Category : Collaborazioni a progetto

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Jobs act, Sacconi: cambiato Statuto dei lav., corretta Legge Fornero, ora Testo Unico.

FIAT: SACCONI, OK SINDACATI INCORAGGIA, FIOM ISOLATA

“I provvedimenti del Consiglio dei Ministri in materia di lavoro recepiscono ampiamente le proposte di Area Popolare con particolare riferimento 1) alla applicazione del superamento dell’art.18 anche ai licenziamenti collettivi e alle ipotesi di trasformazione dei contratti a termine e di apprendistato; 2) alla definizione certa del confine tra lavoro subordinato e lavoro autonomo così da liberare la partita IVA dai pregiudizi della legge Fornero abrogandone la parte relativa; 3) alla espansione del lavoro accessorio a voucher fino a 7000 euro; 4) al mantenimento del contratto a termine di 36 mesi e del lavoro intermittente; 5) alla ulteriore semplificazione dell’apprendistato istruzione-lavoro; 6) alla flessibilità delle mansioni anche attraverso accordi individuali; 7) alla liceità delle tecnologie di controllo a distanza; 8) alla prima applicazione al lavoro pubblico delle regole del lavoro privato relative alle Co.co.co. dal 2017.

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Jobs act, Sacconi: o collaborazioni o Partite iva.Tertium non datur

“Nel momento in cui si ipotizza la cancellazione delle collaborazioni a progetto è bene ricordare che esse furono disegnate da Marco Biagi ed approvate poi nella legge che gli è stata intitolata su specifica richiesta della Cisl che contestava la sregolatezza delle collaborazioni coordinate e continuative. Queste erano esplose negli anni Novanta sotto gli occhi distratti dei governi di sinistra sulla base di una semplice circolare fiscale venendo così impiegate senza che vi fossero parametri di controllo. A questo ovviarono i contratti a progetto che regolarono ciò che era sregolato anche in termini di tutela della maternità e della malattia, ponendo le premesse delle circolari, degli incentivi e delle attività ispettive che hanno largamente ripulito questa tipologia dagli abusi. Abusi che si realizzano piuttosto nel pubblico impiego ove sono rimaste in vita le generiche CoCoCo. Dobbiamo tener presente che esistono due caratteristiche della prestazione che non sono riconducibili al lavoro subordinato: la libertà dell’orario di lavoro e la remunerazione a risultato. Non appare una soluzione idonea il rinvio ad accordi sindacali della stessa legittimità della tipologia di cui invece opportunamente possono adattare i contenuti. A questo punto delle due l’una. O rimangono in vita modalità parasubordinate come le collaborazioni o si devono semplificare le partite Iva rispetto ai vincoli della legge Fornero e agli oneri fiscali e burocratici insostenibili nella piccola dimensione. Tertium non datur”. Lo dichiara in una nota Maurizio Sacconi, Presidente della Commissione Lavoro del Senato.

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#JobsAct o #JobsBack, i rischi di una norma che non segue la realtà

convegno

Oltre un migliaio di tweet con l’hashtag #JobsBack, centinaia di visualizzazioni in streaming. Questi i numeri del convegno dal titolo “#JobsAct o #JobsBack? Perché è sbagliato cancellare la legge Biagi” organizzato da Adapt e dall’Associazione Amici di Marco Biagi.
Tanti gli interventi, tutti accomunati da una forte preoccupazione per le decisioni che il Consiglio dei Ministri del 20 febbraio prenderà sul tema dei contratti atipici. Il giudizio che è risuonato di più, condiviso da tutti i relatori in forme diverse, è che il governo si sta allontanando dalla realtà del mercato del lavoro italiano, convinto di poter risolvere con norme restrittive i problemi a cui non sa rispondere.

Nello stesso momento in cui il Ministro Poletti anticipava la volontà del governo di cancellare co.co.co e co.co.pro, è giunta una forte risposta da parte dei protagonisti del convegno.

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Jobs Act. I numeri dei contratti che servono a Renzi e Poletti

Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali

di Giancamillo Palmerini*

L’ultimo rapporto disponibile sulle comunicazioni obbligatorie, relativo al terzo trimestre del 2014, ci racconta, attraverso lo studio e l’analisi di questo prezioso dato amministrativo, le dinamiche che stanno attraversando il nostro mercato del lavoro alla vigilia di una significativa, e per molti aspetti storica, riforma delle regole che lo governano (il cosidetto Jobs Act). Il rapporto ci dice come nel terzo trimestre del 2014 siano stati 2.474.112 i nuovi contratti di lavoro, dipendente e parasubordinato, avviati, ben 60 mila, è opportuno sottolinearlo, in più rispetto allo stesso trimestre del 2013 (+2,4%).

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Jobs Act, Sacconi: no a logica “pochi ma buoni”

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Può essere davvero pericolosa per molti lavori la coniugazione di una flessibilità incerta in uscita con una rigidità certa in entrata. Se le vecchie regole sono figlie dell’epoca dello sviluppo certo, le nuove devono incoraggiare il lavoro nell’epoca delle incertezze.

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Jobs Act, sì alla fiducia al Senato. Si passa ai decreti attuativi

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L’Aula del Senato ha dato il via libera definitivo al Jobs Act, per il quale il governo ha chiesto il voto di fiducia. Hanno detto sì 166, no 112, 1 astenuto.

“Partecipo con il cuore ad un voto di fiducia che conclude l’iter di un disegno di legge delega potenzialmente utile a completare l’impostazione originaria di Marco Biagi nel segno della combinazione di flessibilità e sicurezza. Tutto dipenderà dai decreti delegati che il governo dovrà redigere ascoltando soprattutto coloro che il lavoro lo creano nelle più diverse dimensioni, dall’agricoltura, alla manifattura, all’artigianato, al commercio e ai servizi. Le norme dovranno essere perciò semplici e certamente applicabili. A partire da quell’articolo 18 che dobbiamo lasciare alle nostre spalle con tutto il suo bagaglio di ostilità all’impresa e di accanimento ideologico. La sostituzione dello Statuto dei lavoratori con un testo unico innovativo potrà garantire agli investitori un contesto regolatorio più favorevole se sarà modellato sul diritto comunitario senza le solite aggiunte di casa nostra. Se portiamo poi il lavoro alla competenza esclusiva dello Stato in sede di riforma costituzionale potremo davvero sostenere le esigenze dei disoccupati ben prima di quelle dei formatori e degli impiegati dei centri per l’impiego. Ora il governo è nudo nella sua responsabilità. La usi bene.” Lo ha dichiarato in una nota il Presidente della Commissione Lavoro del Senato, Maurizio Sacconi.

Ecco che cosa prevede il Jobs Act

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Lavoro, effetto Fornero: nel 2013 crollano collaborazioni a progetto

Il 2013 è stato un anno nero per i collaboratori e per i giovani professionisti. E’ quanto emerge dal terzo rapporto sulla gestione separata Inps dell’Osservatorio dei lavori Ass. 20 maggio, presentato oggi alla Camera.

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