Category : Editoriali e commenti

Editoriali e commenti Pensioni

Tagli alle pensioni. Attenti a rispettare il principio di equità

di Alessandra Del Boca* e Antonietta Mundo** dal Corriere della Sera
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Il programma con cui il Presidente dell’Inps Tito Boeri ha esordito vuole sconfiggere la povertà con lo strumento inusuale della previdenza. Le molte reazioni ne segnalano le debolezze: se si risolvessero i problemi tecnici, questa proposta sarebbe isolata in un mare tale di iniquità da non essere proponibile politicamente. La proposta cuore vorrebbe togliere, come ”atto d’equità”, a pensioni più fortunate per finanziare le “uscite flessibili”, ma si traduce in una nuova tassa per i pensionati.

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Apprendistato Assunzioni Collaborazioni a progetto Contratti di lavoro Delega Lavoro Editoriali e commenti Italia Jobs Act Mercato del lavoro Ministero del Lavoro Poletti

Jobs Act. I numeri dei contratti che servono a Renzi e Poletti

Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali

di Giancamillo Palmerini*

L’ultimo rapporto disponibile sulle comunicazioni obbligatorie, relativo al terzo trimestre del 2014, ci racconta, attraverso lo studio e l’analisi di questo prezioso dato amministrativo, le dinamiche che stanno attraversando il nostro mercato del lavoro alla vigilia di una significativa, e per molti aspetti storica, riforma delle regole che lo governano (il cosidetto Jobs Act). Il rapporto ci dice come nel terzo trimestre del 2014 siano stati 2.474.112 i nuovi contratti di lavoro, dipendente e parasubordinato, avviati, ben 60 mila, è opportuno sottolinearlo, in più rispetto allo stesso trimestre del 2013 (+2,4%).

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Lavoro, Ue, giustizia, fisco: per rilanciare il governo via tutti i freni alla crescita

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di Maurizio Sacconi da Il Sole 24 Ore

Caro Direttore,

nei giorni scorsi i due rapporti prodotti dalla Commissione Europea e dall’Ocse disegnano per l’Italia, nell’anno in corso, una prospettiva di crescita modesta, trainata dalla sola domanda esterna, senza occupazione aggiuntiva. Peggiora, oltre a tutto, il nostro confronto con le aree di maggiore riferimento nell’Unione tra le quali si evidenzia la più marcata ripresa della Spagna. Migliorano i conti pubblici ma nel contesto della pur sempre abnorme dimensione del nostro debito. Ciò impone al Governo – e alla maggioranza che lo sostiene – una ulteriore considerazione del che fare a partire dal doveroso negoziato europeo sulla più flessibile interpretazione del Patto di stabilità e crescita. Si ha talora la sensazione che gli obiettivi perseguiti siano la solita possibilità di qualche spesa corrente in più – come la stabilizzazione degli insegnanti – e maggiori investimenti pubblici nella tradizionale speranza keynesiana che siano in sé stimolo allo sviluppo. Eppure, di fronte ai grandi cambiamenti geo-economici in corso, dovremmo più ambiziosamente pretendere una visione condivisa del posizionamento dell’area dell’Unione attraverso l’avvio degli strumenti finanziari di attuazione di quelle infrastrutture a rete e puntuali, a valenza transnazionale, che corrispondono alle possibili proiezioni commerciali verso est e verso sud. Anche ai fini della nostra maggiore credibilità nel dialogo europeo, assumono quindi rilievo le riforme strutturali cui ci siamo impegnati e che dovrebbero rendere la nostra società più vitale e dinamica.

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Adapt Articolo 18 Camera dei deputati Contratti di lavoro contratto a tutele progressive Delega Lavoro Editoriali e commenti flexicurity Italia Jobs Act Licenziamenti Licenziamenti disciplinari Mercato del lavoro Senato

Jobs Act e pubblico impiego: Sacconi e il Servizio Studi della Camera riaprono il problema

di Giuliano Cazzola*

Che la nuova disciplina del licenziamento individuale si applichi anche al pubblico impiego è stato escluso, dopo qualche dubbio iniziale, dal Governo, il quale ha inteso affidare la materia al disegno di legge delega sulla riforma della pubblica amministrazione. A dare credito al dibattito, l’esecutivo sembrerebbe intenzionato ad adottare procedure meno farraginose di quelle ora previste nel caso di licenziamento disciplinare senza però deviare, in nessuna circostanza, dalla regola generale della reintegra a fronte di un recesso ritenuto illegittimo. La questione, tuttavia, è controversa all’interno della maggioranza. In Commissione Lavoro al Senato, il presidente Maurizio Sacconi (Ncd), relatore del parere sullo schema di dlgs n.134, ho sostenuto la sua applicabilità anche al pubblico impiego, senza dover necessariamente affrontare il problema nel ddl Madia.

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Contratti di lavoro disoccupazione disoccupazione giovanile Editoriali e commenti Europa Garanzia Giovani Giovani Italia Jobs Act Mercato del lavoro NEET Occupazione Youth Guarantee

Il deserto intorno a Garanzia Giovani

Editoriale di Romano Benini per Workmagazine

Il cattivo stato di salute delle nostre politiche per la formazione ed il lavoro è ben dimostrato dalle difficoltà nell’attivazione del programma della Garanzia giovani. Oltre all’evidente problema della debolezza dei servizi per l’impiego e del sistema delle agenzie per il lavoro accreditate, ancora lontane dalla capacità di realizzare efficaci interventi di placement, le difficoltà della Garanzia giovani evidenziano problemi del tutto politici.

