strumenti finanziari di attuazione di quelle infrastrutture a rete e puntuali, a valenza transnazionale, che corrispondono alle possibili proiezioni commerciali verso est e verso sud. Anche ai fini della nostra maggiore credibilità nel dialogo europeo, assumono quindi rilievo le riforme strutturali cui ci siamo impegnati e che dovrebbero rendere la nostra società più vitale e dinamica.

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D.Lgs. tutele crescenti. La relazione di Maurizio Sacconi

Lo schema di decreto legislativo in esame è stato predisposto in attuazione della normativa di delega di cui all’art. 1, comma 7, lettera c), della L. 10 dicembre 2014, n. 183. Quest’ultima ha previsto la ridefinizione, per le nuove assunzioni, del contratto a tempo indeterminato sulla base di tutele crescenti del lavoratore in relazione all’anzianità di servizio con lo scopo di renderlo più conveniente per il datore di lavoro nell’epoca delle grandi incertezze. La normativa di delega appare rivolta a sostituire un regime fondato sulla reintegrazione nel posto di lavoro, se il giudice imponderabilmente non approva l’operato dell’imprenditore, con un regime fondato su un indennizzo di entità predeterminata crescente con il crescere dell’affidamento reciproco tra le parti.

Scarica la relazione di Maurizio Sacconi sul provvedimento

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Sacconi: “E ora omologare il lavoro pubblico al privato”

Intervista di Michele Lombardi de Il Secolo XIX

“Omologare le regole del lavoro pubblico con quelle del lavoro privato, tenendo fuori le assunzioni per concorso e le carriere d’ordine, come magistrati e militari”. Scoraggiato ma non sconfitto per i risultati parziali ottenuti con il Jobs Act, il senatore Maurizio Sacconi, presidente della commissione Lavoro del Senato, si prepara a tornare in trincea in vista dell’esame della riforma Madia, che potrebbe riportare in gioco i licenziamenti per scarso rendimento, cominciando a introdurli proprio nel pubblico impiego dove maggiori sono le resistenze di sindacati e sinistra Pd.

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Sacconi: “Rischiamo la bocciatura Ue. Pubblico escluso? Non finisce qui”

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Intervista di Pier Francesco De Robertis per QN

«Mi spiace dirlo, ma è una mezza riforma. Preoccupa anche che l’Europa potrebbe non apprezzarla. Non è facilmente traducibile in inglese ma l’italiano sanno leggerlo anche a Bruxelles».

Già il nuovo Jobs Act nel suo complesso pare non entusiasmarla, senatore Sacconi. Poi questo ultimo pasticcio sui dipendenti pubblici non le farà cambiare idea…

«In sede di stesura delle deleghe noi di Ncd presentammo un emendamento per l’omologazione tra lavoro pubblico e privato con l’unica eccezione delle carriere d’ordine come forze di polizia, magistratura, diplomatici. Ci dissero che era superfluo perché esiste già una legge che impegna a ciò il governo. Ora ci dicono il contrario.».

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Sacconi: “L’azienda paghi un indennizzo invece di reintegrare”

FIAT: SACCONI, OK SINDACATI INCORAGGIA, FIOM ISOLATA

Intervista di Alberto D’Argenio pubblicata su Repubblica

Nessuna minaccia, “il governo non cade”, ma un pressing serrato perché la riforma del lavoro cambi ancora. Maurizio Sacconi, capogruppo al Senato di Area popolare e ariete dell’Ncd sul Jobs Act, ha una proposta per Renzi: “Così com’è la riforma è positiva solo in parte, può migliorare. Ad esempio, perché sui licenziamenti non utilizziamo in toto il modello tedesco?”. E il partito di Alfano chiede che il contratto a tutele crescenti venga applicato anche al settore pubblico.

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Cresce in Italia l’interesse per il co-working

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Una ricerca globale di Regus condotta in oltre 100 Paesi su 22.000 manager e imprenditori ha indicato quali sono i vantaggi che si possono ottenere con la flessibilità e la condivisione degli spazi di lavoro. L’ottimizzazione dei costi di gestione (value for money) è il principale beneficio riscontrato (89%) seguito da una significativa riduzione delle spese di manutenzione e pulizia (86%). Ma i benefici per le imprese che utilizzano spazi di lavoro condivisi (collaborative workplaces) non si limitano ad una semplice questione economica: il 72% degli intervistati ritiene che possano costituire l’ambiente ideale per sviluppare nuove idee e per facilitare lo scambio di conoscenze, in altre parole per favorire l’innovazione. Anche la crescita di un forte spirito imprenditoriale (73%) è tra i plus che derivano da questo tipo di scelta.

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Jobs Act, Sacconi: vincono i riformisti, pensiero a Marco Biagi

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“Riforma è fatta grazie all’incontro dei riformisti di destra e di sinistra. Vi si oppongono gli estremisti di destra e di sinistra. Ne sono pienamente soddisfatto e il mio primo pensiero si rivolge a colui che per primo ha ispirato la coniugazione di flessibilità e sicurezza pagando con la vita il suo generoso servizio al bene comune. Ora possiamo procedere ad una rapida conferma del Senato in modo da consentire al governo la immediata emanazione dei primi decreti delegati. E il Parlamento stesso non potrà non fare presto con i relativi pareri sentendosi sollecitato dai molti precari o disoccupati per i quali la riforma costituirà una opportunità“. Lo dichiara in una nota il Presidente della Commissione Lavoro al Senato, Maurizio Sacconi.

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Camera dei deputati Commissione Lavoro Contratti di lavoro contratto a tutele progressive Delega Lavoro flessibilità Italia Jobs Act La settimana in Parlamento Licenziamenti Mansioni Mercato del lavoro Occupazione

Jobs Act, Rete Imprese Italia: Riforma senza nuovi costi per le imprese

La riforma del mercato del lavoro è un provvedimento ambizioso che va attuato con il contributo delle parti sociali, non deve in alcun modo provocare incrementi di costo per le imprese e deve salvaguardare le buone pratiche in materia di sostegno al reddito. Inoltre, deve essere assolutamente coerente con le finalità del Ddl Stabilità laddove mira a restituire competitività al sistema produttivo italiano riducendo il costo del lavoro, evitando una sorta di compensazione punitiva in cambio di snellimenti normativi”. Sono le indicazioni espresse oggi dai rappresentanti di Rete Imprese Italia durante l’audizione sul Jobs Act presso la Commissione Lavoro della Camera.

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