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Ve lo dico alle sei/ Manovra: governo contrario a emendamenti scioperi

Come era prevedibile il governo e la maggioranza hanno bocciato per ragioni di merito gli emendamenti sull’obbligo di comunicazione anticipata della adesione individuale e della revoca collettiva dello sciopero nei trasporti così da proteggere gli utenti dall’effetto annuncio. Gli emendamenti erano stati giudicati ammissibili e avrebbero alimentato le entrate tariffarie delle aziende di trasporto. Si conferma così la indisponibilità del governo a mettere ordine negli scioperi poco rappresentativi nonostante le dichiarazioni del ministro Delrio e dello stesso presidente Renzi. Così come il governo non protegge le grandi aziende della logistica distributiva dalle azioni illegali di minoranze sindacali. La sinistra, alla prova dei fatti, non è mai in grado di garantire ordine e sicurezza.

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Ve lo dico alle sei/ Pensioni: sistema disordinato che un senso non ce l’ha

Reputo un errore la opinabile segmentazione della società che emerge dal pacchetto pensioni del governo. Se è giusto distinguere come sempre si è fatto i lavori usuranti, sono discrezionali perché privi di elaborazione scientifica i lavori gravosi. Quale lavoratore non è portato a ritenere di avere avuto un lavoro stressante come una maestra d’asilo? In questo modo si accentuano le sperequazioni già prodotte dalle norme di favore per giornalisti, bancari, esodati ed altri. Sarebbe invece stato necessario introdurre il rallentamento dell’età di vecchiaia per tutte le donne adulte e, in prospettiva, caricare sullo Stato i contributi figurativi per comportamenti attivi ritenuti socialmente rilevanti come la procreazione, la cura degli altri, la formazione. Occorre insomma dare un senso alle cose e non accentuare un sistema disordinato che un senso non ce l’ha.

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Ve lo dico alle sei/ Art. 18: contesa ridicola perché reintegrazione ancora possibile

A sinistra se la fanno e se la dicono. La contesa simbolica sull’art.18 è ridicola perché il jobs act non ha cancellato, come negli altri Paesi europei, la sanzione inderogabile della reintegrazione che si applica in alcuni casi estensivamente interpretati dalla giurisprudenza. Per altro verso, il vero strumento di tutela del posto di lavoro è oggi una vera formazione. Sintomatica è invece la difesa della reintegrazione da parte del M5S a conferma della sua definitiva collocazione a sinistra.

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Ve lo dico alle sei/ Pensioni: rallentare passaggio a 67 donne adulte

Il nodo delle pensioni si esalta nell’attesa del voto per cui trovano poco spazio le tesi riformiste. Il governo continua nella linea delle deroghe ai rigidi criteri della legge Fornero inventando, senza alcuna base scientifica, i lavori gravosi. Ma le deroghe a esodati, precoci, giornalisti, bancari ed altri sono già costate circa 20 miliardi e hanno diviso la società. Sarebbe più comprensibile un rallentamento del passaggio a 67 anni per tutte le donne adulte cui la riforma ha spostato in un sol colpo l’età di pensione quando già erano prossime all’età precedente. Come è noto le donne raramente raggiungono una età anticipata di pensione per anzianità contributiva perché hanno avuto percorsi lavorativi discontinui. Sarebbe poi opportuno favorire gli accordi e i versamenti volontari, come lo stesso recupero del periodo di laurea, per l’anticipo di pensione.

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Ve lo dico alle sei/ Equo compenso: ora interpretazione lineare e non capziosa

Non è che l’inizio, l’impegno continua. La norma è invero pasticciata e costruita sulla categoria degli avvocati che spesso subiscono convenzioni unilaterali redatte da contraenti forti. Ma il tema è generale ed ora si tratta di dare la lettura più semplice del secondo comma dell’articolo in cui si afferma il principio del divieto di clausole vessatorie per tutti i lavoratori autonomi, pena la loro nullità a solo vantaggio del prestatore. Lo stesso terzo comma, ad una lettura non contorta, appare impegnare le pubbliche amministrazioni a garantire l’effettività di quello che chiama “il principio dell’equo compenso”. Si presume per sé e per gli altri committenti perché il contrario sarebbe paradossale e discriminatorio. Aperto è il nodo dei riferimenti ai professionisti privi di parametri perché non regolati. Ma può soccorrere la regolazione civilistica attraverso gli “usi” che il sistema camerale è in grado di rilevare. Ora il passaggio alla Camera consentirà di impegnare il governo a queste letture “naturali” senza le interpretazioni capziose di chi ha subito e mal digerito questo diritto generalizzato.

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Ve lo dico alle sei/ Jobs act: due sinistre ugualmente vecchie.