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Contratti di lavoro Economia Editoriali e commenti Istat Italia Legge di Stabilità Mercato del lavoro Riforme

Regole semplici, l’unica strada per lo sviluppo

FIAT: SACCONI, OK SINDACATI INCORAGGIA, FIOM ISOLATA

Lettera di Maurizio Sacconi al Direttore del Corriere della Sera*

Caro Direttore,

ieri sul Corriere l’ottimo Danilo Taino, a proposito delle valutazioni Istat sulle conseguenze della manovra, ha opportunamente osservato che “il dibattito tutto chiuso nel circolo entrate/uscite è ormai vizioso”. Potremmo più in generale aggiungere che tutta l’operazione interna ed europea rivolta, attraverso la politica di bilancio nazionale e la leva monetaria della Bce, ad accrescere la liquidità circolante nella società e nell’economia non è destinata a produrre sviluppo dei consumi e degli investimenti sic stantibus rebus.

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disoccupazione giovanile Editoriali e commenti Europa Garanzia Giovani Giovani Italia Mercato del lavoro Occupazione Youth Guarantee

Garanzia giovani, l’assurda fatica di spendere per “fare” lavoro

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di Michele Tiraboschi*

Superare la vecchia idea del posto fisso e l’articolo 18: è questa la direzione giusta? La realtà è complessa, ma l’immagine utilizzata da Matteo Renzi alla Leopolda non lascia molti margini di dubbio: non possiamo pensare – dice il premier – di contrastare la disoccupazione con ricette che andavano bene nel secolo scorso, perché sarebbe come usare un gettone del telefono per cercare di far funzionare i nostri cellulari evoluti. I tempi sono cambiati, afferma insomma Renzi.

Chi va tutelato, oggi, è il lavoratore, non più il singolo posto di lavoro. Per questo i vecchi arnesi di tutela forgiati nel Novecento industriale, anche quando frutto di importanti e gloriose conquiste sindacali, vanno “rottamati” facendo spazio a moderni servizi al lavoro ed efficienti programmi di ricollocazione e riqualificazione professionale.

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Editoriali e commenti Italia Mercato del lavoro Sindacati

La nuova sfida dei lavoratori

di Maurizio Sacconi*

Poco tempo fa un grande leader del sindacato nord americano ha assegnato alle organizzazioni che rappresentano gli interessi dei lavoratori la elementare ma efficace missione di “fare ceto medio”. Ed ha aggiunto che il maggiore benessere può essere conquistato dai lavoratori non soltanto ottenendo una migliore distribuzione della ricchezza una volta prodotta ma concorrendo responsabilmente alla sua stessa produzione. “La soddisfazione del cliente” ha ancora affermato “è affare anche nostro e non solo di chi possiede o dirige l’impresa”. È una bella lezione per il sindacato italiano che in alcune sue componenti continua ad avere l’obiettivo “di cambiare il mondo” nella convinzione che il mondo stesso cammini sulla base di un fertile conflitto tra classi sociali contrapposte.

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Apprendistato Articolo 18 Editoriali e commenti Mercato del lavoro Occupazione

Serve la delega per un testo unico semplificato

di Maurizio Sacconi e Gabriele Fava*

L’Italia appare rattrappita nei consumi, negli investimenti, nell’occupazione. Vi concorrono le eredità di un lungo passato in termini di debito, di pressione fiscale, di incertezza e pesantezza delle regole. Agire su quest’ultimo fattore non costa. O meglio costa solo alle pance ideologizzate che è tipico compito della buona politica convincere o sconfiggere. Cattive regole hanno contenuto l’occupazione perfino negli anni dello sviluppo tumultuoso facendo dell’Italia il Paese più utilizzatore – e quindi produttore – delle tecnologie di processo a risparmio di lavoro. Per non dire delle diffusamente piccole dimensioni d’impresa. Per questo siamo ora attesi da tutte le istituzioni sovranazionali alla prova di discontinuità sul mercato del lavoro.

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Articolo 18 Contratti di lavoro Economia Editoriali e commenti Fare impresa Italia La settimana in Parlamento Lavoro privato Lavoro pubblico Mercato del lavoro Varie

Anche il contratto a tempo indeterminato chiede riforme

Nella giornata di ieri, replicando in Commissione lavoro al Senato ai circa venti parlamentari intervenuti nella discussione generale sulla legge delega, il relatore Maurizio Sacconi (NCD) ha ricordato che “il provvedimento rappresenta il più ambizioso e compiuto tentativo di combinare le esigenze della flessibilità dell’impresa con quelle della sicurezza del lavoratore. E’ quindi il contesto – tanto dell’economia e del mercato del lavoro quanto dei contenuti di delega- a consentire di affrontare dopo 44 anni anche la regolazione del contratto a tempo indeterminato. In particolare le riforme degli ultimi 17 anni hanno agito prevalentemente sui contratti marginali ma poco o nulla ha interessato il cosiddetto contratto prevalente. Occorrono invece regole certe e semplici per incoraggiarne l’utilizzo e la durata. Regole che in partenza definiscano gli oneri di una eventuale rottura del rapporto di fiducia. Regole che prevengano il formarsi di contenzioso sulle mansioni ove l’impresa si debba riorganizzare”. Sacconi ha poi ricordato “l’esigenza di intervenire anche sui modi di risoluzione del contenzioso, sopprimendo il “rito Fornero” e portando a effettività conciliazione ed arbitrato”.

 La Commissione procederà nei prossimi giorni con un comitato ristretto mentre gli emendamenti potranno essere presentati entro venerdì 27 alle ore 9. Rimane invece ferma la data di approdo all’Aula ipotizzata per il 7 luglio.

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