Category : Eurostat

Eurostat Pensioni

Eurostat: Italia ultima Ue per vita lavorativa, 31,2 anni

Nonostante la riforma delle pensioni con l’aumento dell’età di vecchiaia l’Italia resta il Paese con il numero medio di anni di lavoro attesi più basso in Europa: secondo una tabella Eurostat pubblicata oggi in Italia,  le persone attive dai 15 anni in poi lavoreranno in media 31,2 anni, oltre dieci anni in meno della media svedese pari a 41,3 anni. Colpa del ritardo con il quale si entra nel mercato del lavoro e dei periodi di mancata occupazione che penalizzano soprattutto le donne (26,3 anni la vita lavorativa media attesa delle donne nel nostro Paese). La media degli anni di lavoro attesi è cresciuta negli ultimi 16 anni in tutta Europa (oltre tre anni nell’Ue a 19, meno di tre nell’Ue a 28) mentre l’Italia si allinea all’Unione europea a 28 (meno di tre anni). La vita lavorativa media attesa nel 2016 in Europa è di 35,6 anni, 0,2 anni più lunga del 2015 e 2,3 anni superiore rispetto al 2000. Tra uomini e donne la differenza media è di 4,9 anni (38 gli uomini, 33,1 le donne). Malta e l’Italia sono i Paesi nei quali il divario tra donne e uomini è più alto. Nel nostro Paese la vita lavorativa attesa per gli uomini è di oltre 35 anni.

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Eurostat Occupazione

Eurostat, Regional Yearbook 2017: Sicilia terza in Europa per Neet

Calabria, Campania Puglia e Sicilia sono fra le sei regioni europee dove meno di una persona su due ha un lavoro. La Sicilia è al terzo posto tra oltre 200 regioni in Europa per l’alto tasso di giovani fra i 18 e i 24 anni che non studiano e non cercano lavoro, i cosiddetti Neet. Il dato negativo dell’isola (41,4%) è inferiore solamente a quelli registrati per la Guyana francese (44,7%) e la regione bulgara di Severozapaden (46,5%). E’ quanto potete consultare a questo link relativo al Regional Yearbook 2017 pubblicato oggi da Eurostat. Tra i Paesi Ue, dove la media dei Neet è del 15,2%, l’Italia si conferma poi quello con la quota più elevata (il 26%). All’interno dell’Unione europea, in media il 71,1% della popolazione nella fascia 20 – 64 anni risultava occupato nel 2016, la media italiana è del 57,2%. Tuttavia, il tasso scende vertiginosamente al 44,3% in Puglia, al 41,2% in Campania, al 40,1% in Sicilia e infine al 39,6% in Calabria. 

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Eurostat Occupazione

Ue-19, Eurostat: nuovo record occupazione nel secondo trimestre

Fonte: Eurostat

Il numero degli occupati è aumentato dello 0,4% sia nell’area dell’euro (EA19) sia nell’UE28 nel secondo trimestre del 2017 rispetto al trimestre precedente, secondo le stime dei conti nazionali pubblicati da Eurostat, l’Ufficio statistico dell’Unione europea. Nel primo trimestre del 2017, l’occupazione è aumentata di 0,5% in entrambe le aree. Si tratta di cifre regolate stagionalmente. Rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, l ‘occupazione è cresciuta dell’1,6% nell’area dell’euro e da 1,5% nell’UE28 nel secondo trimestre del 2017 (dopo + 1,6% e + 1,5% nel primo trimestre del 2017). Eurostat stima che nel secondo trimestre del 2017 nell’UE 28 sono stati impiegati 235,4 milioni di uomini e donne, di cui 155,6 milioni nell’area dell’euro (cifre adeguate stagionalmente). Questi sono i livelli più alti mai registrati in entrambe le aree. È già da marzo che l’occupazione segna record continui. Per l’Italia l’aumento nel secondo trimestre è di 0,3%, in rallentamento rispetto allo 0,5% dei primi tre mesi dell’anno. Gli Stati dove l’aumento è stato maggiore sono Malta (+1%), Spagna (+0.9%), Grecia e Polonia (+0.8%), mentre i cali più importanti in Croazia (-0,8%), Lettonia (-0,7%), Romania (-0,6%) ed Estonia (-0,5%).

Qui sono disponibili i dati di Eurostat

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Eurostat Mercato del lavoro

Lavoro: Eurostat 3,2 mln disponibili ma non cercano,a top Ue

In Italia nel 2016 ci sono state oltre 3,2 milioni di persone tra i 15 e i 74 anni che si sono dichiarate disponibili a lavorare ma non hanno fatto alcuna azione attiva di ricerca di un impiego, oltre un terzo degli 8,8 milioni complessivi in Europa. E’ quanto emerge dalle tabelle Eurostat sulle “Forze lavoro potenziali”, secondo le quali l’Italia registra un calo rispetto al 2015, ma resta saldamente in testa alla graduatoria degli sfiduciati. Se si guarda al totale delle forze complementari (compreso chi cerca lavoro ma non è subito disponibile), l’Italia registra nel complesso 3,34 milioni di persone alla finestra con un tasso del 13% (il 14% nel 2015) della forza lavoro (4,5% media Ue). In Europa nel 2016 – scrive Eurostat – c’erano 224 milioni di persone occupate e 21 milioni di disoccupati. Nell’anno, inoltre, c’erano anche almeno 11,1 milioni di persone tra i 15 e i 74 anni “economicamente inattive”, ma con una relazione con il mercato del lavoro per cui si potrebbero considerare forza lavoro potenziale. Si tratta del 4,5% della forza lavoro europea.

