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Jobs Act e pubblico impiego: Sacconi e il Servizio Studi della Camera riaprono il problema

di Giuliano Cazzola*

Che la nuova disciplina del licenziamento individuale si applichi anche al pubblico impiego è stato escluso, dopo qualche dubbio iniziale, dal Governo, il quale ha inteso affidare la materia al disegno di legge delega sulla riforma della pubblica amministrazione. A dare credito al dibattito, l’esecutivo sembrerebbe intenzionato ad adottare procedure meno farraginose di quelle ora previste nel caso di licenziamento disciplinare senza però deviare, in nessuna circostanza, dalla regola generale della reintegra a fronte di un recesso ritenuto illegittimo. La questione, tuttavia, è controversa all’interno della maggioranza. In Commissione Lavoro al Senato, il presidente Maurizio Sacconi (Ncd), relatore del parere sullo schema di dlgs n.134, ho sostenuto la sua applicabilità anche al pubblico impiego, senza dover necessariamente affrontare il problema nel ddl Madia.

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Il Jobs Act approda oggi in Aula alla Camera

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Modifiche all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, chiarimenti sulla concessione degli ammortizzatori sociali, nuove norme sui controlli a distanza, superamento delle collaborazioni coordinate e continuative, azzeramento del periodo di vacatio legis con l’entrata in vigore del provvedimento il giorno dopo la pubblicazione in Gazzetta: sono le principali modifiche al Jobs Act introdotte dalla Commissione lavoro della Camera che nella giornata di ieri ha dato il via libera alla delega.

Il provvedimento sarà esaminato dall’Aula a partire da oggi.

Ecco tutte le principali novità approvate in Commissione Lavoro alla Camera

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Articolo 18 Camera dei deputati contratto a tutele progressive Delega Lavoro Italia Jobs Act Licenziamenti Licenziamenti disciplinari Mercato del lavoro Occupazione

Lavoro, Sacconi: soddisfatti per accordo rispettato. Ora fare presto.

“Siamo soddisfatti. Il governo ha indicato correttamente la formulazione concordata che esplicitamente individua nell’ “indennizzo economico certo e crescente con l’anzianità di servizio” la sanzione ordinaria del licenziamento illegittimo tanto economico quanto disciplinare, con la sola eccezione per quest’ultimo di specifiche fattispecie. Vi è l’intesa che dovranno essere disegnate in modo così circoscritto e certo da non consentire discrezionalità alcuna al magistrato, in modo che i datori di lavoro abbiano quella prevedibilità dell’applicazione della norma che li può incoraggiare ad utilizzare i contratti a tempo indeterminato. Ora dobbiamo fare presto”. Lo dichiara in una nota il capogruppo al Senato del Nuovo Centrodestra, Maurizio Sacconi.

 La nuova formulazione all’art. 1, comma 7, lett. c)

“c) previsione, per le nuove assunzioni, del contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti in relazione all’anzianità di servizio, escludendo per i licenziamenti economici la possibilità della reintegrazione del lavoratore nel posto di lavoro, prevedendo un indennizzo economico certo e crescente con l’anzianità di servizio e limitando il diritto alla reintegrazione ai licenziamenti nulli e discriminatori e a specifiche fattispecie di licenziamento disciplinare ingiustificato, nonché prevedendo termini certi per l’impugnazione del licenziamento;”.

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Camera dei deputati Contratti di lavoro contratto a tutele progressive Italia Jobs Act Mansioni Statuto dei Lavoratori

Lavoro, Sacconi (Ncd): pochi emendamenti senza passi indietro

“Il dialogo immediatamente riattivato nella maggioranza ieri sera dopo le mediazioni interne al Partito democratico deve ora condurre ad una posizione condivisa del governo su pochi emendamenti senza passi indietro, ovvero che confermino l’impostazione del Senato. Lo Statuto dei lavoratori deve essere sostituito da un testo unico innovativo fatto di regole semplici e certe. Il contratto a tutele crescenti deve consentire che i rapporti di lavoro si risolvano nel caso di licenziamento ingiustificato con indennizzi, limitando la reintegrazione ai licenziamenti nulli, che comprendono i discriminatori, e al più a estreme fattispecie di licenziamenti disciplinari che si avvicinano a quelli discriminatori. Quanto alla flessibilità delle mansioni deve rimanere quella definita dal Senato”. Lo dichiara in una nota il capogruppo al Senato del Nuovo Centrodestra, Maurizio Sacconi.

