Category : Eurofound

Eurofound Il commento NEET

La “svolta” mancante per i Neet italiani

Nel contesto della grande crisi degli scorsi anni che, in particolare, in Europa ha colpito duramente i più giovani, ricercatori e istituzioni hanno cercato di individuare nuovi modi di monitoraggio, e di analisi, delle dinamiche del nostro mercato del lavoro. Dal 2010 il concetto di Neet (giovani non impegnati nello studio, né nel lavoro e né nella formazione) è stato così ampiamente utilizzato come strumento per informare le “nuove” politiche giovnaili dell’Unione Europea a 28. Un termine, quello di Neet, che è stato utilizzato per la prima volta negli anni Novanta in Gran Bretagna con riferimento alla necessità di reintegrare i giovani, di età tra i 16 e i 18 anni, che avevano abbandonato percorsi d’istruzione e formazione, ma, allo stesso tempo, non erano ahimè, entrati nel mondo del lavoro.

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Eurofound NEET

Per Eurofound ci sono diversi tipi di NEET

Dal 2010 il concetto di NEET (giovani non occupati e non in istruzione o formazione) è stato ampiamente usato con riferimento alle politiche di occupazione giovanili nei 28 Stati membri dell’Unione europea. Nonostante si sia rivelato un prezioso strumento per comprendere la vulnerabilità economica e sociale dei giovani e della loro partecipazione al mercato del lavoro, questo concetto è stato spesso criticato a causa della eterogeneità del campione di popolazione a cui si riferisce. Il rapporto pubblicato dall’Agenzia UE Eurofound esplora la diversità dei NEET nella loro composizione e suggerisce sette sottogruppi in cui è possibile disaggregare tale campione utilizzando i dati di routine raccolti per l’indagine sulla forza lavoro dell’UE. Attraverso l’analisi dei dati con riferimento a ciascuno di questi sottogruppi, il documento offre una panoramica attuale del fenomeno sia a livello sovranazionale (EU 28) sia in ciascuno Stato membro. L’intento è quello di orientare i decisori pubblici ad interventi ancor più mirati a facilitare la formazione e l’impegno dei giovani nel mondo del lavoro.

Leggi il Rapporto di Eurofound

Leggi l’Executive Summary del Rapporto

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Eurofound Il commento Lavoro autonomo occupazione giovanile

Il “jolly” per evitare la generazione perduta

donne-lavoroI giovani sono stati, come ormai tristemente noto, i soggetti colpiti più duramente dalla Grande Recessione degli ultimi anni. Nel 2014, ad esempio, il tasso di disoccupazione, in Europa, per le perosne tra i 15 e i 29 anni è stato di ben sette punti percentuali superiore al tasso di disoccupazione taotale. In questo quadro la promozione dell’auto-imprenditorialità è diventato un sempre più diffuso strumento di politica per ridurre la disoccupazione e creare posti di lavoro sostenibili.

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Eurofound Lavoro autonomo Start-up

Eurofound, una valutazione sulle misure di supporto all’imprenditorialità giovanile

Nel 2014, il tasso di disoccupazione per coloro di età 15-29 è stato più di sette punti percentuali superiore al tasso di disoccupazione totale. La promozione dell’imprenditorialità è uno degli strumenti a cui è ricorsa la politica per ridurre la disoccupazione e creare posti di lavoro sostenibili. Tuttavia, anche se i dati europei mostrano che una più alta percentuale di giovani in generale esprimere una preferenza per il lavoro autonomo rispetto ai gruppi di età più avanzata, il tasso di lavoro autonomo per i giovani nell’UE è particolarmente basso. Ad affermarlo è l’ultimo rapporto dell’agenzia europea Eurofound, secondo cui la causa principale è rappresentata dagli ostacoli specifici che i giovani si trovano ad affrontare quando avviano la propria attività imprenditoriale. Il rapporto fornisce una panoramica sulle misure di sostegno mirate ai giovani, così come altre rilevanti misure più generali, con la valutazione dei relativi impatti e delle metodologie utilizzate. Nello specifico, data la particolare difficoltà nel valutare l’efficacia delle politiche di imprenditorialità giovanile, il documento pubblicato dall’agenzia europea ha lo scopo di mettere in evidenza le questioni chiave riguardante l’attuazione e la valutazione di misure di sostegno alle start-up.