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Eurostat Occupazione

Eurostat: Eurozona, 153,3 mln di occupati II trimestre, livello più alto da fine 2008

europeSecondo Eurostat, nel secondo trimestre 2016 l’occupazione nell’eurozona non è mai stata così alta dall’ultimo trimestre del 2008, con 153,3 milioni di occupati, mentre nei 28 è record assoluto dall’inizio dei rilevamenti statistici nel 2005, con 232,1 milioni di occupati. Il tasso nell’eurozona è infatti salito dello 0,4% nel secondo trimestre rispetto al primo, quando era già cresciuto dello 0,4%. Su anno, l’aumento è dell’1,4%. Nei 28, il tasso ha registrato +0,3% dopo il +0,4% dei tre mesi precedenti, mentre su anno segna +1,5%. In Italia l’occupazione è cresciuta in modo leggermente superiore alla media dell’eurozona, con +0,5% su base trimestrale e +1,8% su base annua. Estonia, (+1,7%), Irlanda (+1,1%) e Lituania (+1%) hanno registrato gli aumenti maggiori. Unico calo in Croazia (-0,4%), invariata la Finlandia.

Leggi la nota di Eurostat

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Eurostat Occupazione

Ue-19: sale occupazione in primo trimestre 2016, +0,3%

europeSale l’occupazione nell’eurozona nel primo trimestre del 2016, che segna +0,3%, rispetto all’ultima parte del 2015 quando aveva registrato ugualmente +0,3%. Nell’Ue nel suo insieme è ugualmente cresciuta dello 0,3%, dopo lo 0,4% del trimestre precedente. Rispetto a un anno prima l’indice segna +1,4% sia nei 19 che 28. Lo comunica Eurostat. L’Italia si situa nella media dell’eurozona, con un aumento dell’occupazione dello 0,3% nel primo trimestre 2016 dopo lo 0,4% di fine 2015, mentre su anno +1,2%. I Paesi in cui l’occupazione è cresciuta di più sono la Repubblica ceca (+1,5%), la Lituania (+1,3%) e l’Ungheria (+1%), mentre i cali maggiori sono stati registrati in Polonia (-0,5%), Grecia, Lettonia e Olanda (tutti -0,1%).

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disoccupazione Eurostat Istat

Continua calo disoccupazione in Ue, in Italia a gennaio tasso stabile all’11,5%

Continua il calo della disoccupazione tanto nell’Eurozona quanto nella Ue a 28. A gennaio, secondo i dati di Eurostat, nei 19 paesi della moneta unica è scesa a 10,3% (pari a 16,647 milioni di disoccupati) dal 10,4% di dicembre.
Per i giovani fino a 25 anni la disoccupazione nell’Eurozona è risultata al 22,0% (pari a 3,037 milioni di senza lavoro) e nella Ue al 19,7%.A gennaio 2015 era all’11,3% (18,092 milioni di senza lavoro). Nella Ue il tasso di gennaio è stato dell’8,9% (9,9% a dicembre e 9,8% a gennaio 2015).

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Eurostat Mercato del lavoro

Ue-19: disoccupazione a 10,8%, mai così bassa da 2012

europeSecondo questa rilevazione di Eurostat, a settembre la disoccupazione nell’eurozona è scesa al 10,8%, mai così bassa da gennaio 2012. Anche nell’Ue nel suo complesso il tasso è sceso al 9,3%, al suo minimo record da settembre 2009. In Italia è all’11,8%. Ad agosto la disoccupazione nei 19 era al 10,9%, a settembre di un anno fa all’11,5%, nei 28 a 9,4% e 10,1%. I tassi più bassi di disoccupazione sono stati registrati in Germania (4,5%), Repubblica Ceca (4,8%), Malta (5,1%) e Gran Bretagna (5,35 a luglio), quelli più alti invece in Grecia (25% a luglio), e Spagna (21,6%). L’Italia ha il sesto tasso più alto: oltre a Grecia e Spagna, la precedono Croazia, Cipro e Portogallo. Rispetto a un anno fa, la disoccupazione è scesa in 23 Paesi su 28. I cali maggiori del numero di disoccupati sono avvenuti in Spagna (dal 24% al 21,6%), Estonia (dall’8% al 5,7%), Bulgaria (dall’11,3% al 9,4%) e Slovacchia (dal 12,9% all’11%).

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Bankitalia disoccupazione Economia Europa Eurostat indagine Istat Italia Lavoro privato Mercato del lavoro Occupazione Studi Unimpresa Unione Europea

Unimpresa: in 6 anni perso oltre 1 milione di posti di lavoro

In sei anni di crisi in Italia è andato perso oltre un milione di posti di lavoro. Dal 2008 al 2014 nel nostro Paese gli occupati sono scesi da 25,3 milioni a 24,3 milioni con un calo di oltre 1 milione di unità (-4,08%). Nell’area euro l’occupazione è risultata in caduta del 2,85% (-4,3 milioni) da 153,3 milioni a 149 milioni. Unica eccezione è la Germania (+4,42%) che ha dato impiego a 1,8 milioni di persone in più (da 41 milioni a 42,8 milioni). Questi i dati principali di un rapporto del Centro Studi Unimpresa che ha analizzato l’andamento del mercato del lavoro in Italia e nell’area euro dal terzo trimestre 2008 al terzo trimestre 2014.

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costo del lavoro Eurostat indagine Italia Mercato del lavoro Unione Europea Varie

Ue: costo lavoro Italia meno di Germania ma superiore alla media

Il costo del lavoro in Italia è inferiore a quello tedesco, ma resta sopra la media dell’Ue, e soprattutto ben superiore rispetto ai paesi dell’Est Europa dove si sposta sempre più frequentemente la produzione industriale. Lo segnala oggi Eurostat, facendo la fotografia della situazione in Europa nel 2012.

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