Author Archives: Maurizio Sacconi

Dati ISTAT

ISTAT, lavoro: andamento ancora instabile

La periodica rilevazione ISTAT su febbraio disegna un mercato del lavoro ancora instabile come instabile è stato l’andamento della produzione nel primo periodo dell’anno. In termini tendenziali si conferma tuttavia il miglioramento sull’anno precedente. Ora confidiamo negli effetti congiunti della decontribuzione e delle nuove regole sul lavoro anche se dobbiamo contemporaneamente rianimare i consumi interni riducendo la pressione fiscale dei Comuni sugli immobili.

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Alle Sei

Ve lo dico alle sei/ Una destra repubblicana ed europeista. Il modello Francia

Il voto francese può essere un utile riferimento per il futuro politico dei paesi mediterranei. In particolare, accanto ad una destra no-euro trova consenso una destra repubblicana ed europeista. Non area molle ma corpo politico fermo nei principi della tradizione, liberal popolare perché difensore del capitalismo familiare e diffuso, repubblicano perché figlio dell’idea, “una nazione uno Stato”, europeista nel senso di un’Europa confederazione di Stati sovrani.

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contrattazione collettiva

Landini: ha ragione nella sinistra, torto nella nazione.

Landini a suo modo ha ragione. La sinistra ha talmente e così a lungo criminalizzato Biagi, i contratti flessibili, la possibilità di superare lo Statuto dei Lavoratori che lui è rimasto lì, ove nessun vero confronto autocritico ha saputo innestare le ragioni della discontinuità. Ma egli ha torto rispetto ad una nazione che può ancora crescere se liberata da tasse e vincoli che includono il vecchio, pigro modello degli accordi centralizzati che irrigidiscono tutto e impediscono il collegamento tra salari e produttività.

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Alle Sei

Ve lo dico alle sei/ Il boom di contratti stabili dispiace alla Fiom

Nel giorno in cui le comunicazioni obbligatorie registrate dal Ministero del Lavoro segnalano un “boom” delle assunzioni a tempo indeterminato, il segretario della FIOM si accinge a manifestare contro la legge che le ha prodotte ipotizzando addirittura un referendum abrogativo. Strano ma non nuovo paradosso della sinistra tradizionale. Ora dobbiamo piuttosto andare avanti lungo la via tracciata dal job act, dalle tipologie contrattuali al nuovo Statuto dei Lavori, dal salario minimo alle relazioni industriali di prossimità, dagli ammortizzatori sociali alle nuove politiche attive fondate sul voucher ai disoccupati.

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Alle Sei

Ve lo dico alle sei/ Meno tasse e meno regole incoraggiano ad assumere

Si profila un significativo incremento di contratti a tempo indeterminato secondo le comunicazioni obbligatorie. Vi concorrono le nuove agevolazioni contributive che sono garantite a tutti senza limiti di finanza pubblica. E incoraggiano le nuove regole sui licenziamenti che assorbono i timori imprenditoriali in un’epoca segnata da variabili e incertezze. L’Istat ci dirà dell’andamento complessivo dell’occupazione. Sarebbe utile completare il quadro delle certezze regolatorie con gli altri decreti del jobs act dispersi nella negoziazione del Ministero del Lavoro con la Ragioneria dello Stato. E cominciare a pensare a come ridurre il cuneo fiscale sul lavoro anche nel prossimo anno a partire dalla detassazione dei salari aziendali collegati alla maggiore produttività.

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Alle Sei

Ve lo dico alle sei/ Manifestazione Fiom? Non la condivido ma la comprendo

La manifestazione di sabato, promossa dalla Fiom e alla quale ha aderito la stessa segretaria generale della Cgil, si rivolge soprattutto contro il jobs act. Non ne condivido i contenuti ma la capisco. Fino all’altro giorno la sinistra politica e sociale italiana ci ha spiegato l’equazione tra flessibilità e precarietà e ha fortemente colpevolizzato il pensiero e l’opera di Marco Biagi. In effetti la loro contrarietà corrisponde alla nostra soddisfazione. Il jobs act è la plastica dimostrazione di come un governo degli opposti, quali sono Area popolare e Partito democratico, possa nell’emergenza guardare concretamente alle cose che servono alla società e non a quelle che corrispondono agli astratti teoremi ideologici.

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Alle Sei

Ve lo dico alle sei/ Utile la legge sulla partecipazione, dannosa la regolazione dei corpi sociali

Concluse oggi audizioni su disegno di legge in materia di partecipazione dei lavoratori all’impresa. Sentita società Auchan per sua esperienza di diffusione dell’azionariato tra i dipendenti. Lavoriamo a una soft law, ad una legge che cioè lascia libere e responsabili le parti aziendali di promuovere forme di coinvolgimento dei lavoratori nella vita dell’impresa. Legge utile quanto dannosa sarebbe la pretesa di regolare le libere forme di auto-organizzazione della società come associazioni di impresa o sindacati. Abbiamo già troppo contenuto per pensare di portare in tribunale anche i corpi sociali e gli accordi fra di loro.

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Alle Sei

Ve lo dico alle sei/ Politiche attive e Regioni

Il ministro Poletti vuole ridefinire le politiche attive del lavoro attraverso il dialogo con le Regioni. Ma le Regioni, quasi tutte, portano la responsabilità del loro fallimento. Non a caso anche il programma Garanzia giovani non dà risultati perché le Regioni hanno preteso che la sua operatività si dovesse collocare nel solco tradizionale. Al Senato abbiamo inserito nel jobs act il criterio di delega del voucher in mano al disoccupato, libero di scegliere il servizio di orientamento, collocamento e formazione di cui più si fida facendolo guadagnare a risultato. Questo sarà il bivio: o mettere soldi ancora in mano alle Regioni e alle loro politiche dell’offerta o metterli in mano ai disoccupati e alla concreta domanda di lavoro che essi esprimono.

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di domenica

Ve lo dico domenica. Tagli veri alla spesa

orologio

“La spending review è necessaria tanto per evitare l’aumento dell’Iva quanto per sostenere la riduzione strutturale della pressione fiscale sul lavoro e sugli immobili affinché riparta la domanda interna. Ma il vero taglio della spesa deve cambiare il sistema delle autonomie e il modello sociale. Costi standard e fabbisogni standard sono parametri per dare di più ai cittadini spendendo meno. E la soglia di commissariamento degli enti inefficienti deve essere abbassata in modo da inibire i cattivi comportamenti e non agire “a babbo morto”.

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Alle Sei

Ve lo dico alle sei/ Il dibattito sulle pensioni

Si è riaperto il dibattito sulle pensioni. Sconsiglio presidente INPS e Ministro del lavoro di parlarne ulteriormente. Ci pensino bene, si confrontino con la Ragioneria dello Stato e portino al Parlamento proposte concrete e sostenibili sulla sistemazione del nostro modello dopo la sovrapposizione di piu’ interventi. In particolare su:
1) flessibilità dell’età di uscita;
2) totalizzazione di tutti i versamenti perché nella logica contributiva nulla può andare perduto
3) agevolazioni fiscali più sensibili dei versamenti volontari del lavoratore o dell’ex datore di lavoro per periodi non lavorati o per recupero periodo di laurea.

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