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anniversario Blog Marco Biagi

19 marzo 2002 – 19 marzo 2020, ricordando Marco Biagi Oggi alle 14.30 in diretta il webinar ADAPT

Cari amici e gentili lettori,


il 19 marzo di diciotto anni fa veniva assassinato Marco Biagi. In questi giorni le analisi e i pensieri sono tutti concentrate su altro, giustamente. Noi non vogliamo comunque rinunciare a una testimonianza e lo faremo questo pomeriggio, tra le 14.30 e le 15.30, in diretta streaming a questo link con un breve seminario

Lo facciamo non solo e non tanto per senso del dovere. Non sta a noi ricordarne la figura pubblica e il ruolo di servitore dello Stato. E del resto, come lo stesso Marco ebbe modo di sottolineare nel ricordare il suo Maestro, Federico Mancini (Marco Biagi, Federico Mancini: un giurista “progettuale”, The Johns Hopkins University – Bologna Center, Bologna, March 2001, pp. 3-11), «credo che non avrebbe gradito una commemorazione». Anche oggi, dunque, ci fermeremo per qualche minuto e lo faremo con chi vorrà seguirci in modo da tenere vivo un pensiero e anche un peculiare metodo di lavoro che trovava e trova nel confronto coi giovani una linfa vitale. Ci riferiamo a giovani studiosi, sindacalisti e operatori del diritto e del mercato del lavoro che magari non lo hanno mai conosciuto di persona e che però possono ancora oggi “incontrarlo” attraverso i suoi scritti, la sua progettualità e il suo impegno per un mercato del lavoro più giusto e inclusivo. Questo è il tema di cui dibattiamo in questi giorni, in piena emergenza sanitaria, e questo tema non può essere affrontato correttamente se non attraverso impegno civile, passione e, appunto, un metodo che un “giurista di progetto” come Marco Biagi chiamava il metodo del diritto delle relazioni industriali.

Riteniamo che questo pensiero e questo metodo siano ancora oggi vivi. Lo dimostrano, crediamo, la vitalità e la storia di ADAPT che proprio quest’anno è arrivata ai venti anni di vita grazie a una felice intuizione di Marco che ha sempre creduto in una idea di Scuola intesa come un gruppo legato da stima collettiva e capace di condividere un progetto comune.

Per chi volesse approfondire questa storia e la sua originaria dimensione di “bottega artigiana” Condividiamo con voi in questa occasione in formato open access il libro Morte di un riformista (Marsilio, 2002). 

Ci troviamo tra poco a questo link per tenere viva e dare un senso a questa storia che ci vede tutti impegnati a costruire assieme un futuro del lavoro migliore. 


Michele Tiraboschi
Direttore Scientifico ADAPT

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Amici Marco Biagi anniversario Blog Marco Biagi

Il mio canto libero/ Da Biagi le intuizioni per uno Statuto dei diritti e dei doveri della persona attiva

