Category : Assunzioni

Assunzioni Contratti Inps

Inps: in calo assunzioni primi 8 mesi 2016 e quelle a tempo indeterminato

inpsIn discesa dell’8,5% le assunzioni nei primi otto mesi dell’anno corrente: la flessione è decisamente più sensibile nel caso dei contratti a tempo indeterminato, a -33 per cento. Lo rileva l’Osservatorio sul Precariato dell’Inps, che indica che “nei primi otto mesi del 2016 nel settore privato, si registra un saldo, tra assunzioni e cessazioni, pari a +703.000, inferiore a quello del corrispondente periodo del 2015 (+813.000) e superiore a quello registrato nei primi otto mesi del 2014 (+540.000). Il saldo annualizzato (vale a dire la differenza tra assunzioni e cessazioni negli ultimi dodici mesi) ad agosto 2016 risulta positivo e pari a +514.000, compresi i rapporti stagionali. Il risultato positivo è interamente imputabile al trend di crescita netta registrato dai contratti a tempo indeterminato, il cui saldo annualizzato ad agosto 2016 è pari a +518.000”. L’Inps sottolinea che “complessivamente le assunzioni, sempre riferite ai soli datori di lavoro privati, nel periodo gennaio-agosto 2016 sono risultate 3.782.000, con una riduzione di 351.000 unita’ rispetto al corrispondente periodo del 2015 (-8,5%). Il rallentamento delle assunzioni ha riguardato principalmente i contratti a tempo indeterminato: -395.000, pari a -32,9% rispetto ai primi otto mesi del 2015”.

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Assunzioni Inps voucher

Inps, in 11 mesi boom di voucher e assunzioni

12 04 2007 Brescia Inps cartelle previdenziali istituto nazionale previdenza sociale Ph.FotoLive Ettore RanzaniNei primi undici mesi del 2015 risultano venduti oltre 102, 4 milioni di voucher destinati al pagamento delle prestazioni di lavoro accessorio, del valore nominale di 10 euro, con un incremento medio nazionale, rispetto al corrispondente periodo del 2014 (61.129.111), pari al 67,5%. Lo si legge nell’Osservatorio sul precariato dell’Inps nel quale si sottolinea la crescita in Sicilia (+97,4%) e in Liguria (+85,6%) anche se il Nord resta l’area nella quale i buoni lavoro si utilizzano di più con i due terzi del totale. Tra gennaio e novembre – sottolinea l’Inps- le assunzioni a tempo indeterminato sono state 1.640.630, il 37% in più dello stesso periodo del 2014 (+442.906) mentre le assunzioni a termine sono state 3.187.318 (+1,5%) e le assunzioni in apprendistato 175.032 (-20,2% sul 2014).

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Assunzioni

CGIA: 60% nuove assunzioni da mini imprese nel primo semestre

contrattiSecondo un’elaborazione dell’Ufficio studi della CGIA, sarebbero poco più di 253.500 le nuove assunzioni non stagionali previste in questi primi 6 mesi del 2015 nei settori dell’industria e dei servizi privati. Si tratta di un aumento del 25,6 per cento rispetto allo stesso periodo del 2014. Con riferimento al totale delle assunzioni, poco più di 164.000 persone (pari al 65 per cento circa del totale) avrebbero trovato un impiego presso il settore dei servizi.

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Apprendistato Assunzioni Contratti di lavoro disoccupazione giovanile Garanzia Giovani Giovani Jobs Act Mercato del lavoro occupabilità Youth Guarantee

Jobs act, la “falla” che può penalizzare i giovani italiani

di Giancamillo Palmerini*

Con una raccomandazione all’uopo dedicata, l’Unione europea ha previsto, a partire dall’aprile del 2013,  l’istituzione e lo sviluppo in tutti i paesi membri, della cd. “Garanzia per i giovani”. In tale documento ci si auspica che, entro un periodo di quattro mesi dall’inizio della disoccupazione o dall’uscita dal sistema d’istruzione formale, i giovani cd. “Neet” ricevano un’offerta qualitativamente valida di lavoro, proseguimento degli studi, apprendistato o tirocinio. Il programma è, quindi, almeno nelle intenzioni delle Istituzioni Europee, un’occasione importante per rilanciare, anche dove questo non sia stato adeguatamente implementato come nel caso dell’Italia, l’istituto dell’apprendistato.

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#JobsAct o #JobsBack, i rischi di una norma che non segue la realtà

convegno

Oltre un migliaio di tweet con l’hashtag #JobsBack, centinaia di visualizzazioni in streaming. Questi i numeri del convegno dal titolo “#JobsAct o #JobsBack? Perché è sbagliato cancellare la legge Biagi” organizzato da Adapt e dall’Associazione Amici di Marco Biagi.
Tanti gli interventi, tutti accomunati da una forte preoccupazione per le decisioni che il Consiglio dei Ministri del 20 febbraio prenderà sul tema dei contratti atipici. Il giudizio che è risuonato di più, condiviso da tutti i relatori in forme diverse, è che il governo si sta allontanando dalla realtà del mercato del lavoro italiano, convinto di poter risolvere con norme restrittive i problemi a cui non sa rispondere.