La contrapposizione tra Renzi e Bersani sull’art. 18 è oggettivamente datata e irrilevante. È vecchia la sinistra che vuole ripristinare il testo precedente al jobs act ma è vecchia anche la sinistra che ne difende la nuova versione. Sono infatti entrambe lontane dal pacchetto Macron che per incoraggiare le assunzioni riduce addirittura l’indennizzo del licenziamento illegittimo. Mentre noi, unico Paese europeo, conserviamo anche con il jobs act la reintegrazione come sanzione possibile e non convertibile. A ciò si aggiunga che la tutela vera del lavoro è oggi garantita dalle competenze per cui contano la buona istruzione e la buona formazione. Ma tutte e due le sinistre difendono i docenti e non gli studenti come dimostrano le stabilizzazioni di massa a prescindere dalle esigenze educative, i percorsi universitari costruiti sulle cattedre da aggiungere, i progetti formativi autoreferenziali di molti enti regionali.

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Ve lo dico alle sei/ Pil: trionfalismi ingiustificati, sotto di oltre cinque punti al 2008

I dati italiani ed europei sull’andamento del Prodotto lordo descrivono una complessiva crescita nell’Unione e la conferma tuttavia del differenziale tra l’Italia ed i principali Paesi con cui si confronta. Ogni trionfalismo è quindi ingiustificato tenendo oltre a tutto conto dei tre giorni lavorativi in più. Siamo purtroppo ancora indietro di oltre cinque punti dai livelli di sviluppo del 2008. Manca alla crescita italiana una più robusta componente interna quale l’edilizia potrebbe concorrere a dare. Ma sarebbe necessaria una significativa riduzione della pressione fiscale sugli immobili che la Legge di bilancio non dispone.

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Ve lo dico alle sei/ Dl fisco: estendere equo compenso a tutti i professionisti

Nel residuo tempo di questa legislatura sarebbe davvero cosa buona e giusta l’introduzione dell’equo compenso delle prestazioni professionali a partire dai contraenti “forti” come le pubbliche amministrazioni. L’emendamento del relatore al dl fisco offre quindi l’opportunità per una più equilibrata estensione a tutte le professioni, ordinistiche e non. Ogni motivo “tecnico” per non farlo nasconderebbe solo un dissenso politico.

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Ve lo dico alle sei/ Sciopero trasporti: emendamenti in manovra aumentano entrate tariffarie

Anche se si deve riconoscere alla Cgil l’usuale rispetto delle “fasce protette”, spiace ora constatare anche la sua resistenza a norme più tutelanti il diritto alla mobilità. Eppure la vicenda legislativa per un migliore equilibrio tra diritto alla mobilità e diritto di sciopero assomiglia molto all’”albero di Bertoldo”. A parole il segretario del Pd Renzi e il Ministro dei trasporti Delrio hanno più volte detto che serve una nuova regolazione e che tocca al Parlamento produrla. Ma ogni volta che da co-relatore ho tentato di incalzare governo e maggioranza su un testo definito le risposte non sono mai pervenute. Anzi, avendo prima proposto un testo delega mi è stato paradossalmente richiesto dal primo partito di governo un testo dispositivo che ho da mesi consegnato all’altro relatore e all’Esecutivo senza avere più notizie. Ora di quel testo ho preso, e presentato in legge di bilancio, i due articoli che hanno una diretta e immediata incidenza sulle entrate tariffarie delle aziende di trasporto perché obbligano sindacati e singoli a comunicare in anticipo tanto la revoca della azione collettiva quanto l’adesione individuale. In questo modo le aziende garantiscono agli utenti la perfetta informazione sui mezzi funzionanti e così soddisfano contemporaneamente gli utenti stessi e il proprio equilibrio finanziario. Come si vede sarebbe materia propria di una legge di Bilancio perché influisce indirettamente sui trasferimenti dal fondo nazionale trasporti. Non tocca peraltro il diritto di sciopero ma ne rende trasparente l’esercizio senza i danni prodotti dal solo effetto annuncio anche in presenza di poche adesioni.

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Ve lo dico alle sei/ Sciopero: presentato emendamento su comunicazione anticipata adesione

Ho presentato oggi l’emendamento alla legge di Bilancio per tutelare gli utenti attraverso l’obbligo di comunicazione anticipata tanto della revoca quanto dell’adesione individuale. Così saranno per tempo noti i vettori operativi nel giorno di sciopero. Anche oggi lo sciopero ha avuto poche adesioni ma il solo effetto annuncio ha indotto molti a rinunciare ad un viaggio, spesso per lavoro o per salute, oppure a prendere la propria auto. Delrio e Renzi ci dicano se sono d’accordo perché in tutta la legislatura ho tentato inutilmente di condurre ad approvazione la legge. Ora sarebbero già importanti quelle due disposizioni per tutelare il diritto alla mobilità e quello allo sciopero.

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