Pubblicato su Bollettino ADAPT

Nel 2001 Marco Biagi scriveva nel suo Libro Bianco che “non può certo essere condiviso l’approccio ….. di estendere rigidamente l’area delle tutele senza prevedere alcuna forma di rimodulazione all’interno del lavoro dipendente”. Nel momento in cui prevedeva il progressivo superamento della tradizionale separazione tra autonomia e subordinazione della prestazione, egli infatti immaginava “un nucleo minimo di norme inderogabili”, soprattutto di specificazione del dettato costituzionale, al di sopra del quale riteneva “opportuno lasciare ampio spazio all’autonomia collettiva e individuale” per declinare in prossimità le nuove tutele reali come la formazione. Con l’aggiunta di un avvicinamento dei regimi previdenziali. Impostazione, la sua, largamente disattesa da chi oggi, di fronte alla necessità di ripensare il sistema di protezioni nella rivoluzione cognitiva, decide la secca estensione della disciplina del lavoro subordinato a tutte le attivita prestate in favore di terzi. Si tratta di una prima attuazione della “Carta dei diritti universali” proposta dalla Cgil che implica l’applicazione di tutte le tutele previste dall’ordinamento a tutti. A partire dal ben noto art.18 che, in effetti, se dovesse essere riconosciuto come un diritto (e non come una tutela), dovrebbe estendersi anche a quella metà circa di lavoratori cui oggi non si applica. La tesi ha una sua popolarità corrispondente alla crescente insicurezza generata dai profondi cambiamenti nei modi di produrre e lavorare. Eppure non è difficile immaginare, anche alla luce di recenti sperimentazioni, come una tale rigidità avrebbe il solo effetto di ridurre ulteriormente il monte ore lavorate e di incoraggiare l’effetto sostitutivo delle macchine. La grande depressione economica, che potrebbe seguire la terribile diffusione virale, accentuerebbe la portata negativa di questo tipo di decisioni. Marco Biagi fu probabilmente il primo giurista italiano (e non solo) a dedurre dai primi segnali della fine del fordismo la necessità di una nuova architettura regolatoria del lavoro. Non pretendeva di conoscere il mondo nuovo ma, intuendo che sarebbe stato denso di incognite e di variabili, immaginò il passaggio a quella disciplina duttile e mutevole dei rapporti di lavoro che solo la contrattazione di prossimità avrebbe potuto consentire. Parlo’ quindi di Statuto dei Lavori per sottolineare la fine della omologazione del lavoro. Egli, ancor più, ci ha però avvicinato all’idea di coniugare i diritti e i doveri di ciascuna persona attiva, che lavora o vuole lavorare, evidenziando la inevitabile connessione tra le tutele pubbliche o collettive e la responsabilità di ciascuno. Basti pensare al primario obiettivo della autosufficienza nel mercato del lavoro quale si realizza attraverso la buona formazione. Questa è qualificabile non solo come un diritto ma anche come un dovere perche’ rappresenta la più efficace tutela per la occupabilita’ della persona ed insieme come il migliore contributo alla competitivita’ dell’impresa e dell’economia nazionale. Dovere verso se’ stessi e verso il proprio contesto relazionale. Nondimeno evidente e’ la connessione tra diritto e dovere nel caso di sussidi che devono rappresentare una tutela transitoria giustificata dal contestuale impegno per una nuova occupazione. Perfino nel caso della salute e sicurezza la Cassazione ha affermato che “il sistema della normativa antinfortunistica si è evoluto, passando da un modello “iperprotettivo”, interamente incentrato sulla figura del datore di lavoro, quale soggetto garante investito di un obbligo di vigilanza assoluta sui lavoratori, ad un modello “collaborativo”, in cui gli obblighi sono ripartiti tra più soggetti, compresi i lavoratori”. Insomma, ogni diritto diventa sostenibile ed effettivo grazie ad un corrispondente dovere.

Più il mondo cambia, più troviamo ancora ispirazione nel suo spirito di “rottura” degli schemi tradizionali cui si aggrappano invece i suoi (culturalmente) fragili avversari.

Maurizio Sacconi



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anniversario Ugl

68mo Anniversario di fondazione della Ugl

68mo Anniversario di fondazione della Ugl
Roma, 23 marzo 2018
Sintesi intervento di Maurizio Sacconi

Come produrre regole utili a favorire l’obiettivo di “più lavori, migliori lavori” al tempo della quarta rivoluzione industriale?

Il Rapporto sul futuro del lavoro approvato dalla Commissione Lavoro del Senato ha constatato il progressivo primato del contratto sulla legge quale fonte di regolazione che, ove più ove meno, sta prevalendo in tutti i Paesi europei. La rivoluzione tecnologica ha impresso velocità ai cambiamenti. Abbiamo bisogno di strumenti agili con cui dare valore al lavoro in ogni circostanza. La legge e’ rigida, monolitica e difficilmente modificabile. Il contratto e’ duttile, plurale e facilmente sostituibile. Ieri il primato della legge si giustificava con una economia stabile e con la prevalenza della produzione industriale seriale che faceva tendenzialmente uguali i lavoratori. Ora la legge rincorre la realtà senza raggiungerla. Il contratto, invece, può accompagnare e orientare i comportamenti reali. Ne abbiamo bisogno perché il salto tecnologico potenzialmente porta buoni frutti in quanto capacita le persone. Interviene tuttavia in un Paese già segnato da una persistente dimensione di lavoro nero, da una forte quantità di lavori ripetitivi, da una atavica propensione a sostituire il lavoro con le macchine, da forti dualismi territoriali, per cui potremmo avere ricchezza e lavoro concentrati in pochi territori, in poche persone.

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anniversario Marco Biagi

Ricordando Marco Biagi

Intervento introduttivo di Maurizio Sacconi nel convegno Adapt-Amici di Marco Biagi su “La professionalità nella contrattazione“.
CNEL. Roma, 15 marzo 2018

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