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Eurozona, Commissione Ue adotta pareri sui documenti programmatici di bilancio 2016

europeLa Commissione europea ha concluso la valutazione dei 16 documenti programmatici di bilancio per il 2016 che gli Stati membri della zona euro hanno presentato il 15 ottobre. Con questi pareri la Commissione valuta la conformità dei documenti summenzionati per l’anno successivo con le disposizioni del patto di stabilità e crescita. In nessun documento programmatico di bilancio per il 2016 sono stati riscontrati casi particolarmente gravi di inosservanza delle disposizioni del patto di stabilità e crescita. In alcuni casi, tuttavia, la Commissione ha riscontrato che gli aggiustamenti di bilancio programmati sono, o rischiano di essere, insufficienti rispetto ai requisiti del patto, come segnalato per tre paesi (Austria, Italia e Lituania). Nella comunicazione ufficiale sul sito della Commissione Ue si legge che “I documenti di bilancio di tali Stati membri potrebbero comportare una deviazione significativa dal percorso di avvicinamento verso l’obiettivo a medio termine”.

La comunicazione ufficiale sui documenti programmatici di bilancio

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Commissione europea Fisco

Riforme fiscali negli Stati membri: il rapporto della Commissione Ue

taxreformNell’odierno rapporto delle direzioni generali Affari economici e Fiscalità della Commissione Ue, Riforme fiscali negli Stati membri dell’Unione europea che trovate quiil sistema fiscale negli Stati “tende a basarsi fortemente sulla tassazione del lavoro che può deprimere sia l’offerta che la domanda di lavoro”. Pertanto è giustificato, secondo l’esecutivo europeo, concentrare l’attenzione “sui modi appropriati per spostare il carico fiscale dal lavoro e ad altri tipi di tassazione che sono meno dannose alla crescita e all’occupazione come i consumi, la proprietà e le tasse ambientali”. Molti Stati, tra cui l’Italia, indica la Commissione, “appaiono avere sia una necessità potenziale di ridurre il carico relativamente alto della tassazione sul lavoro sia lo spazio potenziale per aumentare le imposte meno discorsive”.

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Commissione europea

Ue, disoccupazione di lungo termine in aumento, 4,9%

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Secondo quanto emerge dal rapporto della Commissione europea sul mercato del lavoro e i salari nella Ue pubblicato oggi, il tasso di disoccupazione tra i giovani è aumentato in misura significativa nel corso della crisi. Nel 2013 il tasso era superiore al 25% in undici paesi, con picchi oltre il 40% in Spagna, Grecia e Italia. Nel 2014 è calato in tutti i paesi eccetto che in Italia e Lussemburgo, ma resta sopra il 20% in sette paesi.

Nell’Unione europea la disoccupazione di lungo termine è in aumento: nel primo trimestre 2015 era al 4,9%. Il numero di disoccupati nei primi tre mesi dell’anno era 23,6 milioni nella Ue. Dopo cinque anni di calo dell’occupazione nel 2014, indica il rapporto, la creazione di posti di lavoro “è stata significativa” data le debolezza dell’economia: l’anno scorso e’ aumentata al tasso annuale dell’1%.

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Ue, Sacconi: non abbassare la guardia, fare e verificare riforme

“Il rapporto della Commissione europea sull’Italia ribadisce la presenza di pesanti squilibri macroeconomici con particolare riguardo alla produttività e al debito pubblico. Il costo del lavoro per unità di prodotto è stato ridotto dagli interventi di riduzione della pressione fiscale sul lavoro ma rimane elevato a causa della persistente bassa produttività. Ciò richiede un più stretto collegamento con essa dei salari e il conseguente sviluppo della contrattazione aziendale ridimensionando, ancor più in tempi di deflazione, i contratti nazionali. I decreti attuativi del jobs act dovranno essere monitorati nei loro effetti sul mercato del lavoro in modo da adottare lungo la via i necessari aggiustamenti. Altrettanto importanti sono considerate le riforme in materia di fisco, giustizia e più in generale di pubblica amministrazione, con specifico riferimento a una spending review largamente da fare. Non possiamo quindi abbassare la guardia”, lo dichiara in una nota il Presidente della Commissione Lavoro del Senato, Maurizio Sacconi.

