Category : CGIL

Bollettino ADAPT CGIL contrattazione collettiva

Il mio canto libero/ Da Maurizio Landini una spinta alla diffusa contrattazione

articolo pubblicato su Bollettino ADAPT

Maurizio Landini è diventato segretario generale della Cgil contro le previsioni interessate di alcuni organi di informazione. Gli ambienti retrostanti avrebbero preferito una guida “moderata” della maggiore organizzazione sindacale nel senso della attitudine a consolidare un certo conformismo dei soggetti della rappresentanza. E invece avremo il leader sindacale che più ha voluto il nuovo contratto dei metalmeccanici, così diverso dal tradizionale modello centralizzato e dai suoi piccoli aumenti salariali collegati ex ante alla bassa inflazione. Landini ha accettato di condividere con Federmeccanica la scommessa di distribuire la ricchezza là ove si produce con l’idea di realizzare finalmente un significativo incremento della massa salariale anche se al prezzo della disomogeneità. Il tutto in una cornice di più forti tutele integrative su previdenza e sanità e dell’ impegno datoriale a promuovere nella dimensione aziendale il diritto dei lavoratori ad accedere a conoscenze e competenze che li facciano evolvere nelle mansioni e li rendano occupabili. C’è da sperare quindi, a ragion veduta, che egli voglia preferire la diffusa contrattazione alle ritualità centralistiche. Egli sa che la crisi dei corpi intermedi investe anche le organizzazioni sindacali e che la prima ricetta per rinnovarle consiste nell’accorciamento della catena che lega rappresentanti e rappresentati. Solo in prossimità si raccolgono le concrete domande dei lavoratori e si soddisfano le esigenze che li legano al destino delle imprese. Il contratto, il vero contratto che e’ scambio faticoso e condivisione di obiettivi misurabili, può essere lo strumento con cui la società riafferma il suo primato sullo Stato, ricostruendo dal basso quel tessuto connettivo della nazione che si è andato lacerando. I corpi sociali hanno la possibilità di essere l’antidoto alla disgregazione se non si risolvono in burocrazie autoreferenziali ma formano ovunque rappresentanti diretti dei lavoratori e delle imprese – ed operatori territoriali che li assistono – perché diventino tutti buoni negoziatori. Colti, informati, preparati, capaci di prendersi la responsabilità di fare accordi. Buoni accordi.

Maurizio Sacconi

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CGIL Jobs Act referendum

Perché il referendum su Jobs Act e art. 18 è inammissibile

Il referendum della CGIL su Jobs act e art. 18 chiede di:
abrogare il decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 23 (“Disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, in attuazione della legge delega 10 dicembre 2014 n. 183”), cioè la nuova normativa sui licenziamenti per gli assunti dal mese di marzo 2015 (nota come Jobs act);
abrogare le modifiche all’art. 18 contenute nella legge Fornero del 2012 per gli assunti prima del mese di marzo del 2015;
applicare il vecchio art. 18 così ripristinato a tutti i datori di lavoro che abbiamo più di 5 dipendenti, anziché più di 15.
Il quesito referendario è inammissibile perché in contrasto con la consolidata giurisprudenza della Corte costituzionale per almeno due ragioni.

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CGIL contrattazione collettiva

Contrattare per includere, partecipare per contare: il documento di indirizzo della Cgil

conf_org_cgilRendiamo qui disponibile il documento di indirizzo su cui la CGIL ha basato il percorso della propria conferenza di organizzazione 2015. Avviato lo scorso giugno in tutto il territorio nazionale, come stabilito dal congresso dell’anno precedente, tale percorso ha avuto il suo appuntamento culminante nella giornata di oggi, giovedì 17 settembre a Roma. Contrattare per includere, partecipare per contare – Cambia il lavoro, cambia la CGIL

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Camusso CGIL flessibilità Italia manifestazioni Occupazione Pensioni Previdenza Varie

Leopolda-Cgil, il “derby” della sinistra che coinvolge il lavoro

Susanna Camusso

di Giancamillo Palmerini*

Sabato prossimo si giocherà un’inusuale derby all’interno della sinistra italiana, si dovrà, infatti, scegliere da che parte stare: alla Leopolda 5 a Firenze con Matteo o alla manifestazione della Cgil in Piazza S. Giovanni a Roma con i gufi, i rosiconi, i frenatori e la varia fauna che vive all’interno della minoranza PD.

A Firenze si parlerà soprattutto di domani partendo da una citazione di Bob Marley “il futuro è solo l’inizio”.

Il tutto, in tipico stile renziano, mixerà sapientemente reggae e lampredotto, passato e futuro, globale e locale. Tuttavia si guarderà, certamente, con molta attenzione, al presente ed alla valorizzazione dell’azione del governo in particolare in materia di mercato del lavoro. Ciò, specialmente, dopo l’aspro, e per certi aspetti drammatico, dibattito, tutto interno alla sinistra italiana, vissuto nei giorni che hanno preceduto l’approvazione al Senato, in prima lettura, del Jobs Act.

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Camusso CGIL Giovani Istat Italia Jobs Act Occupazione

Lavoro, crollano gli occupati under 35

La crisi ha bruciato più di due milioni di posti di lavoro tra gli under35. Il conto aggiornato dell’Istat sugli occupati tra i 15 e i 34 anni registra così perdite sempre più profonde: il passaggio dal secondo trimestre del 2008 allo stesso periodo del 2014 è stato fatale e degli oltre 7,2 milioni di giovani lavoratori ne sono rimasti solo 5 milioni e 129 mila.

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Camusso CGIL FIOM Mercato del lavoro Occupazione Relazioni Industriali Sindacati

Se la Camusso va in piazza e “dimentica” il lavoro

Susanna Camusso, Leader della CGIL

Susanna Camusso, Leader della CGIL

di Giancamillo Palmerini*

Era il 1985 quando Giovanni Lindo Ferretti, allora leader del gruppo punk filo sovietico CCCP, ci raccontava delle “Affinità-divergenze fra il compagno Togliatti e noi”.

Sarebbe interessante sapere cosa pensa, oggi, Susanna Camusso, leader del più grande sindacato (di sinistra) del paese, delle affinità-divergenze (elettive) con il “compagno” Renzi ed, in particolare, con la sua idea di società e di mercato del lavoro.

Nel frattempo, in attesa di sapere cosa ne sarà del jobs act renziano che dovrebbe, finalmente, accellerare il suo cammino al Senato nei prossimi giorni, il sindacato di Corso Italia lancia, infatti, l’idea di una “Piazza per il Lavoro“: una grande manifestazione nazionale, che si propone di coinvolgere tutto il mondo del sindacato confederale, da tenersi, come da tradizione, all’inizio di ottobre.

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