Leggi il rapporto di Eurofound

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Eurofound Il commento Jobs Act

Il “conflitto” irrisolto dal Jobs Act

14388129_mIl prolungamento della vita lavorativa e delle aspettative di vita in generale fanno sì che un numero crescente di lavoratori in Europa, soprattutto quelli più maturi, siano chiamati a fornire assistenza per i familiari a loro carico mentre sono ancora attivi nel mondo del lavoro. Anche se molti soggetti – lo Stato, le imprese e le parti sociali – sono coinvolti nella gestione di questi problemi, è indubbio che questo è ancora, ahimè, in gran parte responsabilità del lavoro non retribuito dei familiari. In questo quadro un recente studio di Eurofound si focalizza sull’analisi delle politiche di conciliazione per le persone ancora in età lavorativa chiamate a dover gestire attività di natura assistenziale a favore di parenti, bambini o persone anziane. In particolare, il report analizza la situazione di questi lavoratori e il modo in cui riescono a coniugare il lavoro e la cura e quali misure sono a disposizione per sostenerli.

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Conciliazione vita - lavoro Eurofound

Eurofound: lavoro e cura familiare alla luce dei cambiamenti demografici

Il prolungamento della vita lavorativa e delle aspettative di vita fanno sì che un numero crescente di lavoratori in Europa, i lavoratori più anziani in particolare, si troveranno a fornire assistenza per i familiari a carico, mentre stanno ancora lavorando. Anche se sono molti gli attori coinvolti nel fornire assistenza e cura – tra cui Stato, imprese e parti sociali  di essa si occupano ancora in gran parte membri del nucleo familiare di appartenenza che non sono retribuiti per l’attività che svolgono. Eurofound ha effettuato un’indagine sul modo in cui questi ultimi riescono a coniugare lavoro ed esigenze di cura e quali misure sono a disposizione per sostenerli nelle responsabilità che esulano da quelle relative alla loro attività professionale. Lo studio Working and caring: Reconciliation measures in times of demographic change esamina gli sviluppi della legislazione a livello nazionale sulla materia, i contratti collettivi e le diverse iniziative aziendali, basandosi inoltre sulle risposte ad un questionario compilato dalla rete di corrispondenti europei di cui l’agenzia dispone in tutti i 28 Stati membri dell’UE.

L’executive summary dell’indagine di Eurofound

La relazione completa di Eurofound

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Eurofound rapporto

Eurofound, la qualità del lavoro nell’Unione europea

EurofoundIl rapporto pubblicato lo scorso 24 agosto da Eurofound esamina le tendenze relative alla qualità del lavoro in tutta l’Unione europea nel periodo ricompreso tra il 1995 e il 2010. Il miglioramento e l’armonizzazione delle condizioni di lavoro sono tra gli obiettivi fondamentali previsti dai trattati UE, tuttavia ad influenzare la qualità del lavoro contribuiscono molteplici fattori. Il rapporto determina la significatività statistica delle diverse tendenze nelle dimensioni chiave della qualità del lavoro e mappa i modelli di convergenza e di divergenza. Offre una analisi up-to-date delle variazioni di qualità del lavoro in tutta l’UE, fornendo nuove prospettive per il policymaking. Nello studio si arriva alla conclusione che è ancora necessario un significativo sforzo politico per migliorare la qualità del lavoro in quanto questa non sembra essere una conseguenza automatica dello sviluppo economico o tecnologico. Rendiamo qui disponibile una sintesi del rapporto.

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Commissione europea Eurofound Garanzia Giovani Giovani Italia Jobs Act Mercato del lavoro mobilità NEET Occupazione Studi Varie welfare Youth Guarantee

I “movimenti” che possono aiutare il lavoro in Italia

di Giancamillo Palmerini*

La Commissione europea promuove, da sempre, la mobilità geografica come una strategia per ridurre il disallineamento tra la domanda e l’offerta nei mercati del lavoro europei. L’Europa, ad esempio, la stimola anche all’interno della Garanzia Giovani nella convinzione che questa possa aumentare le possibilità occupazionali dei “Neet”. Tuttavia, gli sforzi a livello comunitario per promuovere la mobilità sono, in molti casi, coperti, a livello nazionale, dalle preoccupazioni per i potenziali effetti negativi di afflussi di migranti, tra cui la svalutazione dei salari locali, l’abuso dei sistemi di welfare e l’onere finanziario che gli stranieri non attivi possono porre sulla sostenibilità dello Stato sociale.

In questo quadro di riferimento, Eurofound, la Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita, sottolinea, in uno studio pubblicato solo pochi giorni fa, come, attualmente, sebbene i livelli di migrazione siano estremamente bassi all’interno e tra gli Stati membri dell’Ue sia in aumento.

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