Nello stesso momento in cui il Ministro Poletti anticipava la volontà del governo di cancellare co.co.co e co.co.pro, è giunta una forte risposta da parte dei protagonisti del convegno.

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Jobs Act. I numeri dei contratti che servono a Renzi e Poletti

Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali

di Giancamillo Palmerini*

L’ultimo rapporto disponibile sulle comunicazioni obbligatorie, relativo al terzo trimestre del 2014, ci racconta, attraverso lo studio e l’analisi di questo prezioso dato amministrativo, le dinamiche che stanno attraversando il nostro mercato del lavoro alla vigilia di una significativa, e per molti aspetti storica, riforma delle regole che lo governano (il cosidetto Jobs Act). Il rapporto ci dice come nel terzo trimestre del 2014 siano stati 2.474.112 i nuovi contratti di lavoro, dipendente e parasubordinato, avviati, ben 60 mila, è opportuno sottolinearlo, in più rispetto allo stesso trimestre del 2013 (+2,4%).

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Articolo 18 associazione in partecipazione Assunzioni Collaborazioni a progetto Commissione Lavoro Contratti di lavoro contratto a tutele progressive Delega Lavoro disoccupazione Economia Italia Jobs Act Occupazione Senato

Jobs Act, Sacconi: no a logica “pochi ma buoni”

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Può essere davvero pericolosa per molti lavori la coniugazione di una flessibilità incerta in uscita con una rigidità certa in entrata. Se le vecchie regole sono figlie dell’epoca dello sviluppo certo, le nuove devono incoraggiare il lavoro nell’epoca delle incertezze.

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Assunzioni Contratti di lavoro disoccupazione disoccupazione giovanile Economia Europa Giovani Istituto Toniolo Italia Lavoro privato Mercato del lavoro NEET Occupazione Studi Varie

Istituto Toniolo: per i giovani italiani poca fiducia nella ripresa

La principale causa della disoccupazione e’ attribuita dal 37,3% dei giovani intervistati, ai limiti della domanda nel mercato del lavoro, considerata sia ridotta come quantità sia bassa come qualità, a cui va aggiunta una mancanza d’investimenti in ricerca e sviluppo. E’ quanto emerge dal secondo rapporto su “La condizione giovanile in Italia-rapporto giovani 2014“, promosso dall’Istituto Giuseppe Toniolo in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore e con il sostegno di Fondazione Cariplo e di Intesa Sanpaolo.

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Lavoro: nel 2033, gli occupati over 50 saranno 22,5 milioni

Sono due milioni i posti di lavoro vacanti nella Ue, secondo la Commissione europea. “Alti livelli di disoccupazione continuano a coesistere con un alto numero di posti liberi, due milioni, cio’ indica che ci sono lavoratori che non dispongono della qualificazione e delle capacita’ necessarie” per poter soddisfare le esigenze delle imprese, ha indicato la responsabile degli Affari sociali Marianne Thyssen.

In Italia la popolazione aziendale invecchia e la vita del lavoratore si allunga. Se nel 2013 si contavano 17 milioni di individui over 50, si prevede che saranno 22,5 milioni nel 2033. Cambiano le fasi della vita e del lavoro, con le soglie anagrafiche di entrata e uscita dal mondo del lavoro slittate avanti di circa 10/15 anni: se a metà del secolo scorso una persona si affacciava al lavoro tra i 15 e i 18 anni per poi uscirne entro i 60, oggi si tende a entrare nel mercato del lavoro fra i 25-30 anni per uscirne verso i 65/70. Gli occupati over 50 sono aumentati di 1,6 milioni tra il 2004 e il 2012, anche se è cresciuta la disoccupazione per questa fascia di età (6%).

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Articolo 18 Assunzioni Commissione Lavoro Contratti di lavoro contratto a tutele progressive flessibilità flexicurity Gino Giugni giusta causa Italia Jobs Act Licenziamenti Licenziamenti disciplinari Mercato del lavoro Occupazione Senato

D.Lgs. tutele crescenti. La relazione di Maurizio Sacconi

Lo schema di decreto legislativo in esame è stato predisposto in attuazione della normativa di delega di cui all’art. 1, comma 7, lettera c), della L. 10 dicembre 2014, n. 183. Quest’ultima ha previsto la ridefinizione, per le nuove assunzioni, del contratto a tempo indeterminato sulla base di tutele crescenti del lavoratore in relazione all’anzianità di servizio con lo scopo di renderlo più conveniente per il datore di lavoro nell’epoca delle grandi incertezze. La normativa di delega appare rivolta a sostituire un regime fondato sulla reintegrazione nel posto di lavoro, se il giudice imponderabilmente non approva l’operato dell’imprenditore, con un regime fondato su un indennizzo di entità predeterminata crescente con il crescere dell’affidamento reciproco tra le parti.

Scarica la relazione di Maurizio Sacconi sul provvedimento

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