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Camera dei deputati Delega Lavoro Italia Jobs Act Mercato del lavoro Varie

Jobs Act. Sacconi: “600 emendamenti sono ostruzionismo”

“La presentazione di circa 600 emendamenti al jobs act rende davvero impervio l’esame del provvedimento e preannuncia quello stesso ostruzionismo che almeno in Aula abbiamo conosciuto al Senato. Non dimentichiamo infatti che si tratta di legge delega nella quale si devono confrontare principi e criteri anche di segno opposto e per i quali sono sufficienti pochi emendamenti per rappresentare tutte le tesi possibili. E i tempi sono decisivi perché le stesse misure di incentivazione ai contratti permanenti contenute nella legge di stabilità trovino efficacia grazie alla combinazione con le nuove regole semplici e certe. Il gruppo Pd ricordi sempre che il Nuovo Centrodestra non accetta maggioranze spurie e che esiste ancora il Senato della Repubblica ove esso è tutt’altro che autosufficiente”. Lo dichiara in una nota il capogruppo al Senato del Nuovo Centrodestra, Maurizio Sacconi.

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Camera dei deputati Delega Lavoro Italia Jobs Act

Jobs act, tra 500 e 600 emendamenti presentati alla Camera

Tra i 500 e i 600 sono gli emendamenti al Jobs act depositati in commissione Lavoro della Camera. Circa 300 sono stati presentati dal Movimento 5 stelle, circa 150 da Sel, una cinquantina dalla Lega, 11 da Fi e una quindicina dal Pd come gruppo (oltre ad alcuni presentati individualmente). Il presidente della commissione e relatore del provvedimento, Cesare Damiano (Pd), non ha firmato alcun emendamento.

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Ammortizzatori sociali Bankitalia Camera dei deputati Italia Legge di Stabilità Pensioni Senato Tfr

Bankitalia: tfr in busta paga temporaneo e su ammortizzatori serve equilibrio


In un’audizione alle commissioni Bilancio della Camera e del Senato sulla Legge di Stabilità 2015, Bankitalia ha promosso la manovra, ma ha sottolineato i rischi derivanti dal Tfr in busta paga. “E’ cruciale che la temporaneità del provvedimento sia mantenuta”.

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Camera dei deputati Istat Italia lavoro atipico Legge di Stabilità Mercato del lavoro Occupazione Senato Varie

Istat, 1 italiano su 2 “entra” al lavoro come “atipico”

Il lavoro atipico è attualmente la più frequente modalità d’ingresso o rientro nell’occupazione: su 100 persone occupate nel secondo trimestre 2014 che l’anno precedente dichiaravano di non lavorare il 55,6% svolge un lavoro atipico (48,2% un lavoro a termine e il 7,4% una collaborazione). Tale incidenza sale al 65,9% tra i giovani fino ai 30 anni.

Lo ricorda l’Istat in audizione in Parlamento sulla Legge di Stabilità, in riferimento all’articolo 12 della manovra che introduce sgravi contributivi per assunzioni a tempo indeterminato.

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Camera dei deputati giusta causa legge Fornero Licenziamenti Ministero del Lavoro Occupazione

Min. del Lavoro: 73mila licenziamenti per giusta causa nel 2014

Nel 2013 i licenziamenti per giustificato motivo oggettivo (per ragioni legate all’organizzazione del lavoro dell’impresa) sono stati circa 720mila a fronte dei circa 830mila del 2012; i licenziamenti per giustificato motivo soggettivo (cioè per motivi disciplinari) sono stati circa 20mila nel 2013 a fronte dei 25mila nel 2012; i licenziamenti per giusta causa sono stati circa 73mila a fronte dei circa 86mila del 2012.

È quanto ha riferito il sottosegretario ministero del Lavoro, Massimo Cassano, rispondendo in commissione Lavoro alla Camera a un’interrogazione di Davide Baruffi (Pd) circa i dati relativi all’andamento dei licenziamenti individuali dopo l’entrata in vigore della riforma Fornero, quindi a cavallo tra il 2012 e il 2013.

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Camera dei deputati co.co.pro. Collaborazioni a progetto Contratti di lavoro Inps Italia legge Fornero Mercato del lavoro Occupazione

Lavoro, effetto Fornero: nel 2013 crollano collaborazioni a progetto

Il 2013 è stato un anno nero per i collaboratori e per i giovani professionisti. E’ quanto emerge dal terzo rapporto sulla gestione separata Inps dell’Osservatorio dei lavori Ass. 20 maggio, presentato oggi alla Camera.

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