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Lavoro, Ue, giustizia, fisco: per rilanciare il governo via tutti i freni alla crescita

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di Maurizio Sacconi da Il Sole 24 Ore

Caro Direttore,

nei giorni scorsi i due rapporti prodotti dalla Commissione Europea e dall’Ocse disegnano per l’Italia, nell’anno in corso, una prospettiva di crescita modesta, trainata dalla sola domanda esterna, senza occupazione aggiuntiva. Peggiora, oltre a tutto, il nostro confronto con le aree di maggiore riferimento nell’Unione tra le quali si evidenzia la più marcata ripresa della Spagna. Migliorano i conti pubblici ma nel contesto della pur sempre abnorme dimensione del nostro debito. Ciò impone al Governo – e alla maggioranza che lo sostiene – una ulteriore considerazione del che fare a partire dal doveroso negoziato europeo sulla più flessibile interpretazione del Patto di stabilità e crescita. Si ha talora la sensazione che gli obiettivi perseguiti siano la solita possibilità di qualche spesa corrente in più – come la stabilizzazione degli insegnanti – e maggiori investimenti pubblici nella tradizionale speranza keynesiana che siano in sé stimolo allo sviluppo. Eppure, di fronte ai grandi cambiamenti geo-economici in corso, dovremmo più ambiziosamente pretendere una visione condivisa del posizionamento dell’area dell’Unione attraverso l’avvio degli strumenti finanziari di attuazione di quelle infrastrutture a rete e puntuali, a valenza transnazionale, che corrispondono alle possibili proiezioni commerciali verso est e verso sud. Anche ai fini della nostra maggiore credibilità nel dialogo europeo, assumono quindi rilievo le riforme strutturali cui ci siamo impegnati e che dovrebbero rendere la nostra società più vitale e dinamica.

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Commissione europea Eurofound Garanzia Giovani Giovani Italia Jobs Act Mercato del lavoro mobilità NEET Occupazione Studi Varie welfare Youth Guarantee

I “movimenti” che possono aiutare il lavoro in Italia

di Giancamillo Palmerini*

La Commissione europea promuove, da sempre, la mobilità geografica come una strategia per ridurre il disallineamento tra la domanda e l’offerta nei mercati del lavoro europei. L’Europa, ad esempio, la stimola anche all’interno della Garanzia Giovani nella convinzione che questa possa aumentare le possibilità occupazionali dei “Neet”. Tuttavia, gli sforzi a livello comunitario per promuovere la mobilità sono, in molti casi, coperti, a livello nazionale, dalle preoccupazioni per i potenziali effetti negativi di afflussi di migranti, tra cui la svalutazione dei salari locali, l’abuso dei sistemi di welfare e l’onere finanziario che gli stranieri non attivi possono porre sulla sostenibilità dello Stato sociale.

In questo quadro di riferimento, Eurofound, la Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita, sottolinea, in uno studio pubblicato solo pochi giorni fa, come, attualmente, sebbene i livelli di migrazione siano estremamente bassi all’interno e tra gli Stati membri dell’Ue sia in aumento.

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Commissione europea disoccupazione giovanile Economia Italia lavoratori scoraggiati Mercato del lavoro Occupazione occupazione femminile Produttività Unione Europea

Lavoro: Ue, a Italia record per scoraggiati e bassa attività

scoraggiato

L’Italia è il Paese con il più alto numero di lavoratori scoraggiati d’Europa: a rivelarlo è l’ultimo rapporto trimestrale della Commissione Ue su occupazione e situazione sociale. L’evoluzione recente non è incoraggiante: 12,8% nel primo trimestre 2014, un punto percentuale in più rispetto al primo trimestre 2013″, si legge nel rapporto.

Non solo. Tra i grandi Stati membri, “le entrate delle famiglie continuano ad aumentare in Germania e Regno Unito, mentre scendono in Italia, Polonia e Spagna”, avverte Bruxelles prima di affrontare la piaga occupazione.

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